lunedì 2 novembre 2015

La premiazione del Trofeo Rill vista da Tenar


Eccomi qui, ancora ubriaca di luci, sensazioni, colori e incontri dopo il Lucca Comics 2015.
Lucca Comics è... Lucca Comics, non credo ci sia altro modo di definirlo, né è possibile azzardare alcuna comparazione. È un luogo magico, un tempo sospeso, di cui riparlerò più a lungo nei prossimi giorni. Di certo quest'anno è stato speciale, proprio perché l'anno scorso qualcosa non aveva funzionato e tutti ci siamo resi conto di quanto fragile sia questo equilibrio e quanta follia organizzativa ci sia dietro a un evento simile. Quest'anno (almeno per quello che ho potuto vedere io), tutto ha funzionato e la magia è stata ancora più apprezzata, perché adesso sappiamo quanto complicata sia la formula.

A Lucca Comics&Games ci sono decine (centinaia?) di eventi, padiglioni, sale, incontri, tornei di scherma, di spade laser, di giochi di ruolo, di giochi da tavolo, di videogiochi, concorsi di disegno, di pittura e costruzione di modellini, premiazioni, riconoscimenti, prime visioni di film. Insomma, è più facile dire cosa non ci sia a Lucca Comics. In tutto questo mare magnum c'è la premiazione di Rill, che poi è doppia.
C'è la premiazione del concorso per racconti e c'è la premiazione di SFIDA. Sfida è un concorso a inviti, può partecipare gratuitamente chi è già arrivato in finale almeno una volta. Vengono selezionati cinque racconti e tra questi la direzione di Lucca Comics&Games sceglie un "vincitore assoluto".
Ecco, al di là del prosaico fatto che quest'anno il premio sia arrivato a me (insieme al 4° posto nel concorso principale), il fatto che in questo mare magnum di eventi, con un'affluenza che fa spavento, la direzione di tutto ciò dedichi del tempo ai racconti fantastici è quasi commuovente.
Che nel pieno della fiera si prenda del tempo per andare a una premiazione, per consegnare una targa e stringere la mano a una scribacchina, mentre intorno accade di tutto, ci sono le star vere, le presentazioni dei big del fumetto mondiale, le anteprime dei film più attesi e tutto il resto è davvero qualcosa di prezioso e impagabile.
Quindi, innanzi tutto  GRAZIE, GRAZIE A LUCCA COMICS, ALL'ORGANIZZAZIONE DI RILL e a tutti coloro che rendono questo piccolo miracolo possibile ogni anno.

La premiazione di Rill vista da me
A me parlare in pubblico non piace tantissimo. Di solito me la cavo (a Lucca meno del solito), ma non mi entusiasma. O, meglio, quando poi sono lì mi diverto anche, ma prima mi angoscio sempre un pochetto, stile "ora prima dell'interrogazione". Apparire in pubblico mi piace meno. Perché bisogna preoccuparsi di come si è. Esteriormente. Da questo punto di vista io ho avuto un'educazione un filino rigida che può essere riassunta da un simpatico cartello di Feudalesimo e Libertà (non sapevo che mia madre ne facesse parte...). 
Una massima di mia madre
Insomma, mi è stato insegnato che l'orecchino è come l'anello al naso, che truccarsi significa mascherarsi o rendersi puro oggetto del desiderio maschile e che i vestiti servono unicamente a proteggersi dal freddo. Tutte cose che condivido, tuttavia quando bisogna apparire in pubblico, magari, un occhio di riguardo in più dell'apparenza ci vuole. Quindi ogni presentazione/premiazione/roba da fare con gente davanti mi mette un po' d'ansia.
La premiazione di Rill pone qualche problematica logistica in più. Perché gli organizzatori sono molto informali e fanno di tutto per metterti a loro agio, ma il tutto si svolge in un pomeriggio di Lucca Comics. Ora, dopo anni di frequentazione della fiera, io e miei compari abbiamo stabilito un protocollo di sopravvivenza. Questo implica: 
– arrivare all'alba per trovare parcheggio il più vicino possibile, onde favorire un rapido scarico degli acquisti.
– correre all'apertura dei padiglioni verso gli stand dove c'è qualcosa che assolutamente si vuole acquistare e lottare all'arma bianca per portarselo a casa.
– essere disposti ad ore di cose per l'autografo/il disegno che non può mancare (il mio salotto è arredato con tavole e disegni presi al Lucca Comics).
– correre da una parte all'altra della città per recuperare i membri del gruppo, non mancare agli appuntamenti imperdibili etc....
Ecco, aggiungete un evento in cui dovete essere vagamente presentabili nel pomeriggio di un giorno così e capirete che la cosa crea un filino d'ansia...

