lunedì 6 ottobre 2014

Seconda a Grado Giallo!


Al festival Grado Giallo e, di conseguenza, alla finale del premio letterario per racconto in collaborazione con Giallo Mondadori, quasi quasi non ci volevo andare.
Perché mi hanno detto che il primo esame del PAS è il 28 ottobre. Perché ogni settimana dobbiamo preparare un lavoro che a me impiega circa sei ore. Perché Morfeo vorrei frequentarlo di più. Insomma, per una serie di motivi che nulla avevano a che fare con il festival, che invece ha un programma ricchissimo e ogni anno raccoglie appassionati da tutta Italia.
Poi il Nik, come sempre, è stato decisivo e sabato mattina ci siamo messi in auto, io armata di libro di docimologia, sotto un cielo grigio che prometteva solo acqua.
Via via che procedevamo verso est, però, le nuvole lasciavano spazio a una giornata sempre più fulgida, finché alle rovine di Aquileia non ci ha avvolto una splendida luce radente autunnale e Grado ci attendeva su un mare cobalto che sembrava essersi messo a festa solo per noi.

E poi Grado. Ad ogni angolo, in pratica, c'era un cartellone, una location o un manifesto legato al festival. Per trovare l'albergo abbiamo in pratica seguito le persone con la cartellina gialla della manifestazione.
Alla reception, un'accoglienza calorosissima. Siamo attesi, c'è una cartellina anche per noi, per la prima volta in vita mia mi vene dato un badge con la definizione "scrittrice" (credo verrà conservato per sempre come un cimelio). Poi arriva Franco Forte e via via altri autori, i finalisti del concorso per racconto e la vincitrice del premio Tedeschi, Manuela Costantini.
Credo che questo sia il regalo più grande che mi ha fatto Grado, un ambiente che favoriva gli incontri e le amicizie. Lo stare nello stesso albergo, andare insieme agli eventi a permesso di trasformare quello  che avrebbe potuto essere una frettolosa stretta di mano in una chiacchierata arricchente.
Ritrovo Luca Romanello, conosciuto a Giallo Stresa, che credo abbia battuto ogni record arrivando in finale a 5 concorsi consecutivi di Giallo Mondadori (e vincendo Giallo Latino).

C'è anche il tempo per una passeggiata sul lungo mare.


E poi la premiazione!
Qui fa fatta una menzione speciale a Franco Forte per aver organizzato la premiazione di un racconto in uscita (il vincitore di Giallo Grado lo potete leggere in calce a Le immagini rubate, il romanzo vincitore del Premio Tedeschi, in questi giorni in edicola) facendo in modo che fosse impossibile avere delle anticipazioni in rete. Sul web si trovavano molte foto della copertina de Le immagini rubate, ma in tutte era stato tolto ogni accenno al racconto. Questo, credo, da la misura della cura con cui questi concorsi sono organizzati. Una realtà grande come la Mondadori che si occupa con tanta attenzione di rendere speciale il momento della premiazione per l'autore di un racconto.
Purtroppo per Franco Forte e per fortuna per i miei nervi, i distributori hanno portato il romanzo in edicola con un giorno d'anticipo e quindi alla premiazione sono arrivata sapendo già di non aver vinto (con un anticipo in realtà di un'oretta, perché il volume io l'ho comprato a Grado).
E quindi cosa potevo sperare di meglio di un secondo posto!


Eccoci qui, la bravissima vincitrice del premio Tedeschi e noi finalisti del concorso per racconti.

Che dire?
Il racconto che avevo presentato, Certe Mattine è in assoluto il più sofferto che abbia mai scritto. Mi sono addentrata nei territori del noir, prendendo per mano un personaggio che si stava perdendo e avviandomi con lui in una storia senza alcun lieto fine possibile. Quando l'ho scritto, ricordo che non riuscivo a terminarlo. Perché no, non avevo alcuna consolazione da offrire ai miei protagonisti e stavo male con loro e per loro.
Quindi sono davvero felice di questo piazzamento d'onore, che ha seguito di poco il secondo posto anche a Giallo Stresa con un racconto che aveva toni quasi opposti.

Poi la cena, le risate, la passeggiata con gli altri giallisti a raccontarsi la ricerca in rete più compromettente che si abbia mai fatto. È bello scoprire di non essere l'unica a vedere oggetti normalissimi come potenziali armi del delitto o sapere che c'è altra gente che si sveglia al mattino pensando alla tonalità esatta di un organo tolto dalla sua sede. E vedere che anche gli altri sono persone in apparenza normalissime, con una famiglia, un'attività lavorativa e, nonostante letture e scrittura, la fedina penale pulita.

La domenica ci ha colto a fare colazione sul lungomare, con pochissima voglia di rientrare a casa.
E alla fine il commento del Nik, lasciando la camera d'albergo, è stato:
"Tu a questo concorso devi partecipare ancora!"

