mercoledì 9 gennaio 2013

I giorni della verità (forse)

La scuola è iniziata a settembre.
Nella mia provincia pare ci siano stati accorpamenti d'istituto che hanno rallentato il ricontrollo delle graduatorie dei precari. Che in effetti (pare) sono pronte adesso.
A gennaio.
Si passa un bel colpo di spugna sulle assegnazioni delle cattedre fatte a settembre e si ricomincia da capo. Qualcuno rimarrà al proprio posto, qualcuno, presumibilmente, verrà spostato, qualcuno, è possibile, rimarrà a casa in attesa di una supplenza.
A gennaio.

E' chiaro che il lavoro degli altri, visto da fuori, sembra sempre facilissimo e sono sicura che ci siano stati motivi più che validi per questo ritardo.
Ma è gennaio.
Io sto preparando per l'esame una classe in cui faccio italiano, storia e geografia. I miei alunni forse cambieranno a gennaio l'insegnante col quale passano più ore. Ma la stessa cosa può capitare agli alunni di un quinto anno di liceo su materia d'indirizzo. Può capitare (anzi, è quasi certo che capiterà) agli alunni con il sostegno, quelli che sulla diagnosi hanno scritto che hanno bisogno di figure di riferimento costanti.

Lunedì, forse, saprò la mia destinazione definitiva. Come fossi un bagaglio smarrito in un aeroporto. Ma io sono un'adulta e il peggio che mi può capitare è andare a lavorare più lontano da casa o rimanere disoccupata per un tempo più o meno lungo.
Quelli che rischiano di finire come bagagli smarriti in aeroporto, senza più nessuno che li porti a destinazione sono i ragazzi.
Ma di loro alla macchina della scuola non sembra importare molto.

7 commenti:

  1. Brutta faccenda, sia per te che per i ragazzi. Mi dispiace, non è affatto giusto. In bocca al lupo....

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    1. Crepi! E speriamo bene, anche se oggi è una di quelle giornate in cui mi chiedo se non sia meglio cercami un qualsiasi altro lavoro...

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  2. In bocca al lupo Tenar!

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  3. Fai sapere come va a finire...

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  4. La scuola sta perdendo pezzi... mi spiace tanto che sei in questa situazione. Ti sono vicina!

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  5. Il dramma è davvero quello dei ragazzi e della didattica. Per il lavoro sono abbastanza serena perché i posti disponibili sono parecchi, più di quelli dell'anno scorso, in cui ho comunque sempre lavorato. Il fatto è che si programma male e si gestisce altrettanto male un lavoro che è già difficile di suo (e che ciclicamente penso di non saper fare a prescindere)

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