C'è da dire che tutto è filata liscio che più liscio non si può. Con il fatto che c'era la premiazione di SFIDA (e per evitarmi un infarto ero stata pre avvertita, anche se avrebbe dovuto essere una sorpresa) ho aperto l'evento, mi sono tolta un peso e poi mi sono goduta gli interventi seguenti, tra cui il discorso dei giurati, che ho particolarmente apprezzato.
Cosa è stato detto in sostanza?
Per dei motivi che non mi sono del tutto chiari, il racconto fantastico in Italia è ancora considerato un sottogenere di un genere minore. C'è ancora qualcuno (che evidentemente non ha letto né Buzzati né i racconti di Primo Levi) che ritiene che in Italia "non ci sia una tradizione" già per il racconto in sé (fantasma di Boccaccio, trattieniti, non sanno quello che dicono), figuriamoci per quello fantastico. Questo, però, ha almeno un effetto positivo. L'autore di racconti fantastici si prende un po' meno sul serio. Si fa amicizia facilmente tra autori, ci si aiuta, si ride e si sdrammatizza. Anche nel mondo del racconto giallo un po' vivo le stesse cose, ma ammetto che nel mondo del fantastico, per quel che ne vedo io, c'è una bella dose di autoironia, che non guasta mai.
Inoltre il racconto fantastico, almeno quello che Rill da più di vent'anni promuove e diffonde, non è disimpegnato. Non nega la realtà, anzi, introducendo una variabili impazzita o guardandola da un'altra angolazione racconta l'oggi con un'immediatezza che a volte a realtà più blasonate manca.
Mi sono riconosciuta molto, come intenti, in questa descrizione dell'autore di fantastico che con ironia a volte amara cerca uno sguardo suo, una prospettiva un po' sbilenca, per guardare la realtà. Non so se è quello che riesco a fare, di sicuro è quello che voglio fare.

Non ho ancora letto i racconti dell'antologia. Sono tornata ieri sera e avevo le verifiche da correggere, ma ho una gran voglia di farlo. Non per amicizia o simpatia, ma perché sembrano tutti dei gran bei racconti. Ci sono alla base idee che, quando le ho sentito raccontare, ho pensato "vorrei fossero venute a me". Il particolare quella di Draco dormiens in cui in uno scavo archeologico viene ritrovato uno scheletro di drago. O quella del racconto vincitore Non di solo pane, in cui Dio risponde a un invito a cena.
Dei miei racconti e dell'antologia vi ho già parlato, non vi tedio ulteriormente, tutte le informazioni le trovate qui.

Nei prossimi giorni vi racconterò qualche dettaglio in più sulla fiera e sui fumetti acquistati. Per oggi vi lascio con una foto scattata la sera di venerdì da un amico, che trovo splendida.
Vorrei sapere, inoltre, come ve la cavate voi quando dovete parlare in pubblico

27 commenti:

  1. Innanzitutto complimentissimi.
    Avevo visto già la foto altrove e quindi rinnovo il mio complimento per il premio.

    Ci credo per l'ansia... dopotutto Lucca è una bolgia umana (ci sono andato una volta e mi è bastato XD)
    Quanto alla riflessione sulla letteratura che sollevi, non so nemmeno io il perché della questione "fantastica"... forse in letteratura manca un evidente segnale fortissimo che faccia da pilastro al genere per il grande pubblico o per il pubblico accademico.

    Moz-

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    1. Questa cosa del fantastico come genere minore mi danno forte acidità di bile, se almeno serve a far unire un po' di più gli autori...
      Lucca quest'anno, per come l'ho vissuta io, ha funzionato alla grande, non ho fatto neppure un minuto di coda, con un minimo di pianificazione si poteva davvero fare tutto ciò che si desiderava. Ne riparlerò più avanti.

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  2. Che bello tutto! La vittoria, la foto, Lucca, la gente che si dà da fare, i racconti, il tuo entusiasmo e pure il tuo look black - che va sempre bene!
    Attendo gli altri post, anche se non credo che Lucca Comics mi vedrà mai, non amo la bolgia, sono interessata comunque perchè pare una cosa fantastica. Sandra

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    1. :)!
      Lucca Comics deve piacere e devono piacere le cose di cui si occupano, ma insomma, credo sia l'unico posto al mondo in cui alle nove di mattina puoi metterti a parlare con uno sconosciuto sulle mura rinascimentali dell'evoluzione della scherma italiana dal 1500 in poi...

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  3. Bell'inizio di reportage, Tenar.
    Io Lucca comics l'ho quasi vista nascere, nel senso che l'ho visitata la prima volta nel 1975, quando ancora si svolgeva sotto una tenda di forma ellittica situata in una piazza del centro cittadino.
    Molti fattori hanno poi contribuito ad allontanarmi gradualmente, fino al distacco (che sembra definitivo ma non si sa mai) del 2000. Tra questi il proprio il progressivo accrescersi delle dimensioni. Diciamo che la magia per me è durata all'incirca fin quando la manifestazione da Lucca comics è diventata Lucca comics&games.
    Leggerò comunque con gran piacere anche il seguito del reportage. E complimenti per i premi!

