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lunedì 13 aprile 2020

Prima che venga il gelo disponibile in ebook



Disponibile dal 14 aprile a 1,99 €
In formato Kindle su Amazon
In tutti gli altri formati sul Delos Store

Ven Sender è un pastore, non ha mai desiderato scoprire cosa si nasconde dietro l’orizzonte. Vive nei pascoli alti con le sue pecore, come hanno fatto suo padre e suo nonno prima di lui. La guerra civile, però, bussa alla sua porta con una forma inaspettata, quella della giovane Vilaya, strega coyranà, scomoda testimone del tentativo di omicidio del principe Amord del Leynlared. Ven è solo un pastore, non ha mai desiderato essere altro, ma ora farebbe qualsiasi cosa perché Vilaya lo guardasse con occhi diversi, anche nascondere un principe ferito che in troppi vogliono morti.
Adman Kalay è cresciuto nella locanda di sua madre. È soddisfatto della propria vita e non ha alcuna simpatia per il principe pervertito che non si rassegna a farsi uccidere, scatenando la guerra civile nelle già martoriate terre del nord. Ma quando gli viene messa in mano la spada di quel padre di cui non ha mai conosciuto il nome, Adman capisce che non può più continuare a vivere in locanda. Che gli piaccia o no, deve scegliere quale ruolo giocare nella guerra.
Ven e Adman sono due ragazzi qualunque di neppure vent’anni, non certo eroi, grandi guerrieri o maghi, eppure si troveranno in mano le sorti della guerra.
Continuano con i racconti Prima che venga il gelo e Il posto della spada, contenuti in questo ebook, le Cronache delle Ley, i cui primi capitoli sono narrati ne La spada di Emarana e La luna delle foglie cadenti.

Eccoci al terzo appuntamento con le Cronache delle Ley. L'ebook disponibile dal 14 Aprile racchiude due racconti, che presentano ciascuno un nuovo personaggio. Forse sono loro i miei personaggi preferiti, Ven e Adman, due ragazzi qualunque, di paese, che guardano gli eventi "dal basso" e hanno scarsa simpatia per i nobili e i privilegiati. Eppure saranno loro a dover scegliere le sorti del Leylared. 
Ven solo perché la sua capanna di pastore si trova vicino al luogo dello scontro tra Amrod e il leyler. Adman perché si trova a voler essere usato da una delle parti in guerra. Entrambi dovranno scegliere e pagare il prezzo della loro scelta.
Continua anche in questi racconti il filo conduttore di queste storie, gli amori impossibili. Non si salva nessuno, neppure il cane di Ven, il cui amore impossibile per una femmina di segugio di razza ha messo nei guai il padrone! Ven, invece si innamora di una giovane maga coyranà, una nomade, appartenente a un popolo diverso dal suo. È un amore impossibile, probabilmente quello che ha generato Adman e la sua quasi storia d'amore con una delle cameriere al lavoro nella locanda di sua madre viene spazzato via dalla guerra. Che siano principi o pastori i ragazzi delle Ley si trovano a lottare per un mondo diverso in cui i loro amori proibiti possano magari un giorno diventare possibili.
Ricordo che le Cronache delle Ley si compongono di quattro ebook, di cui questo è il terzo. I primi due sono La spada di Emarana e La luna delle foglie cadenti, già disponibili su Amazon e sul Delos Store. E continuano poi nei racconti conclusivi dell'antologia La spada, il cuore e lo zaffiro a cura di Associazione Rill.
Questi racconti devono tantissimo a Alberto Panicucci e Andrea Franco, due padrini d'eccezione.
Devono moltissimo anche a tantissimi amici che negli anni hanno chiesto notizie di Amrod e di tutta la sua corte. Un grazie speciale va a Viola che mi ha regalato alcune splendide illustrazioni:
Da "La luna delle foglie cadenti"

Da "La spada di Emarana"
Non c'è davvero nulla di più bello che scoprire che questi personaggi non abitano più solo la mia testa, ma sono entrati anche nelle vite altrui. Hanno preso forma, colore e consistenza concreta.
Spero davvero che possiate continuare ad accompagnarmi in questo viaggio nel Leynlared!

mercoledì 18 ottobre 2017

Seguendo la cometa 28 – Età


Eccoci.
È passato un anno, la pupattola ormai sgambetta in autonomia, irriconoscibile dal fagottino minuscolo che abbiamo preso in braccio la prima volta.
Era inevitabile arrivare anche in fondo a questo lungo racconto.

Un GRAZIE ENORME a Viola, che ha reso possibile questo racconto, dando forma di volta in volta ai miei appunti.

