venerdì 27 maggio 2016

La forma fragile del silenzio – letture


Ci sono alcuni rari libri in cui si procede a tentoni perché perfettamente riusciti.
Da prof, mi trovo sommersa da proposte di libri su adolescenti, che spesso si confrontano con piccoli o grandi drammi. Tra questi vanno fortissimo le disabilità e le malattie incurabili. Ho imparato a diffidarne. Sono al 90% in bilico tra il didascalico e la ricerca della facile lacrime. Fanciulle di latte inevitabilmente condannate alla morte, parenti disabili, ma tanto dolci. Tutti personaggi che una mia amica definisce "i diversi puliti". Fanno tenerezza (giusto per citare una recente polemica), generano commozione e il pensiero si ferma al "poveretto".

Sapevo che il romanzo di Fabio, che è un amico, sarebbe stato diverso e per questo ne avevo paura. 
È più facile immergersi in una storia che induce al poverinismo, piuttosto che in una che ti fa vivere dall'interno l'inesorabile scivolare dalla normalità alla diversità.
Il protagonista de La forma fragile del silenzio è un sedicenne come tanti. Genitori separati, un'intelligenza vivace che a scuola scalpita, un gruppo di amici scalcagnati, la passione per la musica. Solo che questo particolare adolescente sta diventando sordo. Una disabilità che non si vede, ma che si insinua a tradimento nella vita, avviluppa e crea una barriera invisibile.
Non ha nulla di didascalico questo romanzo. Siamo lì, nella testa del protagonista e seguiamo i suoi pensieri guizzanti, pieni di malinconia e quasi privi di rabbia. Fabio ha la capacità di cristallizzare gli attimi in una frase. Frammenti che sono taglienti come lame, nel trasmettere il disagio composto di questo ragazzo che, mentre affonda, non può fare a meno di continuare a prendersi cura degli altri più che di se stesso.
In questo sta anche l'altra differenza tra questo libro e i molti che mi vengono proposti, che poi è la differenza tra la narrativa e la letteratura. Il linguaggio.
Gli autori che scrivono di adolescenti per adolescenti addomesticano il linguaggio, in un'ansia di comprensibilità che troppo spesso annulla l'eleganza.
Fabio dà voce a un ragazzo di ampia cultura letteraria e musicale. Ne segue i pensieri senza piegarsi alle leggi della comprensibilità. Non ha paura della raffinatezza. Di mescolare l'aulico al gergale. Non ha l'esigenza pressante di far capire che parliamo dell'oggi, inserendo telefonini e linguaggio da sms. Ne risulta una prosa sincopata, non semplice, ma dal raro potere evocativo.

Ho fatto fatica a leggere questo libro, ci ho messo molto tempo nonostante le 151 pagine nette, per motivi opposti a quelli per cui di solito si fa fatica a leggere un libro.
La tematica mi è vicina, troppo, e leggere di questa particolare sofferenza in modo così vivido è stato a tratti quasi troppo. Ho dovuto interrompermi per il magone.
Non induce al poverinismo, fa toccare con mano il coraggio di chi quel coraggio non vorrebbe averne, di chi è costretto suo malgrado a vivere la normalità con eroismo ed è insieme un inno all'adolescenza e alla musica.
Per una volta, la copertina è perfetta. 
Guardate l'immagina sfocata nel tramonto di un ragazzo con la sua chitarra, in mezzo al deserto. È esattamente la sensazione che trasmette il romanzo. L'ostinazione e il coraggio ad attraversare quel deserto, con la chitarra in spalla, nonostante tutto. Un deserto non voluto, non cercato, che amici e parenti fanno di tutto per eliminare, riuscendoci però solo in parte.

La forma fragile del silenzio è un libro da leggere prendendosi il proprio tempo, a piccole dosi, senza aspettarsi la faciloneria che hanno troppi romanzi che parlano di adolescenti.
Non è fatto per il rapido consumo, ma per insinuarsi in permanenza nell'immaginario del lettore.

8 commenti:

  1. Devo ammettere che il titolo è bellissimo e già solo per quello mi viene voglia di leggerlo. Anche la tematica mi attrae parecchio e concordo con te, la cover è davvero azzeccata.
    Cercavo la tua mail e ho trovato un bel libro da leggere.

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    1. Il libro merita proprio.
      Non c'è un indirizzo mail qui sul sito, se vuoi possiamo sentirci via fb, con un messaggio al mio account (Antonella Mecenero).

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  2. Che bella questa tua analisi! Sei riuscita a incuriosirmi e sto andando a cercare il libro.

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    1. Bene! Spero proprio che ti piaccia.

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  3. I miei più lieti complimenti a questa analisi

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  4. Capisco quanto debba essere toccante per te questo argomento e sono davvero curiosa di leggere questo libro. Un giorno, quando avrò finito quelli che DEVO e soprattutto ti avrò restituito un po' di quelli che già mi hai prestato...

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