venerdì 4 marzo 2016

Se una schiava io non ho – parodia teatrale dell'Iliade

Nel mio mondo di precariato solo un anno mi è stata data in sorte una prima media. Nel tentativo di far imparar loro gli snodi principali della vicenda avevo partorito questa cosa che oggi mi è tornata in mano.
Che mi perdonino Andromaca e gli dei tutti. 

SE UNA SCHIAVA IO NON HO
Farsa teatrale ai confini dell’Iliade

SCENA I: Accampamento Acheo davanti alle mura di Troia

Criseide: Io sono la schiava di Agamennone, re Acheo che ha condotto i greci a combattere contro Troia. Da dieci anni se ne stanno sotto le mura della città, senza riuscire a conquistarla. Oggi, però, c’è un cambiamento. Per intercessione del dio Apollo, Agamennone ha dovuto rendermi la libertà e sono potuta tornare da mio padre. Agamennone, però, non è molto contento…

Agamennone (camminando nervoso nell’accampamento):
- No, no, no,
io senza schiava non ci sto!
No, no, no,
io senza schiava non ci sto!
No, no, no!
Sono un sovrano,
alla sera mi stravacco sul divano.
Adesso, che dovrei fare?
Ramazzare?
Pulire? Strofinare?
No, no, no!
Io senza schiava non ci sto!
(Agamennono arriva fino alla tenda di Achille. Briseide sta pulendo il terreno davanti all’entrata)
I miei soldati hanno la schiava e io no!
Io non ci sto!
Se mi han preso la Criseide
Io mi arraffo la Briseide
(Agamennone afferra un braccio di Briseide e inizia a trascinarla via)

Achille esce correndo dalla tenda e blocca Agamennone che sta portando via Briseide

 Achille:
- E perché?
La schiava porti via proprio a me?
Agamennone:
-Io sono il re!
Achille.
- Lo sono anch’io!
Agamennone:
Io di più!
La schiava non hai più!

Agamennone esce con Briseide, Achille rimane solo davanti alla tenda

Achille:
- Oh no, no, no!
Io senza schiava non ci sto!
No, no, no!
Chi mi pulisce l’armatura?
Chi mi chiude la cintura?
No, no, no!
Senza schiava non ci sto!
Dovrei rammendare i miei calzini
E lavar tutti i piattini?
Oh no, no, no!
Se la schiava io non ho
A combattere non vo’!
A combattere non vo’!
Achille, imbronciato, depone le armi e siede a gambe incrociate davanti alla tenda.

SCENA II: Accampamento Acheo. Achille siede imbronciato davanti alla sua tenda. Passano davanti a lui alcuni soldati zoppicanti di ritorno dalla battaglia. Patroclo gli si avvicina.

Patroclo:
- Le stiam prendendo,
le stiam buscando
Ce le stanno proprio dando!
Achille:
- Non me ne frega,
non me ne importa,
se non ho la schiava sulla porta.
Patroclo:
- Ci stan ferendo,
azzoppando,
mutilando!
Achille:
- Non me ne frega,
non me ne importa,
se non ho la schiava sulla porta.
Patroclo:
- Ci sta finendo,
sconfiggendo,
distruggendo!
Achille:
-Non me ne frega,
non me ne importa,
se non ho la schiava sulla porta.
Patroclo:
- Achille ascolta,
solo di te hanno timore
tu a tutti metti un gran tremore.
Se io li attacco si fanno grandi sghignazzate
E poi ridendo mi prendono a mazzate.
Solo di te hanno timore
Della tua forza e il fiero ardore.
Achille:
- Non me ne frega,
non me ne importa,
se non ho la schiava sulla porta.
Patroclo:
- Ma davvero non vuoi pugnare?
Achille:
- Né con pugno né con armi guerreggiare.
Patroclo (prendendo la spada di Achille)
- E la tua spada così lucente…
Achille
- Non sferrerà neanche un fendente
Patroclo si lega alla cintura la spada di Achille.
Patroclo (prendendo l’elmo di Achille):
- E il tuo elmo, così elegante…
Achille:
- neppure se arrivasse un gigante
Patroclo si mette l’elmo.
Patroclo (prendendo lo scudo di Achille):
- E il tuo scudo, così grande e scuro…
Achille:
- Io non lo uso di sicuro!
Patroclo prende lo scudo di Achille
Patroclo (allontanandosi):
- E’ un sogno, una meraviglia,
avere addosso quest’armatura che scintilla!
Se Achille sta lì a frignare,
io me la voglio proprio spassare.
Oggi l’eroe son io!
Patroclo, vestito con le armi di Achille, si allontana. I soldati greci zoppicanti lo guardano ammirati.
Soldati greci:
-Guardate,
Achille si è tutto armato,
siamo salvi, è ritornato!
Achille si è tutto armato,
siamo salvi, è ritornato!

