mercoledì 6 maggio 2015

Incipit


Questi ultimi giorni sono stati fondamentali per la definizione del nuovo progetto narrativo.
Avevo tante cose da lasciarmi alle spalle, le ceneri di un progetto che sembrava aver trovato la casa che ogni autore sogna, la delusione mia e dell'agente che ha seguito la trattativa. La necessità, principalmente psicologica, di un nuovo vero inizio, non la riscrittura di qualcosa che ormai era bruciato. Il fine settimana scorso, con la gita all'esposizione vivaistica e l'escursione con l'associazione con cui collaboro, ha sbloccato qualcosa nel profondo. Da qualche parte, mentre avanzavo sotto le nubi basse, circondata da fiori gentili e meravigliosi come quello che mi propongo in fotografia, qualcosa si è mosso. L'entusiasmo tornava a scorrere, mentre il cast dei personaggi si assentava e finalmente iniziavo a vedere le scene e a sentire le voci dei miei protagonisti.
Sono state prese alcune decisioni fondamentali, l'inserimento di un personaggio all'inizio non preventivato e una collocazione temporale precisa, anche se non credo di esplicitarla con le date: l'alluvione di questo novembre. Non tutto è pronto, ma è stata definita la scaletta dei primi capitoli e, a grandi linee, quella di tutta la storia e, sopratutto, l'atmosfera.
Di colpo avevo urgenza di scrivere. Dei tre personaggi principali, solo con la protagonista ho un rapporto consolidato, ma lei in questa fase di costruzione è cambiata molto. Dei due uomini, uno è stato testato in un racconto e l'altro fino ad ora ha solo avuto un ruolo da comparsa. Il primo punto di vista apparteneva al secondo dei tre che, per altro, vive una situazione ben diversa da quella presentata nel racconto in cui l'avevo usato.
Ieri pomeriggio mi sono rifiutata di sistemare i verbali dei consigli di classe durante la giornata di sciopero e ho scritto.
Non so procedere in un romanzo se non, banalmente, dall'inizio alla fine. Rompere il ghiaccio è sempre difficile, ancora di più se è l'inizio di una storia in cui ho investito moltissimo a livello emotivo, con un personaggio nuovo. 
Io odio scrivere a tentoni. Una frase, rileggere, correggere, un'altra frase, pausa, correzione, riscrittura. La scrittura deve fluire, scorrere con naturalezza. Temevo di procedere a scatti, con l'insicurezza di muovermi senza occhiali in un ambiente nuovo.
Quasi senza staccarmi dal computer ho scritto oltre 5000 battute. Quante di queste rimarranno nella versione finale non ne ho idea. Magari tutto il capitolo verrà stralciato, magari verrà stralciato tutto il punto di vista di questo personaggio. Quasi sicuramente verrà preceduto da un prologo che definirò più tardi. Non lo so. So che ho scritto, che R. mi ha fatto spazio nella sua testa e, benché non sia un posto molto allegro, non mi sono trovata affatto male.
Per festeggiare un momento che ho temuto davvero non sarebbe mai arrivato, vi regalo questa versione assolutamente non definitiva del primo paragrafo. Ho solo stralciato il nome del personaggio e dei luoghi

      "I suoni sono onde, atomi che si rincorrono, oscillando, attraverso l’aria. Il suono è movimento.
Osservare un paesaggio senza suoni era osservare un mondo cristallizzato, senza vita. Un poster o una cartolina che qualche burlone, nottetempo, aveva appiccicato alla finestra della camera di R.. Eppure, oltre i vetri, l’uomo vedeva i rami dell’acero del suo piccolo giardino muoversi, scossi dal vento. Seguì le evoluzioni di due foglie, strappate dall’aria violenta di novembre, salire verso il cielo e rincorrersi l’un l’altra come d’estate fanno a volte le farfalle, in quelle che agli uomini sembrano danze e sono in realtà battaglie. Poi le foglie scesero repentine, per finire quasi contro il parabrezza di un’auto che passava senza suono alcuno sulla strada davanti alla casa. Risalirono ancora e poi di nuovo scesero, verso il centro del paese di M., al di sotto della casa di R., aggrappata alle pendici del M.. Più sotto ancora stava il piccolo lago, dove le nubi in corsa di quella mattina ventosa si riflettevano per un istante prima di fuggire verso la pianura. R. immaginò che le due foglie avrebbero finito per posarsi da qualche parte sull’acqua, generando minute increspature, per poi inzupparsi e affondare piano. Sarebbero sparite senza rumore verso le insospettabili profondità che si nascondevano al di sotto della superficie. Là dove il silenzio regnava da sempre e per sempre avrebbe regnato."

