lunedì 30 marzo 2015

Vita da giallista


Finalmente si torna a scrivere gialli!
Negli ultimi mesi, come sapete, sono stata lontana dalla scrittura e, quel poco tempo che ho avuto da dedicarle, l'ho usato per cimentarmi con altri generi.
Prima di Natale ho scritto un apocrifo sherlockiano dai toni non del tutto gialli (quelle di Sherlock Holmes sono spesso più propriamente "avventure", piuttosto che gialli classici). Poi è stata la volta di Prima che venga il gelo. C'è stato il tentativo di cimentarmi nel rosa in costume (per il momento sospeso) e infine un altro racconto fantastico per un concorso a cui sono particolarmente affezionata. Adesso, però, il colore prevalente nel giardino è quello dei fiori che vedete in foto. E quindi non resta che immergersi di nuovo in un fantastico mondo a base di sangue e delitti!

COME TI SERVO IL MORTO
C'è una puntata della mia serie preferita, Sherlock, la seconda puntata della terza stagione, in cui il protagonista si trova a dover ragionare ad alta voce a un matrimonio. Sa che ci sarà un delitto, ma non chi sarà la vittima né quali potranno essere le modalità. Quindi inizia ad elencare i modi in cui lui ucciderebbe le varie persone presenti, ammettendo che, come esercizio, lui immagina spesso come ammazzare il propri amici. L'effetto è, ovviamente, un poco inquietante.
Eppure non sono così diversa. Un delitto, secondo me, deve essere fattibile, plausibile in quel dato luogo e tempo. E quindi, sì, come ammazzerei una persona in modo pratico ed efficace?
In Avventura a Parigi l'arma del delitto è qualcosa che è presente nel mio salotto, cosa che, a lettura ultimata, ha inquietato più di un famigliare. 
Sono molto affezionata a mia suocera e non le farei mai del male, però l'ho uccisa. O, meglio, ho immaginato un personaggio con la sua stessa grave allergia e ho pensato a come farlo fuori facendo passare il tutto per un incidente.
In effetti "come ammazzerei la persona x?" è un interrogativo piuttosto importante per una giallista!
Marito e amici, per fortuna, si sono abituati a questo mio passatempo. In quanto farmacista, mio marito è consulente in veleni, mentre gli amici sono una riserva inesauribile di creatività. Ormai sono rassegnati al fatto che ogni tanto giunge loro un messaggino che recita "come la ammazzo una persona che...". Nessuno di loro, per il momento, mi ha denunciato.
E sì, come prof, suppongo che non sia un caso il fatto che un certo quantitativo di vittime sia composto da studenti...

LETTURE ISTRUTTIVE
Nella mia postazione di lavoro sono sempre presenti due libri. Uno dei manuali di antropologia fisica su cui ho studiato all'università, con il capitolo riguardante l'antropologia forense e La gestione della scena del crimine un testo scritto da poliziotti e carabinieri e su cui mi interrogo da tempo perché non vedo a chi, se non ai giallisti, possa interessare...
Larve, tempi di decomposizione e amenità varie non hanno più segreti. Però a volte i sacri testi non bastano.
Ogni tanto quasi mi aspetto una telefonata da parte dei carabinieri. Come quella volta in cui ho scaricato un manuale in PDF con tutte le istruzioni per scassinare una serratura. Certo, nell'introduzione si diceva che scassinare delle serrature (ovviamente) acquistate appositamente può essere un hobby come un altro, però... (Sia agli atti che mi sono limitata alla teoria, ho già problemi a relazionarmi con la porta di casa mia munita di apposita chiave...)
Per non parlare di quando ho scoperto che fior fiore di sette sataniche hanno un loro seriosissimo sito internet! Ricordo che ce n'era uno che tentava di convincermi che era tutto un fraintendimento, in realtà "Satana" era il buono (ma dotato, suppongo, di un ufficio stampa davvero pessimo). La cosa buffa è stata che di un pomeriggio intero passato a leggere i siti delle più improbabili sette ne La roccia nel cuore sono rimaste due righe in una battuta del ligissimo padre Marco!
Le ultime sere le ho passate invece a cercare di scoprire se si possa uccidere una persona con una fionda (la risposta è sì, meglio se con una fionda compound fatta in casa, e è attestato almeno un fatto di cronaca in cui a un tizio il vicino ha sfondato la mascella con un colpo di fionda).
Sono convinta che prima o poi mi troverò i carabinieri in casa a chiedermi conto di certe letture fatte in internet. Me ne ricordo sempre quando sto descrivere un carabiniere o un poliziotto come un idiota e finisce sempre che addolcisco un po' i toni...

