venerdì 28 febbraio 2020

Racconti nel tempo del Coronavirus

Ed eccoci qui, tutti in attesa di capire come gira il mondo.

Abito in Piemonte, ma a pochi chilometri dalla Lombardia, abbastanza lontani dall'epicentro dell'epidemia da sentirsi (relativamente) al sicuro, abbastanza vicini per osservare questo risprofondare dell'immaginario collettivo nelle pestilenze manzoniane.

Le scuole sono chiuse e pertanto mi trovo mamma a tempo pieno, in bilico tra il rimpianto professionale e la sensazione di aver vinto una vacanza premio.

Nei supermercati della mia zona non riesco a trovare due cose, i biscotti alla Nutella e l'acqua distillata. Ora, capisco perfettamente l'istinto ad affrontare l'Apocalisse ben riforniti di Nutella, ma ci ho messo un po' a capire il perché dell'acqua distillata. Ebbene, la subitanea scomparsa dell'Amuchina ci ha di colpo fatto dimenticare la prima cosa che viene detta in un qualsiasi corso sulla sicurezza "non mescolate cose a caso". Tutti a quanto pare si sono improvvisati piccoli chimici, girano in rete ricette sicure per l'intossicazione casalinga, forse perché uccidersi è il modo più sicuro per non ammalarsi. Me ne sono state girate di improbabili anche in chat dove, per livello d'istruzione dei membri, ci si sarebbe aspettati che qualcuno ricordasse che no, la candeggina non va usata come ingrediente base per sedicenti pozioni disinfettanti.
Di colpo mi sono sentita ricchissima perché ho trovato nell'armadio dei farmaci una confezione di cento mascherine. Cento. Se le avessi rivendute su ebay al momento giusto mi pagavo le vacanze!
In compenso, però, chi, come me, si è divertito a mettere in equilibrio le scope, passatempo fino a prova contraria assai più sicuro che giocare al piccolo chimico, è stato tacciato di essere un oscurantista che crede a fake di ogni genere messe in giro per oscure ragioni. A me, invece, tutto sommato, la cosa delle scope ha insegnato una cosa. Per riuscire in qualcosa devi credere che sia possibile. Sono imbranata quasi a livello patologico e una scopa in equilibrio non l'avevo mai messa, ma, cavolo, c'erano riuscite le mie amiche! Alla fine anche la mia era stata su, cosa che dieci giorni fa avrei ritenuto impossibile, non a prescindere, ma per le mie capacità. 

In pochi giorni si sta passando da "morirero tutti" a "massì muore giusto qualche vecchietto" con una velocità che mi allarma tanto quanto le ricette per l'Amuchina casalinga. Immagino che ancora una settimana e ci si renderà conto che probabilmente è corretto, la mortalità è maggiore tra gli anziani, ma che nessuno vuole essere quel vecchietto o che quel vecchietto sia un suo caro.

Per intanto siamo a venerdì e non si sa se lunedì si andrà a scuola. Ci si ingegna in qualche modo di dare delle attività da remoto agli studenti, tra reti che non prendono e accessi al registro elettronico negati. Come prof di storia, avevo un sogno inconfessabile: finire il programma. È quasi impossibile, una sorta di Sacro Graal. Ma dalla prima lezione della prima media lottavo per farcela. Entro il 15 marzo avrei concluso a Seconda Guerra Mondiale... Avrei... Oppure potrei liquidare Hitler con una videolezione da studiare in autonomia...

In tutto questo, rimane almeno il tempo per leggere! Se non ora quando?

Racconti editi!

Quindi vi consiglio di nuovo il mio ebook La luna delle foglie cadenti

Per chi preferisce i gialli, segnalo invece che il mio racconto sherlockiano Uno studio a sei zampe è in calce al Giallo Mondadori Sherlock in edicola a Marzo, La notte degli inganni.

Il racconto vedrà il nostro Holmes alle prese con gli insetti zombi, che esistono davvero e personalmente mi inquietano tantissimo, proprio per le implicazioni ipotizzate nel racconto!
Ancora una volta devo questa pubblicazione a Luigi Pachì, curatore della collana, che ringrazio con tutto il mio cuore!


Racconti gratuiti on-line a tema!

Per chi volesse una lettura a tema, segnalo che all'interno del blog potete leggere il racconto Nel regno di sorella morte un giallo storico ambientato a Viterbo ai tempi della Grande Peste.

E non posso resistere dal proporvi questo mini racconto, che, in effetti, un po' di ansia ora la mette.

Buona lettura!

