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mercoledì 18 ottobre 2017

Seguendo la cometa 28 – Età


Eccoci.
È passato un anno, la pupattola ormai sgambetta in autonomia, irriconoscibile dal fagottino minuscolo che abbiamo preso in braccio la prima volta.
Era inevitabile arrivare anche in fondo a questo lungo racconto.

Un GRAZIE ENORME a Viola, che ha reso possibile questo racconto, dando forma di volta in volta ai miei appunti.

E GRAZIE a chi ha seguito questo racconto.

lunedì 4 settembre 2017

Seguendo la cometa 26 – Privacy

Con questo inizia il lungo epilogo di Seguendo la cometa. È buffo, siamo a quasi un anno esatto da quando si è arrivata la telefonata. Oggi a scuola mi hanno giusto chiesto se mi ricordavo del corso a Torino... E come potrei essermene dimenticata? Forse, però, la domanda era (giustamente) riferita ai contenuti... Mi sa che è il caso che mi iscriva di nuovo...
Come accade in questi casi un anno è lunghissimo e brevissimo, non sembra vero sia che siano trascorsi solo 365 giorni, sia che siano già passati. La pupattola era un esserino minuscolo che sembrava fatto al 70% di naso, ora è una bambinona a cui in genere vengono attribuiti almeno sei mesi in più della sua età che zampetta e parlotta, con un carattere (ostinato) già ben definito e una spiccata capacità di rigirarsi tutti come vuole lei.

Passando invece a letture assai meno zuccherose, non dimenticatevi di scaricare l'ebook di Sherlock Holmes e il mangiocchi. Lo potete trovare su tutti gli store on line nei formati che preferiti. 
Qui il link alla pagina Amazon.
Se vi va, lasciate una recensione con le vostre impressioni!

martedì 22 agosto 2017

Seguendo la cometa 25 – Adozionense

E ripartiamo anche con Seguendo la Cometa, con un po' di calma perché Viola è super efficiente, ma io sono indietro con le sceneggiature...

Anche questa volta, in ogni caso, Viola ha superato se stessa!



martedì 6 giugno 2017

Seguendo la cometa 24 – Paperopoli Italia


Non so se è un problema solo mio, ma sento sempre di più la distanza tra i discorsi astratti dei legislatori o comunque delle discussioni basate sui principi e i problemi reali con cui chi c'è dentro (quale che sia il contesto) deve confrontarsi ogni giorno. Paperino in questo senso è proprio un caso tipico italiano. Nessuno gli darebbe mai un bimbo in adozione perché non è sposato e non ha un reddito fisso, ma tre in affido subito, semplicemente perché pochissimi sono disposti a prendersi bambini in affido.
Parlare del problema degli affidi in Italia esula dalle mie competenze, ma personalmente non posso che fare di cuore un applauso enorme al coraggio e all'amore di chi decide di intraprendere una strada che che già è difficile di suo e in Italia a volte sembra ancora più difficile.
Semplificando all'osso, molti minori in Italia non sono adottabili, ma non possono più stare con la propria famiglia per una quantità di motivi. Per le adozioni c'è tutto un iter valutativo che se va bene dura un anno e tutta una serie di requisiti. Pochissimi voglio invece prendere dei minori in affido e anche per questo i requisiti sono diversi (non c'è l'obbligo del matrimonio, giusto per citare il più macroscopico e fonte di molte polemiche) e poi molto spesso gli affidi si fanno in emergenza (giuro, ho visto anche un annuncio su un giornale locale per cercare genitori affidatari).
In teoria l'affido dovrebbe durare poco, ma siamo in Italia e invece spesso dura anni. Se poi il minore viene dichiarato adottabile succede che spesso gli affidatari non hanno i requisiti per l'adottabilità e quindi viene spostato in un'altra famiglia, cosa anche fisiologica se il periodo di affido e breve, ma come la mettiamo se è durato più di due anni? Quindi con la nuova legge (sul cui cammino parlamentare a un certo punto mi sono persa) si voleva favorire il passaggio dall'affido all'adozione, sia per creare meno traumi al minore, sia per invogliare chi vuole adottare a dare anche la disponibilità per l'affido. Come principio non mi sento di essere in disaccordo. 
La prassi italiana ha fatto sì, però, che si siano innestati sulla discussione principale altre questioni con una serie di articoli dai toni forti che dubito abbiano fatto bene a qualcuno. 
Questa vignetta, quindi vuole raccontare la distanza tra la prassi e i le discussioni sui principi su un tema così importante.
E segnalare la mia stima ai tanti "zii paperini" d'Italia che fanno tutto quello che farebbe un papà senza poterlo essere al 100%.

