lunedì 28 aprile 2014

Sull'isola della mia giovinezza


Dopo oltre dieci anni sono tornata in Corsica
Per me la Corsica ha ben poco a che fare col binomio mare/sole.
Ho vissuto a Corte, nel centro dell'isola dal settembre 2001 al gennaio 2002 quando, grazie al programma Socrates/Erasum, ho potuto studiare presso l'università Pasquale Paoli.
La Corsica, quindi, per me non è terra di turismo o d'estate. Quella che ho conosciuto è un'isola di paesaggi sconfinati, dura e bellissima da vivere, abitata da gente coriacea, resistente come gli ulivi secolari. Una terra di cui innamorarsi pian piano, che non si svela volentieri agli occhi estranei, ma che è pronta a ricompensare la perseveranza e il desiderio di capire.
Avevo un po' paura a tornarci. 
Mi ero ripromessa di non andarci mai nel pieno della stagione turistica, perché quella non sarebbe mai stata, né avrebbe potuto essere la mia Corsica, ma anche adesso avevo paura di trovarla snaturata.

In questi oltre dieci anni la Corsica è cambiata, ovviamente. Quasi tutti i paesi di mare hanno raddoppiato la loro estensione e il turismo ha conquistato tutto il litorale, non solo le roccaforti a cui un tempo era relegato. Eppure è bastato davvero poco per ritrovare l'Isola della Mia Giovinezza.
Le cose che più avevo amato, le ho ritrovate tutte:

- La generale sensazione di cura e pulizia.
L'aria ha un odore diverso in Corsica, lo diceva già Napoleone. Profuma di pulito. Un pulito che non è dovuto solo all'assenza di industrie, ma anche alla cura del territorio. C'è povertà, a volte, in Corsica, ma non ho mai trovato incuria.

- I falchi.
Credo non ci sia posto in Corsica in cui, alzando gli occhi al cielo, non si vedano sempre almeno due falchi. Basta cercali e loro sono lì, a vigilare su di noi.

- I sapori.
Sarà banale, ma in Corsica si mangia benissimo. Con gli animali che pascolano in semi libertà nel maquis, la lussureggiante macchia mediterranea, carni e formaggi non possono che essere deliziosi. E il Muscat di Patrimonio è in assoluto la cosa migliore che io abbia mai bevuto

- La lingua e la gente
Il corso discende in gran parte dall'italiano medioevale. Nel nord è forte l'influenza toscana. A volte ho l'impressione che nella lingua dei vecchi corsi ci sia un'eco della voce di Dante.
La gente è spesso dura, diffidente, con problematiche a volte difficilmente comprensibili dall'esterno, ma è piena di saperi antichi e di passioni che è pronta a regalarti non appena capisce che l'interlocutore ha verso di essi un vero interesse.

Quindi andate in Corsica. Se potete, non andateci d'estate. Se potete, andateci con calma. Prendetevi il tempo per uscire dagli itinerari più battuti. Basta una manciata a volte risibile di chilometri per passare dal turismo di massa a luoghi segreti e antichi.
Se potete, andateci in primavera e i fiori della macchia vi ripagheranno di ogni fatica


6 commenti:

  1. Risposte
    1. Qui invece soffriamo di problemi psicologici dovuti al ritorno... Comunque la massima con cui ci siamo consolati, ieri, salendo sul traghetto è "il mondo è comunque migliore, quando si sa che la Corsica esiste"

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  2. Sindrome da rientro in pieno? significa che la vacanza è stata rigenerante. Mai stata in Corsica, le tue foto sono splendide. Buon rientro allora. Bacione

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    1. Conosco la Corsica solo da turista poco marina, ma nel tuo post ho ritrovato le mie impressioni di qualche anno fa insieme ai tuoi approfondimenti. Una bella terra, dove tornare.

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    2. Sì, davvero spendida!

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