E GRAZIE a chi ha seguito questo racconto.

lunedì 4 settembre 2017

Seguendo la cometa 26 – Privacy

Con questo inizia il lungo epilogo di Seguendo la cometa. È buffo, siamo a quasi un anno esatto da quando si è arrivata la telefonata. Oggi a scuola mi hanno giusto chiesto se mi ricordavo del corso a Torino... E come potrei essermene dimenticata? Forse, però, la domanda era (giustamente) riferita ai contenuti... Mi sa che è il caso che mi iscriva di nuovo...
Come accade in questi casi un anno è lunghissimo e brevissimo, non sembra vero sia che siano trascorsi solo 365 giorni, sia che siano già passati. La pupattola era un esserino minuscolo che sembrava fatto al 70% di naso, ora è una bambinona a cui in genere vengono attribuiti almeno sei mesi in più della sua età che zampetta e parlotta, con un carattere (ostinato) già ben definito e una spiccata capacità di rigirarsi tutti come vuole lei.

Passando invece a letture assai meno zuccherose, non dimenticatevi di scaricare l'ebook di Sherlock Holmes e il mangiocchi. Lo potete trovare su tutti gli store on line nei formati che preferiti. 
Qui il link alla pagina Amazon.
Se vi va, lasciate una recensione con le vostre impressioni!

martedì 22 agosto 2017

Seguendo la cometa 25 – Adozionense

E ripartiamo anche con Seguendo la Cometa, con un po' di calma perché Viola è super efficiente, ma io sono indietro con le sceneggiature...

Anche questa volta, in ogni caso, Viola ha superato se stessa!



martedì 6 giugno 2017

Seguendo la cometa 24 – Paperopoli Italia


Non so se è un problema solo mio, ma sento sempre di più la distanza tra i discorsi astratti dei legislatori o comunque delle discussioni basate sui principi e i problemi reali con cui chi c'è dentro (quale che sia il contesto) deve confrontarsi ogni giorno. Paperino in questo senso è proprio un caso tipico italiano. Nessuno gli darebbe mai un bimbo in adozione perché non è sposato e non ha un reddito fisso, ma tre in affido subito, semplicemente perché pochissimi sono disposti a prendersi bambini in affido.
Parlare del problema degli affidi in Italia esula dalle mie competenze, ma personalmente non posso che fare di cuore un applauso enorme al coraggio e all'amore di chi decide di intraprendere una strada che che già è difficile di suo e in Italia a volte sembra ancora più difficile.
Semplificando all'osso, molti minori in Italia non sono adottabili, ma non possono più stare con la propria famiglia per una quantità di motivi. Per le adozioni c'è tutto un iter valutativo che se va bene dura un anno e tutta una serie di requisiti. Pochissimi voglio invece prendere dei minori in affido e anche per questo i requisiti sono diversi (non c'è l'obbligo del matrimonio, giusto per citare il più macroscopico e fonte di molte polemiche) e poi molto spesso gli affidi si fanno in emergenza (giuro, ho visto anche un annuncio su un giornale locale per cercare genitori affidatari).
In teoria l'affido dovrebbe durare poco, ma siamo in Italia e invece spesso dura anni. Se poi il minore viene dichiarato adottabile succede che spesso gli affidatari non hanno i requisiti per l'adottabilità e quindi viene spostato in un'altra famiglia, cosa anche fisiologica se il periodo di affido e breve, ma come la mettiamo se è durato più di due anni? Quindi con la nuova legge (sul cui cammino parlamentare a un certo punto mi sono persa) si voleva favorire il passaggio dall'affido all'adozione, sia per creare meno traumi al minore, sia per invogliare chi vuole adottare a dare anche la disponibilità per l'affido. Come principio non mi sento di essere in disaccordo. 
La prassi italiana ha fatto sì, però, che si siano innestati sulla discussione principale altre questioni con una serie di articoli dai toni forti che dubito abbiano fatto bene a qualcuno. 
Questa vignetta, quindi vuole raccontare la distanza tra la prassi e i le discussioni sui principi su un tema così importante.
E segnalare la mia stima ai tanti "zii paperini" d'Italia che fanno tutto quello che farebbe un papà senza poterlo essere al 100%.

lunedì 1 maggio 2017

Seguendo la cometa 21 – Reazioni

... Poi ci sono anche quelli che non riesci a fermare e hanno già deciso che gli occhi sono del papà, la fronte del nonno e guardando bene le orecchie sono tue...
(Poi per carità, al post adozione c'è una figlia che è identica al padre, anche se viene da un altro continente, ma diciamo che nel nostro caso bisogna lavorare un po' di fantasia...)

