domenica 11 aprile 2021

Lettera a trent'anni fa


 Cara Antonella,

è la sera dell'11 Aprile 1991. Domani avrai undici anni.

Lo so come sei. Hai da qualche mese iniziato a indossare il tuo primo paio di occhiali. Hanno la montatura tonda. Con gli occhi verdi e i capelli corti ti basterebbe tingere questi ultimi per essere il cosplay perfetto di Harry Potter. Ma tu a undici anni ancora non sai cos'è il cosplay e Harry Potter ancora non lo hanno scritto. Sei in anticipo sui tempi. Questo ti piacerebbe saperlo, se fosse possibile. Invece l'apparecchio ai denti che ti metteranno tra poco, quello no, non diventerà mai di moda. Sarà terribile proprio come temi. Con dei tiranti che vanno dall'arcata superiore a quella inferiore, rendendo doloroso anche parlare.

Non so dirti quanti dei tuoi problemi di relazione negli anni che ti aspettano dipenderanno in modo diretto dall'accoppiata occhiali-non-ancora-di-moda/apparecchio-che-non-permette-di-parlare. Suppongo parecchi. Ma tu sarai più propensa a dare la colpa a te stessa. In questo non cambierai moltissimo. E non credo che questa considerazione ora ti consola. Perché è bene essere chiari in questo momento. Il periodo che va dagli undici ai quindici anni sarà il peggiore dei tuoi prossimi trent'anni.

Sarai una piccola creatura informe, socialmente inetta, quasi incapace fisicamente di parlare, con un corpo sgraziato che ti farà lo sgarbo di produrre tette precoci e abbondanti del tutto incompatibili con il tuo carattere. Nei prossimi quattro anni della tua vita non riuscirai a stringere nessuna amicizia memorabile destinata a durare nel tempo e sperimenterai le prime cotte nella forma di amori impossibili di cui piangere in silenzio. Proverai alcune delusioni relazionali che ci metterai anni a elaborare. Per tutto questo periodo tuo padre andrà ripetendoti che tu non sei infelice. Perché la vera infelicità non la conosci e che i problemi veri sono altri.

Ecco, questa lettera non ha lo scopo di prepararti a quanto schifo ti farà la tua vita nel breve periodo. Questo non c'è proprio modo di evitarlo. Scrivo questa lettera perché a volto papà sbaglia. Ha ragione, ma sbaglia. 

Ha ragione, ovviamente, quando dice che ci sono problemi che ti attendono che sono molto più complicati da affrontare di quelli che ti aspettano a breve. Ma nei prossimi trent'anni non sarai mai infelice come lo sarai nei prossimi quattro.

A questo punto sarà il caso che mi presenti. È la sera dell'11 aprile del 2021, sono Antonella e sto per compiere quarantun anni. 

Porto ancora gli occhiali. Nei prossimi quattro anni scoprirai, tra le altre cose, di avere troppe allergie per essere compatibile con le lenti a contatto e, togliamoci subito il dente, insegno alle medie, come la mamma e il nonno.

Non buttarti dal balcone, ti prego. Per mamma e nonno insegnare è stato un ripiego. Ma a te piace. Davvero, non sto mentendo. Non è stato sempre facile. Diciamo che probabilmente era più facile entrare alla NASA che diventare insegnante di ruolo e ci sono state classi in grado di tirare fuori il peggio da me. Ma mi piace. Mi diverto. Non solo. L'essere stata così infelice alle scuole medie dà un senso diverso a quello che faccio.

Te la leggo negli occhi, quella domanda. Ma quindi i miei sogni? Sono diventata la copia di mia madre e di mio nonno, con un lavoro di ripiego e gli armadi pieni di rimpianti? Beh, gli armadi sono pieni di cose piegate male. Sai quei tentativi che fai per piegare bene le magliette? È inutile che tu ti ci metta d'impegno. Non ci riuscirai mai. Rinunciaci. Però i rimpianti occuperanno si e no un paio di ripiani.

