giovedì 13 ottobre 2016

Il mio ricordo di Dario Fo

Non vado molto a teatro, per il semplice fatto che abito in provincia. Per andare a teatro (o all'Opera, che mi piace tanto, ma non frequento da una vita), spesso devo affrontare una migrazione e la pigrizia al 99,999% prevale. Però controllo sempre le stagioni teatrali dei due piccoli teatri più vicini, nel caso qualcuno di interessante vi capitasse per sbaglio.
Così capitò che fosse in programma nel teatro per paese vicino uno spettacolo scritto da Dario Fo, ma interpretato da Franca Rame. Era in programma, potrei sbagliarmi, nel novembre o dicembre 1997. Di certo ricordo che comprai i biglietti qualche mese prima.
Tra l'acquisto dei biglietti e lo spettacolo capitò che Dario Fo vincesse il nobel.

Quella sera, il teatro non era comunque pieno, nel paese, temo, il nome di Dario Fo era più associato a polemiche politiche che alla letteratura.
Non importa, io c'ero.

Che qualcosa non quadrava fu subito chiaro. Il palcoscenico si aprì con qualche minuto di ritardo, senza mostrare alcuna scenografia alle spalle. Sul palco, non Franca Rame, ma Dario Fo.

Era capitato, ci disse, che la scenografia non fosse compatibile con le dimensioni ridotte del teatro e che, sopratutto, Franca Rame non fosse stata bene quel pomeriggio, troppo tardi per avvertire gli spettatori. Quindi il fresco premio nobel aveva deciso di venire di persona, si scusava molto, ma non avendo nulla di nuovo pronto, se eravamo d'accordo avrebbe fatto alcuni pezzi da Mistero Buffo (che di per sé è lunghissimo).
Quindi in un teatro più vuoto che pieno sono stata una delle prime persone a vedere dal vivo Dario Fo post nobel.

Di lui si stanno già dicendo e si diranno tante cose. Io Dario Fo l'ho principalmente letto e visto rappresentato in registrazioni, appartengo a una generazione successiva alla maggior parte delle polemiche politiche. Non posso ergermi a giudice estetico, ma lo considero un autore imprescindibile, uno dei pochi ad essersi inserito nella tradizione letteraria italiana mostrandone a tutti l'intrinseca modernità.

Per me resterà comunque ancora più forte il ricordo di un uomo di teatro che rispetta enormemente il suo pubblico, al punto da dedicare uno spettacolo per cui avrebbe tranquillamente potuto farsi pagare il quintuplo (ricordo benissimo che il prezzo del biglietto, acquistato prima del nobel era irrisorio) a un gruppo sparuto di persone.
Fu una grande serata e una grande lezione.

27 commenti:

  1. Umiltà: ecco cosa distingue i grandi dai bravi. Bel ricordo. :)

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    1. Lo trovai un gesto di rara eleganza.
      (E "Mistero Buffo" dal vivo è impressionante, Fo aveva una forza vocale e mimica eccezionale)

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    2. Marisa Gaiardelli14 ottobre 2016 23:08

      Bel ricordo Antonella e voglio regalare a te ed ai tuoi amici un altro atto di generosità da parte di un grande.
      Eravamo partiti in otto da Omegna quel pomeriggio, andavamo alla Palazzina Liberty di Milano a vedere uno spettacolo di Dario Fo.
      Giovani, allegri, spensierati al punto di non aver letto neppure bene il calendario del teatro.
      Infatti quella sera lo spettacolo... non c'era.
      Delusi e ammosciati stavamo lasciando la palazzina quando Dario Fo uscì dalle prove in corso e saputa la cosa si dispiacque quanto noi.
      "Ma da dove venite?" ci chiese. "Da Omegna" rispondemmo. "Uhhh, No! Non vi posso mica lasciar tornare a casa così!!
      Andiamo almeno a mangiarci una pizza insieme.
      E fu così che cenammo con Dario Fo, da amici e pari. Lui ricordò tra risate, battute ed imitazioni le polemiche e anche le dure contestazioni ricevute durante le recite al teatro sociale di Omegna dallo zoccolo duro del partito comunista. Non avevano preso bene, disse, alcune sue prese di posizione.
      Applausi e contestazioni in ogni caso gli avevano fatto piacere e non li avrebbe dimenticati.
      Oh! La pizza gliela offrimmo noi, sia ben chiaro! Ma sapete di qualcun altro che abbia fatto un gesto simile??

