mercoledì 2 settembre 2015

Se ti tagliassero a pezzetti – lieto fine by Tenar


Ho finito di scrivere il romanzo a cui stavo lavorando.
Il mio primo lieto fine. Con tanto di bacio.
Il mondo sta per finire.

Questo scrivevo ieri su fb a caldo.
La fine del romanzo mi ha colta quasi alla sprovvista (che poi finito è una parola grossa, credo che l'ultimo capitolo debba almeno raddoppiare di volume...). Un lieto fine. Con un bacio. Gli ultimi sigilli dell'Apocalisse stanno cedendo?

Non grande dimestichezza con i lieti fine. Ne La roccia nel cuore domina la malinconia per una vita troncata. In Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanico abbiamo Watson che per tutto il romanzo punta due fanciulle: una muore e l'altra sposa un cretino. Certo, gli rimane l'amicizia di Holmes ma dire che nel cambio ci abbia guadagnato... Holmes stesso ha qualche legittimo dubbio.
Nei miei inediti va pure peggio. La palma per finale bastardo la vince Coy Sender, che qualcuno ha già conosciuto nel racconto Nulla che non sia già mio (racconto, per altro, dal finale allegrissimo...). Nel romanzo della mia giovinezza che lo vedeva protagonista, prima perdeva una gamba, poi trovava la donna della sua vita, si dichiarava e lei rispondeva "Grazie, no. Preferisco la carriera. Magari tra qualche anno...". Un applauso di consolazione per il povero Coy.
Se passiamo ai racconti ne ho ben... Rullo di tamburi... Due con un lieto fine come si deve. Due.
Immaginate quindi il mio sconcerto a trovarmi di colpo circondata da cliché, con il sole che fa capolino dopo la pioggia e l'eroe che bacia la sua bella (senza che nessuno dei due debba morire o partire per il fronte da lì a due righe). 
Ho fissato la pagina stranita, come se non mi appartenesse, con anche un contraccolpo di malumore inaspettato per un momento che è, comunque, il raggiungimento di un traguardo. Come se di colpo il film d'autore nordeuropeo che stava guardando si fosse trasformato in una pellicola hollywoodiana che sfuma sul tramonto per terminare con titoli di coda bianchi su fondo rosa e le note di uno stupido, orecchiabile motivetto pop.

Fermi tutti. 
Contestualizziamo...

Un lieto fine by Tenar

Se ti tagliassero a pezzetti (se non la conoscete, ascoltatela!).
Questa è la colonna sonora del mio lieto fine. 
C'è una citazione precisa all'interno del testo, un momento in cui la protagonista se la sente risuonare in testa. Inoltre ho scritto quasi tutti i capitoli con sottofondo musicale vario (radio, cd consigliatimi da amici, come quello, bellissimo, del concerto nella prigione di Folsom di Jonny Cash, vecchi cd che avevo in casa), ma per gli ultimi capitoli ho messo come colonna sonora di scrittura, senza avere una consapevolezza precisa del perché della scelta, proprio L'Indiano di De André.
Solo oggi ho capito che è proprio questa canzone, non il sole dopo la pioggia o il bacio, il vero lieto fine della mia storia.

Ma se ti tagliassero a pezzetti 
il vento li raccoglierebbe 
il regno dei ragni cucirebbe la pelle 
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso 
e il polline di Dio 
di Dio il sorriso. 

La mia è, tra le altre cose, una storia di streghe. Donne libere che vivono fuori dagli schemi che, con consapevolezza o per caso, rompono le barriere degli uomini. Signore Libertà che inevitabilmente qualcuno vuole ingabbiare in tailleur grigio fumo o tagliare a pezzetti e nascondere ben bene sotto terra. Per due volte è capitato, nella mia storia, a distanza di molti, molti anni che queste donne soccombessero. Ma ne sono sempre arrivate delle nuove. A scompaginare gli ordini costituiti, a rifiutare di farsi ingabbiare, a rovistare sotto terra e a ridare dignità e giustizia a quelle che sono venute prima.
Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
Il vento, in questa mia storia, è un personaggio preciso, che raccoglie i pezzetti, cuce la pelle, tesse i capelli e il viso. Lei stessa deve fuggire, sia al tailleur grigio fumo che a qualcun altro che vorrebbe tagliarla a pezzetti.
Quindi sì, alla fine ci sta tutto, anche il sole e il bacio.

E comunque, alla fine, forse riusciamo anche evitare la fine del mondo. Non penso che chiuderò davvero davvero con il bacio. Più probabilmente con un corvo che si leva in volo.
Molto più nel mio stile.

Questo è il mio finale. I vostri come sono? Lieti o tristi?

24 commenti:

  1. Il finale che ho in mente per il romanzo in fieri è lieto, ma non scontato. I protagonisti si rialzano dopo la battaglia, iniziano a muovere piccoli timidi passi e il lettore può solo intuire che prima o poi aumenteranno l'andatura. La prima idea era ancora più "happy" della tua. Non la scrivo perché mi vergogno troppo! :-D
    In generale, prediligo i finali dolci-amari.
    Positivi, ma non del tutto e non per tutti.