lunedì 1 maggio 2017

Seguendo la cometa 21 – Reazioni

... Poi ci sono anche quelli che non riesci a fermare e hanno già deciso che gli occhi sono del papà, la fronte del nonno e guardando bene le orecchie sono tue...
(Poi per carità, al post adozione c'è una figlia che è identica al padre, anche se viene da un altro continente, ma diciamo che nel nostro caso bisogna lavorare un po' di fantasia...)

giovedì 6 aprile 2017

Seguendo la cometa 19 – Album fotografico

Questa volta ho delle prove documentarie di quanto racconto!

Foto fatta appollaiata in posti improbabili:

(Bella idea il bagno a L, facile da fotografare nella sua interezza...)


Il borgo in cui vivo trasformato in un set da film horror, nonostante fosse più o meno questo periodo...

Il parco giochi deserto sotto il diluvio che mette tristezza solo a guardarlo...

Il centro polifunzionale con biblioteca che si perde nella nube (dietro di solito c'è una superba vista del Monte Rosa, giuro...)
La visione dall'alto in grigio che sembra quasi un'istigazione al suicidio...
Il fatto è che di solito sono cose che non hai in mente di fotografare e la scadenza incombeva... Fortuna che avevo anche qualche scatto d'archivio delle vicinanze, l'effetto è un pochino diverso...

mercoledì 29 marzo 2017

Seguendo la cometa 18 – Certificato di matrimonio

L'Italia è quel paese in cui se devi presentare un certificato di matrimonio, a un certo punto arrivi a dubitare di esserti davvero sposato!

lunedì 13 marzo 2017

lunedì 6 marzo 2017

Seguendo la cometa 15 – La scelta del paese



Mi raccomando, cliccate sulla meravigliosa prima tavola per ingrandirla!