SCENA III: battaglia sotto le mura di Troia, Ettore, circondato da nemici, cerca con lo sguardo Achille
Ettore:
- Io sono Ettore
Ho cinquanta fratelli,
tutti forti, tutti belli.
Ho cinquanta sorelle,
tutte brave, tutte belle.
Presto a lottare ho imparato,
per esser rispettato.
D’Ilio  sono il protettore
Pronto a combattere tutte le ore.
Papà mia ha chiesto per la cena
D’Achille la testa, cucinata con l’avena.
A papà voglio ubbidire.
Per mia man Achille dovrà morire.
(Ettore si guarda intorno con sguardo feroce)
(Puntando la spada contro un soldato greco)sei tu Achille?
Ulisse:
-Io sono Ulisse,
astuto e triste.
Ettore (Puntando la spada verso un altro)
- Sei tu Achille?
Aiace:
- Per carità, io sono Aiace,
guerrier forte e assai tenace.
Ettore (girandosi ancora verso un altro)
- Sei tu Achille?
Menelao:
- Ahimè io sono Menelao,
A cui Elena ha fatto “Maramao”
Ettore:
- Sei tu Achille?
Enea (scocciato)
- Io sono Enea, tuo cugino.
Tu ci vedi un po’ pochino.
Ettore (girandosi, frustrato)
- Sei tu Achille?
Patroclo:
- No! Si! Non so!
Sono Achille oppure no?
Il mio braccio è un po’ magrino,
il mio coraggio un po’ meschino.
Non so.
Sono Achille oppure no?
Con un’armatura così bella 
Mi sento anch’io una stella!
Bo’. Non so. 
Sono Achille oppure no?
Con quest’elmo spaventoso
Divento anch’io glorioso.
Non so.
Sono Achille oppure no?
Ettore:
- Deciditi!
Patroclo:
- Non so.
Sono Achille oppure no?
Ettore:
- Se sei così confuso
Nel dubbio
Io ti affetto il muso!
Ettore fa un affondo e Patroclo cade a terra morto. I soldati greci accorrono sconvolti.
Ettore:
- L’ho ucciso, l’ho ucciso.
Adesso lo cucino con il riso!
Lo metto a rosolare, lo preparo con la glassa.
Questa sera grande festa, con le torte e l’uva passa.
Ulisse si avvicina  al corpo di Patroclo e gli toglie l’elmo.
Ulisse:
- Achille qui non c’è.
E’ Patroclo davanti a me.
Ettore (venendo a controllare):
- E adesso a papà,
la cena chi gliela fa?


SCENA IV: Accampamento Acheo sotto le mura di Troia. Alcuni soldati greci arrivano davanti alla tenda di Achille e depositano il corpo di Patroclo davanti ad Achille.

