martedì 5 novembre 2013

Con LA CONQUISTA alla premiazione del XIX Trofeo Rill


Questo è il terzo anno di fila che mi ritrovo alla premiazione del Trofeo Rill, la prima che mi sia veramente goduta.
Due anni fa non ero emozionata, ero in panico totale, quasi incapace di spiaccicare parola, in uno stato d'ansia che andava avanti dal mattino.
L'anno scorso ero sballottata tra troppi diversi impegni, alcuni gradevoli, come le premiazioni letterarie, altri molto meno.
Quest'anno ero tranquilla. Ero già vincitrice, in quanto tutti i cinque racconti pubblicati nella sezione SFIDA, il concorso riservato a chi è già stato almeno una volta in finale al trofeo, sono considerati vincitori a parimerito. Tra essi, tuttavia, dal 2008, viene selezionato un "vincitore assoluto" a cui viene assegnato il Premio Speciale Lucca Comics&Games. Il vincitore sarebbe stato proclamato in diretta, ma, insomma, l'avere 4 probabilità su 5 di non vincere mi rendeva abbastanza tranquilla.

Il mio stato di beatitudine credo non fosse condiviso da quello che è un po' l'anima di Rill, nonché presentatore ufficiale delle premiazioni, Alberto Panicucci, che era visibilmente stanco sin dall'ingresso in sala Ingellis (una delle sale di Lucca Comics, che aveva ospitato giusto prima autori fantasy e disegnatori di fama internazionale). Mi è stato spiegato poi che aveva avuto una giornata di quelle che avrebbero davvero sfinito un gigante delle tempeste e quindi, innanzi tutto, il mio GRAZIE va a lui, per aver saputo gestire in modo professionale e simpatico la serata, nonostante tutti gli imprevisti abbattutisi sui Rillini.

Io invece, come detto, me la godevo. Nelle ultime file, come a scuola, con i miei amici/giocatori di ruolo/compagni di avventura, tra cui due, che saluto particolarmente, conosciuti tramite il blog.
Certo, la calma serafica è un po' sfumata via via che si avvicinava il temuto momento della premiazione a sorpresa, più che altro per motivi post traumatici. La prima volta che mi è capitata una premiazione di questo tipo in cui sono stata chiamata sono caduta scendendo dal palco (giuro), sacrificando un gomito per salvare la targa appena ricevuta. Comunque, appunto, le probabilità erano a mio favore.
Come sia andata a finire, lo potete vedere dalla foto.
Posso dire, però, con estrema fierezza, che NON sono caduta.
In compenso ho dato pubblicamente dei "disgraziati" ai miei amici (con i quali mi scuso) e al Nik che si sono messi ad applaudire manco avessi vinto le olimpiadi. Ragazzi, davvero, mi ha fatto piacere, sono contenta che abbia fatto piacere anche a voi, ma considerate che non è il modo migliore per mettere a suo agio una col mio carattere... Però, ribadisco, nonostante la sorpresa, il tifo e l'abito medioevale che indossavo (niente tacchi, però) NON sono caduta.

Che dire, di più?
La presentazione dell'antologia la trovate qui
Il mio racconto l'ho presentato qui

In questi giorni ho iniziato a sfogliare l'antologia, leggendo un po' a macchia di leopardo, con l'ordine e la metodicità che mi è propria. Due cose mi hanno colpito. La qualità di tutti i testi "assaggiati", compresi quelli stranieri, la novità di quest'anno (onore al merito al traduttore dal Finlandese) e l'elenco dei giurati. Cioè, intendiamoci, io l'ho sempre saputo che Rill è il non plus ultra per il racconto fantastico, però non mi ero fermata a ragionare sul fatto che ci fossero i più grandi scrittori e esperti di fantastico italiani (e non solo) e che per tre anni di seguito ho avuto la loro attenzione.
Che cosa posso dire, se non GRAZIE a tutti loro?

lunedì 4 novembre 2013

Come sopravvivere a Lucca Comics


1) Equipaggiarsi in modo adatto e assicurarsi di avere un ranger nel gruppo.



2) Seguire scrupolosamente le istruzioni...



... Perché dal cielo può cadere QUALUNQUE cosa (anche chiunque)



4) Non accettare passaggi dagli sconosciuti, non si sa dove o quando potresti finire...



... E comunque fai attenzione anche a chi ti offre da bere




5) Non importunare chi potrebbe rivelarsi un pericolo...



... Anche se sai che sono i dadi che decidono lo scontro.




6) Presta attenzione ai dettagli



7) Guarda dove stai andando



8) Anche se vedrai le cose più strane...



... Ricorda che non sei in un fumetto (o forse sì?)




