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mercoledì 1 giugno 2022

Il mio racconto "La nave di Hilde" su Urania "L'ultimo cerchio del paradiso"


 Sono ancora qui!

Chi lo avrebbe mai detto? Io, ad esempio, ad un certo punto ne ho dubito. Perché Maggio è, sempre, "il mese che uccide tutti i prof". È una corsa a ostacoli tra i documenti da compilare, tutti in ordine e tutti bene (alcuni hanno dei non trascurabili valori legali nel remoto caso in cui qualche famiglia facesse ricorso). Quest'anno poi ho anche pescato un paio di non trascurabili carte imprevisti tipo "mio papà si rompe un ginocchio e si prende, di nuovo, il covid" o "arrivo in classe di alunni ucraini con evidenti tracce di stress post traumatico e non parlanti alcuna lingua a me nota", questa da leggersi anche come "chi lo avrebbe mai detto, ti trovi a spiegare Napoleone con il traduttore di Google!". Maggio quindi è stato incasinato e surreale, come ormai è tipico della mia vita, ma un po' più del solito. Però sono ancora qui. E, lo posso scrivere nero su bianco, su Urania.


Su Urania di giugno, infatti, in coda al romanzo "L'ultimo cerchio del Paradiso" c'è un mio racconto, La nave di Hilde.

Non farò finta di non esserne super felice e orgogliosa. Io pubblico poco, pochissimo. Pubblico poco per vari motivi che dipendono principalmente da me. Come autrice voglio fare l'autrice, non l'ufficio stampa, l'addetta alle pubbliche relazioni, la promoter. Non propongo i miei scritti ad editori che non si occupino di questi aspetti. Peggio. Non propongo i miei scritti per pubblicazioni che non stimo. Io, nel mio piccolo, quel poco che faccio, voglio che stia là dove sono i miei miti. E i miei miti in fatto di fantascienza oggi si chiamano Le Guin, McMaster Bujold, Jemisin, McDonald, solo per citare i primi che mi vengono in mente. Di ciascuno di questi autori ho almeno un volume appartenente a una collana di Urania. Quindi che uno dei miei racconti stia su Urania è, né più né meno, uno dei sogni della mia vita che si realizza. Poi, sia chiaro, mi crea anche tantissima ansia da prestazione. Perché il racconto non è in coda a un romanzo qualsiasi, ma uno inedito in Italia, per cui c'è non poca attesa, come testimoniano i commenti al Blog di Urania. Il che giustifica il mio entusiasmo e la mia paura. Non prego che il mio racconto sia letto. So già che verrà letto. Devo "solo" sperare che piaccia.


La nave di Hilde

Da dove nascono i racconti? Dall'inconscio, ovviamente, dallo scantinato della mente, dove le idee fermentano e poi risalgono con la loro forma già concreta fino alla mente cosciente. Ma a volte c'è qualcosa, un fatto concreto che permette di aprire la porta che conduce in cantina e permette al racconto di uscire con più facilità. In molti casi per me è un'arrabbiatura. Un'arrabbiatura specifica, quando ho a che fare con una storia di cui secondo me è stato buttato il potenziale. Quando si risveglia prepotente la parte meno trattabile del mio carattere che urla a gran voce "io però l'avrei fatta meglio". "Ah sì?" ribatte la Beghina, l'organizzatrice della mia mente, "Allora fallo".

Nel caso specifico questo racconto viene da un film La nave sepolta . L'idea di base mi sembrava bellissima, sopratutto per me che ho studiato archeologia. C'è una nave sepolta nel tuo giardino. Qualcuno deve tirarla fuori. Non si sa cosa c'è dentro. Non si sa cosa c'è dentro di te, cosa verrà fuori da te mentre scavi la nave. Bellissimo. Il film l'ho lasciato a metà. Una noia abissale. Lunghissimo, come sono lunghissime e prolisse le storie oggi che vanno sulle piattaforme e sembra che il montaggio se lo siano tutti dimenticati.

Facciamo una cosa più breve, quindi. Però che bella la nave che emerge pian piano. Aliena col suo provenire da un altro tempo. Aliena, con il suo provenire da un altro tempo. A forma di manta, non di nave. Non è bellissimo un relitto a forma di manta che fluttua nello spazio? Cosa dare per poterci salire, per essere la prima salirci? Che cosa ci scoprirei di me stesa? Quanto è pericoloso? Ed eccola emergere dal mio inconscio, già completa, la bellissima nave che viene da un altro tempo che fluttua nello spazio e la piccola storia che ci gira intorno.

Un amico mi ha chiesto quanto questo racconto sia ispirato alla canzone La casa di Hilde di de Gregori. Non lo so. Ma ovviamente conoscevo anche la canzone e una parte nella fermentazione dell'idea deve pur averla avuta.

So invece da dove viene un personaggio, l'unico personaggio che io abbia preso (quasi) pari pari dalla realtà. Il gatto Calibano è il gatto di mio marito (Orlando Calibano Nerone, Primo del Suo Nome):



E Calibano ci presenta una chicca che voglio condividere con voi, il libro che sto terminando: I sogni si spiegano da soli della mia amata Ursula K.Le Guin.

Perché in qualche modo gli scritti della Le Guin arrivano a me sempre al momento giusto, né prima né dopo. Da bambina quelli per bambini, da adolescente quelli da adolescente e da adulta sempre quelli giusti. E così ora in questa raccolta di scritti è arrivato a me il piccolo saggio sulle madri scrittrici. Che mi ricorda, ci ricorda, che è un falso mito quello che i libri siano "figli" e come tali escludano la possibilità di altri figli. Che le donne possono essere madri, rimanere senza figli e dedicarsi alla carriera, anche intellettuali o possono essere madri e dedicarsi alla carriera intellettuale. Essere madri e scrittrici, buone o pessime, come madri e come scrittrici a seconda del proprio talento e del proprio impegno e non pessime per forza in una cosa, dato che si è anche l'altra.

È stato bello, oggi, leggere queste frasi:

"I bambini piccoli mangiano i libri. Ma poi sputano dei pezzetti che possono essere incollati (...) e quindi la cosa è sì, terribile, ma non così terribile".

E quindi oggi, proprio oggi, esce nella collana che pubblica i miei miti letterari, un racconto confezionato secondo le indicazioni del mio Mito letterario: incollando i pezzettini (di vita, di idee) smangiucchiate da mia figlia nel bel mezzo di una pandemia mondiale.


Per chi volesse leggere qualcos'altro (sempre fatto a partire da pezzettini masticati e incollati), c'è il nuovo capitolo de L'assedio degli angeli

martedì 29 marzo 2022

Da dove nascono le storie


 Mia figlia mi ha appena ricordato che sto per compiere 42 anni e pertanto inizio ad avere un'età tale da poter fare archeologia personale. Scoprire oggetti dimenticati che portano a galla ricordi, echi di una vita ormai dimenticata.

Ho quasi 42 anni e scrivo storie. A volte come una bambina, per me stessa, per consolarmi (lo ammetto, in questi giorni spengo i programmi di informazione e vado avanti con una storia del tutto inutile a livello editoriale, che sto scrivendo solo per consolarmi) a volte con la speranza di intrattenere altri, solo per il fatto di avere qualcosa da raccontare.
Non so dove sia Il Mondo Da Cui Arrivano le Storie. Ho spesso la sensazione che ci sia, però, un posto, un universo parallelo, un luogo della mente da cui le storie filtrano, già finite e concluse in se stesse. Io devo dipanarle, osservarle e trovare la forma migliore con cui raccontarle.
Alcune storie sono con me da così tanto tempo che mi sembra che ci siano sempre state. Ma non è così. C'è stato un momento preciso in cui ho deciso di dedicare del tempo a fermare in parole quelle storie intraviste (non è una metafora) dal finestrino di un treno.

