martedì 12 luglio 2016

Tre personaggi in cerca del tempo di un'autrice


Ieri la maratona burocratica che tanto mi ha impegnato in questi ultimi mesi si è conclusa! Conclusa conclusa, finalmente, ho dimostrato che esisto, che sono sempre io, Antonella e Antonella Augusta, una e bina, che sono sposata, ho una residenza, non ho precedenti penali, ho un reddito e, per quanto sia possibile accertarlo, sono sana di mente e lo stesso ha fatto mio marito. Il tutto è stato appostillato dal funzionario preposto e consegnato a chi di dovere. Ora c'è solo da sperare che vadano bene là dove devono andare (quasi sicuramente qualcosa non andrà bene, perché il prefetto aveva delle idee tutte sue e ci ha fatto rifare i documenti secondo il suo gusto personale, che potrebbe non essere condiviso). In ogni caso è un bel peso che si è tolto dalla mia mente. 

L'effetto è stato che sono saltati i lucchetti che tenevano imbrigliata la creatività. In questi mesi ho scritto pochissimo e non solo per mancanza di tempo. Ho scritto un raccontone (oltre 100000 battute!) sherlockiano che mi ha molto divertito, ma tutto sommato si trattava di riutilizzare idee preesistenti. Anche per questo avevo pensato di dedicare l'estate alla sistemazione del romanzo dell'anno scorso e della sorpresa autunnale. E invece no. Si trattava probabilmente di una sorta di sistema di salvataggio mentale per evitare di sovraccaricare la mente. Appena dei neuroni si sono liberati ecco qui a bussare tre nuovi personaggi.

V. A. e P. hanno iniziato ad affacciarsi alla mia mente per colpa di un post di Michele. Immagino sia stata la foto delle tre signore sulla panchina. Era qualcosa di vago, però, l'ombra, forse, di un racconto futuro. E invece V. A. e P. hanno un bel caratterino. O, meglio, A. è molto dolce e remissiva, ma V. e P. non lo sono per niente. Hanno le idee tanto chiare da impormi addirittura, udite udite, una storia senza morto. Quindi non un giallo in senso stretto, anche se il giallo rimane comunque il mio riferimento (diciamo che questa volta ci sarà un crimine da compiere, invece che una caccia al colpevole, ma senza spargimenti di sangue).
Ora, non so voi, ma io certe signore mature armate di bastone e borsetta non so proprio contraddirle. Quindi adesso in qualche modo devo organizzarmi. Perché non voglio abbandonare il romanzo dell'anno precedente. Però la loro storia dovrò pur scriverla. In caso contrario temo che le tre signore usciranno dalla mia mente per prendermi a bastonate. 
Per una volta non ho neppure voglia di scalettare e preoccuparmi per la trama. Questo sarà un romanzo leggero, partorito probabilmente come reazione al troppo stress degli ultimi mesi. Voglio che anche la stesura sia leggera e un po' brada. La storia so dove deve andare e in qualche modo là la faremo arrivare, il come, però, si studierà strada facendo.

Prima di andare ad occuparmi di VAP, però, voglio ringraziare tutti quei lettori che hanno cercato il mio racconto in coda al Giallo Mondadori "Quella casa nella brughiera" e mi hanno fatto sapere cosa ne pensavano. Sono quei momenti che, davvero, danno un senso a questo nostro ostinarci a inseguire le storie! GRAZIE DI CUORE

12 commenti:

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  2. Che bella, la tua nuova idea! Io non ho mai scritto di anziani, perché non me ne sono mai sentita in grado. Però, anche se sono alle prese con lo stesso romanzo ormai da tempo, sono partita in quarta con una sorta di riscrittura, per la quale mi sento molto stimolata anche grazie all'epurazione di alcuni personaggi e all'entrata in scena di tre figure nuove, L., V. e J. che colmano dei buchi e portano una ventata di aria fresca. Quindi capisco bene quando un personaggio ti afferra per un polso e con forza e ti obbliga a scrivere di lui. In bocca al lupo, quindi, per questa nuova esperienza. :)

    P.S. Ho notato che le ultime volte sono sempre stata la prima a commentare, tra l'altro poco dopo la pubblicazione. Giuro che è un caso e non ti sto facendo stalking! Forse sto troppo su Facebook, visto che spesso i post li vedo lì. ;)

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    1. Mi fa piacere la tua velocità di commento!
      Le mie storie, poi, nascono sempre così, perché un personaggio si impone. Vediamo dove mi porteranno queste tre vecchine terribili...

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  3. Eh! Io sto ancora pensando alla simpatica donna del tuo racconto Mondadori che ha sventuratamente il mio nome! :)

    La storia delle tremende vecchine era nell'aria già quando hai scritto la quarta da Michele.
    Avanti tutta, allora!

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    1. Mi spiace per l'omonimia, in realtà in racconto non è recentissimo, credo di averlo scritto nel 2014, quando non avevamo ancora molta confidenza. La donna del racconto è ispirata a una "simpatica" persona reale e quindi il nome doveva essere molto diverso dal suo. "Marina" lo trovo un nome molto fine, adatto ad accompagnare un cognome nobiliare importante e l'ho scelto per questo.

      La storia delle vecchine ora è ben diversa da quella immaginata sul momento, ma sì, quel post è stato davvero liberatorio, ha sbloccato qualcosa.

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    2. Anche nel mio romanzo c'è una Marina, nata prima che Mrs Guarneri iniziasse a farmi da beta. Tra l'altro l'editore a cui ho mandato qualche estratto si chiama come il personaggio più negativo dell'opera, ma ancora non lo sa. :D

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    3. Incerti della scrittura. A volte si può cercare un nome improbabile per evitare queste situazioni, altre no. Anche i cattivi hanno diritto a un nome, dopo tutto.

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    4. Ma pensa, che bello! Non sentivo il mio nome da anni e lo,ritrovo protagonista di ben due romanzi! :)

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  4. Quando si intrecciano le storie, quando hai bisogno/voglia/intenzione di scrivere più cose, sbrogliarsi diventa un problema. Ma sono così curiosa di conoscere la nuova che spingo per quella. E aggiungo: mi hai fatto venir voglia di leggere gialli. :)

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  5. Una bella storia al femminile, con protagoniste cazzute e pericolose? Stupendo! A chi serve il morto con delle protagoniste così? :D
    W VAP!

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    1. :) :) :)
      PS: cazzute, pericolose e settantenni.

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