mercoledì 1 giugno 2016

Ripartire


Oggi è il 1 giugno e ho deciso di riaprire ufficialmente quelle parti della mia mente dedicate all'elaborazione di trame e alla scrittura, forzosamente chiuse nei due mesi precedenti.
Presto avrò i risultati del concorso. Quale che sia il risultato, non ho intenzione di perderci ulteriore sonno e sanità mentale. A quell'altare ho già sacrificato troppo.
Lunedì ho recuperato l'ultimo documento della mia odissea burocratica che era in mio potere recuperare, adesso ci manca solo da certificazione dei redditi, ma per me è una lingua arcana di cui si occupa il commercialista e poi potrò spedire tutto a chi di dovere. 
La fine dell'anno scolastico si sta avvicinando, con tutto il suo carico di lavoro (contrariamente al sentire comune, giugno è il mese più impegnativo di tutti per i prof, specie per quelli che seguono classi che devono sostenere esami), ma ho deciso di arrogarmi il diritto di prendermi comunque del tempo per le mie storie.

Due mesi per me sono stati un lungo esilio. Ho sentito la mancanza più che altro di uno spazio mentale. Ho mancato a tutta la parte di promozione per l'antologia Nuovi delitti di lago, con un carico non indifferente di senso di colpa.

In questo periodo di totale non scrittura e non pensiero alla scrittura si sono concretizzate ben due pubblicazioni, Il fatto di non averle cercate è stata una botta di autostima non indifferente.
A luglio (ne riparlerò a breve) uscirà un mio racconto sui Gialli Mondadori. Era una cosa in realtà decisa millenni fa, ma avevo francamente perso le speranze. Non è nel mio carattere raspare sulla porta degli editori come un gatto affamato e quindi scoprire che non ero stata dimenticata è stato meraviglioso. Inoltre si tratta di un racconto a cui sono molto legata, con un protagonista totalmente inedito. Se mai riuscirò a ri-rivedere il romanzo su cui sto lavorando questo personaggio riapparirà, sia pure con un ruolo minore. Quindi l'idea che un vasto pubblico possa leggere di lui mi elettrizza.

La seconda è stato un dono del tutto inatteso. La "cosa" dovrebbe vedere la luce in autunno e porterà alla pubblicazione dei frammenti del mio cuore. Ci sono cose che ho scritto, amandole molto, che ritenevo editorialmente impresentabili. Così, quando si è iniziato a parlare del progetto, ho messo avanti tutte le mani possibili, sono stata incoraggiata a far leggere proprio quei pezzi e proprio quei pezzi sono stati apprezzati. Pongono degli oggettivi problemi tecnici, ma la solo idea che i miei primi due personaggi letterari pensati con un'ottica adulta, i più amati in assoluto, credo, possano vedere la luce mi ha profondamente commosso.
Su di loro ho scritto le pagine che mi hanno messo più in difficoltà, ho pianto e ho sofferto con loro più che con qualsiasi altra storia. 
Non so se riusciremo a risolvere davvero tutti i problemi, ma la semplice idea che chi se ne intende ha considerato quelle storie talmente interessanti da dedicar loro non solo un gran lavoro, ma più lavoro di quanto preventivato è stata una delle cose più toccanti che mi sia mai accaduta in ambito letterario.

Questo ha dato una bella scossa alla mia sempre altalenante autostima. Quindi il mio primo atto del mio ritorno alla scrittura, oggi, è stato riprendere in mano un romanzo concluso e che ho sempre avuto paura di presentare davvero a un editore. Nonostante sia arrivato a un passo da una pubblicazione big, tramite un concorso, da tre anni stava nel mio cassetto senza che io neppure lo spolverassi. Ho scritto a un editore chiedendo se gli interessasse leggerlo e la risposta è stata sì. Vedremo. Tanto al peggio al mio romanzo non cambia niente. 

Adesso devo organizzare le mie scarse forze. C'è una nuova indagine di Sherlock Holmes da portare a termine e, sopratutto, c'è la terza revisione del romanzo. Ho deciso che in ogni caso sarà l'ultima. O andrà bene a chi per due volte mi ha detto di modificare o andrà bene a qualcun altro.
In questi ultimi mesi ho letto alcune cose che, credo, alla lunga modificheranno profondamente la mia scrittura. Da Scerbanenco voglio imparare il coraggio di raccontare fino ai confini del non raccontare, di guardare l'abisso senza distogliere lo sguardo. Da Fabio Pigola l'idea che a volte il cristallizzare l'emozione in una frase possa prevalere su tutto, anche sulla trama.
Vedremo. Ho voglia di iniziare questa terza revisione, perché so che ne uscirà qualcosa di nuovo.
Tra le varie cose burocratiche che mi sono trovata a fare ho dovuto raccogliere degli insoliti documenti in cui si dichiara che non sono pazza (giuro, ora ho una carta firmata dal mio medico e controfirmata dal medico legale che assicurano la mia sanità mentale! E, no, non sono accusata di nulla, nel caso vi steste domandando se mi servano per scagionarmi da qualcosa). Per farli mi sono sottoposta a un test psicologico di cui personalmente ho una fiducia quasi nulla. In ogni caso nel profilo finale è emerso che a volte mi lascio spaventare e così potrei essere portata a ritenere irraggiungibili obiettivi che non lo sono. In linea generale io sono soddisfatta di quanto ho raggiunto, tuttavia questa frase mi ha dato da pensare. È possibile che possa alzare l'asticella delle mie ambizioni? Un po' ne dubito, ma tentare, si sa, non fa mai male.