Qualche mese fa a casa dei miei genitori mia figlia ha dato prova di quel talento tipico dei bambini di ritrovare cose che si ritenevano perdute. Nello specifico, la mia collezione di cartoline. Dagli anni delle medie in poi ogni volta che andavo da qualche parte portavo a casa delle cartoline, oggetto antico e ormai desueto, che poi usavo come segnalibri. Sull'onda del mio ritrovato entusiasmo per la lettura e alla ferma decisione di leggere di più, in barba agli impegni scolastici, genitoriali, alle pandemie e alle guerre globali, ho portato a casa la collezione per utilizzarla di nuovo allo scopo per cui era stata destinata. Per gli ultimi dieci libri, quindi, ho pescato a caso dalla pila, ho confrontato le immagini e ho scelto la cartolina migliore per quella lettura.
Per l'ultimo libro iniziato (L'acciaio sopravvive di Richard Morgan, di cui suppongo riparlerò qui appena terminata tutta la trilogia) ho estratto questo:
La cartolina mi aiuta a stabilire una cronologia precisa. Rappresenta il castello di Edimburgo. Ero al primo anno di università quando ci sono stata. Il primo di una serie di viaggi in giro per l’Europa in compagnia della mia più vecchia amica. Viaggi piuttosto avventurosi, sui mezzi pubblici, con gli zaini a spalla, ancora senza cellulari davvero funzionanti, con le guide cartacee da consultare e l'elenco degli ostelli della gioventù su cui cercare un posto in cui dormire.
A pensarci a mente fredda quel viaggio fu piuttosto disagevole. Lunghissime tratte in treno e in bus, orari dei traghetti non facilissimi da decifrare. Tre giorni bloccati in un porticciolo di un'isoletta perché nelle Ebridi vent'anni fa durante il fine settimana non si muoveva niente. Il clima scozzese non proprio solare. Un pernottamento a dir poco avventuroso a Edimburgo in un ostello ricavato in una chiesa sconsacrata, con la doccia nella cripta e i letti ammassati nella navata. Eppure entrambe lo ricordiamo come qualcosa di magico. E quei lunghi, lunghissimi spostamenti attraverso la Scozia, in cui pian piano un altro mondo si sovrapponeva a quello che stavo vedendo.
Al castello di Edimburgo, ricordo, ho comprato un quaderno con lo scopo preciso di scriverci sopra una storia. Più o meno in contemporanea devo aver appuntato questa cartina sul retro di una cartolina. Chissà perché non ho usato il quaderno. Probabilmente l'ho fatto in treno, nella tratta di rientro da Edimburgo a Newcastle e la cartolina era più comoda. Chissà cosa pensavo di farci davvero.
Quella storia, quella con protagonista quel Soren di cui avevo segnato il villaggio natale, non l'ho mai terminata. Ne ricordo a grandi linee l'idea centrale, un giovane eroe che per caso entra in contatto con un oggetto magico che gli dona l'immortalità. Tutti i suoi compagni muoiono e lui si trova a vagare come un fantasma per la sua stessa terra, fino a che una ragazza non se ne innamora. L'incantesimo, però, si spezza e lui non può che guardarlo invecchiare e morire sotto i suoi occhi.
L'ottimismo di fondo e l'allegria tipica delle mie storie c'erano già tutte...
Non l'ho scritta, quella. Ho tentato di scriverne un'altra, una complicata epopea che si svolgeva in gran parte ad Haymal, la città alla confluenza tra i due fiumi.
Poi c'è stato un altro viaggio, ormai alla fine della mia carriera universitaria, con la stessa amica del primo, nei Paesi Baltici. Di nuovo improbabili spostamenti sui mezzi pubblici, piogge improvvise, zaini che pesano. Una bottiglietta d'acqua marca Hermise. E di colpo quella vecchia cartina dove la mia mente continuava a viaggiare si è allargata. Ho "visto" cosa c'era a est della linea di margine, sono entrata nel Leynlared. Dove sono ambientati i quattro ebook che trovate qui a lato, La spada di Emarana, La luna delle foglie cadenti, Prima che venga il gelo e Nulla che non sia già mio. Da soli formano una piccola epopea. La stessa che continua nei racconti finali de La spada, il cuore e lo zaffiro. L'antologia, per altro, è ora disponibile sia in formato cartaceo che digitale, sia in formato epub che kindle. Tutte le informazioni qui.
Chissà se me ne rendevo conto, mentre tracciavo rapidamente quegli appunti sul retro di una cartolina che da quei posti non me ne sarei mai andata?

Voi avete una data di nascita per le vostre storie?

Se invece volete venire con me in un altrove differente, qui un nuovo capitolo de L'assedio degli Angeli.

martedì 8 marzo 2022

L'autunno dei cinghiali assassini


 

Come si racconta una pandemia?

Posso mai io raccontare tutta una pandemia? No, ovviamente. L'autunno scorso, però, ho preso una decisione. Avrei raccontato la pandemia che mi si stava scatenando intorno. E gli eroi della mia storia sarebbero stati dei ragazzini, quelli che vedevo ogni giorno, i miei alunni. Eroi silenziosi e bistrattati, chiusi in casa, con le loro aspirazioni sociali o sportive negate, con regole sempre più ostili da seguire a scuola. La zona rossa, in cui si va a scuola solo se si ha Bisogni Educativi Speciali, se no si segue da casa. E in entrambi i casi si è scontenti.

Mentre prendevo questa decisione c'è stato un alluvione, che si è portato via parecchie cose, un ponte importante vicino a dove abito, ma anche un cimitero. Ecco, quella era una meravigliosa idea per un racconto. Che sarebbe stato un horror che iniziava con un cimitero portato via da un alluvione.

Poi i miei genitori si sono ammalati di covid e io sono finita in quarantena a casa loro. Ne siamo usciti tutti. Io in quei quindici giorni avevano preso accordi per prendere un gattino e avevo finito il racconto. Ha quindi una genesi avventurosa ed è stato scritto "in tempo reale", aggiornando gli eventi narrati all'ambientazione che intanto si evolveva.

A scuola stiamo lavorando sul progetto "Capsula del tempo", vogliamo fare una cassetta da aprire in futuro per ricordare questi anni strani, dolorosi e a tratti surreali. Se ne facessi una io ci metterei dentro questo racconto.

Per me è importante, per come è nato, per cosa racconta, perché, insieme a un racconto scritto poco dopo, ha dato il via a una serie di nuove narrazioni che spero vedranno via via la luce (una che mi inorgoglisce particolarmente vedrà la luce tra qualche mese).

Credo, in tutta onestà, che sia un buon racconto, uno di quelli che invecchierà bene e che, leggendolo anche tra qualche anno, farà appassionare alle avventure di Tom e Lars e farà riflettere su quanto abbiamo vissuto.

Voi però leggetelo ora!

Nel link qui sotto trovate tutti i formati in cui è disponibile (cioè tutti o quasi)

L'autunno dei cinghiali assassini

Delos Digital - collana Innsmouth

Come sempre, un grazie speciale a tutto lo staff di Delos Digital e in particolare a Luigi Pachì, che si è occupato di questa pubblicazione.

mercoledì 29 settembre 2021

Torna Sherlock Holmes!


 

A ottobre torno in edicola!

Anzi, torna il mio Sherlock Holmes e in buona compagnia. Esce infatti, a cura di Luigi Pachì, un nuovo volume di Giallo Mondadori Sherlock

SHERLOCK HOLMES – Indagini fuori Londra

Vi trovate sette avventure scritte da altrettanti autori autori italiani e tutte accomunate dal fatto che il nostro si trova lontano dalla sua fumosa Londra.