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  2. Questo aneddoto è un omaggio bellissimo. Ti ho letto con una punta di rammarico per non essere mai riuscito a vedere un suo spettacolo dal vivo. Fo è stato tutto e il contrario di tutto, intelligente, arguto, giullare, fustigatore, difensore dei diritti. Un artista. Dalle esperienze giovanili nella Repubblica di Salò sino alla presa di coscienza di ciò che significa democrazia. Un uomo completo.

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    1. Di sicuro non è sempre stato dalla parte giusta, ma ho avuto l'impressione che parlasse sempre con sincerità. Di certo io ho avuto dimostrazione pratica che agiva perché sentiva di farlo e non per tornaconto.

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    2. Credo anche io, una grande perdita.

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  4. Purtroppo non posso dire di conoscere davvero l'arte di Dario Fo (me misera!),ma ricordo, da bambina, forse per merito di mio zio, di aver visto uno spezzone di uno spettacolo di Fo e mi aveva impressionato la vitalità con cui interpretava il pezzo.
    Pur vivendo nell'ignoranza della sua arte, le tue parole rappresentano, secondo me, l'omaggio più bello, pulito e sincero a un pilastro della nostra letteratura!
    Chapeau Anto!

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    1. Ti consiglio davvero di vedere dei pezzi da Mistero Buffo (inizia da Lazzaro), vale la pena. Oltre tutto i singoli pezzi durano 5/10 minuti, quindi sembrano fatti apposta per la nostra epoca dai ritmi spezzati.

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    2. PS: solo felice di trovarti qui!

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  5. Di Mistero buffo ricordo le parole della sigla cantata da Fo stesso. Ero davvero piccolo, ma guardai e capii Mistero buffo tanto era affascinante e semplice. Ha contribuito a farmi conoscere altre cose a partire da quella, soprattutto che c'era il teatro, l'inguistizia, la satira, l'uomo con mille sfaccettature. Dal vivo ho visto il Fo politico a Torino a favore dei No Tav. Credo che la sua grandezza non c'entra nulla con la politica, l'hanno capito in Svezia ma non in Italia, dove ci sono ancora categorie politiche sorpassate dalla storia.

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    1. Un sacco di grandi letterati in vita furono famosi per beghe politiche di cui ora tutti sono dimentichi (tranne i poveretti che si trovano a fare la tesi di laurea proprio su quello). Credo che tra cento o duecento anni i suoi testi saranno ancora letti e rappresentati (almeno i più importanti) e solo qualche esperto si ricorderà delle polemiche politiche che lo hanno circondato in vita.

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  6. Non sono mai riuscita a vedere un suo spettacolo dal vivo, solo registrazioni... ma probabilmente dipende anche a una questione d'età (oltre che geografica), perché ho iniziato ad interessarmi al teatro quando avevo quattordici anni e lui ne aveva ottanta.
    Come attore, mi è sempre sembrato straordinario. Magari potessi imparare metà della sua bravura nel raccontare!

    Come pensiero politico, sinceramente, non mi interessa. Ammiro gli artisti per la loro arte e se uno non condivide le mie idee politiche questo non lo rende meno artista. Se vuole fare anche attivismo politico, faccia quello che crede.
    Certo, forse sarebbe stato meglio tenere un po' più separate le due cose, secondo me: sto leggendo un suo libro, "Manuale minimo dell'attore" ed effettivamente è un po' fastidioso trovare, tra esempi e spiegazioni sulla storia del teatro, delle frecciatine ai politici del tempo. Però lui era fatto così e amen. Tra l'altro, a stento conosco i nomi a cui si riferisce, perché negli anni Ottanta non ero ancora nata!

