lunedì 29 agosto 2016

L'Italia non è un paese per fantasy? – Scrittevolezze


Me lo ripetono ciclicamente.
L'Italia non è un paese per fantasy.
Non abbiamo una tradizione.
Non li sappiamo scrivere.
E poi comunque in fantasy non ha niente da dirci.

Io sono, evidentemente, lenta di comprendogno. Sarà che vivo sulle rive di un lago che si dice sia popolato da un drago. Drago sfrattato, ma non ucciso, dal santo e pertanto emigrato dall'isola a una caverna.
Nel paese dove abito le streghe le abbiamo avute fino al XIX secolo avanzato. In pratica mentre Sherlock Holmes a Londra disquisiva di impronte digitali per inchiodare i criminali qui ci si chiedeva se una ragazza potesse volare.
E i boschi sono pieni di "massi coppellati", cioè incisi in qualche momento nella preistoria. E poi usati per riti magici di varia natura.
Sarà un'eccezione.
Perché proprio non capisco perché a me per la mia italianità dovrebbe venirmi in mente mentre passeggio in questi luoghi una storia senza magia, mentre per un abitante, che so, della Cornovaglia, la cosa sarebbe naturale? Solo perché le loro pietre incise sono più grosse?

In questo agosto, con i libri rigorosamente al seguito (e accompagnata da Panico e Paranoia, simpatici gemelli venuti in vacanza con me) sono stata nel nostro bel Lazio, subito prima che il sisma lo sfregiasse (anche se le zone non erano proprio quelle).

Sono stata a Bomarzo.
In pieno rinascimento a Bomarzo un nobile, Vicino Orsini, ha costruito un antesignano dei parchi tematici ispirato alle sue letture preferite. A inizi 1500 Vicino Orsini leggeva un genere di cui noi non abbiamo tradizione, si dice, il fantasy. 
Va bene, lo chiamavano poema cavalleresco ed era scritto in versi. Comunque il fatto che vi si potevano trovare "leoni, orse, orchi e draghi" secondo me lo inquadra abbastanza bene.

È proprio un drago!
Le opere che tanto piacevano a Vicino Orsini non è che siano poi tanto letteratura spazzatura. L'Orlando Furioso, per dire. 
Ma noi di fantasy non abbiamo tradizione...
Le leggende arturiane si possono infinitamente riadattare, ma i cavalli alati che raggiungono la Luna per recuperare le cose perdute vanno ammirati da lontano, studiati in modo possibilmente noioso e guai a dissacrarli rielaborandoli oggi.

Poi, magari, sono io che mi faccio un film in testa per colpa di Vicino Orsini e le sue stramberie. 
Una manciata di chilometri più in là ecco la villa del vicino di Vicino, villa Lante.

Fonte: Wikipedia
Appena si entra ecco un bel Pegaso rampante.
Per carità, è tutto più ordinato, ma tra simboli alchemici, personificazioni e creature fantastiche di varia natura a me tutto continua a suonare fantasy. Ma forse, dato che era la villa di Vescovi non si può dire, che si sa, il fantasy assai poco piace alla chiesa...

Ne siamo poi così sicuri?
Perché quella di Tuscania è senza dubbio una chiesa.
E ha un drago che corre lungo la facciata!


C'è sicuramente un alto significato allegorico. 
Ma c'è anche, innegabilmente, un drago che corre per la facciata. È così bello e plastico, che mi è subito venuta l'idea per un racconto con maghi che danno vita alle sculture di pietra (solo che ci mettono moltissimo a scolpirle, tanto che i tornei di magia sono decennali). Oddio! Un'idea fantasy venuta fuori da un monumento italiano! Laziale, addirittura!

Quindi a questo punto io sono un po' confusa. La letteratura che insegno è piena di bestie strane e i monumenti del mio paese sembrano pronti da un momento all'altro a prendere vita per volare via.
Però continuano a dirmi che il fantasy non è un genere italiano. Non lo sappiamo scrivere e non ha nulla da dirci.

Io però sono finita nella bocca di un orco!