Per quanto mi riguarda, troverete la prima avventura in assoluto che io ho scritto per Sherlock Holmes e che segna quindi l'inizio del suo stabile e felice (almeno per me) accasarsi nel mio palazzo mentale.

Insieme io, Holmes e Watson siamo andati a Parigi, città che amo e conosco più di Londra, per un'indagine che si dipana tra sessioni di pittura in plein air e l'animo femminile. 

A questo racconto sono legate due curiosità. 

Quando l'ho scritto ho ideato un delitto con un'arma improvvisata che si trovava in quel momento in casa mia. Per essere giallisti, infatti, ho imparato che non è necessario tanto essere dei potenziali investigatori (nella mia mente Holmes ha avuto tutto l'agio di commentare la mia palese incapacità deduttiva) quanto dei potenziali assassini. La domanda giusta, da un punto di vista narrativo, infatti non è "come risolverei un delitto?" ma "io come fare fuori una persona garantendomi ampi margini di possibilità di farla franca?" Nel corso degli anni ho immaginato tutta una serie di delitti, alcuni dei quali virtualmente perfetti. Sono nella vita una persona abbastanza mite, più tendente all'autodistruzione che alla vendetta e non ho mai avuto la tentazione di fare davvero fuori qualcuno. Dalle poche persone che ho davvero detestato mi è sempre bastato allontanarmi. Tuttavia, se volete un consiglio spassionato da una professionista del settore, la risposta è: funghi. Facili da reperire, basta andare nei boschi di questo periodo. Facili da somministrare, in alcuni casi la dose letale è minima. Facili da spacciare per intossicazione involontaria, basta assicurarsi che nell'arco delle ultime 24h la vittima abbia mangiato altri funghi e sarà impossibile capire che quello letale è stato ingerito dopo. Come vedete sono una persona pratica e diretta. Una mia amica ha la stessa attitudine professionale (scrive cene con delitto, non fa la killer, sia chiaro), ma è più elegante e consiglia un bel risotto mescolato con un ramo di oleandro. Per questo racconto non ho usato il veleno (alla lunga annoia) ma mi sono assicurata che fosse un delitto che io sarei in linea teorica in grado di commettere. 

La seconda curiosità è che in questo racconto è nascosta una citazione. Più che una citazione è proprio la riscrittura di un brano di un libro giallo che mi è particolarmente caro. Pur essendo, una volta svelato, palese, nessuno lo ha indovinato subito, anche chi ha letto il racconto apposta per risolvere l'indovinello.

Non vi resta che leggerlo e provare voi stessi!

venerdì 12 marzo 2021

Zone rosse e altre storie alternative


 È venerdì. 

Ore 14.20 nel momento in cui inizio questo post.

Il governatore del Piemonte ha dichiarato che da lunedì saremo in zona rossa con le scuole di ogni ordine e grado chiuse. È arrivata un'ordinanza firmata? No.

I ragazzi che hanno bisogni educativi speciali, lavorano in rapporto uno a uno con gli insegnanti di sostegno, hanno genitori impegnati in servizi essenziali o hanno gravi e comprovati problemi di connessione (qui ci sono paeselli in cui non prende nulla, si può comunicare solo con i segnali di fumo) possono comunque frequentare? Non si sa.

I genitori con figli piccoli possono chiedere di lavorare da casa, ma il datore di lavoro può negare questa possibilità? Non si sa.

Sarà già attivo il bonus baby sitter? Non si sa. E, se no, un/una baby sitter che venisse da comune vicino (il mio ha tremila abitanti) potrà farlo senza rischiare sanzioni? Non si sa.

Io sono fortunata, sia chiaro. Appena si è sparsa la voce della quasi certa caduta in zona rossa si è aperta una caccia al baby sitter che le cacce alla volpe inglesi al contrario sono scampagnate da dilettanti. Mamme come bracconieri appostate al telefono pronte a catturare la prima persona disponibile. Io ho catturato il mio, anche se ancora non so che orari dovrà fare (è ben diverso se lavorerò da casa o da scuola), quali saranno esattamente le sue mansioni (idem come sopra), come verrà pagato e se rischierà una multa. Insomma, particolari da poco.

Ai miei alunni con bisogni educativi speciali non saputo dire se lunedì devono venire a scuola o meno. 

Intanto però ho fatto il vaccino (motivo per cui ho saltato il post di settimana scorsa). Inaspettatamente tutto il servizio prenotazioni e la campagna vaccinale per il personale scolastico ha funzionato fin qui con un'efficienza sorprendente. Un portale non troppo cervellotico per prenotarsi, tempi umani per avere l'appuntamento (per me due settimane dopo la prenotazione). Personale gentilissimo, massima attenzione all'anamnesi, quindi ho "beneficiato" di un doppio periodo di osservazione a causa dell'allergia che in questo periodo mi accompagno. Ho anche avuto effetti collaterali contenuti, rispetto alla media, mal di testa, un po' di fastidio al braccio, ma nulla più. Vogliamo quindi negarci una bella sferzata di emozione? Volete sapere dove è stato somministrato il lotto di vaccino che ieri è stato ritirato? Nel mio centro vaccinale, ovvio! Devo dire che con una mamma finita in rianimazione ai primi di gennaio per embolia polmonare la notizia di possibili complicazioni proprio in questo senso un tocco di ansia me lo ha dato. Mezz'oretta fa sono riuscita a risalire al numero di lotto della mia vaccinazione e pare non corrispondere con quello incriminato, che comunque è stato usato fino al giorno prima. Insomma, non ci neghiamo niente...

In questo clima di pre apocalisse, il mio ultimo racconto pubblicato si inserisce perfettamente!


È già in preordine, ma esce il 18 marzo per Acheron Book l'antologia Fascisti da Yuggoth.

Di cosa si tratta? Di una serie di racconti ambientati in un universo alternativo in cui i fascisti si siano alleati con gli alieni per conquistare il mondo.

L'intento dell'antologia è dichiaratamente antifascista e contro a qualsiasi tipo di discriminazione. Il libro è curatissimo, con un'impaginazione fenomenale che fanno un bellissimo oggetto regalo.

Dentro c'è un mio racconto, In fondo al lago.

Probabilmente l'ambientazione vi sembrerà un po' assurda, magari anche ridicola, eppure, che dire, se devo pensare ai cinque racconti che mi sono venuti meglio, probabilmente In fondo al lago che lo metto dentro.

Alieni o non alieni, è un racconto molto mio, ambientato sul Lago d'Orta. Il protagonista è il podestà di Castelli Cusiani, un uomo fascista per convenienza, che crede di avere un controllo totale sulla propria amante, figlia di un dissidente. Ma, si sa, alla fine arriva per tutti il momento di scegliere da che parte stare.

Che cosa state aspettando?

Ordinatelo  qui

domenica 6 dicembre 2020

Come il sogno di volare – il mio racconto su Hyperborea.live

 


In questo 2020 poteva forse mancare l'improvvisa, precoce e abbondante nevicata? Ovviamente no. Le parole d'ordine le ha dette il premier Conte durante la conferenza stampa. Arrivato a "gli impianti sciistici rimarranno chiusi" il primo fiocco è sceso dal cielo.
Raramente da noi nevica così presto. Anche sulle nostre montagne la neve naturale già per l'8 dicembre è più un evento che routine. Ma è il 2020 e le regole non valgono. Devo dire che qui in zona arancione abbiamo un po' tutti accolto la neve con gioia fanciullesca, come una spolverata di novità più che come una fioccata di disagi. Non che siano mancati. L'asilo di mia figlia è rimasto isolato, raggiungerlo (e tornare indietro) non è stato facilissimo, ma i bambini l'hanno presa come una meravigliosa avventura (la mia con il vago disappunto "ma la merenda"?). Del resto siamo già passati da un alluvione, da queste parti, ormai non è certo una nevicata a spaventarci (anche se lo spazzaneve impantanato in mezzo a una strada che la mia Yaris percorreva tranquilla ancora mi mancava).
Questo clima di colpo fiabesco mi sembra perfetto per introdurre la mia ultima collaborazione.

la rivista on-line Hyperborea dell'associazione Italian Sword & Socercery ha infatti pubblicato il mio racconto Come il sogno di volare.