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    1. Quando l'ho visto a teatro avevo 17 anni, è stata una fortuna, credo, che le sue opere piacessero ai miei, quindi ha sempre fatto parte del mio patrimonio culturale. Sinceramente le sue opere più importanti, Mistero Buffo in testa, hanno testi molto universali. Qui in Italia è quasi tutti lo considerano prima un attore e poi un autore, perché aveva una capacità scenica eccezionale ed era quasi impensabile non vedere lui a recitare una sua opera, mentre ero in Erasmus, però, ho capito che all'estero era considerato un autore. Le sue opere venivano (vengono) rappresentate da altri, tradotte, decontestualizzate da qualsiasi bega nostrana e funzionano.

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  7. Sarò sincera: io non lo amavo molto, però ne riconosco il valore artistico. Comunque ha dato un contributo importante alla storia del teatro e alla cultura in generale.

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    1. Secondo me alcuni autori vanno guardati anche da una certa distanza, per questo forse lo capiscono meglio all'estero che non qui. Poi, certo, ognuno ha i suoi gusti ed è giusto che sia così.

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  8. Anch'io conosco Dario Fo al di fuori della polemica politica, quindi non mi è piaciuta la mancanza di rispetto di molti che, sui social, hanno pubblicato senza remore parole quantomai offensive. Il rispetto per la vita (a prescindere da quanto una persona piaccia o meno) secondo me dovrebbe trascendere l'ideologia.

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    1. Al di là del rispetto x la vita, un autore va ricordato principalmente per la sua produzione artistica. Giudicarlo per una frase a un comizio senza averlo mai letto o visto a teatro non ha molto senso

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  9. Un aneddoto bellissimo! Grazie di questa straordinaria testimonianza!
    Sono sempre stata una fan di Dario Fo, la prima volta lo vidi in televisione. Avevo cica dieci anni e rimasi folgorata dalla genialità del suo Mistero Buffo. Da allora ho fatto salti mortali per seguirlo, inizialmente chiedendo a mia sorella, più grande di me di diversi anni, di accompagnarmi a teatro per seguire le sue rappresentazioni e, in seguito, andandoci in autonomia. Grazie a lui, a Carmelo Bene e a Streheler mi sono innamorata perdutamente del teatro e ancora oggi continuo a seguirlo con grande interesse. Tornando a Fo, devo aggiungere un fatto importante: non mi sono mai annoiata alle sue rappresentazioni e, anzi, ho sempre avuto l’impressione che ciascuna di loro fosse un’imperdibile occasione per imparare qualcosa, di nuovo e di diverso. Questo non è affatto un elemento banale. Sono passati tantissimi anni, eppure continuo a provare per lui e Franca Rame un afflato emotivo molto intenso. Ora che sono venuti a mancare entrambi mi rendo conto che il teatro ha davvero perso due grandissimi autori e attori. Ieri sera, sono passata a dargli il mio ultimo saluto, al Piccolo, e proprio in quel momento mi sono accorta che mi stavo accostando a lui come ad un parente molto caro. Ecco, probabilmente tutto questo è stato possibile perché Fo aveva dalla sua una marcia in più, tanta tanta tanta umanità.

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    1. Grazie a te per questa bella testimonianza e benvenuta sul blog!

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    2. Grazie a te per questa bella testimonianza e benvenuta sul blog!

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  10. Anch'io ahimé fra coloro che non hanno fatto in tempo a conoscerlo personalmente. Ho diverse amiche in ambito teatrale che seguirono i suoi laboratori in Umbria, ad Alcatraz, il borgo appartenente al figlio Jacopo dove lui ogni tanto si fermava a insegnare a gruppi di famelici apprendisti.

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    1. Wow! Chissà che esperienza!

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    2. Wow! Chissà che esperienza!

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