venerdì 28 aprile 2017

Treccia d'amore – racconto inedito, epilogo


Parte quinta

Parte quarta

Parte terza

Parte seconda

Parte prima

Riassunto (non più così tanto) breve

Eris ha ottenuto il permesso di partecipare, prima e unica donna, alla corsa dell'isola di Tiv perché suo padre spera possa attrarre le attenzioni del sovrano, Amrod, che parteciperà a sua volta. A tal fine Eris acconsente a far preparare un incantesimo, la Treccia d'Amore, che dovrebbe far innamorare di lei l'uomo. Perché l'incanto possa essere intessuto, servono però tre capelli della persona da ammaliare e infine un bacio, anche non romantico, da quella stessa persona. 
Eris riesce ad attirarsi le simpatie del sovrano, del ciambellano di corte, lord Adman Kalay e del generale Tivan. Percepisce anche un sottofondo di tensione nei rapporti tra i tre uomini. 
Il giorno prima della gara, inaspettatamente, Amrod chiede ad Eris di desistere dal suo intento, ma la ragazza si mostra irremovibile e riesce anche a farsi dare alcuni dei capelli del sovrano. Capisce, tuttavia, che quella che sta per cominciare è qualcosa di più di una semplice competizione.
La gara inizia nonostante le pessime condizioni atmosferiche. Eris, Amrod e Tivan riescono comunque ad accumulare un certo vantaggio e decidono di allearsi fino al tratto finale della gara. Eris scopre la causa di parte della tensione del sovrano: è convinto che durante la corsa qualcuno attenterà alla sua vita e non vuole che la ragazza rimanga coinvolta. Per maggiore sicurezza, Eris viene convinta a passare la notte nel campo protetto dalle guardie del sovrano, dove ha modo di conoscere meglio lord Kalay, ciambellano e confidente del sovrano, per cui prova un'istintiva simpatia. Considerando le voci che girano a corte, Eris, però, non può non chiedersi se lord Kalay non sia in realtà l'amante di Amrod.
Durante l'ultimo giorno di gara, Amrod, Eris e Tivan incappano nei sicari. La ragazza ha modo di osservare la spietata efficienza con cui il sovrano si libera dei suoi assalitori, cosa che non può fare a meno di inquietarla. Tutto sembra risolto, quando Tivan si rivela parte della congiura. Riesce a ferire il sovrano e poi entrambi gli uomini, nella lotta, cadono in un fiume in piena. Eris si getta al loro inseguimento nella speranza di salvare il sovrano.
Accorre immediatamente anche lord Kalay e insieme i due riescono a recuperare Amrod, ma si accorgono che l'uomo non sta più respirando. Sotto la guida di lord Kalay, Eris riesce a far rinvenire il sovrano. Nell'operazione, le labbra di Amrod e quelle di Eris si sfiorano, facendo probabilmente attivare l'incantesimo d'amore. Infatti, una volta riavutosi e circondato dai suoi uomini, Amrod insiste perché Eris riprenda la gara, ma prima di farla ripartire la bacia davanti a tutti. Lord Kalay, in particolare, non sembra felice dell'evento.
Eris riesce poi a rimontare sui suoi avversari e a vincere la corsa, ma si scopre assai più confusa di quando la competizione era iniziata.

EPILOGO

La premiazione si svolse quella stessa sera, dopo la cena, alla presenza di Amrod. 
Il sovrano sedeva immobile sul suo trono e aveva occhi vitrei sopra profonde occhiaie, tuttavia era lì, vivo, a rassicurare la corte. In piedi di fianco al seggio, Adman Kalay non aveva un aspetto molto migliore.
Quando il sovrano la chiamò, la sua voce era poco più di un sussurro.
– Inchinatevi – le disse Amrod. – È un’esperienza rara essere sconfitto da una tale bellezza e un tale coraggio. Ammirate Eris an’Tay, campionessa della Corsa dell’Isola di Tiv!
Con mani che tremavano, le mise sul capo una catenella d’oro che le posizionò un piccolo rubino al centro della fronte.
– Abbiamo trovato Tivan, è morto. Pensavo voleste saperlo – le sussurrò Amrod mentre si rialzava.
  – Grazie.
Si girò per accettare le acclamazioni della sala.
Non se l’era immaginata così, la sera della propria vittoria. Pensava sarebbe stata euforica, leggera e appagata. Invece era dolorante, confusa e preoccupata.

