lunedì 29 settembre 2014

Il lettore ideale – Scrittevolezze


I bei commenti al post precedente sul narratario ho pensato di dedicare questo a un'altra figura a metà strada tra realtà e narratologia, il LETTORE IDEALE

Per chi scrivo questo post?
Per me, che sono il Lettore Ideale e esisto solo nella testa dell'autore!

Il lettore ideale è in gran parte un'astrazione, è il lettore che l'autore vorrebbe, quello a cui, nelle sue intenzioni, il testo è rivolto.

Spiegato così quello del lettore ideale sembra una pura pippa mentale, una delle tante fisime degli autori con troppo tempo libero. In realtà mi sono resa conto che ragionare sul proprio lettore ideale aiuta e semplifica molto del processo decisionale dell'autore.
Ci sono molti aspetti che cambiano ai nostri occhi se li guardiamo considerando il lettore ideale.

Tematiche e contenuti da approfondire
Inserire o meno scene di sesso esplicite? Violenza più o meno descritta?
Questione di lettore ideale.
Barbablù è a tutti gli effetti una storia di serial killer, anzi, checché ne dica Wikipedia è dimostrato che ha avuto origine dalle vicende di un nobile francese di fine medioevo che aveva ucciso le sue spose. Tuttavia, nella versione che mi è stata raccontata da bambina ci sono sì delle scene macabre, con la scoperta della stanza con le teste delle mogli morte, ma nulla in grado di traumatizzarmi davvero. La stessa vicenda potrebbe diventare vietata ai minori di 14 anni, insistendo di più sui cadaveri delle donne e magari sulle scene di uccisione o addirittura ai minori di 18 anni. Questo senza variare di una virgola la fabula della vicenda.
Allo stesso modo, sempre senza modificare la fabula, ma insistendo su alcune tematiche e diminuendo l'importanza di altre, I Promessi Sposi possono diventare una telenovela.

Particolari da inserire
Ci pensavo l'altra sera leggendo Shadowhunters vi sono riferimenti a mode, musica, videogiochi, modelli di cellulari che strizzano l'occhio all'adolescente di oggi, che si riconosce nei protagonisti. Mi chiedevo se tra dieci o vent'anni gli adolescenti continueranno a leggere questi libri. 
I libri finali di Harry Potter si rivolgono a lettori più o meno della stessa età di quelli di Shadowhunters, ma, anche nelle parti ambientate nel mondo "babbano" i riferimenti a particolari di moda sono assenti. In effetti, Harry Potter sta invecchiando bene. Mi chiedo se già in origine fosse pensato per ragazzi di una determinata età ma non necessariamente per i contemporanei. Quella del maghetto è una saga studiata per durare nel tempo.

Inoltre quanti particolari relativi all'ambientazione vogliamo inserire? Una descrizione veloce che lasci subito spazio all'azione andrà bene per un determinato pubblico, ma non per un altro.
Se citiamo in continuazione brani di musica rock anni '70 (solo per fare un esempio) piaceremo a determinati lettori. Così come uno spiccato citazionismo letterario strizza l'occhio a un pubblico di lettori forti.

Lessico e sintassi
Posto che ogni personaggio deve parlare in modo coerente con la sua personalità, è chiaro che una narrazione infarcita di parolacce e termini volgari non andrà bene per tutti i lettori. 
Un lessico aulico e una sintassi complessa con frasi da 15 righe non ci aprirà certo la strada dello YA.
Se poi scrivo di un argomento/con un'ambientazione di cui so che esiste già un folto pubblico di appassionati e non voglio inimicarmeli, dovrò stare attenta alla terminologia specifica. Molti membri delle forze dell'ordine leggono gialli. Molte persone che provengono da studi storici (come me) apprezzano la narrazione storica. Meglio tenerne conto, piuttosto che inimicarsi un grossa fetta di pubblico potenziale!