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    1. Io questa Lucca Comics degli albori non l'ho vissuta. Devo ammettere, però, che mi piace così, nella città medievale, sulle mura rinascimentali, con la gente in maschera sotto le foglie che cadono. Mi piace, ovviamente, se tutto funziona bene come quest'anno, ma mi piace che ci siano tante cose differenti, non tutte interessanti per me, ma che la rendono varia e transgenerazionale.

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  4. Complimenti per i premi!
    Io se devo parlare in pubblico mi sento nervosissima , ho sempre paura di bloccarmi e fare scena muta, poi di solito me la cavo, ma che ansia!

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    1. Che ansia davvero! Ti capisco al 100%.

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  5. Mi unisco ai complimenti :-) Come sai peraltro anch'io sono stato a Lucca quest'anno.
    Io quando parlo in pubblico divento nervoso e inizio a battere record di velocità (cento parole in un minuto) e divento ancora più incomprensibile di quanto già sono abitualmente :-D

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    1. Sì, ricordo di aver letto che ci saresti stato!
      Io a scuola, quando spiego, gesticolo un sacco e sapere di dovermi limitare è un incubo. Poi ho paura di non dire tutto, ma anche di ingarbugliarmi... Insomma, un disastro!

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  6. Grande soddisfazione, Tenar! Queste sono botte di vita bellissime! :)
    Parlare in pubblico è paralizzante. Un tempo sono stata "diffusore di Diritto Internazionale Umanitario" e per anni ho tenuto lezioni a gente adulta, fatto interventi durante conferenze tematiche (mine anti-uomo, Convenzioni di Ginevra e cose del genere), ma com'è che non ci si abitua mai! Vivo sempre con estrema ansia il momento in cui devo prendere un microfono in mano.

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    1. Come ho già detto a Lisa, di solito sconsiglio l'autobiografia, ma mi sa che tu hai avuto una vita davvero ricca di esperienze, dovresti raccontare di più di te (oltre che dello cose di cui sei esperta).

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. Avevo già letto della tua vincita su Facebook, e quindi rinnovo il mio "like" di cuore anche qui! :-D

    Mi sono anche molto divertita nel leggere la descrizione di questa fiera di cui ho molto sentito parlare avendo amici illustratori, che provengono dal campo della scolastica. Il poster mi ha fatto scompisciare dalle risate.

    Come me la cavo a parlare in pubblico? Abbastanza bene, anche se devo sorvegliare il mio guardaroba, in quanto tendo a indossare le stesse cose... visto il peso, quindi, abiti che mi stiano bene. Quindi chi guarda video e foto sarebbe portato a dire: "Poveretta, ha solo due abiti: uno per l'inverno e uno per la primavera." Non ho grandi difficoltà nel parlare in pubblico, a patto di essere preparata. Mi è capitato proprio di recente di essere buttata nell'arena dei gladiatori a parlare di un argomento per cui avevo avuto solo due ore onde rinfrescarmi la memoria, e con quaranta persone che mi osservavano...

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    1. Gli abiti, che incubo! Anch'io vorrei indossare sempre le stesse cose, specie se mi trovo in ambienti che mi mettono a disagio...

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  9. Complimentissimi! Il mio trucco per parlare in pubblico è... indossare la camicia (a qualcosa bisogna pur aggrapparsi :D ).

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  10. Grandissima! Ma che meraviglia! Complimenti! :)

    Io adoro Lucca Comics, e questo perché adoro i fumetti, il fantasy e la fantascienza, e sono un po’ triste quando mi rendo conto che in Italia sono generi e interessi ritenuti poco... all’altezza.
    Non esco mai di casa senza aver messo almeno il mascara, e mi impanico anche quando, nel negozio di alimentari/in libreria/in un ufficio, ci sono tre persone dietro di me che ascoltano ciò che vorrei. In pubblico, ti lascio immaginare. ;)

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    1. Eri a Lucca anche tu? Quando?

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    2. Negli ultimi due o tre anni non sono andata, purtroppo, ma ho iniziato a vent’anni ed è stato un appuntamento fisso per un bel po' di tempo. Mi sembra di aver capito che questa edizione è stata favolosa! Non vedo l’ora che tu ci racconti tutto! :)

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    3. Sì, l'anno scorso c'è stato qualche guaio, ma quest'anno ha filato tutto alla grande!

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  11. Non me la caso male, nei fatti, ma mi costa una tensione notevole, anche perché non ci sono abituata. Alla premiazione di un concorso mi hanno fatta parlare del racconto, e le foto dimostrano senza ombra di dubbio che il sorriso era dovuto a una paresi facciale...

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    1. Sì, anche le foto di questi eventi rappresentano un problema...

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  12. Complimenti! Non so se sono più gelosa del tuo successo o fiera di poter dire "ehi, io quella la conosco!" :D

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