mercoledì 5 luglio 2017

Dieci motivi per NON leggere i miei racconti e i miei romanzi


Sono pigrissima in questi giorni, è evidente, e rubo di nuovo un'idea a un'amica blogger, questa volta a Maria Teresa di Anima di Carta.
Allora, è estate e magari cercate una lettura da ombrellone. Qui di lato c'è l'elenco delle mie pubblicazioni "in singolo" e in più c'è tutta un'altra serie di racconti che appare in antologie collettive e riviste. Può darsi che i miei scritti facciano per voi, ma può darsi anche che sia meglio che ve ne teniate lontani.
Ecco quindi una serie di motivi per cui NON leggerli.

1 – CI SONO DEI MORTI AMMAZZATI
Scrivo per lo più gialli e qualche fantasy. La gente muore e muore male. Abbiamo adolescenti sfracellati, omicidi misteriosi, gente affettata con le spade, uccisa da orribili insetti, colpita da proiettili, annegata e malmenata. Questo solo scorrendo rapidamente i titoli della barra laterale. Se cercate storia ambientate nel Mulino Bianco con solo gente felice e sorridente, ecco, forse è meglio di no.

2 – UN SACCO DI MORTI, MA NIENTE SPLATTER
No, mi spiace, non sono Tarantino. Non si direbbe, ma NON mi piace ammazzare la gente, neppure nei racconti. Non dico che non ci sia qualche descrizione un po' troppo precisa di qualche scena del crimine (le più cruenti però sono ancora inedite), ma solo se funzionali alla trama. Non mi piace indulgere sul sangue versato. 

3 – UN SACCO DI LUNGAGGINI PSICOLOGICHE
Ho un brutto difetto, sopratutto per questi tempi. Penso. E anche i miei personaggi, di riflesso, pensano. Questo non vuol dire che non succeda niente nelle mie storie o che mi diletti in flussi di coscienza stile Joyce. È solo che quanto accade dentro le teste dei personaggi è importante almeno quanto ciò che accade fuori.

4 – DOVREBBE ESSERE SOLO EVASIONE SCACCIAPENSIERI, E INVECE...
Sempre colpa di quel brutto difetto di prima, pensare. Non è che perché siamo in un giallo o in un fantasy o nel passato dobbiamo spegnere i neuroni e dimenticarci dell'oggi. Sì, dobbiamo? È a questo che serve la letteratura d'evasione? Ops, allora forse non è la lettura che stai cercando...

5 – NEANCHE UNA STORIA D'AMORE CHE FINISCA BENE!
No, dai, una c'è, in uno dei racconti de La spada, il cuore e lo zaffiro. Ok, una non basta e ammetto che spesso le cose vadano a finire male, se non malissimo.
Ci sto lavorando, davvero. Però se cerchi un harmony rivolgiti altrove

6 – NIENTE SESSISMO, RAZZISMO O OMOFOBIA
Li cercavi nei miei scritti? Ops... 
No, decisamente no. In quanto donna, pur prediligendo protagonisti maschili ho un po' di difficoltà a relegare quelli femminili al ruolo di belle statuine o vittime da salvare. Anzi, spesso sono loro a dare il punto di vista più interessante alla vicenda (anche in storie molto maschili, come quelle con Sherlock Holmes). Quanto al resto ho un'istintiva simpatia per tutte le minoranze marginalizzate, non ci posso fare niente.

7 – NIENTE VILIPENDIO ALLA RELIGIONE
Non è che "niente sessismo, razzismo o omofobia" sia sinonimo di "dagli alla Chiesa Cattolica" (o a qualsiasi altra istituzione religiosa), ok? Ho una forte disprezzo per l'ipocrisia e il fanatismo, ma una simpatia istintiva per chiunque viva con sincerità la propria fede (sarà che ormai sono anche loro una minoranza marginalizzata). Ho un protagonista prete che fa il suo dovere con coscienza, tanto per dire.
Preferisci le storie alla Codice da Vinci con l'Opus Dei cattivissimo che insabbia e ammazza per mantenere il potere? Mi spiace. Cerca altrove.

8 – SONO SCRITTI DIFFICILE
Non è vero!
Ok, lo ammetto, non sono scritti con un vocabolario di 200 parole. In quanto persona di media cultura ne conosco almeno 30000, suppongo.
E non ho paura di usarle.

9 – NON FANNO RIDERE
Morti ammazzati, ricordate? Dovremmo finire brindando in allegria sui loro cadaveri? Queste sono storie che spesso partono da brutte cose e proseguono scavando nella mente di chi con queste brutte cose ci ha a che fare. A me l'ironia piace e non è che non si sorrida mai, anzi. Mi piace anche un certo grado di umorismo nero. Mi piacciono i bruschi cambi di registro, in cui si passa in poche pagine da scene da commedia brillante ad altre drammatiche. Ma sta di fatto che che si parla, spesso, di morti ammazzati e altre tragedie. Farne una farsa mi parrebbe immorale.

10 – PER LEGGERLE DEVO PAGARE
Ehm... Sì.
Io ci ho speso del tempo per scriverle, l'editore ci ha speso del tempo per leggerle, editarle, correggerne le bozze, sistemarle, impaginarle e dar loro una copertina dignitosa. Nulla di tutto ciò è gratis.
Alcune magari non sono perfette e il cacciatore di refusi forse troverà qualcosa, perché nonostante le ore passate a ricontrollare le bozze siamo tutti umani. Nonostante la debolezza intrinseca della nostra umanità riteniamo comunque che non si debba lavorare gratis.
(Se proprio ci tieni a leggere qualcosa che senza pagare, vai nella pagina "Liberi nella rete", ma se lo fai solo per questo sentiti almeno un po' spilorcio...)