Ed ecco poi com'è andata la scelta del paese. 
La scelta del paese è un atto ufficiale, che viene comunicato sia al ministero italiano che a quello del paese, quindi, anche se per cause eccezionali (ad esempio colpi di stato, catastrofi naturali o guerre che impediscano fisicamente di andare là e che avvengano prima che ci sia un abbinamento a un minore) si può modificare, è una scelta davvero importante. La domanda per l'adozione nazionale rimane attiva, fatto salvo per alcuni paesi (come la Corea) che chiedono una formale rinuncia. Se c'è un abbinamento in nazionale prima di quello in internazionale (come poi è capitato a noi) l'internazionale decade. Stessa cosa se avviene il contrario. Dal momento che le adozioni nazionali sono numericamente inferiori e proprio in quei mesi c'era un rallentamento per motivi burocratici noi avevamo già dato la nazionale per persa e la scelta del paese è stato uno dei momenti di maggior crisi.
Abbiamo scelto un ente che ci dava delle garanzie sul piano etico, cioè la piena trasparenza sul destino dei nostri soldi, non per taccagneria, ma perché stavano uscendo scandali uno dopo l'altro e non volevamo certo che la nostra adozione andasse a finanziare, che so, il traffico d'armi. Inoltre in ogni paese l'ente aveva un referente in loco che si sarebbe accertato delle reali condizioni di salute del bambino. Purtroppo ho sentito di molte coppie che hanno dovuto rinunciare all'adozione sul posto dopo aver capito che il bambino aveva delle patologie per loro insostenibili. Questo credo che sia l'aspetto più brutto dell'adozione, nessuno (spero) vuole la garanzia del figlio perfetto, ma arrivando di solito un bambino già grandicello devi essere certo di poter gestire determinati problemi. Ad esempio casa nostra, per motivi di muri portanti, non può essere adattata per una carrozzina disabili e non si può capire di dover traslocare quando si è all'estero con magari un ritorno tassativo quindici giorni dopo e altre patologie già presenti in famiglia non ci rendono la coppia ideale per un figlio cieco (mentre avevamo disponibilità, ad esempio, per alcuni tipi di sordità).
Quindi date le nostre disponibilità (soffertissime, vi assicuro che ogni crocetta in quei maledetti questionari è una morte) ci siamo affidati al personale dell'ente che ha sentito a uno ad uno i ministeri di vari paesi alla ricerca di uno che potesse andare bene. Siamo stati sballottati per un bel po' tra un'ipotesi e l'altra (perfetti per la Corea, no, non vi vuole, meglio Lettonia, no, non ci sono minori compatibili con la fascia d'età scritta nelle relazioni...) con la sensazione di non andare bene per nessuno nonostante le ottime relazioni dei servizi sociali e psicologici. Alla fine siamo approdati alla Colombia per pura esclusione.
La Colombia ci è piaciuta tanto per il modo di fare, il sito dedicato all'adozione per altro è mille volte più chiaro e trasparente di quello italiano, ma lasciare per tre mesi tutto ci preoccupava davvero tanto, sopratutto per le condizioni di salute dei miei (infatti il mese scorso mio padre è stato operato, anche se è stata una cosetta già superata). 
Insomma, come dicevano le operatrici, le adozioni si fanno, ma con fatica (e fortuna), e sopratutto mettendo sempre alla prova le proprie forze reali, che a sopravvalutarle si rischia il disastro.

PS: presto avremo la prima trance dei documenti della pupattola, che per ora è ancora nel suo limbo burocratico di parziale esistenza. Potremo darle una residenza ufficiale (non vi dico le facce ogni volta che spiego che non posso compilare la voce "residenza" sui moduli) e più avanti iscriverla nel nostro stato di famiglia!

venerdì 24 febbraio 2017

Seguendo la cometa 14 – Il labirinto degli Enti


Mi raccomando, cliccate sulle immagini per ingrandirle!

Questa rubrica vuole raccontare sdrammatizzando, ma anche dare informazioni il più possibile veritiere su un mondo complicato.
Chi di voi lunedì sera in prima serata ha guardato  su Rai3 Presa Diretta ha visto un reportage sulle adozioni internazionali che raccontava tante brutte cose a cui io solo alluso, questa volta con dovizia di nomi e particolari. A chi volesse approfondire consiglio di recuperare il servizio che spiega, tra le altre cose, cosa c'era dietro il pasticciaccio del Congo, cioè il forte sospetto che alcuni bambini fossero stati comprati dalle famiglie d'origine o che queste fossero state convinte che il bimbo sarebbe andato solo all'estero a studiare per poi tornare a casa. Ovviamente all'insaputa delle famiglie adottanti. All'inizio erano state date alla stampa le più varie versioni perché non si sa quanti di questi casi ci siano e potete immaginare che impatto possa avere per un ragazzino giunto in Italia molto piccolo il sospetto che la sua famiglia d'origine ci sia ancora, in Congo, e magari sia stata imbrogliata e non lo volesse assolutamente abbandonare. Devastante. 
Dai commenti al post precedente mi sono resa conto anche che la situazione generale delle adozioni internazionali non è molto chiara.
Questo non è un momento facile per le adozioni internazionali per vari motivi:

– Ci sono paesi troppo instabili per poter anche solo pensare di mandarci delle coppie, ovviamente sono i paesi in cui ci sono più orfani e in cui questi sono più in difficoltà.

