lunedì 3 marzo 2014

Un anno con LA ROCCIA NEL CUORE


Ok, non è proprio un anno, perché il Carnevale  2013 non si sovrappone perfettamente a quello del 2014, ma nella mia mente semplice è passato un anno. 
Durante i due giorni di vacanza di Carnevale, in una giornata uggiosa esattamente come quella di oggi, ho preso il treno per andare a conoscere l'editore che ha pubblicato LA ROCCIA NEL CUORE.
Un colloquio in una stanza come si immagina debbano essere quelle degli editori, con una libreria immensa e un sentore di carta che permeava l'aria. Un momento di comico imbarazzo reciproco, io col terrore dell'editoria a pagamento e loro con quello dello scrittore troppo esoso, io che temevo che loro parlassero di contributi da versare, loro che parlavano di anticipo che mi avrebbero versato.
E poi è iniziato. Il contratto da leggere mille volte perché non ne avevo mai avuto in mano uno. Le bozze da correggere mille volte. E poi il giorno d'aprile in cui mio suocero è tornato a casa con una copia del romanzo, acquistato nell'edicola/libreria del paese e varie persone che mi comunicavano che il mio romanzo era reperibile nei luoghi più impensabili del territorio, cosa che mi ha causato un'inevitabile crisi di panico al pensiero che ormai non potevo più nascondere il mio essere anche  una quasi scrittrice.
Oddio, scrittrice. Per me scrittore è Follet, King, Camilleri, però nel mio piccolo, da un anno lo sono anch'io. Ne ho avuta una prova qualche settimana fa. La Scuola col Pontile è situata in uno splendido borgo lacustre, di quelli abitati da artisti e quindi anche da scrittori e poeti. Stavo bevendo il caffè in uno dei bar vicino alla scuola, quando due uomini entrano e uno dice all'altro "Ah, c'è la scrittrice". E io mi giro per guardare se ai tavoli ci fosse una scrittrice (un paio le conosco di persona e quindi già pensavo alla figuraccia per non averla salutata) e poi mi rendo conto che la scrittrice sono io.

Quindi in quest'anno, così intenso sotto molteplici punti di vista, ho dovuto imparare a pensare a me stessa anche come scrittrice e non solo come a una con l'hobby della scrittura. Non è un cambiamento da poco. Innanzi tutto significa che la scrittura diventa una priorità tra le cose da fare. In questo anno ho passato la maggior parte dei miei fine settimana a scrivere o a promuovere il romanzo, con gli ovvi contraccolpi in fatto di tempo libero e relazioni umane. Ho dovuto imparare a scrivere dandomi delle scadenze e dei vincoli precisi e pensando a un lettore concreto e non ipotetico come facevo prima.
La cosa su cui faccio ancora fatica è pensare alla scrittura come un lavoro retribuito. Fino a questo momento il mio obiettivo è sempre stato quello di non andare in perdita, le mie linee guida sono state scrivere quello che mi pareva, non pagare per essere pubblicata e possibilmente avere dei rimborsi, in modo da pareggiare i costi sostenuti (trasferte, stampante...). Adesso mi rendo conto che devo calcolare percentuali, tener presente il momento pattuito per il pagamento, gli anni in cui le opere sono vincolate, fare anche cose antipatiche come sollecitare i pagamenti. Onde evitare di creare false aspettative in chi legge, parliamo di cifre irrisorie. Il mio "obiettivo prendibile" è comprarmi il computer nuovo nel 2015 con i proventi della scrittura. Sono comunque cose che mi creano stress, specie in un mondo che si fa sempre più complicato, tra editoria tradizionale, digitale, digitale autogestita etc. etc.
Come quando ero all'università, mi sento la più imbranata della truppa, per poi scoprire che miei compagni d'avventura brancolano nel buio quanto se non più di me, cosa che non mi rassicura per niente.

Ho capito di essere un'esordiente fortunata. Di certo sono un'esordiente coccolata. Nessuna delle persone con cui ho avuto a che fare nel mondo dell'editoria mi ha abbandonata. Ambretta, Alessandra, Fabio, Alberto, Luigi sono i nomi di persone che ho conosciuto tramite concorsi per racconti o altre fortuite collaborazioni e sono tutte persone che non hanno mai smesso di rimanere in contatto con me, segnalarmi opportunità o far girare i miei scritti. Pare che più della metà degli autori che pubblicano un libro non riescono ad ottenere una seconda pubblicazione. Ora, non si può parlare ad alta voce finché il libro non è in libreria, ma con un contratto già firmato e due romanzi in fase di valutazione avanzata posso quanto meno sperare che almeno uno su tre ce la faccia.