In qualche modo, Amrod riuscì a raggiungere i propri appartamenti. Si accasciò sulla prima poltrona che trovò. Pensò che avrebbe potuto rimanere lì per sempre, invece, sarebbe sicuramente giunto qualcuno a controllargli le medicazioni. Ora molti dei suoi sudditi l’avrebbero immaginato, oltre che amante d’uomini e quindi infido e vigliacco per definizione, anche incapace di state in sella. E Tivan, pur di non infangare la propria reputazione, aveva preferito sporcarsi l’anima… 
Una porta secondaria si aprì e il ciambellano entrò nella stanza.
– Va’ a riposare, sei stanco anche tu – gli disse Amrod.
– Voglio essere sicuro che il mio lavoro non vada sprecato.
  – Non ho in programma di morire, per questa sera. 
  – Non puoi certo farlo adesso che finalmente tutti i pettegoli di corte hanno qualcosa di cui parlare. Le voci si stanno già diffondendo.
Il tono del ciambellano non era priva di durezza e Amrod evitò il suo sguardo.
– Non so cosa mi sia preso… – mormorò, incerto. – Mi sembrava…  Giusto…  Certo che lei è…  Speciale.
– Addirittura in grado di farti incespicare sulle parole, sì.
– Dovrebbe essere il principe a salvare la fanciulla, non il contrario. Però sarebbe una superba leylady.
– Sì.
– E un ottima madre per… 
– Naturalmente.
– Ah… 
Amrod alzò infine lo sguardo e fissò il lord ciambellano. Occhi grigi in occhi grigi. Fu il leylord ad abbassare lo sguardo per primo. Si afflosciò nella poltrona.
– Ah… Per lo Spirito, che situazione… Io…  Tu…  Va’ da lei, alla prima occasione, dille tutto.
Kalay inarcò un sopracciglio.
– Ormai io credo che si sia fatta delle aspettative. Le voci corrono, nella reggia.
– All’inferno le voci. Dille tutto – insistette Amrod. – È intelligente. Lasciale la possibilità di valutare.
– Ne sei sicuro?
– Te lo ordino. Obbediscimi, almeno una volta.