Gli autori raccontano spesso di aver sognato le proprie storie. A me è successo una sola volta, con questo racconto. Infatti è del tutto atipico nella mia produzione, un horror con tanto di vampiri.
Razionalmente potrei dire che è la mia reazione alle storie con adolescenti che "vissero per sempre non morti e contenti" (sì, non è un racconto recente). Ma la verità è che mi sono svegliata terrorizzata con l'immagine di un aereo che precipitava in mare.
Non l'ho pensato, l'ho solo scritto.
Forse per questo è rimasto così tanto nei miei archivi, l'ho sempre ritenuto un buon racconto, ma molto lontano dai luoghi, anche editoriali, che ero solita frequentare. Alla fine ha trovato casa. Ne sono assolutamente felice.

In quest'anno così folle è bello poter condividere un racconto, senza preoccuparsi di costi o distribuzione. Farlo con quello che io da sola non potrei fare, una veste grafica elegante e le giuste illustrazioni. Quindi eccolo qui, giusto a un click di distanza:


Con un'impaginazione infinitamente più raffazzonata, invece, per chi vuole, c'è anche il capitolo finale de Racconto di Pratile

venerdì 3 luglio 2020

Letture per l'estate – Le cronache delle Ley




Sono del tutto incapace di promuovere i miei scritti, questo è un fatto.

Non mi capacito del fatto di inciampare così spesso da persone che lo fanno per me, con le parole che vorrei usare io e che, invece, io non so usare.
Questa volta il mio grazie va a Andrea Guido Silvi che ha dedicato ai miei racconti il pezzo che tutti gli autori sognano. Lo trovate qui

mercoledì 6 maggio 2020

Racconti nel tempo del Coronavirus/10


E finalmente si tornò ad uscir di casa.
In attesa di poter tornare dagli amici a due gambe ci si consola con quelli a quattro zampe. Questa foto è stata scattata questa mattina, a circa un quarto d'ora di cammino da casa. Sono venuti i vitellini, le galline e i cavalli a salutarci. Un vitellino si è dilungato a chiacchierare con mia figlia in mucchese stretto, mentre la cavalla bianca ha accettato molto signorilmente la nostra mela. Ieri siamo andati a trovare i "congiunti onorari" ovvero i quattro asinelli dello zio. Al rientro la piccola ha fatto il lavoretto dell'asilo: mettere in un barattolo qualcosa che rappresentasse l'emozione del momento e il barattolo è stato tutto riempito di un bel giallo gioia.

Certo, non è proprio tutto gioioso in questa "fase 2". Qui, nel Piemonte non ancora al riparo dai contagi, tutti mi sembrano muoversi con grande cautela, tra restrizioni e problemi pratici. Con il rientro al lavoro la gestione dei figli è ancora più difficoltosa, in pratica le uniche opzioni sono: trascurare la sicurezza e mandare i bambini dai nonni, lasciarli a casa da soli se sono più grandicelli, rimanere a casa rinunciando allo stipendio. Chi come me cerca di barcamenarsi tra telelavoro e prole inizia a pensare alla casalinghitudine come un sogno. Va bene tutto e ci si adatta. Ma immagino che molte giovani coppie in questo momento stiano decidendo di non avere figli o di non farne un secondo, semplicemente perché se l'unica opzione possibile in caso di emergenza è rinunciare a uno stipendio la cosa diventa impraticabile.
Lo so che torno spesso su questo tema, ma sono piuttosto arrabbiata.
Ieri parecchie nonne sono passate con nipotini davanti al cancello di casa e (a distanza) mi hanno detto che sono disposte ad ammalarsi pur di permettere ai figli di lavorare. Non mi sembra davvero che possa essere questa una via praticabile. So perfettamente che ora le scuole non possono aprire in sicurezza, ma ci devono essere delle alternative praticabili (congedi simil maternità, par time alternati, servizi di baby sitteraggio a prezzo calmierato magari per occupare gli studenti universitari, insomma, qualcosa).

Io mi barcameno come posso, inizio a desiderare in modo morboso la fine della didattica a distanza, che pure, una volta capiti i fondamentali, funziona e dà anche soddisfazioni insperate. Sono solo stanca, di una stanchezza che ormai si accumula su altra stanchezza che sta su altra stanchezza. Ora sto facendo pausa dopo un pomeriggio di riunione. Nel mentre ho placato un pianto disperato, steso la pasta per la pizza per la cena e ritirato le lenzuola. E tutto questo è stato possibile solo perché il mio super marito ha preso appositamente ferie. Se no, come è successo ieri, avrei fatto lezione con la bimba in braccio, parlando per altro di un argomento notoriamente adatto alla prima infanzia: gli effetti della bomba atomica (ovviamente non ho potuto far partire il filmato che avevo preparato e che conteneva parecchie immagini crude). Non riesco neanche a immaginare quanto siano stanchi i genitori in situazioni più complicate della mia, con spazi ristretti o bambini che necessitano di attenzioni speciali.

Inutile dire che scrivere non è neanche un'opzione considerabile.
Per fortuna ho scritto in passato. Ho inviato un racconto a un concorso e magari proverò a far partecipare un romanzo a una selezione. Intanto proseguono anche le pubblicazioni con Delos Digital.
Settimana prossima esce l'ultimo racconto della mia mini saga fantasy Fino alla morte e oltre
Ecco qua la copertina.
Ne sono molto contenta. Sono contenta di aver trovato questa fotografia, che credo esprima appieno il cuore del racconto. In ogni copertina precedente c'era una spada. Infilzata nel terreno, gettata tra le foglie, in mezzo alla tormenta. Ora la spada è impugnata, le decisioni sono prese. Tuttavia la fotografia è molto cupa.
Ecco, questo credo sia necessario dirlo. Non aspettatevi un lieto fine. Questa è una storia di amori impossibili e di scelte che hanno prezzi di pagare. Lo è fino alla fine. 
A volte, l'unica cosa che si può fare è del proprio meglio. Anche se non è sufficiente.

Settimana prossima, per il lancio ufficiale, vi potrò dire qualcosa di più!

lunedì 13 aprile 2020

Prima che venga il gelo disponibile in ebook



Disponibile dal 14 aprile a 1,99 €
In formato Kindle su Amazon
In tutti gli altri formati sul Delos Store

Ven Sender è un pastore, non ha mai desiderato scoprire cosa si nasconde dietro l’orizzonte. Vive nei pascoli alti con le sue pecore, come hanno fatto suo padre e suo nonno prima di lui. La guerra civile, però, bussa alla sua porta con una forma inaspettata, quella della giovane Vilaya, strega coyranà, scomoda testimone del tentativo di omicidio del principe Amord del Leynlared. Ven è solo un pastore, non ha mai desiderato essere altro, ma ora farebbe qualsiasi cosa perché Vilaya lo guardasse con occhi diversi, anche nascondere un principe ferito che in troppi vogliono morti.
Adman Kalay è cresciuto nella locanda di sua madre. È soddisfatto della propria vita e non ha alcuna simpatia per il principe pervertito che non si rassegna a farsi uccidere, scatenando la guerra civile nelle già martoriate terre del nord. Ma quando gli viene messa in mano la spada di quel padre di cui non ha mai conosciuto il nome, Adman capisce che non può più continuare a vivere in locanda. Che gli piaccia o no, deve scegliere quale ruolo giocare nella guerra.
Ven e Adman sono due ragazzi qualunque di neppure vent’anni, non certo eroi, grandi guerrieri o maghi, eppure si troveranno in mano le sorti della guerra.
Continuano con i racconti Prima che venga il gelo e Il posto della spada, contenuti in questo ebook, le Cronache delle Ley, i cui primi capitoli sono narrati ne La spada di Emarana e La luna delle foglie cadenti.