Mi manca la pazienza. In quest'anno ho capito che quello dell'editoria è un mondo fatto di corse folli e attese snervanti. Si scrive, il più velocemente possibile, per arrivare a consegnare il romanzo o il racconto entro un momento dopo il quale pare il mondo finisca e poi si aspetta. I no arrivano subito, oppure sono impliciti in silenzi eterni. I sì si fanno pregare. Arrivano a puntate. L'editor1 ha detto sì, poi si aspetta l'editor2, l'editor3... Se a dire no è l'editor4 verrebbe voglia di fare una strage perché si ha la sensazione di essersi meritati qualcosa solo per le energie psichiche investite nell'attesa e invece bisogna sorridere e ripartire da capo. E se per caso va tutto bene, c'è da correre di nuovo. Che sia per un racconto o per un romanzo il controllo delle bozze è da fare di corsa. E poi si aspetta di nuovo, magari mesi, per la pubblicazione (sperando che nel mentre la casa editrice non fallisca, il responsabile non cambi, non ci sia un ripensamento dell'ultimo minuto...).

Ho scoperto la necessità del confronto. Ho bisogno di "parlare di bottega" con qualcuno che abbia le mani in pasta, senza voglia di primeggiare o invidia. Il blog e il confronto con altri blogger/scrittori mi aiuta un sacco, ma ho bisogno di farlo anche dal vivo. Sì, questo è anche un messaggio preciso ad alcune amiche che hanno enorme talento: scrivete di più/riprendete a scrivere!

Più scrivo e più vorrei scrivere. Alla fine è questo che mi spinge. L'editoria, in fondo, è un passaggio necessario per arrivare ai lettori e i lettori sono ciò che giustifica il tutto.
Ma la scrittura per me è un viaggio sempre più necessario. Al momento non scrivo da un paio di settimane e ne sento la mancanza quasi a livello fisico. Mi rendo conto che i temi che affronto stanno cambiando e che essi sono interrogativi che riesco ad affrontare solo tramite la narrazione.
Anche senza alcuna prospettiva, continuerei a scrivere solo perché sento di doverlo fare "non per un dio, ma nemmeno per gioco"

Il dialogo più ricorrente in quest'anno e che più mi spiazza:
– Dove posso trovare il tuo romanzo?
– In libreria o in uno store on-line.
– Ma una libreria qualsiasi?
– Beh, se non è disponibile, lo si può ordinare.
– E se lo ordino arriva?
– ...
Il che mi lascia il profondo dubbio che i più comprino i libri in salumeria.

10 commenti:

  1. Wow, un giorno mi piacerebbe vivere tutto questo!! :)

    Moz-

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    1. Guarda che non è nulla di esaltante, è solo un primo passo in un mondo che sembra un perenne oceano in tempesta (e io ho l'impressione di avere una piroga preistorica per solcare le acque). Semplicemente non condivido il pessimismo che si respira a volta sul web quando si parla di scrittura ed editoria. Se uno vuole diventare ricco e famoso forse è il caso che tenti con qualcosa di diverso dalla scrittura, me se si vuole solo farsi leggere grazie a una pubblicazione onesta, allora si può fare

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  2. Stai facendo un bellissimo percorso, complimenti.
    Fai sapere tutte le nuove uscite!

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    1. Al momento la data della prossima uscita è fissata per ottobre, sperando che nel mentre casa editrice e responsabile di collana non abbiano problemi di alcun genere (gli imprevisti sono sempre in agguato, anche a contratto firmato)

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  3. Contrat!!!! Io l'ho letto come sai, credo di essere stata tra i tuoi primi lettori, mi è piaciuto e sono felice anche di conoscerti a ogni post (tuo o mio) un po' di più.
    Brava!!!

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    1. Ti ringrazio tanto Sandra. Tra l'altro stavo pensando a te proprio oggi: un amico è stato indirizzato verso la tua editor. Al limite posso mettervi in contatto per uno scambio di informazioni?

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    2. Certo che sì, se lo desidera più che volentieri. Un bacio Sandra

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  4. Io credo che l'ultimo punto che hai esposto (non il dialogo...) sia quello che emerge sempre tra le tue righe, indipendentemente dal risultato ottenuto. E secondo me è una buona cosa.

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  5. Che bella riflessione hai scritto!!! Un po' t'invidio perché riesci ad essere così precisa e profonda nei temi che tratti, io non inizio nemmeno (a fare post complessi, che vadano oltre le cinque righe) perché non ho fisicamente il tempo. Nutro anch'io gli stessi tuoi bisogni, in questo senso ti sento vicina:
    il bisogno fisico di scrivere
    la voglia di migliorarsi ogni giorno di più, confrontandosi con autori ed editor più "avanti" di noi in questo mestiere
    e poi quoto: " i lettori sono ciò che giustifica il tutto". Verissimo!!!
    Un mega in bocca al lupo per la prossima pubblicazione e per tutti i tuoi progetti! Mi hai fatto venire voglia di scrivere un post anch'io su come sono andate le cose da un anno e mezzo che vendo i miei ebook su amazon :-), di tirare le somme. Prima o poi lo faccio. Un abbraccio grandissimo!

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    1. Sì, voglio sapere come procede la tua esperienza!

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