DEFORMAZIONE PROFESSIONALE
– Prof! Non ne posso più! Posso buttare giù dalla finestra x, così lo ammazzo?
E il mio istinto è controllare il salto e rispondere:
– Guarda che così al massimo si rompe le gambe. E poi testimonia...
O, peggio, l'amico che si sfoga:
– Il capo non lo sopporto più! Vorrei ammazzarlo!
– Vuoi parlarmene?
Devo sempre ricordarmi che io ho ben chiaro il confine tra realtà e fantasia, ma magari il mio interlocutore no.
Perché poi, dopo aver passato la giornata a progettare omicidi, torno a casa, scopro che il gatto ha combinato uno dei suoi disastri e non sono in grado neppure di sgridarlo.
Nella vita reale sono contraria alla guerra, alla circolazione delle armi, alla pena di morte e odio litigare. È solo in letteratura, che, a un ritmo di 5/6 delitti descritti all'anno, sono ormai una serial killer...

L'ANGOLO DELLO PSICANALISTA
Sopratutto nelle prime storie gialle, l'acqua era estremamente presente.
In ben tre racconti, Avventura a Parigi, Certe Mattine e l'inedito Il caso del detective smemorato i cadaveri vengono ritrovati in acqua, due in un fiume e uno in un lago. In due casi un personaggio vene gettato in un fiume come morto, ma si salva e in un altro c'è un tentativo (sventato) di suicidio per annegamento.
In un racconto la storia inizia quando l'investigatore viene chiamato a indagare su una misteriosa serie di presunti suicidi, e in due casi su tre la causa della morte era l'annegamento.
Cosa mai vorrà dire?

Anche se non scrivete gialli, vi siete mai trovati a fare ricerche imbarazzanti per i vostri scritti? O a uscirvene con un'affermazione inopportuna perché stavate pensando alla vostra storia?

23 commenti:

  1. Ahahaha, molto divertente. Non posso rispondere affermativamente alla tua domanda, sai sono sempre quella dei rosa, però pensavo al romanzo di Brunella Gasperini A scuola si muore (devi ovviamente leggerlo) uscì a puntate su una rivista e venne indetto un concorso, chi avrebbe indovinato l'assassino avrebbe vinto l'arma del delitto d'oro. Peccato che la vittima era stata strangolata e il premio fu una racappricciante scultura di due mani intrecciate in oro. Bacio Sandra

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    1. L'arma del delitto in oro è di raro pessimo gusto! Hai vinto tu?

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    2. No, ho letto il libro ben dopo che il concorso fu pubblicato e scovato l'aneddoto non ricordo dove, non indovinai neppure l'assassino, l'intreccio era molto ben congegnato. La morta si chiama come me.

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  2. Ho gustato questo post dall'inizio alla fine, ma ci sono due chicche che lo rendono davvero splendido.
    La prima è l'episodio del matrimonio in Sherlock, che è imbattibile, non solo per l'idea originale degli sceneggiatori (che sono bravissimi) ma anche per le facce degli invitati che non sanno come reagire e sono troppo "british" per interrompere il discorso.
    La seconda chicca è l'angolo dello psicanalista, vuoi sapere perché i tuoi morti ammazzati sono in acqua? Sei sicura di volerlo sapere? Va beh, se sei proprio sicura...
    In psicanalisi l'acqua è il simbolo della madre, per esempio se sogni di nuotare o di essere sott'acqua significa che desideri rintanarti nel nido sicuro della placenta materna in cui ti trovavi prima di nascere. Quindi, a meno che tu abbia questioni in sospeso mai elaborate nei confronti della tua famiglia, far finire i morti in acqua potrebbe essere un tuo modo inconscio di far trovare loro la pace eterna, protetti dalle brutture del mondo.
    Non è male dai... forse non sei cattiva fino in fondo... ne sarà felice tua suocera ;)

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    1. Ah, ok, la mia autodiagnosi era più o meno la stessa, anche perché quelli che finiscono in acqua sono di solito delle brave persone o, comunque, non esseri orribili. Quelli fanno una brutta fine in altro modo (non credo di avere questioni in sospeso con la mia famiglia e cerco di non pensare troppo a loro quando devo inventare una vittima...)
      PS: adoro Sherlock! Quell'episodio non mi ha esaltato (troppo poco giallo), ma il momento del discorso è stata fenomenale.