Però lettore ideale e lettore reale non sempre coincidono!
Vero!
Harry Potter è stato letto da tantissimi adulti.
U. Eco era convinto che Il nome della rosa sarebbe stato un flop editoriale, apprezzato solo da quel piccolo nucleo di lettori colti per cui era stato pensato. Dante certo non pensava che la sua Commedia a secoli di distanza sarebbe stata letta in tutte le scuole.
Il lettore ideale è un'astrazione che può non coincidere affatto con i lettore reale.
Secondo me, però ci sono degli indubbi vantaggi nel considerarlo che si possono riassumere in un'unica parola COERENZA.
Pensiamo a una storia d'amore il cui lettore ideale è "la donna cattolica di media cultura", non ci saranno troppe parolacce né vi si troverà un lessico aulico. Non ci saranno scene esplicite di sesso o violenza e vi si ritroveranno determinati valori. Questo non toglie che, se il libro è scritto bene, possa piacere anche a degli uomini atei e mangiapreti, ma l'autore sarà stato senza dubbio aiutato nelle sue scelte dall'aver definito il lettore ideale.

Tenar e i suoi lettori ideali
Uno dei (molti) appunti che mi sono stati fatti a un romanzo che, ormai ne sono consapevole, non riuscirò a pubblicare era che non era ben definito il pubblico a cui volevo rivolgermi. Si tratta di un giallo storico con scene troppo esplicite per il giallo classico, ma con tematiche troppo articolate per un pubblico che cerchi un romanzo in cui predomina l'azione. Il romanzo ha ricevuto molti complimenti da varie case editrici, ma al dunque tutti hanno detto di no.
Questo mi ha insegnato a pormi un po' di più il problema del pubblico.

Generalizzando, oggi il mio lettore ideale è un adulto, di cultura medio/alta alla ricerca di un testo di intrattenimento non (troppo) banale. Probabilmente è donna, interessata agli aspetti psicologici della vicenda. Specificando ancora di più, il mio lettore ideale può essere esemplificato da una professoressa in vacanza sopra i 25 anni.

Voi vi ponete il problema del lettore ideale e, se sì, qual è il vostro lettore ideale?

20 commenti:

  1. Sì, me lo pongo senza diventarci matta. Donna, anche se poi a mio marito i miei libri piacciono ma ho paura sia di parte anche se, se deve criticare alcuni passaggi lo fa senza remore, come giusto che sia, dicevo donna, anche alcune ragazzine delle scuole medie hanno apprezzato "Frollini", cultura media, anche medio alta, ma non occorre essera particolarmente acculturati, anche se spesso chi mi apprezza è laureato, che ama la classica narrativa d'evasione, non stupida, che al cinema sceglie una commedia sentimentale. Circa, ecco.

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    1. Certo che poi il libro deve piacere a un pubblico più vasto rispetto al target "lettore ideale"! A meno, ovviamente, di essere di quelli che si beano di essere "geni che pochi capiscono".
      Scrivere in modo accessibile non è mica facile e non vuol dire assolutamente negarsi un pubblico colto.

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  2. Sempre Sandra, scusa ma il giallo storico di cui parli nel paragrafino Tenar e i suoi lettori, è la storia piena di struzzi?

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    1. No, la "storia piena di struzzi" è legata alla "storia piena di streghe" di cui ho finito la prima stesura due settimane fa, un po' presto per stabilirne il destino. È il thriller storico arrivato in finale al Tedeschi che è davvero di difficile collocazione, anche se lo ritengo tra le cose migliori che abbia scritto capisco che un editore non sappia in che collana cacciarlo e come promuoverlo.

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    2. Vedi però che peccato l'editoria? Arrivare in finale al Tedeschi non garantisce la pubblicazione, che triste, nel senso se arrivi fin lì è chiaro che la storia c'è ed è ben scritta, ma poi sempre sti vincoli delle collane, gli schemi, ufffff grazie Sandra

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  3. Il post è bellissimo e fa riflettere.
    Il mio lettore ideale è il medesimo lettore del mio blog: qualcuno che vuole divertirsi con me, stupirsi fin dove riesco e lasciarsi coinvolgere giocando un po'.
    Età, sesso e cultura non contano, nella mia idea. Che tanto, se una persona ti legge, è già di cultura almeno media :)

    Moz-

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    1. Chi legge più che di cultura media, è proprio una mosca bianca, purtroppo...