Eccoci al terzo appuntamento con le Cronache delle Ley. L'ebook disponibile dal 14 Aprile racchiude due racconti, che presentano ciascuno un nuovo personaggio. Forse sono loro i miei personaggi preferiti, Ven e Adman, due ragazzi qualunque, di paese, che guardano gli eventi "dal basso" e hanno scarsa simpatia per i nobili e i privilegiati. Eppure saranno loro a dover scegliere le sorti del Leylared. 
Ven solo perché la sua capanna di pastore si trova vicino al luogo dello scontro tra Amrod e il leyler. Adman perché si trova a voler essere usato da una delle parti in guerra. Entrambi dovranno scegliere e pagare il prezzo della loro scelta.
Continua anche in questi racconti il filo conduttore di queste storie, gli amori impossibili. Non si salva nessuno, neppure il cane di Ven, il cui amore impossibile per una femmina di segugio di razza ha messo nei guai il padrone! Ven, invece si innamora di una giovane maga coyranà, una nomade, appartenente a un popolo diverso dal suo. È un amore impossibile, probabilmente quello che ha generato Adman e la sua quasi storia d'amore con una delle cameriere al lavoro nella locanda di sua madre viene spazzato via dalla guerra. Che siano principi o pastori i ragazzi delle Ley si trovano a lottare per un mondo diverso in cui i loro amori proibiti possano magari un giorno diventare possibili.
Ricordo che le Cronache delle Ley si compongono di quattro ebook, di cui questo è il terzo. I primi due sono La spada di Emarana e La luna delle foglie cadenti, già disponibili su Amazon e sul Delos Store. E continuano poi nei racconti conclusivi dell'antologia La spada, il cuore e lo zaffiro a cura di Associazione Rill.
Questi racconti devono tantissimo a Alberto Panicucci e Andrea Franco, due padrini d'eccezione.
Devono moltissimo anche a tantissimi amici che negli anni hanno chiesto notizie di Amrod e di tutta la sua corte. Un grazie speciale va a Viola che mi ha regalato alcune splendide illustrazioni:
Da "La luna delle foglie cadenti"

Da "La spada di Emarana"
Non c'è davvero nulla di più bello che scoprire che questi personaggi non abitano più solo la mia testa, ma sono entrati anche nelle vite altrui. Hanno preso forma, colore e consistenza concreta.
Spero davvero che possiate continuare ad accompagnarmi in questo viaggio nel Leynlared!

venerdì 28 febbraio 2020

Racconti nel tempo del Coronavirus

Ed eccoci qui, tutti in attesa di capire come gira il mondo.

Abito in Piemonte, ma a pochi chilometri dalla Lombardia, abbastanza lontani dall'epicentro dell'epidemia da sentirsi (relativamente) al sicuro, abbastanza vicini per osservare questo risprofondare dell'immaginario collettivo nelle pestilenze manzoniane.

Le scuole sono chiuse e pertanto mi trovo mamma a tempo pieno, in bilico tra il rimpianto professionale e la sensazione di aver vinto una vacanza premio.

Nei supermercati della mia zona non riesco a trovare due cose, i biscotti alla Nutella e l'acqua distillata. Ora, capisco perfettamente l'istinto ad affrontare l'Apocalisse ben riforniti di Nutella, ma ci ho messo un po' a capire il perché dell'acqua distillata. Ebbene, la subitanea scomparsa dell'Amuchina ci ha di colpo fatto dimenticare la prima cosa che viene detta in un qualsiasi corso sulla sicurezza "non mescolate cose a caso". Tutti a quanto pare si sono improvvisati piccoli chimici, girano in rete ricette sicure per l'intossicazione casalinga, forse perché uccidersi è il modo più sicuro per non ammalarsi. Me ne sono state girate di improbabili anche in chat dove, per livello d'istruzione dei membri, ci si sarebbe aspettati che qualcuno ricordasse che no, la candeggina non va usata come ingrediente base per sedicenti pozioni disinfettanti.
Di colpo mi sono sentita ricchissima perché ho trovato nell'armadio dei farmaci una confezione di cento mascherine. Cento. Se le avessi rivendute su ebay al momento giusto mi pagavo le vacanze!
In compenso, però, chi, come me, si è divertito a mettere in equilibrio le scope, passatempo fino a prova contraria assai più sicuro che giocare al piccolo chimico, è stato tacciato di essere un oscurantista che crede a fake di ogni genere messe in giro per oscure ragioni. A me, invece, tutto sommato, la cosa delle scope ha insegnato una cosa. Per riuscire in qualcosa devi credere che sia possibile. Sono imbranata quasi a livello patologico e una scopa in equilibrio non l'avevo mai messa, ma, cavolo, c'erano riuscite le mie amiche! Alla fine anche la mia era stata su, cosa che dieci giorni fa avrei ritenuto impossibile, non a prescindere, ma per le mie capacità. 

In pochi giorni si sta passando da "morirero tutti" a "massì muore giusto qualche vecchietto" con una velocità che mi allarma tanto quanto le ricette per l'Amuchina casalinga. Immagino che ancora una settimana e ci si renderà conto che probabilmente è corretto, la mortalità è maggiore tra gli anziani, ma che nessuno vuole essere quel vecchietto o che quel vecchietto sia un suo caro.

Per intanto siamo a venerdì e non si sa se lunedì si andrà a scuola. Ci si ingegna in qualche modo di dare delle attività da remoto agli studenti, tra reti che non prendono e accessi al registro elettronico negati. Come prof di storia, avevo un sogno inconfessabile: finire il programma. È quasi impossibile, una sorta di Sacro Graal. Ma dalla prima lezione della prima media lottavo per farcela. Entro il 15 marzo avrei concluso a Seconda Guerra Mondiale... Avrei... Oppure potrei liquidare Hitler con una videolezione da studiare in autonomia...

In tutto questo, rimane almeno il tempo per leggere! Se non ora quando?

Racconti editi!

Quindi vi consiglio di nuovo il mio ebook La luna delle foglie cadenti

Per chi preferisce i gialli, segnalo invece che il mio racconto sherlockiano Uno studio a sei zampe è in calce al Giallo Mondadori Sherlock in edicola a Marzo, La notte degli inganni.

Il racconto vedrà il nostro Holmes alle prese con gli insetti zombi, che esistono davvero e personalmente mi inquietano tantissimo, proprio per le implicazioni ipotizzate nel racconto!
Ancora una volta devo questa pubblicazione a Luigi Pachì, curatore della collana, che ringrazio con tutto il mio cuore!


Racconti gratuiti on-line a tema!

Per chi volesse una lettura a tema, segnalo che all'interno del blog potete leggere il racconto Nel regno di sorella morte un giallo storico ambientato a Viterbo ai tempi della Grande Peste.

E non posso resistere dal proporvi questo mini racconto, che, in effetti, un po' di ansia ora la mette.

Buona lettura!