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  3. Gran bel post :)
    Io ho all'attivo un avvelenamento, un morto di mafia (una pallottola non ha mai fatto male a nessuno ;) ) e un rapimento. Questo per quanto riguarda il penale.
    Per il resto ammazzo i miei personaggi a colpi di malattie rare e strane combinazioni mediche, per le quali tra un po' potrei avere un paio di specializzazioni honoris causa. Infine ho in progetto un omicidio-suicidio molto "cerebrale", per il quale nessuno andrà in galera.
    Ah, dimenticavo: non condivido i miei metodi confrontandomi con amici e parenti. Potrebbe pur sempre tornare utile, tutto questo studio.

    Meglio che la psicologa non si interessi al mio caso! :-P

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    1. Sembriamo a un gruppo di auto aiuto per serial killer! Anch'io ho a che fare in un racconto con una strana malattia genetica di cui ho letto, ma, mannaggia, ho scordato il nome (però non ammazza il protagonista). Insomma, le disgrazie non si esauriscono con gli ammazzamenti. Nelle mie storie si può morire e/o soffrire in molti altri modi...

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  4. Mi sono cimentato in due soli tentativi di scrivere racconti gialli e tanto per complicarmi la vita (come se di suo fosse facile scrivere un giallo) mi sono dato un limite di 10000 battute. Ho partorito un raccontino simpatico ma la cui logica è stata (giustamente) distrutta da un lettore attento. Sul secondo sto ancora lavorando ma proseguendo continuo a trovare incongruenze e forzature nel mio ragionamento iniziale. Si vede che non mi impegno abbastanza per ammazzare la gente, e dire che ne avrei di moventi... Devo applicarmi di più :p

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    1. 10000 battute non è un po' pochino per un giallo? Io vado da un minimo di 30000 a un massimo di 60000 per i racconti: la morte vuole un suo spazio...

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    2. Lo penso anch'io, infatti era una sfida ;)

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  5. Ahahahahah, questo post è spassosissimo, ma anche estremamente serio, almeno per quanto riguarda la nostra fedina penale, eheh.

    Quando faccio le ricerche per i miei romanzi sul web, ogni tanto anch'io mi pongo del problemi... ultimamente ho visitato tantissimi siti di cultura araba, e non vorrei essere scambiata per una terrorista. Anch'io ho visitato siti inquietanti inerenti ai demoni, perché ce ne sarà uno, anzi più di uno, nella mia storia dei crociati, quindi ho dovuto informarmi per non scrivere delle castronate. Comunque ti dirò, non ero a mio agio per niente.

    Di morti ammazzati in modo machiavellico ce ne sono almeno un paio, al momento. Per il resto, visto che ci troviamo nel 1100, la morte violenta era all'ordine del giorno.

    Domande imbarazzanti sul modo di far morire la gente di solito no. La più imbarazzante in assoluto (per me) è stata: "Ma nel Medioevo si usavano le mutande?"

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    1. Vedo che mi capisci! Anch'io ero imbarazzatissima nel consultare certi siti. O meglio, mi sarei fatta grasse risate se a)non ci fosse gente genuinamente convinta di poter comunicare con Demonio b)non avessi corso il rischio di essere presa per uno di loro!

