venerdì 22 gennaio 2016

La colonna sonora del mio romanzo in divenire


Ieri ho finito di ruminare il romanzo. Ho spedito la nuova versione e non mi resta che attendere il parere di chi la leggerà e volevo scrivere qualcosa in proposito.
Ieri sera ho sfidato il gelo per andare a sentire una conferenza sulla spiritualità di De André. Mi è piaciuto molto, anche se mi sono quasi addormentata sulla parte relativa alla mistica, di per sé la più interessante, ma che alle 22.50 ha messo a dura prova il mio letargico cervello. In ogni caso volevo scriverne qualcosa.
Oggi ho letto il nuovo blog di una vecchia amica e il suo invito a indicare una colonna per i libri che si stanno leggendo o scrivendo. L'ho preso come un segno.


 COLONNA SONORA IDEALE DEL ROMANZO CHE STO SCRIVENDO
Se ti tagliassero a pezzetti – Smisurata preghiera (F. De André)

Ci sono due canzoni citate nel romanzo, anche se non lo fossero, ne costituirebbero la colonna sonora ideale, perché esprimono perfettamente quello che intendevo raccontare.
A. Pérez-Reverte alla fine del romanzo La regina del sud scrive che se fosse stato più bravo ne avrebbe fatto una canzone di tre minuti, invece non è riuscito a stare sotto le 600 pagine. Forse è questo che prova il romanziere quando si confronta col poeta o il cantautore. Un'invida infinita per una capacità di sintesi che manca, per il saper cristallizzare sensazioni in note e immagini, quando a noi narratori serve una storia intera.
Ecco, io non ho neppure il rimpianto di non aver condensato la mia storia in una canzone. Quella canzone esiste già.

La copertina del disco
La canzone è apparsa nel 1981 in un disco scritto a quattro mani con Massimo Bubola che di fatto è senza nome, ma che tutti chiamano "L'indiano" per via del quadro che ne costituisce la copertina. 
Si tratta del disco che De André incide dopo l'esperienza del sequestro e in cui uno strano filo sembra unire i popoli nativo americani e la Sardegna. Ogni canzone, sembra oscillare tra le pianure americane e l'entroterra sardo. Ogni canzone è intrisa di una speciale malinconia, quella dovuta a dolori che non si possono cancellare e alla consapevolezza che a volte anche i perdenti e le vittime si trasformano in carnefici. Vi è inoltre una spiritualità animista che pervade tutte le canzoni, una sensazione di divinità immanente che accarezza tutto con dolcezza, anche o sopratutto le tragedie.
Ecco, è sempre difficile per me definire la mia spiritualità. Ma c'è qualcosa, nell'animismo che De André racconta con termini cristiani, che sento molto mio. Più che credere, spero in una divinità sensibile, che piange per le vittime e per i carnefici, che è dentro quanto fuori di noi. 
Se ti tagliassero a pezzetti è la penultima canzone dell'album, sicuramente schiacciata da altri capolavori, come la famosissima Fiume Sand Creek, ma sin dalla prima volta che l'ho ascoltata me ne sono innamorata. Non ci ho pensato davvero quando ho iniziato a elaborare e quindi a scrivere il romanzo, solo sulle ultime pagine mi sono resa conto che di fatto avevo preso questa canzone e ne avevo fatto un romanzo.

Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di un Dio
di un Dio il sorriso 

Ecco qua la prima strofa della canzone, praticamente il riassunto del romanzo.
La mia storia parla di gente fatta a pezzi, raccolta da una protagonista che ha il nome di un vento, che ridà loro storia e volto, verità e giustizia.

Col proseguo della canzone, si intuisce che forse ad essere tagliata a pezzetti non è una persona ma un'idea, la libertà, la fantasia (l'anarchia, in alcune versioni live, tra cui quella che ho linkato). Liberà, fantasia, anche anarchia, a ben vedere, sono vocaboli perfetti, nella mia storia, per descrivere le vittime.
Ho letto, spesso, che nei gialli le vittime non sono importanti. Sono un pretesto. Io non volevo che queste lo fossero, per niente. Se qualcuno ha tagliato a pezzi la libertà, per quanto a volte eccessiva e inopportuna, non può essere una cosa da poco.

signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.
Smisurata preghiera è l'ultima canzone dell'ultimo album di De André (per motivi anagrafici il primo che ho ascoltato), Anime Salve scritto con Ivano Fossati e pubblicato nel 1996.
La definizione "testamento spirituale" è spesso abusata, ma in questo caso è davvero difficile pensare altrimenti. Come è stato detto ieri sera alla conferenza, tutta l'opera di De André è a suo modo una preghiera e il primo e l'ultimo disco hanno al loro interno una canzone che lo è dichiaratamente. Preghiera di gennaio e Smisurata preghiera.
Da una certa data in poi, tutti i dischi di De André sono dei concept album. Questo è dedicato alla solitudine, in tutte le sue forme, sempre raccontata con occhio partecipe e non giudicante. Ogni canzone racconta una particolare solitudine o un'anima solitaria, in quanto controcorrente rispetto alla massa. Smisurata preghiera, poi, le racchiude tutte e tutte le affida alla pietà, oltre che di Qualcuno di più alto, del cuore degli altri uomini.
È ispirata alle poesie di Alvaro Mutis e mostra con una forza che, al primo ascolto, quando avevo, credo, diciassette anni, mi colpì come una fucilata, da una parte la "maggioranza", perbenista e superiore. Dall'altra "chi viaggia in direzione ostinata e contraria, con il suo marchio speciale di speciale disperazione". È una di quelle cose, che, incontrate all'età giusta, chiedono una scelta di campo. Non sono e non sarò mai una rivoluzionaria. Mi piace la comodità e trovo anche una giustificazione nell'ordine costituito. Ma nel fondo della mia anima, nel mio modo di guardare il mondo, da che ho ascoltato questa canzone ho deciso che non sarei mai potuta essere "alta sui nufragi" a guardare il mondo "dal belvedere delle torri". Preferisco chi viaggia in direzione ostinata e contraria, sperando anch'io di portare alla morte una goccia di splendore. 
Di servi disobbedienti alle leggi del branco ce ne sono sempre in quello che scrivo.
Sono fuori dal branco i miei protagonisti, una per scelta, per libertà di pensiero, l'altro perché per cause di forza maggiore si è trovato fuori dal branco. Sono disobbedienti alle leggi sicuramente le vittime, ma anche tanti dei personaggi di contorno. Non so se li ho raccontati bene. Di certo li ho raccontati con affetto, cercando di non giudicarli, anche e sopratutto quando non sono perfetti.

Queste due canzoni, più di qualsiasi altra, sono la colonna sonora di ciò che ho scritto. Se ne avete voglia, seguendo i link potete ascoltarle e dirmi cosa ne pensate.
Potete anche raccontarmi qual è la colonna sonora ideale di ciò che state scrivendo. Non necessariamente ciò che ascoltano i vostri protagonisti, ma la colonna sonora che rappresenta concettualmente la vostra opera.
Oppure potete raccontarmi qual è, secondo voi, la colonna sonora di ciò che state leggendo.

20 commenti:

  1. Non sono un' esperta e non mi ci raccapezzo. Dove trovo il link della colonna sonora?
    Forse ce l'ho sotto il naso, ma non lo vedo.
    Scusa e grazie, perchè leggerti è molto piacevole.
    Cristiana

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    1. I nomi delle canzone in grassetto sono link

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  2. Stai scrivendo dei post molto sentiti e interessanti in questi giorni, che mi fanno riflettere tanto. Il mio amore per De André è universalmente noto, mentre non riesco a trovare una colonna sonora per Le affinità affettive, anche se tutti i capitoli e sono oltre 80 hanno titoli di film, libri o canzoni. Per cui forse è la prima canzone quella che dà il titolo del primo capitolo alla quale ho pensato subito, di getto ha caratterizzare l'intera storia. Si tratta di Tray walking in my shoes dei Depeche Mode. Io spero tanto che l'esito di questa tua ultima fatica sia positivo perché so già che voglio leggere questa storia. Sandra

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    1. Sto in effetti dedicando un po' di tempo in più al blog, ma solo perché il romanzo è finito e, non sapendo quanto ci avrei messo con la revisione, mi sono tenuta abbastanza libera da impegni per tutto gennaio.

      Come ti ho già detto, l'idea di dare a ogni capitolo il titolo di una canzone, un libro o un film mi piace un sacco. Mi piace anche l'idea di fornire una vera e proprio colonna sonora ideale. Infine, mi incuriosisce tanto la tua scelta musicale per il tuo romanzo, mi sembra una scelta molto particolare e autoriale.