– Ci sono paesi con moltissimi problemi e scarsa stabilità politica, come quelli africani, dove da un lato si ha la sensazione di poter davvero offrire a un bambino delle opportunità che nel proprio paese al momento non ci sono, dall'altro sono gli unici paesi dove si possono adottare bambini piccoli non classificati come adozioni speciali, quindi presumibilmente sani e anche questo, umanamente, ha un peso sulla decisione.

– Ci sono paesi in cui le condizioni socio-economiche stanno migliorando oppure in cui la cultura delle adozioni sta iniziando. Sono più stabili e sicuri, ma sono adottabili solo bambini classificati come "adozioni speciali" cioè, semplificando, che abbiano più di 8 anni (di solito), gruppi di fratelli o con patologie gravi o croniche (la definizione di patologia grave o cronica varia però molto da paese in paese). Russia, Cina, Vietnam e Sud America al momento sono aperti solo per adozioni speciali. In alcuni di questi paesi (Russia e Cina) le condizioni effettive di salute del bambino le scopri là (in Cina per prassi, in Russia per totale inaffidabilità delle diagnosi). È vero che spesso si tratta di problemi facilmente risolvibili in Italia (già la necessità di scarpe ortopediche in alcuni paesi fa rientrare nelle adozioni speciali) o che a volte, specie in Russia, bambini sani hanno le più varie diagnosi, ma ci sono casi in cui il bambino ha patologie davvero molto gravi e bisogna decidere sul posto, dopo averlo già conosciuto se uno se la sente oppure no.

– Ci sono pochissimi paesi senza particolari problematiche socio-economiche (che io sappia con certezza solo la Corea del Sud) che per motivi di politica interna vengono dati in adozione internazionale bambini piccoli e sani. In questi casi, ancora più che negli altri, lo stato si permette di scegliere i requisiti per le coppie e di vagliare con attenzione caso per caso.

Infine, va segnalato che è una situazione molto fluida. Basta un cambio di governo in un qualsiasi stato per cambiare la politica sulle adozioni. Alcuni paesi usano le adozioni internazionali come merce di scambio per aiuti economici, altri le considerano una vergogna perché la necessità di mandare dei bambini all'estero mette in luce le difficoltà del paese e preferiscono contingentare o chiudere le adozioni nel tentativo di mostrarsi più forti. 
È un mondo complicato. Io ho percorso il cammino fino all'approvazione del nostro dossier in Colombia e spero che il racconto del percorso possa essere utili a chi magari cerca informazioni in merito.

giovedì 16 febbraio 2017

Seguendo la cometa 13 – Sognando l'Africa


Il che dimostra come le adozioni internazionali a volte si complichino senza che gli enti ci mettano lo zampino. Entrambi questi eventi sono capitati prima che noi scegliessimo un ente, anzi, quello dell'Etiopia molto gentilmente al telefono mi disse che non era proprio cosa e che non avevano intenzione di spillarmi denaro per tenermi anni in stallo. Le famiglie che però avevano già depositato la documentazione hanno vissuto dei gran brutti momenti. Adesso per entrambi questi stati le cose sembra che abbiano riprese a muoversi, ma si sono persi dei mesi, in alcuni casi ad abbinamenti avvenuti. Insomma, quando ci si lancia nell'adozione internazionale si è proprio un po' in balia del caso, perché tutto può accadere.

mercoledì 8 febbraio 2017

Seguendo la cometa 12 – Misteriosi Enti

... Ed è il motivo per cui neppure io chiamerò gli Enti Abilitati con cui sono venuta in contatto per nome, per quanto assurda mi sembri la cosa...

lunedì 30 gennaio 2017

Seguendo la cometa 11 – Visita a casa

Il momento più temuto dell'iter di valutazione pre adottivo è la visita a casa degli assistenti sociali...