mercoledì 16 settembre 2015

Il questionario di Proust in un giorno di pioggia.


Piove.
Domani ci sono le convocazioni. Confido non abbiate creduto alla barzelletta secondo cui con la riforma tutti i mali della scuola siano stati sanati. Noi precari siamo ancora precari. Le cattedre vacanti sono vacanti. In più un tot di persone è stato costretto al trasferimento da una parte all'altra dell'Italia con un preavviso minimo (da noi hanno assegnato quelle cattedre lunedì, a scuole iniziate, così uno poteva scoprire, mettiamo da Catanzaro, che il giorno dopo doveva prendere servizio alle pendici del Mottarone, in alto Piemonte...).
Al momento il delirio sta giungendo delle vette notevoli, ma temo che non sia ancora all'apice. Ci sono moduli da compilare oggi per ieri che dovrebbero essere visualizzati dalle scuole, ma non risultano on-line. Ci sono cattedre che appaiono e scompaiono peggio delle oscillazioni della borsa e c'è tutta una popolazione di precari (tra cui io) prossima alla crisi di nervi.

Niente post impegnativo per oggi.
Approfitto del meme che sta girando in questi giorni tra i blog, che io ho letto prima da Marina e poi da Chiara e mi dedico anch'io al "Questionario di Proust", sperando che Proust stesso non si rivolti nella tomba.

Il tratto principale del mio carattere: 
Difficile dire quale sia il "principale". La curiosità intellettuale, suppongo. Mi faccio domande su tutto, non accetto dogmi, assiomi e dati di fatto. Se proprio non ci sono risposte, me le posso sempre cercare o immaginare...

Qualità che desidero in un uomo:
Intelligenza, sensibilità e apertura mentale.

Qualità che preferisco in una donna:
Intelligenza, sensibilità e apertura mentale.
Non capisco (preso atto che sono felicemente sposata e quindi non in cerca di partner) perché dovrei preferire qualità diverse negli uomini e nelle donne. Non siamo tutti esseri umani? Perché dovrei relazionarmi in modo differente?

Quel che apprezzo di più nei miei amici:
Quando parlo capiscono cosa voglio dire. (Cosa che spesso non capita, ahimè).  
Possono anche essere in capo al mondo, ma in caso di emergenza arrivano in un attimo.

La mia principale qualità:
Sono leale. 

Il mio principale difetto:
Sono insicura e irritabile.

La mia occupazione preferita:
Leggere, scrivere, correre.

Il mio sogno di felicità:
In realtà mi piace la vita che ho, la si potesse epurare di tutte le ansie quotidiane... E si potesse avere la certezza che i progetti in corso vadano a buon fine...

Mai senza:
Un libro.

Magari senza:
L'insicurezza galoppante e la sensazione di essere sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato con la battuta sbagliata.

Se fossi un animale: 
Uno scoiattolo. Piccolo, scattante, che salta agile tra i rami nel bosco e poi dorme acciambellato su se stesso con la coda sul musetto.

Pittori preferiti:
Difficile scegliere un preferito! Ho un quadro preferito, però. La madonna del Magnificat di Botticelli. Forse perché una volta agli Uffizi in una stanza eravamo solo io questo quadro, come se volesse ragliarmi un privilegio speciale, il farsi guardare da vicino, solo da me, senza alcuna interferenza. Segue a ruota il Tondo Doni di Michelangelo.

Il paese dove vorrei vivere:
In Scozia, se piovesse meno.

Il colore che preferisco:
Blu oltremare.

Il fiore che amo:
La violetta selvatica.

I miei autori preferiti in prosa:
U.K. Le Guin.
Marguerite Yourcenaur.

I miei poeti preferiti:
Difficile difficile anche qui.
Tutto sommato credo di scegliere Dante e la Commedia, se un poema passa per poesia. Sembra quasi riduttivo.

I miei eroi nella finzione:
Leggo Tex da che avevo otto anni e tradirlo sembra brutto.
Ned Ellis di Magico Vento ha un posto speciale nel mio cuore.

I miei musicisti preferiti:
Mi nutro di cantautorato. De André, Guccini e De Gregori, in quest'ordine. 

I miei eroi nella vita reale:
Penso in particolare a una persona che ho conosciuto e frequentato troppo poco, ma che ricordo con grande affetto e che mi ha insegnato cos'è davvero in coraggio: guardare la realtà senza nascondersi nulla, vivendo tutto ad occhi aperti e rimanendo fino alla fine fedeli a se stessi.

Quel che detesto più di tutto:
L'ipocrisia.

I personaggi storici che disprezzo di più:
Tutti coloro che, in ogni tempo, sentendosi nel giusto, si sono arrogati il diritto di decidere chi doveva vivere e chi morire.

Il dono di natura che vorrei avere:
Saper disegnare e/o dipingere.

Stato attuale del mio animo:
Più o meno come la pioggia di oggi.

Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza:
Credo che a volte si facciano errori terribili con le migliori intenzioni e a volte si cerca malamente riparo dalla solitudine e dalla tristezza. 

Il mio motto:
Ne sono tristemente priva. 
Credo di essere troppo complicata per riconoscermi in una singola frase.

14 commenti:

  1. "Magari senza:
    L'insicurezza galoppante e la sensazione di essere sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato con la battuta sbagliata."

    Anche io mi sento così, e penso che sia una condizione comune a molti scrittori. Ne parlerò nel post di domani (se riuscirò a prepararlo, ora che mi concedo il lusso di sgarrare) intitolato "lo scrittore è un outsider". :)

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    1. Sì, penso anch'io.
      Attendo il tuo post!

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  2. Ah, questa insicurezza! Siamo in tanti a lamentarla, ahimè!
    Anche a te piace il blu!
    (Senti, lo so che se uno non è in mezzo a certe cose può capirne poco, ma sono circondata da amiche insegnanti nella tua stessa condizione e comprendo le attese e le frustrazioni di chi ha poche risposte e mole incertezze.
    In bocca al lupo!)

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    1. Crepi il lupo! Immagino che anche questa mia instabilità lavorativa non aiuti con l'insicurezza, anche se orami, più o meno, ci convivo.

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  3. Noi scribacchini siamo tutti un po' insicuri... Sarà una dote necessaria per scrivere?

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  4. Potrei ritrovarmi in molti dei tuoi punti dell'elenco. Ci assomigliamo in diversi aspetti. :-)

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  5. Non vale che non hai un motto. Mi oppongo. Scegline uno temporaneo o verrai squalificata dal questionario :D

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  6. Mi piace il tuo sogno di felicità, in effetti la mia vita quotidiana depurata dalle ansie potrebbe essere magnifica! Hai tutta la mia solidarietà per la tua situazione di insegnante precaria, ho anch'io diverse amiche insegnanti come Marina. In bocca al lupo.

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  7. mirevole la tua miglior qualità...

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