16 commenti:

  1. Quando ho letto il titolo del post pensavo che anche a te fosse venuto in mente di collegare un tuo post all'iniziativa di michele, invece è tutt'altra cosa.
    Devo dire che questo incipit lo trovo molto bello, è il genere di scrittura fluida che piace a me e non mi sembra necessiti neanche di una revisione, nel senso che se lo avessi trovato su un libro pubblicato non avrei avuto di che ridire. Si riconosce all'opera il tuo metodo di scrittura così come lo esponi nel post.

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  2. Quando ho letto il titolo del post pensavo che anche a te fosse venuto in mente di collegare un tuo post all'iniziativa di michele, invece è tutt'altra cosa.
    Devo dire che questo incipit lo trovo molto bello, è il genere di scrittura fluida che piace a me e non mi sembra necessiti neanche di una revisione, nel senso che se lo avessi trovato su un libro pubblicato non avrei avuto di che ridire. Si riconosce all'opera il tuo metodo di scrittura così come lo esponi nel post.

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    1. Michele ha dato un'iniziativa che mi è piaciuta un sacco, lungi da me entrare in competizione! È stata solo una convergenza temporale.
      E sono felice che l'incipit ti sia piaciuto.

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  3. Conosco molto bene la sensazione che si prova quando le idee si sbloccano e l'energia creativa comincia a scorrere, a plasmarsi, a prender forma generando un meccanismo di causa e di effetto che porta con sé sempre nuove storie, sempre nuove parole. Secondo me è un'emozione bellissima, che somatizzata dà proprio la sensazione di un tappo che viene tolto all'altezza del petto. :)
    Mi piace l'idea di testare un personaggio in un racconto, prima di buttarlo nel romanzo. Proprio in questo periodo ho per le mani una comparsa che potrebbe ambire a un ruolo nuovo, più approfondito (ho bisogno come il pane di un personaggio simile) quindi potrei esercitarmi un po', anche perché non dimentico di aver promesso qualche racconto sul blog, ne avevo anche scritto uno, ma in questo periodo sono al centro di un delirio quasi drammatico... :)

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    1. P.S. L'incipit è molto bello. Abbiamo due stili differenti, il tuo è più armonioso del mio, però mi è sempre piaciuto molto. è dolce, rilassante.

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    2. Aspetto il tuo racconto sul blog!
      Quanto al mio incipit, uno dei problemi che intravedo per questa storia è il ritmo, che rischia di essere letargico... Parla di cose sepolte sotto la superficie, ma il rischio è che ci mettano una vita a emergere...
      In parte è una questione di punto di vista, R. non è di buon umore, ma è di sicuro una persona molto dolce. L'incipit del racconto scritto dal punto di vista di Homes, ad esempio, non è ne dolce ne rilassante...

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  4. Bello l'incipit, poetico e suggestivo. Iniziare un nuovo progetto letterario è una bella emozione.

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  5. Mi piace! Mi piace anche sentirti carica. Ho l'impressione che ci stiamo caricando tutti in contemporanea. Come sarà questa cosa?

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    1. Aquilegia? Ho scritto una cosa del genere? Dove?
      Per il resto, sì, finalmente mi sento di nuovo non ricaricata, ma almeno viva. E con una voglia matta di scrivere.

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    2. Il fiore, non è di aquilegia? Devo ampliare le mie conoscenze botaniche, porta pazienza. :)

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    3. No, sono io che non ho conoscenze botaniche. Grazie x l'informazione.non avwvo idea di come si chiamasse

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    4. Non prenderla per buona, mi sa che non ci ho preso...

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  6. Bella l'armonia delle parole, il volteggiare leggero e insonoro delle foglie. Un incipit che invoglia la continuazione della lettura. Buon proseguimento, allora, mi sembra che tu sia sulla strada giustissima!n:)

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    1. È davvero interessante leggere i vostri commenti. Considerando che il brano parla di foglie morte che affondano in silenzio, non mi aspettato che la parola più ricorrente fosse "armonia".
      Grazie davvero.

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