venerdì 1 aprile 2016

Perché io sono io


Oggi è il primo aprile, giornata mondiale dei pesci e degli scherzi. 
Io devo aver per errore invocato lo stesso Spirito del Pesce, oggi.
Intendiamoci, la mia vita è spesso surreale, mi succedono cose buffe, vengo in contatto con storie e persone fuori dalle righe e ho un particolare amore per tutto ciò che esula dall'ordinario che mi porta ad approfondire proprio quelle cose che magari altri tenderebbero a tralasciare.
La mattinata di oggi, tuttavia, ha toccato vette di surrealtà tali che merita di essere condivisa.

La premessa necessaria è che avevo bisogno di certificare che io sono io di fronte a un pubblico ufficiale e già questo non capita tutti i giorni.
Il fatto è che alla mia nascita i miei genitori hanno voluto che io raccogliessi l'eredità di entrambi i miei nonni, battezzandomi Antonella Augusta. Anche se nella pratica già Antonella è troppo lungo e ci si limita ad Anto loro ci tengono, e ci tengo anch'io, che entrambi i nomi abbiano valore legale.  Quindi il mio certificato di nascita è stato redatto in modo che io sia, a tutti gli effetti, Antonella Augusta. Qualcosa poi è andato storto nell'elaborazione del codice fiscale cosicché sulla carta d'identità e sulla tessera sanitaria risulto essere Antonella Augusta, sul tesserino del codice fiscale c'è un inquietante Antonella Augus e ogni tanto il secondo nome salta del tutto. Così, ad esempio, quando ho comprato l'auto mi hanno detto che il libretto di circolazione apparteneva a un'altra persona. L'altra me stessa.
Onde evitare ulteriori problemi con l'Altra Me, oggi sono andata in anagrafe fornita di apposito modulo pre compilato per certificare che io sono io.

Il modulo pre compilato non andava bene, dovevo compilarne lì, a mano, un altro. L'ho fatto.

L'addetta ha consigliato di invertire la formula, invece di dire "io Antonella dichiaro di essere Antonella Augusta" era meglio scrivere "io Antonella Augusta dichiaro di essere Antonella". Ho rifatto il modulo, riportando, come mi era stato detto, la formula già scritta in precedenza.

La formula già scritta in precedenza era errata e mi è stato detto di rifare il modulo con la formula corretta. Ho rifatto il modulo.

Ho consegnato il modulo al Pubblico Ufficiale perché certificasse che io sono io. All'inizio avevo evidenziato che per Motivi Imperscrutabili mi serviva la sua firma in biro blu e non nera, ma nel mentre era passato del tempo e il Pubblico Ufficiale se n'era scordata e ha firmato in biro nera. Il modulo era da rifare.

A questo punto ho rifatto ancora il modulo, era la quinta volta. Ho inserito così tante volte la mia data di nascita (tre volte per ogni compilazione) che alla fine dove andava la data di oggi ho messo per errore il mio anno di nascita.
Io mi sono quasi messa a piangere, il Pubblico Ufficiale ha riso un sacco.
Intanto non avevano più moduli appositi e ho dovuto aspettare che ne recuperassero un altro.
Lo Spirito del Pesce, grazie al cielo, voleva solo divertirsi e quindi il tutto è avvenuto in un ufficio deserto, senza ressa e gente urlante in attesa. Abitare in un paese di 3000 persone ogni tanto aiuta.

Quindi dopo circa 45 minuti dalla consegna del mio originario modulo pre compilato, ho avuto in mano la mia bellissima attestazione che dichiara a norma di legge che io sono io e che l'Altra Me è me.
Perché questo foglio di carta abbia valore devo anche portarlo il Prefettura.
A quel punto il Pubblico Ufficiale mi ha salutato dicendo "benvenuta nell'era della digitalizzazione della documentazione".

Da qualche parte, lo Spirito del Pesce rideva un sacco.

31 commenti:

  1. Spero sia un poisson d'avril... Però ho riso un sacco anch'io! XD

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    1. Il resoconto è tutto reale... Ma lo Spirito del Pesce aleggiava. Spero che si sia divertito abbastanza oggi e non mi segua per tutta l'odissea burocratica che mi attende, se no sono spacciata...

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  2. Però, che impresa! :D
    Antonella Augusta suona proprio bene!

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    1. Anto mi si adatta di più. Dietro a un nome così pomposo ci dovrebbe stare quanto meno un titolo nobiliare, ma tengo sia al ricordo di nonno Antonio che a quello di nonno Augusto e quindi mi tengo anche il nome.

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  3. A me è andato tutto bene... sono lontani i tempi in cui correvo il rischio di tornare a casa con un pesce di carta attaccato alla schiena.