L'UOMO VENUTO PER FARE DEL BENE

L’uomo venuto per fare del bene arrivò a piedi. Spuntò all’alba dalla strada per Marsiglia, aveva un vecchio saio consunto, occhi ardenti e la verità in tasca.
Il prete del paese dubitava che si trattasse davvero di un frate, ma quando l’uomo si mise a predicare in piazza, si sistemò in prima fila. Se anche qualcosa nelle sue parole sapeva un poco di eresia, si trattava pur sempre di una voce nuova, merce rara nel paese. 
Lo straniero aprì le braccia e con voce tonante ricordò alla folla la brevità della vita e lo sguardo rabbioso di Dio sempre attento ai loro peccati. Poi sorrise, rasserenato e invitò alla bontà e all’unione poiché lui era giunto per fare del bene e lasciare la pace nel cuore della cittadinanza. Di fianco al prete, la vedova e lo storpio avevano gli occhi lucidi di commozione.
Il predicatore se ne andò già nel pomeriggio, con un vago mal di testa e la coscienza a posto.
Lo storpio non ricevette mai tante elemosine come quel giorno, frutto del desiderio di espiare che era rimasto come un profumo nell’aria. La vedova andò a trovare le tre figlie per rappacificarsi con i loro mariti. Il prete, dal canto suo, si trovò la chiesa piena e fece notte con le confessioni.

Era l’inverno tra il 1347 e il 1348. L’uomo venuto per fare del bene morì una settimana dopo e non seppe mai di essere stato lui a portare la peste in Italia.

domenica 23 febbraio 2020

La luna delle foglie cadenti disponibile in ebook


Racconto lungo (33 pagine) disponibile dal 25 febbraio, già in pre ordine
1,99 €
In formato kindle su Amazon
In tutti gli altri formati sul Delos Store

La guerra civile è alle porte e nella Luna delle Foglie Cadenti molti sono destinati a morire.

Il giovane principe Amrod del Leynlared vive il viaggio verso la Ley del Nord per conoscere la sua promessa sposa undicenne come un’inevitabile tortura. Ma per quanto possa apparirgli odiosa la prospettiva di dover essere galante con una bambina che non potrà mai amare, il ragazzo non ha idea di quanto drammatico sarà il viaggio, che cambierà per sempre la sua vita e la storia del Leynlared.
Il giovane ha infatti scoperto una serie di ruberie da parte del governatore del Nord, leyler Turis, ai danni del leylord, e quando la notizia viene fatta incautamente trapelare la situazione precipita. Perché Turis possa prendere il potere, il leylord e suo figlio devono morire.

Continuano con questo racconto le Cronache delle Ley, iniziate con La spada di Emarana, che narrano le vicende di Amrod del Leynlared e dei suoi compagni durante la guerra civile delle Ley.

Siamo arrivati alla seconda uscita de Le Cronache delle Ley. È passato quasi un anno dagli eventi raccontati ne La spada di Emarana. Il principe Amrod non è più un ragazzo confuso, ma un giovane adolescente che deve prendere in mano la propria vita. Durante il viaggio nel nord, per conoscere la propria promessa sposa, tuttavia, tutto ciò che potrà andare storto andrà storto. Travolto dagli eventi, Amrod si trova a lottare per la propria vita e dovrà decidere molto in fretta che uomo desidera essere.

Con questo racconto Le Cronache delle Ley entrano nel vivo. Da qua in poi nulla sarà come prima.

Come ho già avuto modo di raccontare, queste storie hanno un posto speciale nel mio cuore. Tutti i personaggi, non sono quelli principali, mi sono molto cari. Vorrei davvero che più gente possibile li leggesse. Se passate di qui ogni tanto, se siete incuriositi dal mio blog, se non avete mai letto niente di mio, ecco, leggete questi racconti.
La luna delle foglie cadenti non è il mio racconto preferito, né il più personale (questo posto spetta a quello che chiuderà questa mini serie), anche se da un punto di vista tecnico ne sono abbastanza soddisfatta. È essenziale, però, per lo svolgersi degli eventi. Quindi, se volete leggere qualcosa di mio, iniziate da qui.

Per chi volesse, ricordo che Le Cronache delle Ley si comporranno di quatto ebook. 
La prima uscita, La spada di Emarana è già disponibile su tutti gli store on-line.
Gli stessi personaggi compaiono negli ultimi racconti dell'antologia La spada, il cuore e lo zaffiro edita da RiLL.

Queste storie sarebbero rimaste a tempo indeterminato nel mio computer senza Alberto Panicucci e Andrea Franco, ai quali va tutta la mia gratitudine.

Avrà la mia gratitudine anche chiunque volesse lasciare una recensione, ovunque ritenga meglio.

sabato 15 febbraio 2020

Le copertine de Le Cronache delle Ley


Ecco finalmente arrivata la copertina della seconda uscita de Le cronache delle Ley, La luna delle foglie cadenti, che sarà disponibile il 25 febbraio e ordinabile qualche giorno prima.

Altrettanto finalmente posso fare un post sulle copertine!

Uno dei (molti) motivi per cui il self per me ha sempre avuto pochissimo appeal è che non so fare tutto. Ho un rapporto conflittuale con la tecnologia, non saprei da che parte cominciare per impaginare un ebook, ho bisogno di un editor che quanto meno mi controlli il testo, non capisco una mazza di marketing e, non ultimo, non ho alcun talento grafico. So usare in modo molto basico GIMP, l'anno scorso i miei alunni hanno seguito un corso, in pratica ho imparato con loro e alla prova dei fatti è risultato che un dodicenne di medio talento se la cava meglio di me. Insomma, a ognuno il proprio mestiere. Affidarsi a un editore vuol dire (dovrebbe voler dire) poter contare su un grafico vero.

Le mie (ottime) esperienze precenti

Personalmente ho sempre avuto a che fare con editori con idee molto chiare sulle copertine, il che dal mio punto di vista è un bene, con un grado di interazione molto diverso.

Per la mia prima pubblicazione, La roccia nel cuore, mi è stato chiesto se avevo una foto che avrei voluto mettere in copertina. A distanza di anni il romanzo è stato ora ristampato e tra l'altro è ben distribuito nelle Coop del Piemonte. Lo vedo esposto quando vado a fare spesa e la fotografia, regalatami da un amico (grazie, Fabio!) continua a piacermi molto, anche se col senno di poi avrei dovuto fare qualche domanda in più sulla carta con cui sarebbe stata stampata. È risultata infatti un poco più scura dell'originale, sempre col senno di poi sarebbe bastato un minimo di lavoro sui filtri per un risultato migliore, ma né io né l'editore ci abbiamo pensato e va bene così.

Per l'antologia RiLL La spada, il cuore e lo zaffiro ci siamo appoggiati, come è consuetudine per le edizioni RiLL a un'illustratrice di ottima fama, Valeria de Caterini. Con lei c'è stato un bellissimo rapporto di collaborazione perché il personaggio rappresentato, che è lo stesso Amrod presente in questi ebook, avesse proprio gli abiti e la spada che io avevo in mente! 

Per quanto riguarda le altre opere pubblicate con Delos, invece, andando in collane molto connotate, le copertine non le ho scelte io, ma le ho trovate tutte estremamente sensate, coerenti la mia storia e sopratutto ben identificabili in uno store on-line. Sia per il romanzo che per i racconti si trattava sempre di avventure nell'universo di Sherlock Holmes e il lettore deve capirlo subito. Le copertine di Sherlockiana, poi, sono a mio parere veramente eleganti!

Le copertine de LE CRONACHE DELLE LEY (e tutti i miei ragionamenti annessi)

In questo caso, invece, si è agito in modo diverso, ma anche diverso era il caso. Qui abbiamo quattro ebook legati che escono, però, all'interno di una collana, Fantasy Tales. Devono apparire a prima vista sia coerenti con la collana sia con una connotazione più personale, che li faccia percepire immediatamente come collegati. Bisognava inoltre tener presente i tempi di lavorazione. RiLL mette sul mercato due antologie all'anno, Valeria de Caterini lavora mesi sulle copertine, Fantasy Tales pubblica più di un ebook al mese.
Quello che mi è stato proposto, e che ho trovato estremamente stimolante, è stato di scegliere liberamente delle immagini su uno store on-line (meglio chiarire, non ho idea del costo delle immagini, io le ho solo scelte, a tutto il resto ha pensato l'editore) che poi sarebbero state elaborate dal grafico della casa editrice.

