giovedì 4 luglio 2013

Scrittevolezze - Tuttologia applicata


Regola basilare della scrittura è che bisogna raccontare ciò che si conosce.
Ma cosa si deve conoscere? Tutto!
Se c'è una figura che deve avvicinarsi allo studioso totale rinascimentale, è quella dello scrittore. Per creare una storia coerente bisogna delineare con precisione e accuratezza il mondo in cui i personaggi si muovono. Non ci sono scuse né alibi. Anche se una storia è fantastica deve avere elementi di verosimiglianza, se faccio un fantasy in un mondo che obbedisce più o meno alle nostre leggi fisiche e il mio eroe è maestre di tiro con l'arco, devo sapere tutto di archi. Il fatto che l'ambientazione sia frutto della mia fantasia non mi autorizza a sbagliare nel descrivere le procedure del tiro al bersaglio! Se viene forgiata una spada, che sia forgiata con tutti i crismi e così via. Se l'ambientazione in cui ci muoviamo è reale, a maggior ragione dobbiamo essere accurati.
Nel lavoro di documentazione, internet è un palliativo e non la cura, serve a rifinire, non a creare. Serve a controllare dati, a recuperare materiale iconografico, in generale, ad avere conferme. E' indispensabile, ma solo se si ha già un quadro di riferimento.
Ma come si fa ad essere tuttologi? Sull'ossatura della storia bisogna avere una solida documentazione, certo, ma per il contorno?
Se c'è un consiglio che mi sento di dare agli aspiranti scrittori è: interessatevi di tutto. Non siate settoriali nelle vostre passioni. Vi capita di poter assistere a una conferenza su un argomento di cui non sapete nulla? Andate. Vi imbattere in un documentario curioso? Guardatelo. Andate al cinema a vedere anche film che non avete scelto, che trattano argomenti a voi estranei. Siate curiosi, ponetevi delle domande, approfondite e cercate risposte. E sopratutto ascoltate la gente. A tutti piace parlare delle proprie passioni e scoprirete intorno a voi esperti di materie inaspettate. Ascoltateli e annotatevi, mentalmente o fisicamente di che cosa quella data persona è appassionata. Scoprirete amanti di acquari che riproducono le profondità dei laghi africani, ingegneri che maneggiano la cucina molecolare, modellisti esperti in riproduzioni di aerei della seconda guerra mondiale, appassionati di storia locale che conoscono la storia di ogni pietra del vostro paese. Ascoltateli. Forse non vi servirà oggi, magari non vi servirà mai, ma intanto avete imparato qualcosa, magari avete stretto un'amicizia e se tra quindici anni dovrete scrivere di un sub che si inoltra nelle profondità del lago Vittoria, saprete a chi chiedere.
LA ROCCIA NEL CUORE è ambientato nelle mie terre, la documentazione è in apparenza semplice. Ma padre Marco è un prete, Gabriele è appassionato di fisica e il suo amico Michele di biologia. Per Marco mi sono avvalsa dell'aiuto di un'amica laureata in Scienze Religiose, per Gabriele ho letto Feynman e ho chiesto aiuto a chi di fisica ne mastica più di me. Mio marito è appassionato di biologia, a un certo punto avevo bisogno di un Michele offeso che ignora l'amico e continua a leggere il suo libro. Quale libro? Io gli avrei messo in mano L'Anello di re Salomone, di Lorenz, ma mio marito mi ha corretto. Una come me, a cui la biologia piace, ma non ne ha fatto la sua passione primaria, legge a 15 anni l'Anello di re Salomone. Uno come Michele Lorenz lo ha già divorato entro la quinta elementare. A quindici anni legge Il fenotipo esteso, un testo molto più per specialisti. E' solo un tocco, che il 99,9% dei lettori supera senza pensarci, ma aiuta a creare coerenza nella storia.
Perché questo è poi il punto. La tuttologia deve essere applicata. Non si deve vedere, non ci devono essere pedanti spiegoni, ma piccole pennellate qua e là che diano il senso della profondità del nostro mondo.

PS: ma avete visto che fioritura i cactus di casa mia?

6 commenti:

  1. Devo ammettere che quando ho letto il titolo del libro che leggeva Michele mi ero domandato il perchè di quel titolo così particolare, ora l'ho capito! Per il resto sono d'accordo con Nik il libro di Lorenz me lo avevano fatto leggere alle medie, uno come Michele se lo sarà divorato molto prima!
    A proposito ho finito ieri sera "La roccia nel cuore" e sì ne è proprio valsa la pena! :)

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    1. Sono contenta che ti sia piaciuto!

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  2. Hai proprio ragione, concordo su tutto. E anche sul fatto che internet aiuta sì, ma fino a un certo punto, e non sostituisce una conoscenza diretta. Avere poi un esperto a disposizione che ti dà imbeccate come hai raccontato è proprio il massimo :)
    ciao!

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  3. Il trucco è scegliersi la storia a seconda degli esperti che si hanno a disposizione!

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  4. il mio primo e per ora unico romanzo pubblicato l'ho scritto tutto senza mai consultare internet. Per i successivi l'ho usato ma davvero poco.
    bellissima fioritura davvero.
    un bacio sandra

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    1. Immagino che dipenda molto dall'ambientazione e dalle tematiche. Io sono per natura insicura, e quindi controllo molto. C'è anche da dire che mi lancio in racconti storici o legati a tematiche molto settoriali (adesso sto scrivendo un racconto che ha per protagonista un'antropologa e mi sto rileggendo tutti i testi universitari di quando ho dato l'esame di antropologia...)

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