Era una mattinata tersa e fredda.
Eris non era riuscita quasi a dormire. Era scivolata fuori dalla camera all’alba, facendo attenzione che Aleiana non si svegliasse e ora passeggiava nel parco della reggia, con la rugiada che le bagnava gli stivali e la gonna.
Di certo, ormai, qualcuno della guardia di Amrod aveva raccontato a qualcun altro del bacio. Entro breve, sarebbe stato di dominio pubblico che il leylord, dopo quasi dieci anni di regno in cui mai aveva mostrato interesse per le più ricercate bellezze del Leynlared e degli stati vicini, aveva baciato una giovane donna. Una dama, per di più, dal lignaggio impeccabile, ma sgraziata, che vestiva come un uomo e preferiva le stalle ai ricevimenti. Fortunatamente, Aleiana ancora non ne sapeva nulla e questo dava ad Eris quanto meno il tempo per riflettere.
Non riusciva a mettere ordine nelle immagini e nelle emozioni. Mani che uccidevano e mani che salvavano. Mani che, con tutta probabilità, erano soddisfatte le une delle altre…
Non aveva mai pensato di poter davvero sedurre Amrod, né che la Treccia d’Amore potesse funzionare. Ma, era innegabile, le sue labbra e quelle del sovrano si erano incontrate, in uno strano, non cercato bacio, mentre cercava di fargli recuperare il respiro. E dopo lui l’aveva baciata di nuovo…
Era l’uomo più bello che avesse mai incontrato, questo era certo. Era anche il più intelligente e il più freddo. Un uomo in grado di guardare l’agonia di un nemico avvelenato senza battere ciglio. Un uomo, senza dubbio, in grado, se lo avesse voluto, di nascondere un amante persino a una corte pettegola e invadente come quella. Possibile che una simile volontà potesse essere piegata da un incantesimo? E lei lo voleva, un uomo che la amasse perché costretto da un incantesimo? E, infine, potendo ipoteticamente scegliere tra tutti gli uomini del mondo, avrebbe scelto proprio Amrod del Leynlared? Quale donna non lo avrebbe scelto? Eppure continuava a pensare ad altre mani e ad altri occhi, grigi quasi come quelli di Amrod, ma più allegri. Non c’era mai allegria nello sguardo di Amrod. Senza contare che, come aveva già calcolato, quei due paia d’occhi dalla tonalità così simile erano forse ben paghi di fissarsi a vicenda…
– Vi cercavo, ma non vi facevo così mattiniera.
Eris si voltò di scatto. Lord Adman Kalay sembrava davvero avere la capacità di materializzarsi dove gli pareva, nel Sal.
– Non riuscivo a dormire – gli disse.
– Perché?
Se c’era qualcuno che aveva diritto a una spiegazione, era lui.
– Ho fatto fare una Treccia d’Amore con i capelli di Amrod e temo si sia attivata ieri, mentre cercavamo di salvarlo.
Nel volto prima serio del ciambellano passò un lampo di divertimento.
– Temete? Metà delle donne, qui, ucciderebbe per un risultato simile.
– Forse. Non voglio che si innamori di me per un incantesimo. Non voglio mettermi tra lui e il suo amante, credo che abbia molto più diritto di me al suo cuore.
Ecco l’aveva detto.
– Come fate ad essere sicura che ci sia un amante? – gli occhi di Kalay luccicavano.
A questo punto, tanto valeva dire tutto.
– Ieri, quando era senza casacca, ho intravisto quello che sembrava segno di un morso sul suo petto. Non credo che se lo sia procurato in combattimento.
Lei era arrossita, Adman invece era scoppiato a ridere.
Una risata incontenibile, che gli portò le lacrime agli occhi. Dovette appoggiarsi al tronco di un albero. Eris si era aspettata che si offendesse o che fingesse incredulità.
Kalay ci mise un poco a riprendersi.
– Perspicace in modo quasi pericoloso, eh? Scusatemi… Non era questo il tono che volevo dare alla conversazione, davvero…  Solo che…  Scusate. 
Il viso tornò serio, ma gli occhi continuavano a ridere.
– Non siete voi il suo amante? – chiese Eris perché a quel punto la situazione iniziava a farsi surreale.
Non l’aveva certo sognata, l’intimità tra loro.
– No. Io… Non avete dormito per questo? Perché non volevate mettervi tra me e lui?
Eris avrebbe voluto sparire, svenire, anche morire era una buona idea. Kalay però era serio e non sembrava offeso. Affettuoso e felice, piuttosto.
– Io…  Non ero sicura di essere innamorata di lui…  In ogni caso, è evidente, sono un’idiota.
– No. Io non sono l’amante di Amrod, sono suo fratello. Illegittimo – vide la confusione negli occhi di lei. – Vi spiego. Quando la leylady era incinta di Amrod, il vecchio leylord prese come amante una cameriera, che rimase a sua volta incinta. La allontanò con un ricco dono, ma dato che nacqui maschio e che Amrod era un neonato malaticcio, la mia nascita fu comunque registrata. Lo scoprii durante la guerra civile. I traditori mi stavano cercando per usarmi e mettermi sul trono come sovrano fantoccio.
– Ci fu un tentativo di spacciare un impostore per il figlio illegittimo del sovrano. – ricordò Eris.
– Sì. A me, però, non andava di essere usato. Quando seppi chi era mio padre, raggiunsi il campo di Amrod per capire che tipo di uomo fosse e… Lo avete visto anche voi. Dopo che ti ha guardato puoi solo fare di tutto per salvargli la vita o per ucciderlo. Ora, se Amrod dovesse morire, i documenti salterebbero fuori per attestare la mia origine e designarmi erede legittimo. Se lui dovesse morire senza figli e io dovessi avere un figlio maschio, sarebbe lui l’erede.
Eris lo fissò.
Come tutti gli enigmi, una volta risolto era semplicissimo. Bastava sostituire i capelli neri con altri biondo-rossiccio, aggiungere barba e baffi e l’uomo che aveva di fronte sarebbe stato identico al sovrano ritratto nel grande quadro nel corridoio principale della reggia. Molto più simile al vecchio leylord di quanto non fosse Amrod che del padre aveva preso solo gli occhi.
– Questo e la vostra posizione vi danno molto potere, immagino – disse.
– Molti incubi. Ieri avete avuto un assaggio, credo, di quello che significa essere leylord.
– Quelli che mi state rivelando sono segreti ben difesi, immagino.
– Sì, io… Quello che sto cercando di dirvi… – Kalay sembrava aver perso tutta la sua sicurezza. Fece un passo verso di lei, poi arretrò di nuovo e riprese fiato. – Voi potete davvero diventare leylady, adesso, se lo volete. Ci sono testimoni che hanno visto il leylord baciarvi e lui non è il tipo d’uomo che lasci una cosa a metà, quali siano i motivi e le condizioni nei quali l’ha iniziata. Basterà un vostro cenno. Io… So di non poter competere con mio fratello su molti aspetti, ma so che c’è una cosa che posso fare meglio di lui, senza bisogno di incantesimi o botte in testa: innamorarmi di voi e amarvi per tutta la vita, se me lo permetterete.
Eris lo fissò inebetita, pensando alle sue mani grandi e dolci, fatte per salvare. Mani che avrebbero potuto prendere tutto, ma che preferivano proteggere e rimanere vuote. Anche ora, non cercava di afferrarla e non avrebbe in ogni caso portato rancore. Ma le sue mani rimanevano aperte, nel caso fosse lei a voler afferrare lui.
– Non dovete darmi una risposta ora, naturalmente – disse lui, incerto.
– No… Sì…  – gli prese una mano con entrambe le sue e la strinse forte. - Ma c’è una cosa che devo fare immediatamente, trovatemi una candela.
– Una candela?
– Devo bruciare quella maledetta treccia con la fiamma di una candela, per romperne l’incanto. Non si sa mai. Poi, se volete, potrete baciarmi.