All'inizio grande panico. Come orientarsi in un archivio di migliaia e miglia di immagini, fotografie e disegni? Che copertine volevo?

Per il fantasy le illustrazioni vanno per la maggiore. Nella mia esperienza di lettrice ho trovato copertine fantasy con illustrazioni bellissime

A oggi quella che considero una delle migliori copertine fantasy,
in quanto a coerenza con il testo
 E altre davvero imbarazzanti
Questo libro non contiene horror, non contiene mostri, vampiri
non parla neppure di morti. Ma è difficile crederlo.
In generale, tuttavia, ritengo che un'illustrazione abbia senso solo se fatta ad hoc, da qualcuno che ha letto il testo. Oltre tutto la mia amica Viola aveva già realizzato delle bellissime illustrazioni per questi racconti (purtroppo non adattabili come copertine). Insomma un disegno generico, genericamente "fantasy" non mi avrebbe mai soddisfatta. Ho capito che volevo delle fotografie, ma quali fotografie?

Che cosa volevo raccontare con queste copertine? Che cosa potevano avere in comune a livello visivo  queste storie?

I quattro ebook andranno a formare una sorta di piccola saga e, salvo decessi, i personaggi tornano da un racconto all'altro, ma ovviamente non potevo usare foto di persone.
Volendo trovare una sorta di "protagonista alternativo", ecco, si può seguire anche, racconto dopo racconto, la storia di una spada.
Nel primo ebook, La spada di Emarana, uno spadaccino si rende conto che il principe Amrod non potrà mai usare bene il pesante spadone del padre e gli trova pertanto un'arma alternativa. La spada del leylord, tuttavia, mantiene un potente valore simbolico e i suoi passaggi di mano, che cosa si debba fare di quella spada, hanno una parte non indifferente nei racconti successivi.
Ho deciso quindi che in ogni copertina ci sarebbe stata una spada.
Questa mi sembrava una soluzione all'esigenza di connotare questi ebook come appartenenti di diritto a una collana dal nome "fantasy tales" e a quella di creare una sorta di unità interna, che li facesse immediatamente percepire come legati.

 Ne La spada di Emarana il nevoso inverno delle Ley che fa da cornice agli ultimi eventi del racconto, quella in cui le armi vengono sfoderate.


Questa mi è sembrata quindi la fotografia migliore per iniziare una saga che è fantasy, ma in cui gli elementi magici sono minoritari. Ci introduce al freddo spietato delle Ley. La spada può essere quella di Torvin an'Parshi, il maestro d'armi, oppure quella di uno dei giovani coinvolti nella battaglia (simulata fino a un certo punto) che conclude la vicenda.

Per La luna delle foglie cadenti, ambientato nell'autunno successivo, la scelta è stata ancora più facile

Una spada, presumibilmente a terra, tra foglie cadute rispecchia lo spirito del racconto.
Per gli altri due ebook è stato più difficile, ma alla ho trovato delle foto con una spada in grado di dare un'idea di quello che avevo in mente.

Il terzo ebook si intitolerà Il posto della spada, ci saranno due nuovi personaggi, due ragazzi comuni che dovranno decidere se farsi coinvolgere e in che modo in una guerra incipiente. Dopo una votazione da parte di alcuni amici ospiti a casa, abbiamo scelto una spada appoggiata a una catasta di legno, che spero ben simboleggi le possibilità dei mei protagonisti.

Il quarto, Fino alla morte e oltre, avrà una copertina molto scura, con una spada impugnata da qualcuno che indossa un mantello. A quel punto, ormai, coloro che hanno deciso di portare una spada dovranno essere pronti a sguainarla, pagandone le conseguenze.

Insomma, sono davvero soddisfatta della riuscita delle copertine e di questa formula di collaborazione che mi ha lasciato come autrice tutta la parte creativa, mentre la casa editrice si è fatta carico di quella tecnica (e delle spese).

Che cosa ne pensate? Qualcuno ha altre esperienze con le copertine?

mercoledì 12 febbraio 2020

Le Cronache delle Ley – La luna delle foglie cadenti in arrivo il 25 febbraio


LE CRONACHE DELLE LEY
Sono gli amori impossibili quelli che cambiano il mondo,
ma per ogni scelta c'è sempre un prezzo e una conseguenza.

Che cosa sei disposto a dare per cambiare il tuo mondo?

Il 25 febbraio sarà disponibile il secondo ebook delle Cronache delle Ley, La luna delle foglie cadenti (di cui non ho ancora l'anteprima ufficiale della copertina), edito da Delos Digital in collaborazione con l'associazione RiLL.

Dopo La spada di Emarana, entriamo nel cuore della narrazione con eventi che cambieranno per sempre le sorti dei personaggi e del mondo in cui vivono.

Il giovane principe Amrod conosciuto nel racconto precedente è ormai cresciuto. Ha diciassette anni, è in viaggio per conoscere la propria promessa sposa ed è tempo per lui di pensare con serietà all'uomo che vuole essere. Il padre lo vorrebbe un deciso uomo d'azione, d'altro canto il governatore del Nord, padre della sua promessa, lo preferirebbe debole e manovrabile. Ma Amrod è legato a un amore impossibile, quello per il giovane intellettuale Luvan, che vorrebbe trasformarlo in un ideale monarca illuminato.
Più vicino ancora del peso del futuro, grava però sul principe quello di una congiura.
Nella Luna delle Foglie Cadenti, durante il viaggio nella Ley del Nord, tutte le certezze sono destinate a cadere, perché se è vero che sono gli amori impossibili quelli che cambiano il mondo, è anche vero che a volte il prezzo da pagare è troppo alto.

Dei cinque racconti di cui si compone questa raccolta di ebook, La luna delle foglie cadenti, è l'unico narrato dal punto di vista del principe Amrod e ci porta dritti dritti al momento in cui tutto ciò che poteva andare storto, beh, andrà storto.

Vi ho già raccontato come a tutti questi racconti io sia legata in modo particolare. Ognuno a modo suo è speciale, alcuni sono più speciali di altri. Questo è più speciale. Entrare nella testa di Amrod è sempre un viaggio difficile e interessante, perfino al sintassi di alcuni periodi di questo racconto hanno assunto una forma particolare per adattarsi rendere i pensieri della mente che li formulava. Inoltre a livello di mera trama questo è Il racconto. Da qui in poi tutto sarà tutto diverso, per sempre.

Per ingolosirvi ulteriormente vi lascio l'incipit del racconto

LA LUNA DELLE FOGLIE CADENTI

Le onde lievi riflettevano la luce del sole, dando l’impressione di essere su una distesa di ardente metallo fuso. Il mare era invece freddo e popolato di squali. 

Padre e figlio erano in piedi l’uno accanto all’altro, appoggiati al parapetto della nave, i capelli arruffati dall’aria già fredda della Luna delle Foglie Cadenti. Il leylord imponente, con la capigliatura rossa appena venata di grigio e lo spadone alla cintura che pareva una propaggine stessa del suo corpo. Le mani, appoggiate alla balaustra di legno, sembravano create per schiacciare teste di nemici. Le mani di suo figlio erano larghe forse un terzo e tremavano appena. Il ragazzo era alto quanto il padre, ma, esile com’era, quasi scompariva al suo fianco. Se vi erano somiglianze, nella linea diritta del naso, nella tonalità grigia degli occhi, contribuivano solo a farlo apparire l’ombra sbiadita del genitore. Entrambi fissavano l’acqua per evitare di guardarsi.