45 commenti:

  1. A proposito di fantasy, io ne ho trovato una che mi è piaciuto tanto: I Maghi Mercadonte e il Torneo del Quadrifoglio Magico.
    Cercalo, se ti va, e leggilo. Entri in un incanto.
    sinforosa

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    1. Non lo conosco, quindi super grazie per la segnalazione!

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  2. Ma che bello! Non conoscevo Bomarzo, ma sembra davvero un luogo affascinante.
    Comunque alcuni tra i romanzi fantasy più belli che io abbia mai letto sono stati scritti da un'italiana, Silvana De Mari. Così per dire, eh.

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    1. Bomarzo (e tutta la Tuscia viterbese) merita assolutamente una visita. Ecco, potendo scegliere, magari non a ferragosto, quando la ressa toglie un po' di magia (c'era coda per fare la foto nella bocca dell'orco).
      Silvana De Mari ha avuto non pochi problemi nel farsi apprezzare, proprio perché in Italia scrivere fantasy di qualità non è considerato normale...

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  3. Magari è solo questione di scrivere nei giusti termini la lettera di presentazione all'editore.
    Evitare, per esempio:
    «Il mio nuovo romanzo fantasy, con elfi e nani, si rifà a Tolkien ecc. ecc.»
    e, magari, scrivere:
    «Questo romanzo fortemente allegorico, popolato di orchi, draghi, donne, armi e cavalieri di cui narro gli amori, le cortesie e l'audaci imprese, si inserisce nel solco più glorioso del poema cavalleresco italiano.»

    Tipo, eh. :)

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    1. molto molto molto bello inserire nel solco glorioso.

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    2. Detto così fa un po' osé :D

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    3. Infatti un po' l'ho pensato, ma solo dopo aver rivisto la frase estrapolata e scritta, tienila buona per una storia (tipo col bagnino rumeno per dire) S.

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    4. Quando uno scrive bene e la storia è intrigante se l'editore non è stupido la valuta. Quindi aspetto con ansia il tuo romanzo :) Naturalmente la lettera di presentazione la scriverà Michele ;)

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    5. Michele, prepara un tariffario per prefazioni e lettere di presentazione, hai un futuro professionale assicurato!
      @Isa: il problema che i grandi editori sono i primi convinti che il buon fantasy italiano non possa esistere, quindi non lo cercano proprio...

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  4. L'Italia non è un paese per un sacco di cose che poi alla finiamo per importare! :D

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  5. Bellissimo il parco di Bomarzo, l'ho visitato giusto un paio di anni fa :)
    Detto ciò, tempo fa Gramellini ci dedicò uno dei suoi "buongiorno" sul tema, sostenendo appunto che l'Italia non è pase per il fantasy e io mi dissi: oibò e Calvino dove lo mettiamo? E Collodi? (Tralasciando il fatto che l'autrice italiana più noa e letta qui in Germania scrive proprio fantasy)
    Ho l'impressione che ci sia tra i letterati una certa allergia alla parola fantasy, ma in generale che ci sia una certa allergia proprio a tutta la letteratura di genere, per cui, niente, non si può dire. Credo che anche il nome della rosa non sia classificato come giallo.

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    1. A me un tizio che bazzicava nella grande editoria ha detto "tutti i generi hanno una loro dignità, tranne il fantasy". E Calvino? Dissi io. Non è fantasy, è realismo magico (sì?). E Buzzati? I suoi sono racconti (sì?). E la mia amata Le Guin (che il tizio aveva citato due minuti prima)? Lei scrive fantascienza (e quando scrive fantasy riscemisce?).
      Il fatto è che così il buon fantasy non viene cercato, i bravi autori fanno un gran fatica e spesso vengono pubblicate opere che rispecchiano lo stereotipo dell'editore.
      Poi, ovvio, non tutti la pensano così, però tanti sì.

