lunedì 29 ottobre 2018

Colazione da Tiffany – Piovono Libri


Il gruppo di lettura, questa volta, ci ha portati a Colazione da Tiffany di Capote.

La riunione si è svolta venerdì sera, e il venerdì, con l'acquaticità, per me è una giornata campale, quindi mi sono persa la location vercellese della riunione, da cui mi è giunta comunque questa splendida fotografia e metà della discussione, dato che, nonostante la diretta fb, a un certo punto sono crollata.
Grazie, davvero grazie, a tutti coloro che ogni volta si adoperano per farmi sentire parte del gruppo nonostante le difficoltà logistiche.

Di Colazione da Tiffany tutti, bene o male, ricordiamo il film, pochi hanno davvero letto il cortissimo romanzo da cui è tratto, che ha tutt'altro sapore, oltre che una conclusione ben diversa.

Nel pieno della seconda guerra mondiale, Holly è una bellissima e giovanissima ragazza che si aggira per la New York che conta, alla ricerca di un marito (o al peggio anche un amante) ricco che posso mantenerla. Nel mentre si presta ad "accompagnare" ricchi signori o a far "compagnia" a carcerati di dubbia fama.
Proveniente da un passato poverissimo e squallido, con tanto di matrimonio quad'era poco più che bambina, Holly mi è sembrata una sorta di Ruby Rubacuori degli anni '40 a dimostrazione che i ricchi di ogni tempo finiscono per circondarsi di splendide ragazze disperate a cui dimenticano di chiedere l'età.
Agli occhi del narratore/vicino di casa, Holly è uno strano misto di ingenuità e cinismo, determinata a raggiungere il proprio risultato, del tutto incapace di calcolare i rischi a cui si espone e con troppa poco autostima per impegnarsi davvero in quella carriera cinematografica che forse potrebbe svoltarle la vita.
Holly risulta irritante e allo stesso tempo non si può temere per lei, che sembra viaggiare a grande velocità non certo verso un lieto fine, ma verso la tragedia. Il tono, però, rimane comunque leggero e, così come lo squallore della vita di Holly è accennato e mai mostrato, così il finale lascia aperta ogni possibilità, anche la speranza.

Mi ha colpito molto lo sguardo dell'autore, cinico e gentile allo stesso tempo. Cinico, perché ci mostra una società, nel pieno della seconda guerra mondiale, il cui unico interesse è quello di sistemarsi economicamente. A quello mirano Holly e la sua amica, ma anche il narratore, interessato a far carriera con la scrittura e a ben poco altro. Gentile, perché non c'è alcun giudizio morale, anzi, una certa indulgente simpatia per tutti, persino per gli "uomini vermi" di Holly. Non saprei dire se questo mi sia piaciuto del tutto, ma di certo è l'aspetto che più mi ha colpito.
Non è piaciuto per niente a un'altra lettrice, invece, che ci ha visto una sorta di apologia a un mondo maschile che vede la donna solo come un oggettino grazioso.
Non credo di essere del tutto d'accordo con lei, perché trovo Holly un personaggio descritto con rispetto. La cosa squallida, credo, è trovare le stesse dinamiche, le stesse ragazzine perdute nell'Italia di oggi.

Cosa rimane quindi di questo romanzo nel film che conosciamo tutti? In apparenza poco. Holly ha un altro aspetto, un'altra età, un'altra psicologia rispetto al personaggio del libro. Nella pellicola si viaggia diretti verso un consolate lieto fine. Eppure anche la pellicola non rinuncia al sottotesto, a una Holly che è stata una sposa bambina, in fuga da se stessa e che per mantenersi "intrattiene" gli uomini. Il film devia verso la fiaba. Il racconto no, rimane molto più ancorato a una realtà di infinito squallore sotto la sua patina dorata

6 commenti:

  1. L'ho letto a suo tempo. Il romanzo è Holly Golightly in effetti, più che seguire una trama dipinge un ritratto della donna.

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    1. Sì, è il suo pregio e il suo limite

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  2. Stranamente non ho ho visto il film, ma avevo letto il libro. Tra l'altro Capote scrivendolo aveva in mente Marilyn Monroe come personaggio ideale per la parte di Holly e ci era rimasto male quando era stata scelta la Hepburn. Che però con quel film è diventata un'icona.

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    1. Leggendo il libro è quasi impossibile non pensare a Marilyn Monroe. Il film, però, è un'altra cosa e calza a pennello alla Hepburn

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  3. Ho visto il film ma non ho letto il libro, la tua descrizione mi incuriosisce e mi invoglia a leggerlo. La descrizione della società americana e della vita di Holly che cerca un uomo da cui farsi mantenere ricorda molto l'atteggiamento avvilente di alcune ragazze di oggi.

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    1. Il libro è cortissimo, si legge in una sera.
      Quanto alla considerazione, sì. La cosa triste è che Holly non ha altra scelta e che a nessuno o quasi degli uomini che le girano intorno viene da chiedersi perché si comporti così, da dove venga e cosa abbia patito.

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