Anche quest'anno essere a Lucca Comics è stata un'esperienza magica e quindi un enorme GRAZIE agli organizzatori, alla pazienza dei membri dello staff (che dopo 12 ore ancora spiegavano gentilmente a tutti dove fosse l'uscita), alle forze dell'ordine, a medici e volontari della croce rossa e a tutti quelle migliaia di persone che ogni anno si riversano a Lucca con spirito goliardico, ma anche piene di pazienza e senso civico. Grazie a tutti loro anche quest'anno Lucca è stata il mio "Altrove Possibile".

Per la parte più strettamente letteraria, aggiornamento a domani, quello che posso anticipare è che l'antologia di RiLL (Perché nulla vada perduto) è fantastica e che per me c'è stata una super sorpresa!
Per chi fosse davvero curioso, ne stanno già parlando su FantasyMagazine

mercoledì 30 ottobre 2013

Verso Lucca Comics


Ho visto cose che voi umani...
Questo post potrebbe iniziare così, perché è difficile davvero spiegare agli umani standard cosa sia Lucca Comics per noi nerd/fumettari/drogati di storie/giocatori di ruolo.
Lucca Comics è una sorta di unione di mondi possibili, alchimia di esistenza, unicum spaziotemporale.
Immaginate...
Una città medioevale protetta da alte mura, circondata da un enorme prato. Una folla, un'armata d'invasione di gente dagli improbabilissimi costumi. Ho visto un Hulk vestito solo di perizoma e pittura verde, a piedi nudi a cinque gradi. Tutta una famigliola, bimba e cagnetto compresi, in tema "sposa cadavere". E poi padiglioni, fumetti introvabili come pepite, disegni originali da conquistare come tesori nascosti.
Quello che davvero amo di Lucca Comics, tuttavia, è la gentilezza. Non ho mai visto nessuno insofferente per le code, inevitabili, non ho mai visto un volontario perdere la pazienza. Ho visto il prato preso d'assalto eppure senza una carta per terra. I cosplayers continuano a sorridere e a mettersi in posa al millesimo scatto. Le forze dell'ordine hanno una presenza costante e discreta, girano in Lamborghini, a cavallo e in altri vari modi creativi. A dire il vero credo che per loro sia un incubo. Ogni anno le autorità locali cercando di arginare la follia imperante provando a far notare che girare irriconoscibili o con lunghe lame o con armi quasi come quelle vere non sia il massimo della sicurezza. Hanno ragione. Dipendesse da me la sicurezza di Lucca Comics, un posto dove si fanno tornei di scherma medioevale, di spade laser, dove camminano con sicurezza i samurai, ne sarei terrorizzata. Devo dire che in anni di Lucca Comics non ho mai visto nessuno farsi male.
E quindi si parte.
Non è mai facilissima, per noi, la partenza per Lucca. L'anno scorso avevo un serio problema di ubiquità (un bel problema, dato che avrei dovuto essere a tre premiazioni letterarie quasi in contemporanea) e questo, negli anni, non è stato l'unico guaio. Il gruppo però è cresciuto e si è affiatato. Passeggiare per Lucca, sotto gli alberi dalle foglie dorate, tra orchi e elfi che ridono insieme è una magia che vale più di un disagio.
E anche il Persiano, quest'anno, vorrebbe partire con noi.
Come famiglio, col giusto costume, farebbe furore...

lunedì 28 ottobre 2013

Privilegi d'autunno


Amo l'autunno probabilmente più dell'estate.
Le giornate di sole sono più rare e preziose. Se poi, uscendo dal lavoro, si gira per caso in un vicolo e si trova questo scorcio, come non innamorarsi?

sabato 26 ottobre 2013

La Conquista in Perché Nulla Vada Perduto


Distratta dalla scuola col pontile e da qualche (dis)avventura casalinga non mi sono resa conto che giovedì prossimo è già il momento di partire per LuccaComics.
E con LuccaComics arriva, puntualissima, l'antologia Mondi Incantati, il risultato del lavoro del 2013 di trofeo RiLL e dintorni.
Eccola qui, Perché nulla vada perduto, già disponibile sul sito di RiLL

Quest'anno è davvero una super antologia. Oltre ai quattro migliori racconti del Trofeo RiLL, uno dei più longevi e seri concorsi per la letteratura fantastica, ci saranno infatti anche dei racconti stranieri, vincitori di analoghi concorsi esteri, provenienti da Finlandia, Francia, Irlanda e Inghilterra. Questo vuol dire, tra l'alto che i anche i vincitori di RiLL saranno tradotti e distribuiti all'estero, una cosa che non capita tutti i giorni, sopratutto con i racconti!

