lunedì 3 dicembre 2018

I kill giants


In questi anni Bao è diventato senza ombra di dubbio il mio editore italiano preferito. Non si è limitato a fare il botto con Zerocalcare, ha reinvestito gli utili andando a cercare piccoli gioielli all'estero e coltivando i talenti italiani, dando ai propri autori una libertà espressiva che forse, adesso, solo il fumetto permette.

I kill giants è tornato con me da LuccaComics a dire il vero per iniziativa del marito, ha atteso un certo tempo nella pila dei libri da leggere e poi mi si è conficcato nel cuore.

Non si può raccontarlo senza dire troppo.
Barbara è una ragazzina problematica, con comportamenti oltre al limite del patologico. Lei uccide i giganti. Questa è l'unica cosa che racconta di sé per spiegare le sue azioni. Sa tutto dei giganti e gira con una borsa che contiene, a suo dire, un martello magico. Quello che chi la circonda non sa è che Barbara sta davvero combattendo e non solo le terribili bulle della sua classe, ma un mostro invincibile che sta portando via sua madre. A volte, l'unica vittoria possibile, è l'accettazione della sconfitta.

Se fosse un racconto, sarebbe lungo forse una quindicina di pagine e scadrebbe inevitabilmente nel melenso. Così, è la cosa migliore che mi sia capitata fra le mani che racconti i contraccolpi psicologici della malattia di un genitore su un figlio alle soglie dell'adolescenza.
I disegni integrano perfettamente il reale con il mondo mentale di Barbara, le creature che popolano i suoi incubi e i suoi sogni ad occhi aperti e si spingono a raccontare il non raccontabile, quell'incontro col titano che è il cuore del racconto. 
È il nuovo realismo magico del fumetto, che mescola senza soluzione di continuità ciò che avviene dentro e fuori dalla testa dei protagonisti perché quella è, a tutti gli effetti, la realtà che vivono.

Disegnata da un americano di origini giapponesi, anche graficamente I Kill Giants mescola l'estetica occidentale a quella tipica del manga, rendendo più tangibile un universo mentale come quello di Barbara, che si sarà fondato anche sul fumetto nipponico.

Al di là delle considerazioni estetiche, questa è un'opera che entra dentro, pur nella sua assoluta linearità. Racconta il dolore senza sconti, mostrandoci una ragazzina con cui è oggettivamente difficile trovare un canale di comunicazione, rabbiosa contro tutto e contro tutti. Racconta anche la fragilità e il dolore e l'importante di incaponirsi per crearlo, questo canale, continuare a presentarsi con una porta aperta, nonostante lei continui a sbatterla in faccia a tutti.

Da prof è una lettura dura. Perché quello che noi vediamo a scuola, spesso, è solo la rabbia. Troppo spesso non ne conosciamo neppure le cause profonde. Ci piace pensare che i ragazzini non abbiano veri problemi, quando invece, spesso, sono gravati da macigni. E troppo spesso non abbiamo la pazienza di Karen, la psicologa della scuola, che nonostante tutte le reazioni aggressive di Barbara continua a porgerle la sua mano tesa.

Mi ha colpito molto anche l'aspetto del bullismo. A distanza di pochissimo tempo, dopo Trottole, ecco un'altra storia che mi presenta un bullismo femminile violento e sadico, caratterizzato da un profondo desiderio di far soffrire la vittima, la cui unica colpa è di essere strana e sola. Da prof che in questo periodo si trova a fronteggiare situazioni di disagio a scuola, sono stata colpita dalla profonda volontà di ferire delle ragazze che aggrediscono Barbara. Forse, una cattiveria così, la si può avere solo a quell'età, ma mentirei sei dicessi che non ne sono stata disturbata. 

Al netto delle mie riflessioni, I kill Giants è da leggere. Racconta una pre adolescenza non edulcorata, trova il modo per avvicinarsi a ciò che quasi non si può narrare e ti entra dentro, imponendo al lettore la propria forza e anche la propria estetica.

Scopro preparando questa recensione, che Netflix ne ha tratto un film. Non l'ho visto. Spero che sia anche solo vagamente all'altezza dell'originale.

7 commenti:

  1. Eccolo qua, dici cose molto importanti che fanno riflettere e inducono all'acquisto. Certo Bao ha dimostrato un grande fiuto e questa è una dote che gli editori dovrebbero proprio avere.

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    1. Oltre tutto Bao è passata da essere una piccola casa editrice di nicchia a diventare lider del suo settore. Insomma, la qualità paga.

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  2. Su argomenti simili consiglio due libri per ragazzi che gli insegnanti dovrebbero leggere, una volta o l'altra:
    Sette minuti dopo la mezzanotte (P.Ness, iniziato dall'immensa Siobhan Dowd), Kill all enemies (Melvin Burgess) sulla violenza in adolescenza. c'è dic erto qualche altro titolo che mi era venuto in mente e se n'è andato. Terrò presente il titolo da acquistare per la biblioteca.

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    1. Ti ringrazio, non li conosco e darò volentieri un'occhiata.

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  3. Il problema del bullismo è una piaga la cui gravità è stata compresa in tempi molto recenti (quando andavo a scuola io era considerato "goliardia"...)

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