Achille:
- Non c’è giustizia qua.
La schiava se n’è andata
L’armatura mi han rubata.
Non c’è giustizia qua.
Voglio tornare da mammà.
Patroclo l’elmo mi ha ammaccato
La spada mi ha stortato
Lo scudo tutto scheggiato.
Non c’è giustizia qua.
Voglio tornare da mammà.
Briseide non torna più
Patroclo nell’Ade è andato giù.
Io che ci faccio qua?
Voglio tornare da mammà.

Teti (materializzandosi di fianco ad Achille)
- Non piangere piccino,
è arrivata mamma dal suo agnellino.
Non piangere piccino,
racconta quello che non va,
mamma lo sistemerà
mamma lo sistemerà.

Achille:
- Briseide non torna più
Patroclo nell’Ade è andato giù.
E senza armi non so che fare
Non posso neanche guerreggiare
Non posso neanche guerreggiare.

Teti:
- Mamma ti fa un bel regalo,
forza prendimi per mano,
ora andiamo da Vulcano.
Un’armatura ti farà,
più bella non ce ne sarà.
La schiava ti farà scordare,
Patroclo dimenticare,
allegro riprendi a guerreggiare.
Teti e Achille si allontano da campo mano nella mano.
Achille:
- Allegro riprendo a guerreggiare!
Teti:
- Allegro riprendi a guerreggiare!

SCENA V
Sulle mura di Troia. Andromaca e Ettore guardano l’esercito greco che si avvicina.

Andromaca:
- Ettore mio, non  andare,
qui ti vogliono ammazzare.
Che ne sarà di me? 
Sarò schiava di un re.
Ettore mio, non  andare,
qui ti vogliono ammazzare.
Il figlio tuo che farà,
se gli muore il suo papà?
Ettore mio, non  andare,
qui ti vogliono ammazzare.
Ettore:
- Andromaca, non prendertela a male,
ma hai un viso da maiale.
E poi mi fai la lagna
Tutta quanta la settimana.
Se il mio destino di soldato
È di essere ammazzato,
sempre meglio che star con te,
diventassi pure re. 
Andromaca:
-Caro, non dir così,
non mi lasciare qui.
So quanto mi vuoi bene
E mi nascondi le tue pene.
Ettore:
- Andromaca, tu non vuoi capire,
puzzi da morire.
Sembri una capra ammuffita
E sei anche mezza rimbambita.
Se il mio destino di soldato
È di essere ammazzato,
sempre meglio che star con te,
diventassi pure re.

SCENA VI: sotto le mura di Troia. Achille entra vestito con una nuova armatura scintillante.

Achille:
- La tenda dovrei pulire,
certo è peggio di morire.
Senza schiava non si può stare,
sei sempre lì a lavare,
certo è meglio guerreggiare.
Certo è meglio guerreggiare.

Ettore ti sfido a singolar tenzone,
per non dover rammendar il maglione.
Ettore ti sfido io a duello,
perché combattere è più bello
che star sempre a strofinare,
pulire e lucidare.

Ettore (facendosi avanti):
- E io accetto la tua sfida,
mia moglie tutto il giorno grida.
Non la voglio più sentire,
meglio rischiare di morire.

Achille:
- Basta lucidare, 
meglio guerreggiare.

Ettore:
- Non la voglio più sentire,
meglio rischiare di morire.

Ettore e Achille si affrontano a duello. Andromaca fa per correre verso il marito, ma viene bloccata dai soldati e dalle donne che assistono al combattimento.

Andromaca:
- Ettore mio, non stare in pena,
è pronta già la cena.
Vincitore tornerai,
il mio amore tutto avrai.

Ettore (prima si volge verso Andromaca e poi si rivolge verso Achille, gettando la spada)
- Achille fammi ora un favore,
trapassami tosto il core.
Quella neppure sa cucinare,
tutto quanto fa bruciare.
Sa sempre tutto di cipolla,
ogni cosa che in pentola bolla.
Achille fammi ora un favore,
trapassami tosto il core.
Ettore cade sotto il colpo di Achille.