Sono diventata davvero archeologa, sai? Ho partecipato a scavi archeologici in cui alcuni dormivano sui letti scolpiti delle tombe rupestri falische e altri in cui si mangiavano fette di formaggio con mani sporchissime di terra. Ma, a conti fatti, mi diverto più ora a insegnare che allora a scavare. Non che scavare si sia rivelata una delusione. È stato fighissimo. Ma insegnare lo è di più. Perché lo faccio a modo mio. Oggi, ad esempio, ho preparato i listelli di legno per preparare degli aquiloni giganti. Questo, sai, non è un gran periodo, per il mondo in generale. Molti dei miei alunni sono infelici come lo ero io, qualcuno forse di più. I ricordi di alcune lezioni sono le cose migliori che ti resteranno dei prossimi anni. Mi piace pensare di poter generale, almeno a volte, almeno in qualcuno, quello stesso genere di ricordi.

Probabilmente sei già a dormire a quest'ora. Anche questo non migliorerà molto, temo. Gallina sei e gallina rimarrai. Continuerai a spegnerti dopo cena e ad addormentarti a un'ora in cui per altri la vita inizia. Probabilmente prima di andare a dormire hai giocato con le barbie. Te ne vergogni molto, di giocare ancora con le barbie, ma non riesci a farne a meno. Le tue barbie non bevono in the, certo. Adesso stai guardando i Cavalieri dello Zodiaco e con le barbie hai costruito una fanfiction delle puntate appena viste. Non sai cos'è una fanfiction. Lo so, lascia stare. Hai inventato una storia alternativa con la stessa ambientazione. Te ne vergogni molto, sia dei Cavalieri dello Zodiaco che delle barbie. Ti hanno detto che crescendo dovrai smettere di fare quelle cose. Guardare cartoni animati, giocare e inventare storie. 

Sai una cosa? Mentono.

Intanto i cartoni animati adesso basta chiamarli anime e non sono più cose da bambini. Quanto al resto... Tra qualche mese leggerai un libro che ti cambierà la vita. Si intitola Il Signore degli anelli. Ti folgorerà per molti motivi e renderà di gran lunga più tollerabili gli anni che ti aspettano. Farà sbocciare dentro di te tutta una serie di pensieri nuovi, che non sapevi di poter pensare. Uno di questi è che è stato scritto da un adulto e che lo hai cercato nella biblioteca dei ragazzi e ti hanno detto che sta nella sezione adulti. Quindi è stato scritto da un adulto per degli adulti. Un adulto che non ha rinunciato a creare storie e storie ben diverse da quelle depresse di gente depressa che legge tua mamma. Storie che, un domani questo pensiero ti sembrerà una bestemmia, ma, adesso, credimi, è importante, sembrano più simili ai Cavalieri dello Zodiaco che a quello che legge tua mamma. Quindi ci sono adulti che non hanno rinunciato a inventare storie che piacessero loro. Solo, non le mettono in scena con le barbie, le mettono in scena nella loro mente. Tu non smetterai di giocare con le bambole perché sei diventata grande, ma perché riuscirai a giocare facendo a meno delle bambole.

Passerà parecchio tempo prima che tu possa arrivare a pensare di scrivere quelle storie. Ancora adesso mi sembra puerile scrivere le vicende che metto in scena nella mia testa. Anche se a volte me le pubblicano, me le pagano addirittura.

Ti dirò un altra cosa. A te piace tantissimo giocare. E per questo continuerai a farlo. 

No, non gioco più con le barbie. Ma in effetti le mie barbie interpretavano ruoli. Oggi lascio da parte le barbi e gioco direttamente con i ruoli. E con i dadi. E con tabelle, manuali e altre persone. Ci ho conosciuto il marito, così.

Lo so che non mi credi. Ma in realtà la scoperta che c'erano dei giochi da giocare che sembravano inventati apposta per te è stata una delle cose che ha segnato la fine di quel periodo terribile. Perché hai trovato altra gente con i tuoi stessi interessi. E hai ricominciato a farti amici veri. Quelli che ti stanno mandando messaggini mentre scrivi questo post, ad esempio. Ah, anche le amiche che a undici anni avevi già sono rimaste.

Quindi eccoci qui. I prossimi anni saranno un disastro. Ti sentirai imbarazzante, brutta e sbagliata. Una serie di persone farà in modo farti sentire così. Ma ci saranno delle cose di cui ti innamorerai davvero. Delle storie che leggerai. Delle cose che scoprirai che adori fare, anche se non sei davvero portata per questo. E saranno quelle a salvarti. Le cose che ami e di cui ti vergogni.