Illustrazione di Viola S.
Ed eccoci arrivati alla fine! Ringrazio moltissimo chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui. So per esperienza che i racconti a puntate su un blog funzionano fino a un certo punto e necessitano parecchia concentrazione. Fino a questo punto, però, a livello di visualizzazioni ha retto benissimo e qualcuno mi ha anche lasciato il proprio commento via Fb (grazie infinite). 
Spero che anche il finale sia piaciuto. Pur avendo un andamento lineare è un racconto a cui sono molto affezionata. Per motivi che hanno a che fare, suppongo, con la parte più ombrosa del mio carattere non mi capita quasi mai di scrivere storie d'amore a lieto fine e spesso i protagonisti femminili non si prestano al tipo di storia che ho in mente. Qui invece, anche se Amrod quasi ci rimane secco, c'è una nota di spensieratezza per me insolita. Infine, ho particolare simpatia per lord Kalay, che appare anche in altri miei racconti, ma quasi sempre con un ruolo defilato che non rende giustizia alla sua natura pratica e solare.
Questi stessi personaggi (senza note di spensieratezza, temo) li potete trovare anche nei racconti conclusivi dell'antologia La spada, il cuore e lo zaffiro

venerdì 21 aprile 2017

Treccia d'amore – Parte quinta, racconto inedito

Parte quarta

Parte terza

Parte seconda

Parte prima

Riassunto (non troppo) breve

Eris ha ottenuto il permesso di partecipare, prima e unica donna, alla corsa dell'isola di Tiv perché suo padre spera possa attrarre le attenzioni del sovrano, Amrod, che parteciperà a sua volta. A tal fine Eris acconsente a far preparare un incantesimo, la Treccia d'Amore, che dovrebbe far innamorare di lei l'uomo. Perché l'incanto possa essere intessuto, servono però tre capelli della persona da ammaliare. 
Eris riesce ad attirarsi le simpatie del sovrano, del ciambellano di corte, lord Adman Kalay e del generale Tivan. Percepisce anche un sottofondo di tensione nei rapporti tra i tre uomini. 
Il giorno prima della gara, inaspettatamente, Amrod chiede ad Eris di desistere dal suo intento, ma la ragazza si mostra irremovibile e riesce anche a farsi dare alcuni dei capelli del sovrano. Capisce, tuttavia, che quella che sta per cominciare è qualcosa di più di una semplice competizione.
La gara inizia nonostante le pessime condizioni atmosferiche. Eris, Amrod e Tivan riescono comunque ad accumulare un certo vantaggio e decidono di allearsi fino al tratto finale della gara. Eris scopre la causa di parte della tensione del sovrano e il motivo per cui all'ultimo momento ha cercato di convincerla a non partecipare: è convinto che durante la corsa qualcuno attenterà alla sua vita e non vuole che la ragazza rimanga coinvolta. Per maggiore sicurezza, Eris viene convinta a passare la notte nel campo protetto dalle guardie del sovrano, dove ha modo di conoscere meglio lord Kalay, ciambellano e confidente del sovrano, per cui prova un'istintiva simpatia. Considerando le voci che girano a corte, Eris, però, non può non chiedersi se lord Kalay non sia in realtà l'amante di Amrod.
Durante l'ultimo giorno di gara, Amrod, Eris e Tivan incappano nei sicari. La ragazza ha modo di osservare la spietata efficienza con cui il sovrano si libera dei suoi assalitori, cosa che non può fare a meno di inquietarla. Tutto sembra risolto, quando Tivan si rivela parte della congiura. Riesce a ferire il sovrano e poi entrambi gli uomini, nella lotta, cadono in un fiume in piena. Eris si getta al loro inseguimento nella speranza di salvare il sovrano...