19 commenti:

  1. MA BRAVISSIMA e soprattutto che gran carica leggendo questo post! Che ci sia ancora tanto spazio per fare le cose per bene, ecco. Gente preparata, non competizione brutta e pastette. Bellissimo. L'est ci ha portato molto bene questo weekend cara Antonella. Bacione

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    1. Ma ci mancherebbe anche la competizione brutta! Prima che autori siamo tutti autori: più belle storie ci sono in giro e meglio è. E sì, l'est ha regalato cieli sereni e bei momenti.

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  2. Ma magari sei davvero una serial killer sopita!! :p
    A parte gli scherzi, davvero complimenti Tenar! Felice per te, contento di leggerti così entusiasta :)

    Moz-

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  3. Complimenti! Davvero dovrai partecipare ancora :)

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    \outl0\strokewidth0 \strokec2 Ciao Antonella, complimenti ancora per il tuo secondo posto! Premetto che sono una completa outsider non avendo pubblicato niente se non un paio di raccontini sulle antologie di Franco Forte, perci\'f2 il mio terzo posto mi sembra un ottimo risultato, avevo,partecipato anche l'anno scorso, ma senza menzioni, tuttavia consentimi di dissentire sull'organizzazione e l'accoglienza, sar\'e0 Ciao Antonella, complimenti ancora per il tuo secondo posto! Premetto che sono una completa outsider non avendo pubblicato niente se non un paio di raccontini sulle antologie di Franco Forte, perci\'f2 il mi terzo posto mi sembra un ottimo risultato, avevo,partecipato anche l'anno scorso, ma senza menzioni, tuttavia consentiti di dissentire sull'organizzazione e l'accoglienza, sar\'e0 che io non avendo il buono albergo ho ricevuto meno attenzioni, ma hanno quasi fatto fatica a darmi il buono per la cena! Ma la cosa pi\'f9 sconcertante \'e8 stata sapere prima della premiazione ufficiale che Govoni aveva vinto e che lo sapeva gi\'e0 dal giallo in edicola! Allora che ci siamo,andati a fare noi quattro? Poi non so se hai fatto caso all'ordine dei finalisti sul programma, \'e8 esattamente lo stesso della premiazione! Sar\'e0 un caso? Anche questo \'e8 Grado Giallo!}

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    1. Ciao Silvia e benvenuta sul blog!
      Innanzi tutto complimenti per il terzo posto, credo sia davvero un ottimo risultato!
      Per quanto riguarda l'organizzazione è ovvio che ciascuno di noi ne abbia avuto un'impressione differente. Quel poco di organizzazione di eventi che ho fatto io mi ha insegnato come sia difficile reperire i fondi e dare attenzione a tutti. Io mi sono sentita coccolata e ho apprezzato anche il modo in cui la città era coinvolta e l'apporto dato dall'università, evidente nell'impianto di alcuni incontri, quindi, dal mio personale punto di vista mi sento di promuovere Giallo Grado a pieni voti. Anche se, appunto, è solo il mio punto di vista.
      Per la premiazione io credo che sia stato davvero un disguido con la distribuzione: in alcune zone il volume è arrivato prima in edicola, ad esempio nel novarese no, io stessa l'ho comprato quella sera stessa, anche se c'era stato un grande impegno nel non far circolare niente in internet.
      Io ho apprezzato che tutti i finalisti fossero invitati, partecipare a un festival è un evento formativo, credo, per chi vuole entrare in questo mondo. Il mio rammarico è stato solo quello di essere arrivata troppo tardi per partecipare agli incontri sulla paura di sabato pomeriggio.
      Poi, appunto, il mio è solo un punto di vista, questo è un blog personale, non una testata giornalistica. Sono comunque contenta di averti conosciuta di persona!
      Tenar

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    2. Grazie della risposta, anche il mio è solo un punto di vista, comunque è stato emozionante essere sul palco! Piacere mio di averti incontrata! :-) in bocca al lupo per i prossimi concorsi!

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  5. Bravissima Antonella! E tuo marito ha ragione: partecipa ancora! :)
    Dove possiamo leggere questo racconto?

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    1. Uscirà a breve in un'antologia, appena ne conoscerò il titolo ve lo farò sapere!

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  6. Evvai grande Tenar!

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  7. Complimenti! Altra tacchetta di tutto rispetto per il curriculum ;)

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    1. Grazie, anche se mi sa che il curriculum letterario è quella cosa che se sei un esordiente è inutile, perché tanto importa solo quello che hai scritto e se sei un po' noto è inutile perché già ti conoscono...
      Tenar

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  8. Stai sfornando buoni risultati a raffica! Sono sicura che li meriti.

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  9. Cara Tenar,

    come scrivevo nel post precedente, per me è un periodaccio e non sono molto presente con i commenti sui vari blog, ma a quanto leggo l'esperienza di questo concorso è stata ottima e merita senz'altro un bis. Ad maiora!

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