venerdì 26 maggio 2017

Effetti collaterali della maternità.


Ultimissimi giorni di maternità. Del resto la pupattola è arrivata in autunno e adesso intorno al paese si taglia già il fieno. Non si può fare un bilancio o un racconto coerente, solo una manciata di flash di vita da mamma.

Branduardi salva la vita
Non so come se la cavino le altre mamme con l'addormentamento. Ho sentito storie da film horror e ho visto neo genitori girare con facce che sembravano uscite da film horror. La pupattola spesso si sveglia in preda alla fame. Il terrore dell'inedia la perseguita ed è l'unica cosa che la spaventi. Quando dormirebbe beata o suonano tutti gli allarmi del vicinato o i cani decidono di cantare serenate alla luna. Insomma, anche per me le canoniche otto ore di sonno sono un po' una reliquia del passato. Sei mi sembrano già un traguardo ragguardevole di cui godere.
Tuttavia, rispetto ad altri bimbi, la pupattola dorme. Serena, nel suo lettino. 21.30, 22 solo in casi eccezionali e già ronfa. Merito mio? Tutt'altro.
Ora, dubito che il maestro Branduardi legga il mio blog, ma, se sì, lo dico a chiare lettere avrà la mia sempiterna gratitudine. Non so se sia corretto elogiare una canzone perché "fa dormire", ma io a La fiera dell'est farei un monumento. Un'enorme statura con tutto, Angelo della morte, toro, macellaio, bastone, fuoco, cane, gatto e topolino. Una Fiera dell'est e un Il signore di Beaux e la pupattola dorme. Grande panico la sera in cui il lettore cd si è guastato e anche internet non andava. Ora abbiamo uno stereo in prestito che sta erodendo pian piano il cd. Credo di averlo acquistato in offerta per pochi euro e dubito di aver mai fatto in vita mia un affare migliore.
Mio marito ha solo un dubbio. Non è che un domani, quando la pupattola guiderà, per caso una di queste canzoni verrà passata per radio causandole un colpo di sonno al volante?

Con la pioggia vai di lirica
Né io né il marito siamo teledipendenti. Però amiamo guardare film e documentari senza interruzioni pubblicitarie e nei tempi precedenti all'avvento di Netflix per questo ci abbonammo a Sky. Sia sempre lode, dopo a Branduardi, al canale 138, Classica, di cui ignoravo persino l'esistenza.
Com'è cambiata la mia vita da mamma? La mia cultura in fatto di musica classica e di lirica in particolare è aumentata in modo esponenziale.
Non so se sia una prerogativa di tutti i pupattoli o sia la mia in particolare, ma non c'è quasi disperazione, giornata uggiosa, attacco di noia o malessere lieve che un'opera lirica non possa curare. Alcune arie la ipnotizzano del tutto, come i serpenti col flauto, per lo più però continua i suoi giochi, ma più tranquilla, fermandosi di tanto in tanto ad ascoltare. Preferisce i compositori dalla metà ottocento in poi e al momento la sua opera preferita è la Carmen di Bizet.
Ho ascoltato in questi mesi, tra le altre: L'elisir d'amore, Le nozze di Figaro, Così fan Tutte, Don Carlos, Aida, Ballo in maschera, Flauto magico, Madama Butterfly, Tosca, Boheme, I maestri cantori di Nodimberga, più tutta una serie di spezzoni e di improbabili cose cantate in russo che sono gravate su di noi come una maledizione (guai a girare o a spegnere...).
Ho visto ogni sorta di improbabile adattamento. Ora, io mi chiedo, sono d'accordo che un cantante va scelto per la voce, ma un minimo, dicasi un minimo, di fisico del ruolo? Aida è una schiava per cui il probabile futuro faraone si rovina la vita, può essere vicina ai cinquanta con nasone che altro che Cleopatra? Un eroe combattente può essere praticamente sferico? Per non parlare di certi adattamenti. Non so il titolo di un'opera credo cecoslovacca che in teoria, secondo la tramina che il canale elargisce all'inizio di ogni atto, doveva essere una storia mitologica e che si è trasformata in una torbida vicenda di pedofilia ambientata in un orfanatrofio (decisamente non adatta ai minori)... E un Giulio Cesare  trasformato in un improbabile dramma lesbo con un Cesare donna... Perché?