Infine troverete i racconti vincitori del concorso SFIDA, riservato a coloro che sono stati almeno una volta finalisti di RiLL. Quest'anno l'obbligo era rispettare un tema e un titolo "La Conquista".
Quindi anche il mio racconti si intitola La Conquista. Lo avevo presentato qui

Non vi resta che correre a leggere!
E un grazie agli organizzatori di RiLL, che tengono desto il mio senso del meraviglioso!

giovedì 24 ottobre 2013

Editing, la Pietra Filosofale dello scrittore.

Mentre i Gatti di Brolo continuano a farci compagnia, mi sono decisa a parlare di Editing, chimera e pietra filosofale  per molti scrittori e aspiranti tali.
In effetti a leggere quello che si trova in rete, sembrerebbe proprio che l'editing sia la Pietra Filosofale, una magia che permette di trasformare un manoscritto digeribile quanto piombo in oro editoriale appetibile per agenti, editori e lettori.

Quindi di fatto cos'è l'editing?
È la sistemazione di un manoscritto per traghettarlo dalla sua forma da cassetto alla sua nuova (si spera) forma di libro. Qualcosa di più della vecchia e assai meno romantica "correzione delle bozze". Non si limita (in teoria) a correggere errori di battitura e sviste varie, ma interviene per rendere più leggibile le frasi e, se il caso, più fruibile la trama stessa dell'opera. Ancora più in pratica, è la lettura esterna di qualcuno di competente che ti dice "Bello, però che noia il cap. 5! Non è che accorci un po' il primo paragrafo del cap. 4?" Insomma, come spesso accade, niente magia e molto buon senso applicato.

Per come la vedo, io, di editing ne esistono di tre tipi e io ne ho sperimentato solo uno.

Editing interno pre-pubblicazione
Dovrebbe essere sempre a carico esclusivo dell'editore. È una delle ultime fasi di lavoro prima di impaginare l'opera e passare alla correzione delle bozze vere e propria (in cui si starà attenti più che altro che i segni di interpunzione siano tutti al posto giusto e a altri dettagli simili).
La prima volta che mi hanno detto che un racconto sarebbe stato "editato" mi è salito il panico. Chi osava mettere il naso nel mio racconto? 
In realtà per i racconti, per quel che mi riguarda, si è sempre trattato di editing leggerissimo, risolto di solito con qualche mail con il curatore dell'antologia. Qualche soggetto da esplicitare meglio, qualche frase da spezzare e altre cose del genere. L'editing più leggero in assoluto l'ha subito il racconto pubblicato in Giallo Mondadori, a cui è stata solo modificata la prima riga (quando l'ho letto mi è venuto un colpo: mi hanno modificato fin dalla prima frase! Poi mi sono accorta che era l'unico cambiamento). Credo comunque che sia normale. Un racconto è pronto o non è pronto per la pubblicazione, senza troppe vie di mezzo.
Per LA ROCCIA NEL CUORE in realtà il discorso è stato molto simile, tolta qualche ridondanza e sistemata qualche frase qua e là. Mi è crollata l'illusione dell'editor come un demiurgo che ti rivolta la storia come un calzino. 
Forse, se un romanzo deve essere rivoltato come un calzino, non è pronto per la pubblicazione.
Per l'apocrifo sherlockiano l'editing è in corso e in effetti è un po' più sostanzioso, ma si è tratta più che altro di trovare insieme la soluzione a un capitolo che non torna e poi ci vuole il controllo di un "esperto più esperto di me" per tutti i riferimenti interni/storici/linguistici. Nessun calzino rivoltato neanche qui.

Editing esterno pre-pubblicazione
Ho sentito che può capitare che un'agenzia letteraria consigli a un autore di farsi affiancare da un editor (a pagamento) per migliorare un testo o che una casa editrice faccia pagare l'editing da farsi presso un professionista esterno.
Non ho un'opinione precisa su questo tipo di evenienza, non essendoci mai passata. 
Di base direi che è scorretto, sopratutto se a proporre l'editing è una casa editrice, che dovrebbe farsene carico. 
Però mi rendo conto che la scrittura è, almeno in parte, un'arte che va imparata. Immagino che un buon editor, che abbia chiara fama e curriculum possa insegnare molto a un autore che ha già un buon testo, ma che deve essere rifinito. Io che a suo tempo ho speso non poco per un master sulle tecniche di narrazione, non posso certo biasimare chi spende per imparare a lavorare su un testo. Continuo a ritenere che se uno scritto è valido, ci debba lavorare la casa editrice. E che se si vuole imparare sia meglio un corso più generale che un lavoro fatto su un singolo testo.
E tutto questo resta valido solo se parliamo di editor seri e di testi poi traghettati alla pubblicazione