18 commenti:

  1. Che bell'idea!
    Potrei rubarla anch'io. :)

    Il punto in cui mi rivedo di più è quello legato al fatto che non si tratta di letteratura scacciapensieri. Allo stesso modo, anch'io mi perdo nella mente dei personaggi, e talvolta scrivo difficile. Ironizzo molto, e qualche scena può anche essere divertente, ma la comicità è un'altra cosa.

    Sul vilipendio alla religione, bisogna vedere cosa si intende. Io non sono una persona aggressiva e non mi piace il dileggio gratuito, però ho le mie idee e le esprimo. Non sono molto affine al sentire della Chiesa, purtroppo. Però non voglio offendere nessuno, e cerco di portare rispetto. Questo forse è uno dei dieci motivi per cui chi vuole la guerra dovrebbe evitarmi come la peste. :)

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    1. Il mio sentire è molto laico, al punto che mi sono sposata in comune. Recentemente, però, ho rivisto il film "il codice da Vinci" (non ho letto il libro) e per la prima volta tutta la pappardella simil religiosa mi ha disturbato, ho pensato che se fossi credente mi sarei anche offesa e mi sono ripromessa di trattare sempre con rispetto le religioni.

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  2. Scrivendo poliziesco, devi per forza metterceli i morti ammazzati :D
    Lo splatter a volte tendo a mettercelo.

    I flussi di coscienza bisogna saperli scrivere, secondo me, altrimenti si rischia di annoiare.

    Riguardo al punto 6, io invece mi sa che tendo al maschilismo nelle mie storie. Riguardo al razzismo, non credo di aver mai letto testi razzisti. Se poi certe storie sono ambientate nel passato, be', a quel tempo c'era e non si può negare la storia.

    Idem per il punto 7: mai letto vilipendio alla religione. Ho letto Il codice Da Vinci, ma non mi pare ci sia vilipendio.

    Lo scriverei anche io un post del genere, ma prima aspetto di pubblicare qualcosa :D

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    1. Un conto è inserire il razzismo e il maschilismo come elementi della storia e un conto è simpatizzare con essi. È chiaro che Sherlock Holmes potrebbe dire di un personaggio di colore "è abbastanza intelligente nonostante sia nero" perché all'epoca si dava per scontato che le persone di colore fossero meno intelligenti (e per Holmes "abbastanza intelligente" è un complimento epocale), ma, appunto, contestualizzerei l'affermazione non gli farei mai dire "è stupido come tutti i neri".

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  3. Mi sembrano tutte buone ragioni per leggerti! Il cinque forse mi è un po' più indigesto, ma è pure vero che il lieto fine in certi ambiti può apparire stonato.
    Grazie per aver ripreso il mio post e per la citazione :)

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    1. Mi è piaciuto moltissimo il tuo post!
      Pe ril punto 5 diciamo che nessuna delle storie che finora ho pubblicato verte su una storia d'amore. Quelle che ci sono (magari ricostruite in quanto causa di delitti) però finiscono quasi tutte male. Vediamo... Ne "La spada, il cuore e lo zaffiro" ce n'è una a lieto fine (quasi due, dai), ma in compenso ce n'è una sfilza di tragiche, sopratutto nei racconti finali. Ne "La roccia nel cuore" il protagonista re incontra una vecchia fiamma, ma intanto lui si è fatto prete...Ne "Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanico" Watson è indeciso tra due donne e rimane a mani vuote. In "Avventura a Parigi" c'è un personaggio femminile che mi piace assai. Non solo ha un passato tragico, ma ci prova pure con Holmes, non ti dico con che risultati... Ecco, davvero, ci sto lavorando...

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    2. Magari è giusto così, quindi non hai bisogno di lavorarci. Ci sarebbe da chiedersi se il lieto fine nelle storie d'amore venate di giallo sia obbligatorio e mi viene da dire di no. Forse anzi stonerebbe un po'. Però è pure vero che i lettori, anzi le lettrici, apprezzano il lieto fine molto più delle tragedie alle Giulietta e Romeo :)

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    3. Comunque anche la storia d'amore di Eris finisce bene!!!

      Viola

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    4. Sì, mi limitavo a quelle pubblicate "ufficialmente", quella è una dimostrazione del fatto che ci sto lavorando.

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  4. Ma come, niente descrizioni morbose di sangue versato e accanimento sulle vittime?
    No, lasciamo perdere, allora preferisco guardare "Quarto grado"!
    ;-)

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  5. Io leggo SOLO storie dove ci sono morti ammazzati! :D
    No, non è vero, ma mi piace il genere. E poi ai finali sdolcinati e totalmente irrealistici delle commedie americane preferisco senza dubbio un finale triste ma che abbia senso nella storia.
    Quindi di' ai tuoi libri di prepararsi, sto arrivando!

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  6. Ciao Tenar, il meme lanciato da Maria Teresa si sta rivelando un'ottima lettura da ombrellone, come dici tu. Carinissimo anche questo post. Mi sembrano tutti validi motivi per conoscere da vicino i tuoi libri. Sono incuriosita dagli apocrifi di Sherlock Holmes, mie prossime letture, ma per leggere tutto quello che ho in programma non basta una vita:(

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    1. Il nostro paradiso è una libreria

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  7. Ottimi motivi; peccato che io abbia già letto "La roccia nel cuore" e lo abbia apprezzato, pur non essendo una lettrice di gialli, perciò la frittata è già fatta... ;)

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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