TRECCIA D'AMORE – PARTE QUINTA

Due rocce avevano fermato numerosi tronchi a un paio di metri dalla riva. Il corpo di Amrod giaceva lì, tra i rami, inerte. Eris fece entrare lo stallone in acqua, fino a che la corrente non arrivò a lambirle le ginocchia. Si allungò e afferrò il braccio di Amrod.
Lei era alta e forte ma si accorse subito che non lo era abbastanza. No, non assomigliava ad un uomo. Qualsiasi uomo sarebbe riuscito a spostare un corpo snello come quello del leylord, ma non lei.
Le lacrime le rigavano le guance.
– Scansatevi, lo prendo io.
Eris si girò.
Adman Kalay era in acqua fino alla vita. Il cavallo Buio era sull’argine, madido di sudore. Il resto degli uomini di Amrod ancora non si vedeva, ma lui era già lì e con le sue grosse mani pratiche afferrò Amrod e insieme lo portarono a riva.
Appena furono all’asciutto, senza cerimonie, Kalay strappò la casacca del Leylord, grugnì alla vista delle ferite e lo girò su un fianco. Dalla bocca di Amrod uscì un rivolo d’acqua e di fango. Eris vide Kalay impallidire di colpo, quando entrambi di resero conto che non respirava.
Il ciambellano mormorò qualcosa che poteva essere una preghiera o un’imprecazione, girò nuovamente il corpo sulla schiena e fissò Eris.
– Adesso voi gli aprirete la bocca e vi soffierete dentro quanta più aria potete. Io gli praticherò una pressione sul petto. Soffio e pressione, soffio e pressione, fino a che non riprenderà a respirare. Avete capito?
– Sì.
– Fatelo, allora, e pregate.
Eris guardò un istante il viso immobile, bianco di Amrod. Le sembrava quasi blasfemo quello che stava per fare. 
Le labbra di lui erano fredde, sapevano di fango e di sangue. Soffiò.
Kalay si era messo a cavalcioni del corpo, le grosse mani una sull’altra e alle preghiere preferiva qualcos’altro.
– Non ci provare, eh? Non avrai quiete nella terra. Tutti i demoni degli inferni Imsheti sono niente. Respira! Maledetto, respira!
Eris soffiò ancora e ancora. Sentiva le lacrime gelate che continuavano a scendere lungo la sua guancia e non riusciva a pensare a nulla.
Stava avvicinando le labbra per la quarta volta quando dalla gola di Amrod si sentì un ansito e poi un colpo di tosse.
Lord Kalay non si permise di esitare. Lo girò di nuovo su un fianco, per aiutarlo a espellere tutta l’acqua e poi prese a tamponargli la ferita sul fianco. Non era la sola. Eris vide che aveva un brutto taglio sopra un orecchio e escoriazioni e graffi un po’ ovunque.
– Dov’è il guaritore? – gridò l’uomo.
Alzando lo sguardo, Eris si accorse che un drappello di guardie del leylord li aveva raggiunti. Tra loro c’era un uomo anziano con la treccia verde dei sapienti al lato del viso.
– Eccomi, ben fatto, continuo io – disse.
Il ciambellano si scostò, sembrava anche lui sul punto di svenire.
Amrod, intanto aveva preso a gemere, poi, con fatica, riaprì gli occhi.
– Tivan…  – biascicò.
– Non lo so. Lo troveremo – rispose Kalay.
– Era lui il traditore – sussurrò Eris.
– Ah… A maggior ragione, lo troveremo.
Lentamente, Amrod sembrò riprendere il controllo di sé. Scompigliato e infangato, con un uomo che gli teneva premuto un tampone sulla ferita alla testa e al fianco, Eris non sapeva se gli desse più fastidio il dolore, il tradimento di Tivan o il fatto di essere visto in quello stato. 
Il guaritore terminò il suo esame.
– Avete tre costole rotte, mio signore, e devo medicarvi e cucirvi subito la ferita al fianco e quella alla testa. Non sono brutte come sembrano, ma state perdendo troppo sangue. 
Amrod fece per annuire, poi si limitò a muovere una mano.
– Solo un istante, finché sono lucido, Adman… 
– Cosa devo far sapere a corte?
– Perché Tivan? – chiese Eris.
Avrebbe avuto delle risposte in quel momento, o mai più.
Amrod fece una smorfia.
– Tivan era un eroe, un generale e un amante d’uomini. Pensavo che fosse perfetto per dimostrare che le tre cose non sono incompatibili… Ma lui stava per sposarsi con una ricca lady… Amava la sua rispettabilità più di ogni altra cosa, anche del suo onore… 
Riprese fiato prima di proseguire
– Lui mi era stato fedele quando tradirmi sembrava la cosa migliore… Non pensavo che lo avrebbe fatto ora.
– Non avreste dovuto cambiare pista – borbottò Kalay.
– No… Non pensavo… È stato quasi più astuto di me.
– Cosa faccio sapere a corte? – chiese di nuovo il ciambellano.
– …Stava per sposarsi e non credo che la sua famiglia sia coinvolta… La corsa è pericolosa… Sono caduto anch’io, del resto… Ah, povera la mia reputazione… – sospirò.
– Eris! – chiamò subito dopo, con più energia. – Voi dovete andare a vincere la gara. Con tutto il tempo che vi ho fatto perdere… Prima però avvicinatevi.
– Eccomi.
– No, così non va bene.
Con un movimento deciso, Amrod le afferrò la casacca e la obbligò a chinarsi. Poi la baciò.
Le sue labbra sapevano ancora di fango e di sangue, ma erano calde e il bacio era un vero bacio.
Eris aveva spesso fantasticato su cosa avrebbe provato durante il proprio primo vero bacio, datole da un uomo che le piacesse davvero. Stando ai racconti si sentiva caldo e una sensazione come di farfalle allo stomaco. Invece si accorse solo del silenzio che li avvolgeva.
Lui ricadde all’indietro, più che lasciarla.
– Avete un buon sapore – sussurrò. – Ora andate.
Eris si allontanò, stordita. Vide che Kalay era corrucciato e non riusciva a staccare gli occhi da lei. Una delle guardie aveva recuperato Laryel e la aiutò a montare in sella.