Ogni racconto è pensato per essere leggibile in piena autonomia, ma il bello di questo progetto con Delos Digital è poterli avere uno di seguito all'altro e nel giusto ordine.
Quindi, se ancora non l'avete fatto, correte a leggere il racconto precedente La spada di Emarana. Se poi voleste anche lasciare una recensione, ve ne sarò davvero grata!



domenica 19 gennaio 2020

La spada di Emarana disponibile in Ebook




romanzo breve (59 pagine) - Può la spada di una donna trasformare un ragazzo in un uomo? Parte da questo presupposto una nuova saga fantasy che vi trasporterà in un universo straordinario!

Torvil an’Parshi forse è tornato nel Leynlared solo per farsi uccidere dalla mano di un figlio che non ha mai conosciuto. Contemplare le macerie della propria vita non è, però, la sua unica occupazione, quella ufficiale è cercare di trasformare il gracile figlio quindicenne del leylord in un guerriero. Oppure ucciderlo, giacché le Ley, un insieme di terre assediate dal gelo e dai nemici, non possono permettersi un sovrano debole. Ma tra lo spadaccino disilluso e l’adolescente nasce un’inaspettata intesa. A Torvil spetta quindi il compito di forgiare l’anima del giovane Amrod e trovare un’arma con cui possa combattere nella Mischia Invernale, una competizione mortale che si svolge nei giorni senza luce degli inverni delle Ley. Nel farlo, forse, Torvil troverà anche un modo per affrontare il proprio passato e quel figlio che ha pagato il prezzo dei suoi errori.
Con La spada di Emarana iniziano le Cronache delle Ley e le vicende di Amrod del Leynlared.
Ci siamo, è già prenotabile, e  disponibile da martedì 21 gennaio, La spada di Emarana, ebook edito da Delos Digital in collaborazione con l'associazione RiLL. Si tratta della prima di quattro pubblicazioni che andranno poi a connettersi con i racconti già pubblicati nella raccolta La spada, il cuore e lo zaffiro


Vi porterà nelle Leynlared, un regno ben presto destinato a frammentarsi in una spietata guerra civile, al cui centro vi è il diritto a regnare del principe Amrod, il ragazzo che vedete al centro della copertina dell'antologia. Non è, però, lui l'unico protagonista di quella che è invece una storia corale. Il primo sguardo sul Leynlared, per chi leggerà il racconto, sarà infatti quello cinico dello spadaccino Torvil an'Parshi, un uomo che ha gettato via ben più della propria vita, per una storia impossibile.
Gli amori impossibili è, infatti, il filo conduttore che lega i racconti e che in qualche modo accomuna tutti i personaggi che si succederanno nelle pagine.

Che cosa aspettate, quindi?
Il romanzo breve è già disponibile per la prenotazione qui


Un grazie speciale alle persone che hanno reso possibile questa pubblicazione, a tutti coloro che, assai più di me, hanno creduto nelle possibilità del Leynlared, e in particolare a Alberto Panicucci, senza il quale mai avrebbero visto la luce, e a Andrea Franco, curatore della collana fantasy di Delos Digital

lunedì 13 gennaio 2020

Le Cronache delle Ley – La spada di Emarana in arrivo il 21 gennaio



Le cronache delle Ley
Sono gli amori impossibili quelli che cambiano il mondo,
ma per ogni scelta c'è sempre un prezzo e una conseguenza.

Che cosa sei disposto a dare per cambiare il tuo mondo?

Il 21 gennaio arriverà in tutti gli store on-line, edito da Delos Digital in collaborazione con l'associazione RiLL, La spada di Emarana. Sarà il primo di quattro e-book che ci porteranno nella guerra civile che sconvolge il Leynlared, regno molto più di ghiaccio che di fuoco, dove il principe Amrod dovrà essere pronto a sacrificare ogni cosa per riprendere il controllo delle proprie terre.

In ogni racconto avremo punti di vista differenti, per comporre una sorta di romanzo corale, un racconto visto dagli occhi dei principi come da quelli dei pastori. Al centro di ogni storia, però, ci sono gli amori impossibili e le conseguenze delle proprie scelte.

Ed è un amore impossibile quello che ha segnato la vita di Torvil an'Parshi, lo spadaccino protagonista de La Spada di Emarana. Legato a una nobildonna sposata, Torvil ha ucciso in duello il marito di lei ed è dovuto fuggire in esilio. È rimasto lontano e impotente quando l'amata di è suicidata, lasciando orfano il figlio del loro amore.
Dopo vent'anni si presenta l'occasione per tornare in patria, ma il perdono del leylord non è dettato dal buon cuore. Torvil dovrà insegnare a combatte al giovane principe, che il padre considera un inetto, oppure, se questo non sarà possibile, farlo sparire simulando un incidente...


La spada di Emarana – Incipit

Se mai ci incontreremo lo faremo con le armi in pugno, in duello.
Torvil an’Parshi accartocciò la lettera e la gettò nell’ampio camino della sala d’armi. Aveva attraversato metà del mondo, si era umiliato per ottenere il perdono del leylord e infine aveva accettato un lavoro che detestava solo nella speranza di quell’incontro. Ebbene, non poteva dargli torto e solo lo Spirito sapeva se non sentiva di meritare anche di peggio. Tuttavia guardò la lettera bruciare, lasciando che la luce e il calore delle fiamme gli facessero dolere gli occhi, per illudere se stesso che la colpa fosse esclusivamente del fuoco.
Si costrinse a voltarsi, passandosi una mano sul viso. Il lavoro che doveva fare. Il suo onore gli avrebbe imposto di portarlo a termine, se ci fosse stato anche un solo briciolo di onore in quello che il leylord gli aveva proposto.

– Sarò franco con te – aveva esordito il sovrano.
Torvil intanto pensava a quanto male fosse invecchiato Bakos, che una volta era suo amico, appesantito dalle ubriacature quasi quotidiane, a capo di una nazione che ormai esibiva una ricchezza solo di facciata.
– Se fossero vissuti la mia prima moglie e il mio primogenito, il mio erede avrebbe ormai trent’anni e io sarei tranquillo – continuò il leynlord. – Invece il ragazzo ha quindici anni ed è tremebondo e malinconico. Balla, legge poesie e mi tormenta perché gli trovi un maestro di liuto. La cosa migliore che abbiano detto i suoi tre precedenti maestri d’armi è che è mediocre. Là fuori c’è il nuovo imperatore leopardo di Mar-Tial che ha ventidue anni e ha schiacciato le città in rivolta con la semplicità con cui un macellaio uccide un coniglio. Se io dovessi morire domani non posso lasciare il Leynlared a un quindicenne poeta. Tu sei la sua ultima possibilità di diventare un guerriero che gli uomini possano seguire.  L’ultima… So che c’eri tu dietro l’incidente al principe Ilven, alle Suanil.


Quindi è questo che sto aspettando, il mio prossimo omicidio? Si chiese Torvil. Era quello il prezzo che aveva pagato per l’opportunità di incontrare un figlio che lo odiava? Gli Imsheti credevano che si potesse vendere la propria anima a uno dei loro demoni obesi, e Torvil si chiese quale demone fosse così disperato da volere la sua. Ma ormai il contratto era firmato e l’anima venduta. Sempre che non riuscisse a fare il miracolo e a trasformare il principe, per usare le parole di suo padre, in un guerriero che gli uomini potessero seguire.


Il seguito del racconto vi aspetta da martedì 21 gennaio nell'ebook La spada di Emarana, disponibile su tutti gli store on-line