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    1. Invece i miei alunni non sono riusciti ad appiccicarmi niente (per caso, tra l'altro), quindi lo Spirito del Pesce ha provveduto

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  4. Oddio, mi sa che sei solo all'inizio, scusa. Che poi sì i secondi nomi sono spesso un casino, mio marito ce l'ha, io ho già i miei problemi con l'accento del cognome. Io ho avuto un pesce che guarda non ho scritto un post perché non sapevo ehm che pesci pigliare, ma lo scriverò presto. Bacione Sandra

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    1. No, non sono all'inizio della trafila burocratica, per fortuna (solo all'inizio di quest'ultima tornata) ;)

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  5. Uno straordinario racconto kafkiano, cara Antonella Augusta. Mi chiedo come fai ad avere sempre così tante idee narrative. Buon pesce.
    Helgaldo

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    1. Da piccola ho espresso un desiderio: "voglio avere una vita interessante", proprio quando una fata madrina passava di lì...

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  6. La mia migliore amica si chiama Rosalia Alba Maria Francesca Rita. GIURO!
    Puoi immaginare cosa significhi!
    Per tutti è semplicemente Rosalba, ma per i documenti di identità no! ;)

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    1. Rosalia Alba Maria Francesca Rita! Un incubo! Ha tutta la mia comprensione!

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  7. Quando lavoravo in comune, ormai una vita fa, succedeva di frequente di dover sistemare errori dovuti al doppio nome. Ci sono in Italia centinaia di codici fiscali errati per via del secondo nome. Nel comune dove lavoravo io (anche in quel caso poco più di tremila abitanti), l'ufficiale d'anagrafe poi fece un lavorone: fece controllare tutti quelli che avevano doppi nome e li sistemò tutti.

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    1. All'ufficiale d'anagrafe di quel comune va fatto un documento!

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    2. Monumento! Sono proprio fusa in questi giorni!

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    3. Se vuoi un monumento fuso possiamo provare con una statua di cera :D

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  8. Ahahahah... davvero una avventura surreale "il certificato dell'io sono io" è troppo bello, peccato che non è surreale ma reale. La realtà offre bellissimi spunti comici, peccato che quando ti capitano ti fanno perdere tempo e voglia lì per lì di ridere.
    Grazie di aver condiviso con noi questo episodio ^__^

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    1. Questo è stato abbastanza comico anche da vivere, ufficio deserto, nessuno aveva fretta, un buon pesce d'aprile, buffo, ma non troppo molesto...

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  9. Sui doppi nomi ci sono racconti da brivido in relazione al codice fiscale. Proprio di recente mia mamma sta cercando di "riallineare" i suoi doppi nomi (Natalia Elisabetta) all'unico nome che risulta sul suo codice fiscale, che noi consideriamo ormai come inciso sulla Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto.

    Io ho due nomi (Cristina Maria), ma per fortuna solo il primo compare ovunque. Non mi è mai capitata un'avventura come la tua (ho riso un sacco, tra l'altro!), a parte quando mi hanno rubato la borsetta tre anni fa, con tutto quanto dentro. Sono andata dalla polizia con il marito per denunciare il furto, e l'agente mi ha chiesto di dargli la carta d'identità. Io ho detto che era nella borsetta che mi avevano rubato e lui, che non aveva voglia di smanettare sul computer: "Come faccio a sapere che lei è lei?" Al che ho pensato che, magari, se gli davo un calcio negli stinchi, poteva vedere che io sono io. Però era rischioso, visto che era dotato di un'arma e di poca pazienza.

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    1. Certo che anche questo poliziotto... Ah, cara Italia, quante sorprese ci riservi!

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  10. Stupendo! Ho riso un sacco. Grazie!

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  11. Fantastico il tuo racconto, mi ha divertito moltissimo. Con i nomi non sai mai cosa ti può capitare una volta mi hanno cambiato sesso. Ero diventata Giulio. Per fortuna non era un documento importante ma solo la tessera punti di un negozio, piuttosto che tornare a rifarla l'ho buttata...

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  12. Io non riesco a vedere quanti punti ho sulla patente dal sito dell'ACI, il portale dell'automobilista. Questo perché non tutti sanno che Sanremo si scrive tutto attaccato, mentre sulla patente l'hanno scritto staccato, San Remo. Morale della storia? Scrivendo il codice fiscale sul sito, cosa necessaria per accedere ai dati, non c'era corrispondenza fra la città scritta lì (Sanremo) e quella sulla patente. Alla fine ci ho rinunciato.

    Un'altra volta (geniale!) mi hanno rubato la borsa con dentro documenti, telefono e quant'altro. Non volevano consegnarmi una carta SIM con il mio numero perché non avevo con me un documento di identità. Il tutto nonostante la denuncia di smarrimento sia dei documenti, sia della SIM precedente...

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  13. P.S. Ho immaginato che bel casino sarebbe venuto fuori se quanto successo a te fosse accaduto all'anagrafe di Sanremo, che ora apre solo due ore al giorno (in una cittadina di 50000 abitante) perché hanno licenziato otto dipendenti su quindici a causa di "timbropoli"...

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    1. L'ho sentito alla radio proprio oggi... Povera Italia...

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  14. Non sei stata tentata per un attimo di cambire dati in corsa? Tanto per vedere che faccia avrebbero fatto. ;)

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