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    2. Cade giusto a fagiuolo questo articolo (io ho spento le candeline :D )
      http://www.ilpost.it/2016/09/01/quando-e-stata-pubblicata-la-storia-infinita/

      In particolare dove dice:
      "La storia infinita era uscito durante la Guerra Fredda e con la Germania ancora divisa in due, in un tempo in cui si riteneva che la letteratura dovesse essere in primo luogo realistica e con un forte messaggio politico, ben diversa quindi dai temi affrontati nel romanzo. Il lavoro di Ende fu stroncato da molti, giudicato come una facile scappatoia per i giovani dal mondo reale, ma incapace di dare risposte effettive per migliorare le cose nella loro realtà."
      Che sia successo qualcosa di simile anche dalle nostre parti?

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    3. Sicuro! E per altro Momo, per dire, non contiene affatto temi sociali... Per la serie, gente che non legge i libri, ma ci pontifica su...

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  6. Io di recente mi sono letto "I Nostri Antenati" di Italo Calvino. Secondo me, "Il Visconte Dimezzato" e "Il Cavaliere Inesistente" sono fantasy al cento percento, senza dubbi - "Il Barone Rampante" un po' meno, anche se comunque non è certo un racconto che cerca il realismo a tutti i costi. Ma sono pochi quelli che lo riconoscono: per molti Calvino non può essere fantasy perché è un autore importante, mentre il fantasy è robetta da due soldi. E' una mentalità tutta italiana, quella che divide la letteratura alta - il mainstream - da quella bassa - il fantastico (una volta ho letto che questo deriverebbe dal pensiero di Benedetto Croce, ma non essendo un esperto, non so dire se sia vero). Per questo, sono totalmente d'accordo col post :) .

    E comunque, molto belli i luoghi che hai visitato :) .

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    1. Realismo magico, dicono di Calvino. Quello va bene. Chiamarlo fantasy no. Che il fantasma di Buzzati infesti i loro sogni!

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  7. (accompagnata da Panico e Paranoia, simpatici gemelli venuti in vacanza con me)

    Vedi:
    http://www.tpi.it/mondo/regno-unito/malattie-mentali-illustrate

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    1. Ma sono bellissimi! Viene voglia di adottarli, non di curarli!

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  8. Me la spiego in un modo solo: la chiesa cattolica. Ho notato che i paesi europei dove il fantasy "ha un tradizione" sono anche quelli dove si trova bene il genere (o il tono) tragico. Fantasy e tragedia, anche quando non si sovrappongono, hanno una cosa in comune: contengono temi e figure che il cristianesimo ha demonizzato per farsi spazio in un mondo pagano; cioè l'ubris, la lotta eroica tra il divino e la sua creatura (ved. Lucifero di Milton) e un'ampia varietà di figure sovrannaturali, non necessariamente buone o cattive, quasi sempre slegate da un dio vero e proprio, e più legate alla tradizione locale che a specifiche religioni.
    Poi nel '900 il fantasy è stato collegato all'estrema destra, ed è stato il colpo di grazia.

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    1. Sai che non penso che sia stata la chiesa? Il mio incontro col fantasy è avvenuto nel lontano 1989 quando l'oratorio estivo aveva come tema "Il signore degli anelli". Tolkien era cattolico ed è molto amato da molti cattolici.
      L'associazione fantasy-destra, invece, è esclusivamente italiana (e folle, ma come si può immaginare fascisti i "campi hobbit"? Creaturine che mangiano e fumano tutto il giorno, alte poco più di un metro in camicia nera??) e di certo non ha giovato all'immagine del fantasy. Negli USA i raduni hobbit avevano tutt'altro orientamento (diciamo che si fumava molto e non solo erba pipa).
      Penso che davvero questa malaugurata associazione politica fantasy/destra abbia fatto disastri. Che poi... Perchè? Come?Insomma, a scrivere fantasy ci si sono messi personaggi di ogni estrazione politica, con uno zoccolo duro di femministe e anarchici di varia natura...