Editing esterno indipendente da un'eventuale pubblicazione
Vedo proliferare in rete tutta una serie di agenzie di "servizi editoriali" che dicono più o meno "non siamo una casa editrice, non siamo un'agenzia letteraria, aiutiamo a migliorare i vostri testi."
Cioè, traducendo a braccio: non vi pubblichiamo, non vi aiutiamo a pubblicare, ma ci facciamo pagare per mettere le mani sui vostri scritti e di questo campiamo.
Da qui una serie di domande: se campi sui testi che la gente ti propone, puoi dire "lascia stare, datti all'ippica, non ne vale la pena"? No, se no muori di fame. Quindi presumo che queste agenzie accettino tutto o quasi e si sforzino di renderlo leggibile. A costo di riscriverlo, temo. Al costo che l'aspirante scrittore è disposto a pagare. Senza alcuna garanzia. Senza alcun futuro in vista.
Seconda domanda: e il curriculum di questi editor? Spesso sui siti è impossibile trovarlo. E i libri editati da loro e poi pubblicati? I loro studi? I loro scritti? A che titolo mettono le mani sul mio scritto (a pagamento!)? Io ad esempio so di non avere il talento dell'editor, che è diverso da quello dello scrittore. Ho visto un editor, uno vero, capire da un manoscritto anonimo che era stato scritto a due mani da un lui e una lei. Esperienza e sensibilità che io non ho. Ma ho il sospetto di essere molto più qualificata (anche solo per titoli accademici) di molti titolari di sedicenti agenzie di "servizi editoriali" 

E quindi?
Mi spiace disilludere quanti ancora ci credono, ma la Pietra Filosofale non esiste. Se il piombo si trasforma in oro, molto probabilmente nel processo sprigiona spiacevoli radiazioni. Se un testo illeggibile diventa un capolavoro, semplicemente non è più il testo che avete scritto.
Se un testo non è pronto per la pubblicazione, non è pronto e nessun editing potrà salvarlo.
Se va migliorato, molto probabilmente sarà un editore o un curatore di antologia a proporvi un'editing che può essere paragonato a delle pulizie di primavera in una casa. Non si abbattono i muri, né si comprano mobili nuovi, al massimo si spolvera e si tinteggia.


mercoledì 23 ottobre 2013

Letture - I (primi) racconti di Bus Stop Sherlockiana


Che bella iniziativa quella di Delos di rendere disponibile in formato digitale e prezzi popolari alcuni apocrifi sherlockiani nuovi e meno nuovi!
Lo confesso, è stato il mio primo acquisto di e-book, essendo dentro l'anima una paleolitica mancata e quindi poco propensa alla tecnologia. La carta è sempre la carta, ma il passaggio è stato meno traumatico del previsto.
Ma veniamo ai racconti, ho letto per ora i primi tre e attendo il quarto.

Sherlock Holmes e la sfida dell'astrologo
S. Nava
Samuele Nava è, tra i giovani autori di apocrifi, il mio preferito. 
A volte, negli apocrifi, non si trova Sherlock Holmes, ma la fotocopia di uno stereotipo. Nei suoi mai.
Inoltre non rinuncia a essere autore non scrive delle presunte copie di racconti di cent'anni fa, ma storie fresche con per protagonista Sherlock Holmes.
In questo caso il nostro detective, non proprio distaccato come vorrebbe far credere, architetta un complicato piano per dimostrare che un presunto veggente non ci vede poi così chiaro. Una girandola di colpi di scena e un finale sorprendente e non privo di ironia.
Il racconto può essere reperito anche nell'antologia Sherlock Holmes in Italia.

Sherlock Holmes e l'ultimo preraffaelita
L. Sartori
Uno stile molto piacevole e scorrevole per una storia forse fin troppo lineare per essere un'indagine di Sherlock Holmes.
Un incidente sul lavoro che tanto incidente non è, una donna scomparsa e un quadro da completare. Ne esce un racconto lungo che si legge volentieri, più, forse, per stile e resa dei personaggi che per l'indagine in sé. Particolarmente interessante il finale che dimostra come a volte quello che riesce a mantenere un maggiore distacco sia Watson.

Sherlock Holmes e il tesoro di Sir Francis Drake
L. Martinelli
Luca Martinelli è un autori molto solido che si muove nel mondo di Sherlock Holmes con maestria e mano ferma, tutte caratteristiche che tornano in questo racconto.
Ci sono delle carte scomparse e poi siamo nel 1891, cosa che da sola fa rizzare le antenne agli appassionati.
Forse altri suoi racconti mi avevano colpito di più, ma rimane comunque un bel leggere.