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  6. Sì, a me è successo.
    Quando ho iniziato a lavorare al mio romanzo, ho fatto diverse ricerche anche su argomenti che non ho ancora avuto modo di affrontare, ma che probabilmente entreranno nella storia, seppur in punta di piedi.
    Dopo un mesetto, nella cronologia di Google avevo:
    - conseguenze psicologiche dello stupro
    - effetto dell'eroina, cocaina, droghe sintetiche varie
    - centri di recupero per tossicodipendenti
    - ferita di abbandono nei bambini
    - legami caratterizzati da dipendenza psicologica
    Il problema? Anche se facevo le ricerche dallo smartphone o dal pc di casa, ero loggata con il mio account Google, quindi la cronologia risultava visibile anche dal pc dell'ufficio. Ho fatto una bella pulizia e da allora per le ricerche scabrose uso la navigazione anonima.

    A proposito di ricerche : io a volte rabbrividisco guardando le statistiche di blogger. C'è gente che cerca cose assurde, e mi domando come faccia a finire da me. Ieri ne ho avuta una agghiacciante, che non ripeto perché non vorrei contribuisse a indicizzarti. Ti dico solo che ci sono di mezzo gli animali e i manga! :-D

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    1. Be', se cerchi anche "centri di recupero" vuol dire che ne stai uscendo!
      Per fortuna non ho un pc di lavoro, se no chissà cosa uscirebbe dalla cronologia...
      PS: nel mio blog di solito approda gente fin troppo seria, ma i racconti spinti con animali li hanno cercati anche qui (nessuna pecora verrà costretta a fare cose innominabili nel mio racconto, lo giuro)

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    2. Sarà lo stesso pervertito! :-D
      Comunque questa è la ricerca più curiosa dopo "ossessione dei peli".

      P.S. Io lavoro per l'autostrada e non mi muovo mai dall'ufficio, ma i colleghi che lavorano sul tracciato devono fare il test antidroga o qualcosa del genere, per potersi muovere con le auto di servizio... Quindi non sarebbe una bella pubblicità! :-D

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    3. Figurati per una prof!

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  7. Non mi ero mai domandata quale materiale interessasse a un giallista! Mi è capitato di chiedere cose strane, ma meno inquietanti. Oggi pomeriggio, per esempio, mentre scendevo le scale di casa ho chiesto urbi et orbi se le capre da lana si tosano una o due volter l'anno. Beh, così senza contesto ha fatto il suo effetto. ;) (Bel periodo per i narcisi!)

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    1. Sulle capre ti posso dire che alcune non si tosano ma si pettinano (ad avere un marito che si nutre di documentari naturalistici ci si riempie di strane nozioni).
      E i narcisi sì, sono splendidi. È buffo come passi dal progettare omicidi al fotografare fiori. Oggi in pausa pranzo sono andata a fare una passeggiata e le due cose di sono sovrapposte perfettamente. La donna che fotografa i fiori perché le spiace coglierli che nel mentre progetta ammazzamenti a tutto spiano!

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    2. Come ti capisco! Oggi ho raccolto un ciclamino dal mio giardino per metterlo in un micro-vasetto sul tavolo da pranzo, ma ci ho messo tanto tempo a decidermi che forse faccio meglio a usare i fiori finti (già lo faccio, tra l'altro). Fiori e cadaveri, vita e morte... mi sembra che per te l'equilibrio ci sia!

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    3. ...e grazie delle notizie sulle capre. Mi sto documentando.

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    4. Puoi fare come me: riempirti la casa solo di piante perenni fino a trasformare il salotto in una piccola selva!

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  8. Questo da me non te lo aspetti, ma ai tempi del liceo io e la mia più cara amica partecipammo ad un concorso (vedi, la mia fissa per i concorsi letterari parte da lontano!) per racconti da brivido, scrivendo una storia che si chiamava "Nel cuore della notte". Erano i tempi in cui andavo in brodo di giuggiole con i film di Dario Argento (nonostante le apparenze, ho un passato da amante dell'horror!) e non ti dico il tripudio di morti violente in quel racconto.
    L'assassino maniaco era il nostro prof. di filosofia (che volevamo punire perché era un figo della madonna!) e le vittime i compagni più odiosi, naturalmente.
    Che ricordo fantastico! E poi, pensa, decidemmo di inscenarlo facendone un video con tanto di colonna sonora (anche la mia fissa per il video-editing ha origini lontane!).
    Com'è che da allora i miei gusti sono così cambiati?!

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    1. Tutti gli adolescenti hanno un po' il gusto del macabro. Poi la maggioranza cresce. Qualcuno evidentemente no.

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