martedì 13 febbraio 2018

Gotico milanese


Succede, raramente, come un mistico allineamento di pianeti, ma succede.
Si sta tutti bene. Il nido è aperto, ma i grandi possono invece stare a casa.
E se poi la cosa capita in un carnevale che è a ridosso di San Valentino cosa si può fare, se non scappare?
Scappare il più lontano possibile, perché essere famiglia è bellissimo, ma a volte non è male neppure essere solo coppia, solo in due e coccolarsi un po'.
E se si è campagnoli come noi, fuga in due non può che voler dire città, con quel suo fascino esclusivo di musei/mostre/negozi/ristoranti, in cui inebriarsi una volta ogni tanti. Perché persino lo smog, se respirato 3/4 volte l'anno, ha un altro profumo.
E allora via.
Il piano originale era di andare a Torino, ma poi a Torino la mostra che volevamo vedere (i samurai al MAO) era chiusa e Torino è a quasi due ore, Milano a 45 minuti e la nostra libera uscita limitata. E poi c'era stato il post di Sandra, giusto qualche giorno fa, che mi aveva lasciato un retrogusto di desiderio milanese.

Ci ha accolto una Milano nebbiosa, gotica già dalla periferia. Una Milano di rito diverso, dove il carnevale non è ancora scoppiato, in una giornata lavorativa in cui il freddo inibisce i pochi turisti.
Ci siamo trovati in piazza Duomo senza averlo progettato, che ultimamente si va per lo più sui navigli ed eccolo lì, davanti a noi, grigio, imponente e gotico. E perché no? Perché non buttarci sul Duomo? Perché non lo facciamo mai? Perché lo abbiamo visitato in qualche gita scolastica di un'infanzia ormai lontana? Perché siccome siamo italiani snobbiamo sempre le cose vicine, le mostre di Palazzo Reale su qualche artista esotico sì e il museo del Duomo no? Su questo probabilmente, ci sarà da scrivere più avanti. Perché no, sopratutto, visto che non c'è coda alcuna, nonostante i controlli estenuanti? Certo, fa freddo, e non ci sarà una gran vista lassù, ma è il gotico che vogliamo, no? E cosa c'è di più gotico di una cattedrale gotica in una giornata grigia?

E allora eccoci, come turisti giapponesi, entusiasti a salire i duecento e più gradini per salire sul tetto e scoprire nuove e strane prospettive cittadine.
Santi vecchi di secoli guardano un po' perplessi i nuovi quartieri, con la supponenza di chi sa di essere destinato a durare, mentre il nuovo, chissà...
E intanto noi ci inventiamo le nostre storie in testa. Immaginiamo gli scultori tutti contenti per la commissione, salvo poi scoprire che il loro santo sommitale, in cima a una guglia, nessuno lo guarderà mai.
E i portatori di santi? Insomma, qualcuno li avrà ben istallati lassù? Il portatore di santo su guglia diventa rapidamente nella mia testa uno dei mestieri peggiori della storia. Chissà, magari ci scriverò anche un giallo. Intanto mi chiedo se "tirar giù tutti i santi" per loro non fosse diventato qualcosa di più letterale o se il modo di dire non venga proprio da un operaio tardomedioevale scocciato che inizia a buttar giù statue di santi, imprecando...

E poi veloci, che il tempo passa e la libera uscita finisce, verso il museo del Duomo, con le sue strane ombre e i suoi inquietanti abitanti
Sembrano mordaci, chissà se sono contenti della loro nuova sistemazione? Se si animano di notte?

Noi, da bravi turisti giapponesi, abbiamo giusto il tempo di un ultimo selfie, di un pranzo più romantico e chic del solito sopra la Rinascente (dove per altro incontriamo una vicina di casa, che noi paesani siamo tutti uguali), prima di tornare, ben carichi di storie e suggestioni. A futura memoria di tutte le volte che si dice "ma sì, tanto ci sono già stato, tanto è sempre qui..."

13 commenti:

  1. Come non apprezzare questo post e ringraziarti per aver colto la mia suggestione gotica? Però mi è rimasta la curiosità sul luogo del pranzo. Ieri poi verso sera è salita un'aria gelida che mamma mia, ma credo che voi foste già di ritorno. E tu pensa che noi domenica tornando dal mare abbiamo detto, dai, prossima gita torniamo sul lago d'Orta, che caso. Grazie!

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  2. Aspetta, avete pranzato sopra la Rinascente, la frase mi aveva fatto capire che di solito mangiate alla Rinascente e ieri altrove, poi rileggendo mi sono resa conto che quel DEL SOLITO era riferito al solito pranzo a casa/lavoro. Sì, bellissimo quel ristorante, poi una vista spettacolare.

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  3. Il museo del Duomo è bellissimo, e davvero un posto ideale per ambientarvi una storia gialla, magari notturna. A parte i doccioni a forma di drago, hai visto anche quei bellissimi angeli dal sorriso misterioso? E Sant'Agnese con i biscioni viscontei? E la croce di Ariberto d'Intimiano? Che meraviglia! Quasi quasi ci farò un post. :) Avete fatto comunque bene a prendervi i vostri spazi.

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    1. Noi abbiamo immaginato gli scultori che davano alla santa il volto della mamma per farla contenta, che tanto poi la statua finiva sulla guglia e nessuno la vedeva...

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  4. una "fuga" di coppia ogni tanto è indispensabile

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  5. Milano è sempre Milano. Mamma che voglia d'andarci. Avete fatto bene, bisogna approfittare di momenti così. Finalmente vi si vede e quanto state bene. Fa bene vedere una bella coppia. Foto da incorniciare.

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  6. Eh sì tanto è sempre qui, prima o poi ci andrò...verissimo! Sono andata a Milano moltissime volte, ma non sono mai salita sul duomo. Mi hai fatto venir voglia di gotico milanese :)

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    1. Ne vale la pena, più di quanto pensassi.

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  7. Sai che ti dico: avete fatto una cosa fantastica, tu e tuo marito. Quando vedi impossibili certe iniziative, il solo incastrare tempi e modalità per riuscire a realizzarle è un successo incredibile. E tutto diventa straordinario: gite, ma anche solo passeggiate o una cena a lume di candela.
    Sapessi... soltanto adesso io e mio marito stiamo tornando “fidanzati”, con cinema e qualche aperitivo DA SOLI.
    E poi c’è sempre tanto da vedere e visitare!

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    1. E poi il fatto di avere degli orari di ritorno fissati e inderogabili fa tornare un po' adolescenti e ci si gode tutto di più.

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