Per chi sveglia la pupa dalla nanna la pena di morte
La nanna è una cosa a cui le mamme tengono molto. Per due motivi. Perché è l'unico momento della giornata per fare tutto, compreso aggiornare il blog e perché la nanna interrotta causa cattivo umore e irritabilità (e quindi condanna a ore di lirica). 
Ebbene, ci sono due possibilità.
La nanna avviene in casa. Allora arriva il corriere, il testimone di Geova e l'omino che vende scope porta a porta che non si è visto per dieci anni e ora suona ogni due giorni. Parte l'allarme del vicino, ti suona il telefono perché vogliono offrirti mirabolanti promozioni in cui se ti abboni a internet ti regalano in caffé e sei una brutta persona se dici no. I cani prendono ad abbaiare in coro e i tuoi elettrodomestici iniziano a fare i più improbabili rumori anche se sono spenti.
La nanna avviene fuori casa, sul passeggino. Incontri un passante che ti saluta urlando. Incontri un passante che vuole a tutti i costi salutare la bambina e non importa se sta dormendo. Passi davanti a un molosso che prende ad abbaiare selvaggiamente. Passi davanti a un gallo con problemi di orologio interiore che decide che l'alba è adesso (ah, la vita di campagna). Arriva la moto da cross rombando. Passano gli invitati a un matrimonio suonando in allegria il clacson. Passi davanti a una casa in cui abita uno studente di di tromba o batteria che inizia ad esercitarsi in quel momento.

La pupattola ha una vita sociale più intensa della mia
La conoscono tutti. Lei ha questa capacità di sorridere facendoti sentire la persona più importante e felice dell'universo. La ruffianona lo fa con chiunque abbia un minimo di confidenza, ma ci cascano tutti. In paese la chiamano "la bimba felice" e tutti, ma proprio tutti, si fermano a salutarla, a chiedermi come sta. Mi fermano preoccupati se mi vedono da sola paventando un malanno  (invece di solito in questi casi sono in giro per commissioni). Tutte queste persone sanno come si chiama la pupa. Non so se sappiano come mi chiamo io. Di certo io non ho idea di chi sia la maggior parte di loro.

Da grande farà l'addestratrice di leoni
"Da grande farà.." è un gioco che diverte molto gli adulti, deliziati all'idea di fare previsioni basate sulle supposte doti degli infanti, sapendo che ci vorranno almeno vent'anni per vedere se saranno realizzate. Di solito si scelgono professioni gentili per le bambine, la ballerina, la maestra, la cantante e ben remunerate per i maschietti, l'inventore, l'ingegnere o il calciatore. Queste previsioni non costano nulla e ciascuno cerca di vedere nel pupo ciò che i genitore desiderano per lui, sapendo che sarà poi la vita a smentirli. La pupattola mette d'accordo tutti. Sarà cacciatrice o addestratrice di leoni.  Nessuno l'ha mai vista spaventata, si avventa su qualsiasi bestia dotato di pelo con grida gioiose che fanno scappare qualsiasi animale dotato di buon senso (compresa una povera leonessa al parco zoologico) e ha una spiccata propensione all'esplorazione. Da grande cacciatrice o addestratrice di leoni...