I pensieri concreti come stare in sella e ricordare il percorso aiutarono Eris a non indugiare su altri, molto più confusi. Immagini che si affastellavano le une sulle altre. Uomini che rantolavano nella loro bava. Mani affusolate capaci di uccidere, mani enormi capaci di salvare. Gli occhi di tutti mentre si allontanava, come se fosse una creatura leggendaria. Poi ringhiò. Vincere quella gara era stato il suo sogno fin da bambina. Neppure un bacio del leylord glielo avrebbe portato via.
Alcuni avversari, che avevano percorso altre piste, l’avevano superata. Lei spinse Laryel al limite delle sue capacità e li recuperò tutti, uno ad uno. L’ultimo provò a disarcionarla con una gomitata su una curva a mezzo miglio dal traguardo. Eris aveva visto degli uomini venire uccisi, quel giorno, aveva visto il leylord quasi morire e, infine, era stata baciata da un uomo che, si diceva, non aveva mai baciato nessuna donna. Incassò il colpo, guardò freddamente il suo avversario e proseguì.
Quando giunse al traguardo, sul piazzale della reggia, era troppo esausta per sentire le grida e le acclamazioni. 
Non riuscì neppure a scendere di sella che Aleiana venne ad abbracciarla.
– Oh, Eris, ero così preoccupata, non devi fare mai più, mai più, una cosa tanto pericolosa!
Eris non ebbe cuore di dirle quanto era stato pericoloso ciò che aveva fatto.

Continua e finisce  il prossimo fine settimana

Illustrazioni di Viola S.


giovedì 6 aprile 2017

Seguendo la cometa 19 – Album fotografico

Questa volta ho delle prove documentarie di quanto racconto!

Foto fatta appollaiata in posti improbabili:

(Bella idea il bagno a L, facile da fotografare nella sua interezza...)


Il borgo in cui vivo trasformato in un set da film horror, nonostante fosse più o meno questo periodo...

Il parco giochi deserto sotto il diluvio che mette tristezza solo a guardarlo...

Il centro polifunzionale con biblioteca che si perde nella nube (dietro di solito c'è una superba vista del Monte Rosa, giuro...)
La visione dall'alto in grigio che sembra quasi un'istigazione al suicidio...
Il fatto è che di solito sono cose che non hai in mente di fotografare e la scadenza incombeva... Fortuna che avevo anche qualche scatto d'archivio delle vicinanze, l'effetto è un pochino diverso...

mercoledì 29 marzo 2017

Seguendo la cometa 18 – Certificato di matrimonio

L'Italia è quel paese in cui se devi presentare un certificato di matrimonio, a un certo punto arrivi a dubitare di esserti davvero sposato!