SCENA VII. Campo acheo, tutti sono in festa per la morte di Ettore, tranne Achille.

Achille
- Mi annoio, mi stufo, mi tedio
Alla noia non trovo rimedio.
Non ho più un nemico con cui guerreggiare,
i lavori di casa mi tocca di fare.
Mi annoio, mi stufo, mi tedio,
alla noia non trovo rimedio.
Non ho più un amico con cui chiacchierare,
i piatti mi tocca asciugare.
Ettore è morto, Patroclo stecchito
E io mi stento rinsecchito.
Mi annoio, mi stufo, mi tedio,
alla noia non trovo rimedio.
Non ho più nessuno con cui guerreggiare,
i lavori di casa mi tocca di fare.
Meglio andare nell’Ade
A trovare gli amici e i nemici.
Lì saremo di nuovo felici.
Piuttosto che i lavori di casa,
meglio andare nell’Ade,
a trovare gli amici e i nemici.
Lì saremo di nuovo felici,
li saremo di nuovo felici.

Criseide e Briseide:
- Se hai ben guardato ed ascoltato,
visto, è dimostrato.
Di questa storia la chiave,
siamo noi schiave,
siamo noi schiave.
Senza di noi,
non ci sono eroi.
Noi che stiamo a strofinare, 
a pulire, a rammendare.
A cucinare, a ricamare,
a spignattare.
Gli eroi vogliono essere degli assi,
mai battere i materassi,
benedire,
ma non pulire,
guerreggiare,
non lucidare,
far la guerra
e mai lavare giù per terra!
Di questa storia la chiave,
siamo noi schiave,
siamo noi schiave.
Senza di noi,
non ci sono eroi.
Senza di noi,
non ci sono eroi.




15 commenti:

  1. Io ti adoro!
    Ettore che cerca Achille mi ha fatto morire dal ridere, soprattutto Menelao e la sua sventura e Enea che dà del orbo a suo cugino!
    La morte di Patroclo è triste persino in una farsa :(
    E l'ho canticchiata dall'inizio alla fine!
    Grazie del divertimento
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  2. Ma è bellissima! La vedrei bene anche come musical: i tuoi testi hanno già un ritmo piuttosto musicale. Pensaci ;)

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    1. L'idea era quella di un mini musical stile Oblivion (I promessi sposi in 10 minuti)

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  3. Caspita, sai che è divertente sul serio! Lo vedrei bene in uno spettacolo di rivista :)

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  4. P.S. Ricordo, con un titolo simile, anche una commedia italiana degli anni '70 con Lando Buzzanca: "La schiava io ce l'ho e tu no".

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  5. Anch'io l'ho musicata nella mia testa. Bravissima, però dai Iliade, Eneide, Odissea, la mitologia greca, ma che bella è?! Non ti viene una tristezza infinita quando vedi come sta il popolo greco ora?
    Sandra

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    1. Mi spiace per la situazione della Grecia attuale a prescindere dal passato, credo.
      E la letteratura classica per me è sempre il top!

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  6. Bravissima! Davvero divertente. Gli alunni avranno apprezzato, sono sicura! :)

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    1. Non so, è stata una delle mie prime classi, chissà se si ricordano ancora chi è Achille?

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  7. Davvero bella e divertente! Mi sarebbe piaciuto studiare l'Iliade in questo modo.
    Molto carina anche la parte finale di Criseide e Briseide :)

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    1. Cosa non si fa per evitare i lavori domestici!

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  8. Ah, che ridere! Mi ha fatto sganasciare soprattutto la parte di Ettore che cerca Achille, come se si trovasse a un cocktail dove tutti sono in grande spolvero e rispondono annoiati.

    E povere donne cui toccano sempre i lavori domestici.

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    1. Poverette, già. Sciopero dello spolvero e la guerra sarebbe finita in 10 giorni.

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