L'UOMO VENUTO PER FARE DEL BENE

L’uomo venuto per fare del bene arrivò a piedi. Spuntò all’alba dalla strada per Marsiglia, aveva un vecchio saio consunto, occhi ardenti e la verità in tasca.
Il prete del paese dubitava che si trattasse davvero di un frate, ma quando l’uomo si mise a predicare in piazza, si sistemò in prima fila. Se anche qualcosa nelle sue parole sapeva un poco di eresia, si trattava pur sempre di una voce nuova, merce rara nel paese. 
Lo straniero aprì le braccia e con voce tonante ricordò alla folla la brevità della vita e lo sguardo rabbioso di Dio sempre attento ai loro peccati. Poi sorrise, rasserenato e invitò alla bontà e all’unione poiché lui era giunto per fare del bene e lasciare la pace nel cuore della cittadinanza. Di fianco al prete, la vedova e lo storpio avevano gli occhi lucidi di commozione.
Il predicatore se ne andò già nel pomeriggio, con un vago mal di testa e la coscienza a posto.
Lo storpio non ricevette mai tante elemosine come quel giorno, frutto del desiderio di espiare che era rimasto come un profumo nell’aria. La vedova andò a trovare le tre figlie per rappacificarsi con i loro mariti. Il prete, dal canto suo, si trovò la chiesa piena e fece notte con le confessioni.

Era l’inverno tra il 1347 e il 1348. L’uomo venuto per fare del bene morì una settimana dopo e non seppe mai di essere stato lui a portare la peste in Italia.

15 commenti:

  1. Che bel post pieno di vita in questo strano momento. Sull'acqua distillata infatti ti dissi da me che credo servisse x amuchina, qui su naviga a vista tra ordinanze fantasiose e un'oggettiva preoccupazione x mia mamma, scrivendo e leggendo più del solito (x certi versi una pacchia). Mi sono goduta assai il secondo capitolo di Amrod che stra consiglio ma anche il raccontino nel post sul famoso uomo zero. Un bacino alla piccola

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    1. Infatti sei stata tu a farmi venire il dubbio su questo utilizzo. Devo dire che ancora non ho sentito di intossicati da sperimentazioni casalinghe e mi sembra un miracolo. Con la piccola a casa io non sto scrivendo nulla, ma non posso dire che queste siano giornate spiacevoli.

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  2. Ciao Tenar, ti confesso che attendevo con trepidazione un tuo post sulla situazione Corona Virus, che alla fine iè arrivato pieno di buonsenso ed ironia!
    Qui da un'altra provincia piemontese osserviamo la situazione con preoccupazione crescente per una problematica passata all'inizio comprensibilmente in sordina di fronte all'emergenza sanitaria: l'aspetto economico del problema. Il problema rischia di colpire non solo le zone del Veneto e della Lombardia che sono il motore economico del paese ma anche zone, come la mia, che non se la vedono bene da più di un anno. A questo si somma la preoccupazione generale per la salute delle persone anziane che ci sono più vicine e care.
    Mi consolo domadandomi se fra 600 anni circa qualcuno si interrogherà o scriverà sul fantomatico paziente 0 che ha portato il Corona Virus qui da noi!

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    1. Speriamo che tra 600 anni questa cosa non la si debba ricordare! Ammetto che noi siamo proprio dei privilegiati in questo frangente, io insegno e quindi se la piccola è a casa lo sono anch'io, mio marito lavora in un'industria chimico farmaceutica che di certo non soffre economicamente per le malattie, ma ovviamente capisco perfettamente il problema. Credo che si deva imparare a vivere con delle cautele, senza panico e con buon senso. Francamente ci sono delle cose che in questo periodo non farei, non andrei in discoteche e a concerti e in tutti quei posti in cui si sta accalcati uno sull'altro e mi rendo conto che già questo è un danno economico. Per il resto, però, niente panico (e tanto sapone)

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  3. Qui a Bologna hanno chiuso le scuole ma gli altri uffici funzionano normalmente, io ho lavorato più del solito essendo sotto scadenza di bilancio consuntivo (e ammetto che avevo sperato di restare a casa per una settimana, avrei potuto finire di scrivere un mio romanzo). È stato strano lunedì uscire alle sette di sera dal lavoro e tornare a casa in dieci minuti per traffico quasi azzerato, di solito a quell'ora Bologna è in pieno ingorgo. Avevo in casa una boccetta di amuchina che non ricordo più perché l'avessi comprata diverso tempo fa, l'ho messa in borsa per usarla in ufficio qualora ne avessi bisogno.
    Mercoledì c'era già più traffico alla stessa ora. Oggi ho fatto una visita medica (era programmata da tempo e mi era stata confermata) e la dott.ssa aveva la mascherina, ma il resto del personale no. Bello e inquietante il racconto sul paziente zero della peste. Speriamo bene.