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  3. Ah, allora non sono solo io a pensare la colonna sonora per quello che scrivo! Essendo ligure, aacolto De André praticamente da sempre, é tradizione di famiglia. Ma queste due che hai citato sono fra le poche che ho scoperto da me con gli anni (avendo abitudini di ascolto molto disordinate che non tengono conto degli album). Nel bene e nel male sono sempre quello contro, almeno in coscienza, non per estetica né per ego, quindi un po' tutta la produzione di De André 'segue il mio flusso'. Sto costruendo una colonna sonora piuttosto strutturata che al momento conta una decina di tracce. Troverò il modo di renderla ascoltabile da qualche parte.

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    1. Penso che sia normale immaginarci un po' il film del nostro romanzo o racconto, con una colonna sonora integrata!
      E mi piace molto questo scambio generazionale di passioni. Alla conferenza a cui sono andata c'erano un uomo con nipote (diretto, cioè figlio della sorella) e figlio, quest'ultimo chiamato non a caso Fabrizio. E alla fine cantavano tutti insieme "Il pescatore".

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  4. Lo sai l'importanza che per me ha la musica. Più che un unico autore o una sola band, le cose che racconto sono attraversate dalle note di più canzoni che mi regalano ogni volta un pezzetto di storia, una parte dei personaggi, un elemento visivo. I miei generi musicali, ormai, ti sono noti e anche se De Andrè a me non piace, riconosco che lui faceva poesia con le sue canzoni e questo è innegabile.

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    1. Ognuno cerca nella musica qualcosa che faccia risuonare il proprio animo!
      In ogni caso credo che sia un esperimento interessante cercare di associare ciò che scriviamo (ma anche ciò che leggiamo) a delle opere musicali, quindi sarei curiosa di conoscere la colonna sonora delle tue storie.

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    2. Nei miei racconti la colonna sonora è stata dei Tiromancino, di Mondo Marcio, di Eminem, c'è un tango dei Gotan Project, un brano dei Keine, mentre per "31 dicembre" l'hanno fatta da padroni The Cure e Marlene Kuntz.

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  5. Non ho colonne sonore per i miei romanzi, solo il silenzio (che è sempre la mia colonna sonora preferita). Dalle tue parole deduco che 1) devo conoscere De André, 2) leggerò il tuo romanzo. Sono già qui che aspetto. :)

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    1. Credo che potresti partire proprio dalle canzoni dell'album "L'indiano", penso che potrebbero piacerti molto.

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  6. Per me è molto difficile abbinare una canzone ad un romanzo, che sia mio o di qualcun altro, a meno che la canzone non venga citata nel libro stesso, o abbia come tema importante la musica.
    Però sappi che apprezzo sempre De André, e dove c'è lui non può esserci che qualcosa di buono :D Quindi, sì, penso che dovrò leggere il tuo romanzo!

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    1. Proprio perché difficile potrebbe essere un esperimento carino da fare...

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  7. Faccio coming-out: ho ascoltato le due canzoni quando ho letto il romanzo. Mi è servito per avere una panoramica più completa.
    Quanto alla tua domanda, risponderò con un post, anche se non so ancora quando (ridurre gli aggiornamenti porta le idee a spalmarsi nei mesi). Mi interessa scrivere di ciò considerando che la musica ha un ruolo fondamentale nella vita del protagonista. Alcune canzoni citate, saranno inevitabilmente "importanti per lui". Altre invece lo sono state per me, perché seppur lontane dai personaggi mi hanno suggerito tematiche e atmosfere. :)

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  8. Le canzoni di De Andrè le ho sempre amate molte, alcune sono vere poesie. Queste due canzoni (mi piace in particolare la prima) mi hanno provocato notevole curiosità e voglia di leggere il tuo romanzo. In questi giorni ho iniziato a scrivere un post su canzoni e romanzi, ispirata dal post di anima di carta. Vedrò cosa ne verrà fuori...

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  9. Immagino che non ci sia alcun riferimento a "One of these days (i'm going to cut you into little pieces)" dei Pink Floyd?

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    1. Non conosco così bene i Pink Floyd per risponderti, temo... Mi spiace :(

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