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    1. Il dolce amaro piace molto anche a me, però, insomma, forse quando ci vuole ci vuole anche il tutto dolce o il tutto amaro. Poi è un giallo, c'è gente ammazzata, assassini, famiglie distrutte, roba così.Happy con molta moderazione...

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  2. Ehi! L'avevi promesso, e adesso voglio il bacio! Va bene anche un bacino sulla guancia... XD
    Anche a Torino ci sono i corvi. Li hanno introdotti per far fuori i piccioni. Potresti chiudere con due corvi che staccano la testa a un piccione. L'ho visto con i miei occhi. Giuro! Dov'è ambientato il tuo romanzo?

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    1. Il bacio ci sarà, ma non sarà la chiusa.
      È ambientato su un lago, non il mio solito, ma un altro dei laghi del VCO, dove i corvi possono esserci (secondo mio marito qui in Piemonte si alternano alle cornacchie a seconda dell'altitudine, ma non so se abbia ragione).
      Carina la tua immagine con il piccione. Molto romantica. Mi piace un sacco.

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  3. Nei miei due finali (uno per ora solo ipotizzato alla lontana) i protagonisti hanno imparato qualcosa di più su se stessi e sulla realtà. Quindi sì, credo che si possa parlare di lieto fine. Per i comprimari, il finale varia a seconda dei casi.

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    1. Certo, nessun lieto fine è per tutti. Pensiamo ai poveri ex delle storie rosa, agli assassini dei gialli... Che sia il caso di costituire un sindacato che difenda i loro diritti?

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    2. Quindi c'è una sindacato, in fin dei conti...

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  4. Finale più che lieto per me, sempre, lietissimo, da fuochi d'artificio! Tante tribolazioni prima, ma poi col botto. Bacione Sandra

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    1. E meno male che ci sono anche i libri così!!!

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  5. Beh, il finale di "31 dicembre" è imprevedibile, con una doppia lettura: potrebbe essere a lieto fine... ma anche no! ;)

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    1. Ecco quello è un genere di finale che funziona alla grande, ma non è tantissimo nelle mie corde. Alla fine sono e rimango un animo illuminista e voglio sapere le cose come stanno senza ulteriori sforzi interpretativi. Lo so, a volte sono gretta...

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  6. Secondo me il finale deve essere quello più appropriato. Il romanzo che dovrei scrivere - perché poi sono sorti agli altri impegni letterari e pseudotali - ne ha uno... beh, non voglio dirlo.
    I racconti pubblicati nel blog credo che abbiano quasi tutti un finale drammatico. Non dico che eviterò sempre un finale lieto e col bacio perché, appunto, il finale appartiene alla storia e non all'autore.

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    1. Il finale appartiene alla storia, ma è inevitabile che ci siano finali più affini all'animo dell'autore di altri. Io sono una malinconica (in questo periodo particolarmente) per cui un finale con bacio mi ha spiazzato. Bisogna saper assecondare le storia e capirle fino in fondo per poterle scrivere. Il che non è sempre facile.

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  7. Ho sorriso alle tue parole... quella sensazione che si ha di venire trascinati verso qualcosa che comunemente non ci appartiene. Sì, perché la scrittura è proprio questo "trance" trascinante che ci fa sapere quando partiamo ma riserva particolari nuovi a ogni approdo. Lo vivo col teatro, la scrittura drammaturgica, ma lo vissi anni fa col mio romanzo di formazione.
    Essendo in questo genere, il finale non può che essere risolutivo. La sensazione è quella della fine di un viaggio. Un finale lieto ma nel quale c'è l'agrodolce di tanto vissuto molto sofferto. Questo il mio finale, che credo debba essere sempre assolutamente coerente con la storia narrata.

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    1. Sì, coerenza non può che essere la parola chiave.

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  8. Amo il lieto fine, se la storia non lo rende forzato, ma il corvo ha fascino... Congratulazioni per il primo traguardo della storia! :)

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    1. Al momento c'è il corvo, vediamo se i primi lettori votano il bacio (che poi è solo due righe più sopra...).
      E grazie per il primo traguardo. Mi sembra che la strada di questa storia sia ancora davvero lunga...

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  9. Bellissimo post, se il libro fosse in vendita a fine pagina l'avrei già comprato.
    Solo la presentazione mi ha incuriosito e emozionato, in più se ti è scappato il bacio deve essere davvero un amore travolgente!
    Il finale coi corvi invece mi ha ispirato una variante "trash".
    Premetto che il corvo è l'equivalente del piccione da queste parti, e ogni giorno decine di esemplari mi bombardano il balcone di frutti rossi mangiucchiati non meglio identificati... grossi come prugne... mine vaganti in pratica.
    Potresti tramortire gli innamorati a colpi di bacche... molto più pertinente al tuo stile :D

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    1. Qui i corvi non ci sono, pare che siano presenti solo oltre una certa altitudine, peccato, perché io ne desidero uno domestico...
      PS: volevo quasi chiederti se posso arruolarti come lettrice per la versione 2.0...

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    2. Si! Certo! Molto volentieri!
      Ti avverto che una tua collega si è messa le mani nei capelli quando ha visto il numero di commenti che ho fatto al suo libro :D

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    3. Entro fine settimana prossima te lo faccio avere, mi farebbe davvero davvero piacere!

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  10. Io adoro il lieto fine e De Andrè. ;-)

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