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    2. Penso che sia stata "colpa" della fascinazione nazista con la mitologia autoctona, Wagner e tutto il resto... sembrerà assurdo ma un amico di famiglia ci ha raccontato che decenni fa era capitato per sbaglio in un "campo hobbit" in Toscana, ed era scappato a gambe levate quando aveva visto spuntare camice nere e svastiche... ma come si fa :'D

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    3. Wagner ok, ma Tolkien=destra solo in Italia, già in Germania no. Appunto, negli USA raduni dal nome assai simile ai nostrani "campi hobbit" avevano tutt'altra connotazione, hippy e ambientalista. Insomma questa connotazione politica è nata solo in Italia e ha fatto un gran danno, da cui anche la necessità di alcuni autori e dei loro editori di ribadire che non avevano nulla a che vedere con l'estremismo di destra. Adesso però che è passata quella stagione politica non sarebbe il caso di riprendere in mano il genere per quello che è?

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  9. L'Italia ha una tradizione esoterica fortissima, basti pensare che Torino è vertice dei due triangoli della magia, che Triora, a pochi km da casa mia, è simbolo della stregoneria a livello mondiale, che Dante Alighieri è stato uno dei più grandi astrologi di tutti i tempi (anche se i suoi studi non tenevano conto delle dinamiche psicologiche) e molti altri "che". Loro conoscevano il funzionamento delle energie meglio di noi. Poi, è arrivata la chiesa...

    P.S. la tua polo ha un bellissimo colore. :)

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    1. Io tutto sono meno che una fervente cattolica, ma ripeto che almeno per la denigrazione attuale del fantasy come genere la chiesa non mi sembra avere colpe. Tolkien e Lewis piacciono molto e vanno fortissimo le feste a tema negli oratori. Sull'astrologia ai tempi di Dante, poi, il discorso è lungo e non mi addentro. Allora era parte della scienza a tutti gli effetti, così come l'alchimia che almeno fino al 1300 non era in odore di stregoneria (o non particolarmente) e la praticavano anche i papi (tra le altre cose mi sono imbattuta nella tomba di un papa morto per l'esplosione del suo laboratorio alchemico).
      PS: il fantasy in sè poi ha a che vedere solo in modo tangente con l'esoterismo per cui io personalmente ho poca simpatia. Ma anche qui il discorso è lungo.

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    2. Come sai io mi intendo poco di fantasy, quindi il mio ragionamento è più intuitivo che altro. So che l'alchimia e l'astrologia erano molto praticate in passato, mentre la cosiddetta stregoneria, in molti casi altro non era che la capacità di lavorare con le energie. Purtroppo la visione dell'esoterismo è viziata a causa di tutti i sedicenti maghi, in realtà si può affrontare l'argomento con un atteggiamento fortemente spirituale. Io, comunque, ci tengo a dire che sono credente. ma la mia visione di dio non è molto legata al sentire della chiesa.

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  10. È la terminologia a ingannare. Fantasy è contemporaneo, è "americano", è Harry Potter, dunque saga di successo, libri che fanno il botto, autori che realizzano il sogno di tutti gli aspiranti scrittori.
    Stona associare Calvino al genere fantasy, il grande autore italiano solido, inimitabile, un big della letteratura classica. Eppure, quando mio figlio a scuola, ha studiato L'Orlando Furioso, è corso a dirmi: "mamma, il più antico fantasy della storia"

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    1. Harry potter non è americano! È inglese, anzi scozzese (l'autrice ci tiene molto)

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    2. Ps: stona perché non siamo abituati

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  11. Io non penso che l'Italia, o qualsiasi altro luogo al mondo, sia o non sia un paese per fantasy.

    Penso semplicemente che il "fantasy", come genere letterario, sia abusato fino all'eccesso, proprio come la parola stessa che, tradotta nuda e cruda, significa "fantasia". La fantasia significa creatività, creare qualcosa di nuovo di diverso dalla realtà o qualcosa di affascinante che potrebbe benissimo mischiarsi con la realtà (presente, passata e futura).

    Purtroppo ormai, quando uno sente la parola "fantasy", evoca quasi inconsciamente le solite figure pseudo-medievali: draghi, maghi, cavalieri, elfi, troll, principesse, castelli, guerrieri ecc... Che poi queste figure siano a loro volta un retaggio di leggende o tradizioni ancora più antiche, è un altro paio di maniche.