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    2. Secondo me non è proprio vero che non si legge.
      Forse non si hanno i giusti stimoli^^

      Moz-

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  4. Il mio lettore ideale, per il romanzo che sto scrivendo, ha fra i 25 e i 40 anni, ha un livello culturale medio alto, una mentalità nostalgica e parzialmente radical chic. Mi verrebbe da dire che mi rivolgo in prevalenza a donne, ma sto cercando di inserire dettagli che possano avvicinare maggiormente anche un pubblico maschile: un protagonista forte, molti riferimenti alla musica rock ed allo sport.
    Come già accennavo nel post sulle ambientazioni contemporanee, inserisco molti dettagli che possano accentuare il realismo, però non voglio far riferimento ad eventi troppo contingenti o a mode passeggere: ho citato (e citerò) in prevalenza fenomeni radicati nell’immaginario collettivo proprio per evitare che il lettore non si ritrovi più in quanto scrivo. Ci sono alcuni episodi che si svolgono all’inizio degli anni zero, un nucleo narrativo forte fra il 2005 e il 2008, una parte abbastanza ampia nei giorni nostri, in cui i protagonisti, ormai intorno ai trentacinque anni, sono costretti a fare bilanci e verificare la solidità dei loro progetti passati.
    Mi piacerebbe che la nostra generazione possa rispecchiarsi in tali dinamiche, e che provi una sorta di nostalgia per gli anni da me raccontati, significativi sia a livello collettivo che a livello individuale, perché è in quel periodo che la maggior parte di noi ha acquisito lo zoccolo duro della propria formazione.
    A volte mi chiedo: di cosa parlerò nel prossimo romanzo? Dopo una cosa così ampia, mi sembra quasi assurda l’idea di poter scrivere una storia che si svolge in un arco temporale di pochi mesi. Però chissà… per fortuna il flusso delle idee è inarrestabile!

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    1. Un’altra cosa, anche se decisamente Off-Topic: quando hai scritto il post sulle fonti di ispirazione legate ai film, mi sono dimenticata di citare la mia fonte principale, forse perché è talmente radicata da essere diventata quasi inconscia: “La Meglio Gioventù” di Marco Tullio Giordana. Il mio atteggiamento è molto simile anche se i miei personaggi appartengono ad una generazione diversa.

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    2. Si vede che hai ragionato a fondo sul lettore ideale!

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    3. Unico dubbio: temo possa sembrare troppo circoscritto... è qualcosa su cui sto riflettendo ancora :)

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  5. L'argomento è importante, perché - anche senza perderci la testa - funziona un po' come faro. Ci penso spesso, soprattutto mentre pianifico la storia; dopo lo dimentico, per tirarlo fuori di nuovo durante la revisione. Il mio lettore ideale è lo stesso tuo, se parliamo di romanzi per adulti, mentre per lo YA mirerei alle ragazze sui quindici, così a spanna.

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    1. Chiunque riesca a far leggere le quindicenni merita un monumento: conto su di te!

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  6. Credo che con le quindicenni qualche speranza ci sia... con i quindicenni la vedo moooolto più complicata (ho sentito alcuni di loro vantarsi di aver letto, come ultimo libro -tipo, in terza media - Geronimo Stilton...)

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    1. Per i quindicenni ci vuole un miracolo!

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  7. Il "lettore ideale" mi ricorda un po' "la donna/uomo ideale"... A parte questo ottimi consigli, come sempre!

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    1. Eh, sì. Come per l'uomo/donna ideale, si sa che non esiste, ma ogni tanto si sogna...

      PS x Nik: tranquillo, ne sei un'ottima approssimazione!

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  8. Di solito non ho in mente un lettore ideale quando scrivo, e senza dubbio ho sempre sbagliato. Però ho già visto la cerchia dei miei lettori, e quindi mi sono fatta un'idea: senza dubbio è una persona dalla cultura medio/alta, adulta, uomo o donna non ha importanza, appassionata di storie avventurose e ricche di colpi di scena. Il mio lettore ideale è di mentalità aperta in quanto nei mie romanzi ci sono anche scene forti o legami di tipo omosessuale che potrebbero disturbare le anime pie. Certamente è un lettore adulto, i miei romanzi non sono per ragazzi.

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    1. Direi che per non averlo in mente hai le idee super chiare!

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