21 commenti:

  1. Questa cosa dello spaventarsi sembra molto adatta anche a me, chissà se uscirebbe lo stesso risultato in caso di test? Che bello 2 nuove pubblicazioni!!! Si riparte e lo fai alla grande. Sandra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non saprei dirti cosa potrebbe uscirti. Nel profilo c'è anche scritto che sono poco creativa... Questa parte provo a smentirla...

      Elimina
  2. Beh, però vedo che la voglia c'è, ed è già tanto, credimi.
    Per il concorso ovviamente speriamo che l'esito sia positivo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La voglia c'è, sono il tempo e le energie che un po' latitano.

      Elimina
  3. É sempre un piacere leggerti, sono contenta di sapere che stai riprendendo la scrittura. Buoni i tuoi propositi sulla scrittura. E complimenti per i traguardi raggiunti!

    RispondiElimina
  4. Questo post mi è piaciuto un sacco perché 1) ti sei messa "a nudo" facendo emergere un sacco di emozioni e si sa, io impazzisco per le emozioni e 2) perché tutti questi meravigliosi progetti, tra cui Gialli Mondadori - ohhh cacchio! -, che si concretizzano sono a loro volta dispensatori di emozioni. Che bello, sono davvero contenta per te. Te lo meriti. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le emozioni in questo periodo sono molte, sul blog cerco di mantenere un po' di controllo e dignità, ecco. Per il resto stiamo a vedere e incrociamo le dita...

      Elimina
  5. Un vero Giallo Mondadori? Caspita. Correremo tutti in edicola quel mese...
    Unito agli altri progetti in ballo, che mi sembrano tutti di alto livello, credo si possa dire che il grande salto sia ormai avvenuto :))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un racconto in coda a un romanzo. Comunque sì, vero Giallo Mondadori (non mi risulta che ne esistano dei falsi).
      Comunque no, il grande salto è altro, comunque l'importante è farsi leggere.

      Elimina
  6. Si sente il tuo entusiasmo dietro ogni parola.
    Vai alla grande!
    In bocca al lupo!

    RispondiElimina
  7. Che bella sorpresa quella di Mondadori. Auguri: 100 punti premio alla tua autostima! :)
    E poi che bello vedere quanti progetti bollono in pentola e anche il tuo entusiasmo. Fai venire voglia di darsi una smossa (perché sarà il tempo, sarà la stanchezza, ma a me è insorta un po' di pigrizia mentale!)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà io mi sento stanca, pigra e priva di entusiasmo, però le mie storie mi chiamano e qualche modo dovrò rendere loro conto.

      Elimina
  8. Ma che bello, due nuove pubblicazioni tra cui il giallo Mondadori è una grande soddisfazione. Per il concorso hai già speso tutte le energie e adesso non resta che aspettare, fai bene a non perderci più il sonno, è lo spirito giusto. E poi il risultato del test non sei pazza e questa è una bella notizia però ti lasci spaventare, ma forse è per questo che scrivi gialli, potresti leggerla in questo modo (affermava qualcosa del genere Dario Argento), ottima lettura per sollevare di parecchio l'autostima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se usciva che sono pazzi ero in guai seri, presumo. Quindi prendiamola in modo positivo, se possibile. Dice anche che non sono creativa... Sigh...

      Elimina
  9. I frutti arrivano nel momento di massima fatica, ma arrivano! In bocca al lupo per tutto, e... magari alzare di un paio di centimetri non ti può far male. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Speriamo che arrivino, la fatica di sicuro c'è.
      ;)

      Elimina
  10. Anche se il mio stop è stato un po' più breve (circa due settimane, una da dedicare alla sinossi e una di ferie) anche io ho rafforzato la mia consapevolezza, ma ne parlerò approfonditamente nel mio post. Tuttavia, non esprimerò ancora la stessa solidità che tu mi trasmetti attraverso queste righe. ;)

    P.S. Credo proprio di aver capito quale personaggio minore del romanzo sarà protagonista del tuo racconto... ha a che fare con le piante, o sbaglio? :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente con le piante (il personaggio, non il racconto)!

      Elimina
    2. Allora ho indovinato! Yeah!
      Scherzi a parte, quel personaggio mi piace molto, sono sicura che il racconto sarà molto interessante. :)

      Elimina