    E di chi è la colpa? Non credo che sia della chiesa cattolica o di associazioni varie ad aree politiche. La "colpa" è di tutta quella schiera di autori emuli di Tolkien (e dei rispettivi editori che continuano a pubblicarli) che, con ogni romanzo-fotocopia, non hanno fatto altro che perpetuare questa collezione di stereotipi. Basta andare in libreria e mettersi davanti allo scaffale del fantasy per vedere come le trame siano ormai quasi tutte omologate.

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    1. I romanzi fotocopia ci sono in ogni genere e i buoni fantasy ci sono anche adesso in libreria, basta saperli riconoscere. Alcuni hanno anche le figure pseudo-medioevali (che per altro a me non dispiacciono quando usate con criterio). A livello internazionale non mi sembra messo meglio o peggio del rosa o del giallo. In Italia in molti ambienti letterari basta dire che ti piace il fantasy per essere guardato male e lo dico per esperienza diretta, manco avessi inneggiato ai sacrifici umani...

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  12. Tu sai quanto io adori il genere. Ci ho fatto pure la tesi di laurea magistrale e cerca di qua, cerca di là, ho trovato il fantasy da tutte le parti. Peccato che l’opinione comune lo veda come qualcosa di lontano. Ce l’abbiamo dentro sin dall’antichità. Nella società, nella storia, nelle storie. E pure dentro la chiesa. ;)
    Bomarzo: ma quanto è magicamente strano?

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    1. Bomarzo è tanto strano, anche se ci ho visto più un parco a tema ante litteram che chissà quali significati esoterici (quelli li ho trovati più a villa Lante). Credo che Vicino Orsini fosse solo un gran mattacchione (ricco). In ogni caso ci ha regalato un posto stupendo.

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  13. Che invidia! La foto nella bocca dell'orco è nella mia lista di cose da fare da anni, non ho ancora avuto occasione di visitare il parco.

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    1. Merita! Come scrivevo sopra, magari meglio evitare ferragosto, però.

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  14. Ma non sarà tutta "colpa" di Tolkien, alla fine? Se "Il Signore degli Anelli" fosse stato un cesso, chissà cosa sarebbe successo nel fantasy mondiale... ma ci sarebbe stato, vero, un fantasy mondiale? ;)

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    1. Penso proprio di sì, in Inghilterra c'era tutto un movimento intorno, per altro molto colto, alla faccia della vocazione popolare del genere.

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  15. Bomarzo è nella mia wishlist da molto tempo! Passerei delle ore in un posto come questo... Per il momento quest'estate mi sono goduta la Puglia con le sue cattedrali e il suo spettacolare stile romanico ricco, come sai, di mostri di tutti i generi.

    Sulla questione del fantasy, l'uomo medievale - anche nostrano - credeva fermamente nell'esistenza dei draghi, e ne aveva paura anche più dei lupi. Vorrà pure dire qualcosa?

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    1. Mi sembra giusto. I draghi sono molto più spaventosi dei lupi!
      ;)

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  16. Riccardo Coltri coi suoi romanzi ha dimostrato che la nostra mitologia non ha nulla da invidiare agli altri popoli. Da nord a sud siamo pieni di creature fatate, magiche, demoniache.
    E siamo pieni di leggende.

    Grazie a quell'autore ho trovato due libri interessanti, uno proprio sulle creature fantastiche italiane e poi un'opera in 2 volumi, la Guida all'Italia misteriosa fantastica insolita leggendaria.
    E chissà quanto altro si nasconde altrove.

    Noi non siamo un paese per fantasy se continuiamo a scrivere fantasy anglosassone. Dovremmo imparare a scrivere un fantasy nostrano, che esiste, è sopito, sepolto da secoli di dimenticanza.
    Basta solo risvegliarlo e ridargli vita.

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    1. Infatti, conoscono tanti bravi autori, ma fanno tutti una gran fatica a farsi considerare tali

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  17. Ah, Bomarzo lo visitai quando andavo alle medie, in gita scolastica.
    Visto che capiti da queste parti, ti consiglio di vedere la piramide etrusca.

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