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    1. Scuole chiuse e uffici no è un bel disastro, anche logistico, per le famiglie con figli. Piuttosto che una via di mezzo andava fatta una chiusura simil agostana. Ora qui siamo a sabato tardo pomeriggio e non sappiamo se lunedì andremo a scuola. Per me poco male, a casa mia figlia e a casa io, ma chi deve cercare un baby sitter?

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  4. Ho riso, perché ormai mi sono ridotta a questo: ti pare possibile che la mia reazione di fronte al dramma mondiale del coronavirus sia una bella risata? In Italia sì, non si può che ridere: popolo in guerra senza guerra, ignorante e sordo pur con tutte le persone titolate che spiegano e spiegano e spiegano. Secondo me è una strategia per oscurare tutto il resto di notizie che meriterebbero spazio e per dare lavoro ai mille inviati nelle “zone di guerra”, da dove ogni giorno leggono il bollettino di morti, seminando panico panico panico: “l’ennesima vittima del coronavirus...”
    Senti, la mia vita, per ora, non ha subito variazioni consistenti: i supermercati sono ancora forniti, non cerco l’amuchina perché a casa mi lavo le mani e uso lo spirito per disinfettare; se posso evito la metro, sì, un minimo di precauzione ci sta, a Messa hanno abolito momentaneamente lo scambio del segno della pace, però se devo comprare qualcosa di spiccio vado a piedi nel negozio di casalinghi vicino casa: è gestito da cinesi e io sono contenta perché mi sbrigo in un minuto, frequentandolo solo io. E poi dici che non dovrei farmi una risata?

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    1. Roma per il momento è ancora tranquilla, spero!
      Ecco questa cosa dell'amuchina è la follia, dato che basta usare acqua e alcool per le mani (ok, non è il massimo per la pelle, ma neppure l'amuchina è un toccasana). Oggi mi è capitato di tirar fuori del disinfettamente da borsetta in pubblico (mia figlia aveva raspato nella terra del parco stile cagnolino) e sono stata guardata come se avessi estratto un magico artefatto. Per un istante ho pensato che sarei stata aggredita! E comunque era fatto, ingredienti alla mano, da acqua, alcool e profumo...

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  5. Qui da me c'è stato un po' di panico per una con due casi sospetti a bordo. Il sindaco ha proibito lo sbarco dei passeggeri, lo avrebbe vietato anche dopo che è stato appurato che non era coronavirus ma banale influenza... Alla fine il buon senso ha prevalso e i passeggeri sono potuti sbarcare.

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    1. Il problema credo sia che "cautela" è un difficile equilibrio tra panico e sottovalutazione. Mi sembra che si stia passando da un estremo all'altro con estrema facilità

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  6. Un po' come il beato Bernardo, il patrono della mia città, Moncalieri. Venuto come ambasciatore dell'Imperatore che cercava di reclutare gente per una crociata, si è preso la peste a Genova ed è morto a 50 metri da casa mia.
    Settimana di stop anche qui a Torino e ho già constatato che i miei studenti han fatto poco e nulla in questi giorni...
    Gli insetti zombie penso di aver capito a cosa ti riferisci, sono abbastanza pertrubanti, un po' come tutta la parassitologia...

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    1. Credo che lo stop alle lezioni qui in Piemonte andrà avanti per un po'. Speriamo bene per gli esami di terza media che i miei alunni devono affrontare...
      Quanto agli insetti zombi... Li trovo particolarmente inquietanti e già non amo troppo tutto ciò che ha più di 4 zampe...

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  7. Ci hai regalato una bellissima microstoria, che è uno dei generi letterari che richiedono più abilità.
    Ormai siamo tutti a casa. Diciamo che è una buona occasione per riposarsi, ma per fortuna che le scorte di libri non mi maancano, perché buona parte degli altri passatempi è impraticabile - considerando la pioggia continua che imperversa, anche le passeggiate fuori dal paese a guardare i fiorellini che nascono, trasformati tutti in potenziali ninfee...

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    1. Qua siamo a casa già da un po', per lo più bloccati a casa e credo che la noia inizi a farsi sentire. Speriamo bene e che i buoni libri siano con noi!

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