Il reparto trame della mia mente si è ammutinato
L'ultimo effetto collaterale, in ordine di tempo, è piuttosto particolare. Ho sempre pensato che per pensare a un racconto, per non dire un romanzo, sia necessario un minimo di tempo libero da altri pensieri. Un minimo sindacale fatto anche di poche decine di minuti, ma non interrotto da continue preoccupazione pratiche del tipo "sta per mangiarsi il telecomando!" o "sta per strozzare il gatto", quindi incompatibile con questo momento della mia vita. Pace, pensavo, tornerò a scrivere quando potrò. Poi è successo che mi sia arrivato l'invito a un concorso a tema e io non avessi la più pallida voglia di provarci. Il tema non mi intrigava e comunque non avevo tempo. 
Il reparto trame, che credo stia nelle profondità del mio palazzo mentale, con strani e rumorosi macchinari, non è stato d'accordo. A un certo punto è emerso uno degli gnomi inventori tutto sporco di grasso che ci lavora portandomi il racconto a cui io non avevo pensato. Già pronto, parola per parola. Non ho avuto scelta e lo sto finendo in questi giorni. Non avendolo pensato in maniera cosciente ho questa strana sensazione di scriverlo sotto dettatura. Di solito apro il file e devo rileggere quanto scritto, raccogliere le idee, pensare a cosa viene dopo e a come dirlo. In questo strano caso no. Inizio da dove mi ero interrotta e vado avanti, così il lavoro procede anche a due righe per volta.
La cosa davvero davvero inquietante, però, è che questo racconto, che parla dell'uomo e della felicità, arriva a delle conclusioni che non sono del tutto certa di condividere...

12 commenti:

  1. Branduardi va già bene: il bimbo di una mia amica si addormenta con Gigi D'Alessio...

    Quanto alle trame, sono in una fase di sovraccarico mentale, con tutti i nuovi lavori che devono partire (in parte anche grazie ai tuoi suggerimenti). Dal primo giugno mi organizzerò. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io dico sempre che mi organizzerò dal primo del mese successivo... Sig...

      Elimina
  2. Voglio assolutamente disegnare la statua per Branduardi!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono sicura verrebbe bellissima!

      Elimina
  3. La cantavo anch'io "Alla fiera dell'est".È confermato, funziona.:)
    Pure leggere con tono molto flemmatico. Spesso funzionava più con me, quasi dovevo incollare gli occhi per star sveglia. Per fortuna, hanno sempre dormito la notte, al limite i primi tempi con le canoniche tre ore. Per fortuna non lavoravo e andavo a dormire in orari strani. Sono passaggi necessari e al pensarci erano momenti faticosi,ma teneri e intimi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nei primi mesi io aspettavo il biberon delle 2 e mio marito le dava poi quello delle 6. Ho visto ogni sorta di improbabile documentario...

      Elimina
  4. Che bello leggere le tue avventure di mamma, mi fanno tornare indietro nel tempo, mio figlio si addormentava in braccio a tutti fuorché con me. Io gli sorridevo e lui spalancava gli occhi con entusiasmo e ciao ciao sonno. Bella l'idea dell'opera!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ogni tanto lei sembra già cotta e appena la testolina tocca il cuscino ciao ciao sonno, eccola pronta ad altre due ore di gioco...

      Elimina
  5. La mia già da pupattola aveva gusti meno raffinati. Una volta provai a cantarle la classica ninna nanna (ma forse ero stonato io eh, bisogna concederglielo) e lei piangeva di più. Allora - come ti avevo già detto in un altro commento - ho cominciato a cantarle canzoni dei Cure, o dei Nirvana o dei Bush: le piacevano.
    Un'altra volta in un centro commerciale si era stufata, smaniava e benché mandassi la carrozzina avanti e indietro lei piagnucolava ed era nervosa. Sono dovuto entrare in un negozio tipo Trony per fare un acquisto e c'era una televizione accesa che trasmetteva MTV, in quel momento una canzone dei Depeche Mode. D'istinto mi sono fermato ad ascoltarla (in fondo mi piacciono come band) e dopo pochi secondi mi sono accorto che lei si era calmata e osservava il video con molta attenzione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Invece con disperazione ci siamo accorti che la pupattola non ama i Queen... Noi non siamo melomani, a me l'opera non dispiace, mio marito la sopporta come una condanna, è che se una cosa funziona...Ieri ci siamo sorbiti un'improbabile variazione della storia di Medea...

      Elimina
  6. Fantastica Fiera dell'est cantata in tutte le gite scolastiche, è così cantilenante che sono sicura faccia addormentare felicemente!
    Forse il racconto te lo sta dettando la pupa, oppure tutto questo sovraccarico di nuove emozioni che la pupa comporta ti ha portato a scrivere dell'uomo e della felicità (spero siano conclusioni positive a questo punto)!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ehm, non molto positive a dire il vero...

      Elimina