Ci metterai una vita intera a convincerti che non sei più quella creatura inetta, brutta e imbarazzante. In alcuni casi non ci riuscirai e la cosa avrà degli effetti quasi comici. Per assurdo che possa sembrare, ad esempio, un giorno tua figlia giocherà con i trofei che hai vinto praticando atletica. Non dirmi che sei negata per lo sport. Lo so così bene che mi considero ancora negata per lo sport. Ma quella cosa che fai quando sei troppo nervosa, correre, beh, quello è sport.

Le maggior parti delle cose che ami e che, prima o poi, ti porteranno alle persone che ami, le scoprirai tutte nei prossimi quattro anni. Non piaceranno ai tuoi compagni, i tuoi genitori non le capiranno. Ti diranno nel migliore dei casi di smettere di sognare a occhi aperti. Eppure sono quelle le cose che ti salveranno e ti porteranno, a questa soglia dei quarantun anni in cui, in fondo, con te stessa non stai così male.

Ah, un'ultima cosa.

Tra qualche tempo, finita la tortura con l'apparecchio per l'arcata dentale superiore, ti proporranno quello per l'arcata inferiore. Prevede dei tiranti esterni che vanno a formare un oggetto di tortura che va legato dietro la nuca. Tuo padre dirà che con i denti storti nessuno si innamorerà di te. Il dentista che i denti, troppo storti, inizieranno a caderti e ti faranno male per tutta la vita. Evitarlo sarà la tua prima battaglia da combattere per te stessa. Perché dovrai capire che nella vita a volte la cosa più difficile è opporsi a chi agisce in tutta coscienza per il tuo bene.

Ora stai per compiere quarantun anni. I denti dell'arcata inferiore sono storti, ma sono tutti al loro posto. Non c'è neppure una carie. Non hai mai sofferto di mal di denti, se non quando ti hanno estratto quelli del giudizio. Tuo marito sta accarezzando il tuo gatto.

16 commenti:

  1. Non sono ancora riuscito a leggere tutta la tua lettera, perchè è una lettura che merita tempo ed attenzione, ma almeno posso augurarti buon compleanno Antonella! Auguri!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dovevo leggerla tutta e con estrema attenzione per trovare alla fine una frase stupenda la cui verità ho imparato sulla mia pelle: "Perché dovrai capire che nella vita a volte la cosa più difficile è opporsi a chi agisce in tutta coscienza per il tuo bene." Penso che sarà la lezione di vita più difficile che dovrò insegnare a mio figlio! Grazie Anto e ancora auguri.

      Elimina
    2. Eh, non sarà facile...

      Elimina
  2. Rivedere il proprio passato con la consapevolezza della maturità è sempre un esercizio difficile ma gratificante.
    Cento di questi giorni con la stessa serena capacità di rivedere la propria vita aa ritroso e scorgervi un percorso che ti ha condotto all'obiettivo che volevi.

    RispondiElimina
  3. Tanti auguri!!
    Anch'io compio gli anni in aprile. Anch'io avevo gli occhiali tondi alla Harry Potter (e niente tette per compensare). Inventavo storie e le mettevo in scena con gli animaletti di plastica. E da grande sono diventata archeologa e poi ho cambiato lavoro. Mi trovo decisamente più a mio agio nella mia pelle di trentacinquenne, rispetto allo sgorbietto undicenne. Sottoscrivo la tua bella lettera per la me stessa del futuro :)
    Facciamoci coraggio: anche quest'anno non avremo il migliore dei compleanni, ma il prossimo sarà tutt'altra storia, vedrai!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora tantissimi auguri! Evviva le nate ad Aprile

      Elimina
  4. PS. Alla lettera per la me stessa del futuro aggiungerei "ricorda la regola d'oro: camminare in punta di piedi, quando si entra nel campo dei sentimenti dei figli".

    RispondiElimina
  5. Tanti cari auguri, mi ha emozionato la tua lettera alla piccola Antonella.
    Per fortuna la tua bambina interiore ha un adulto che si prende finalmente cura di lei nel modo giusto. Continua a visitarla ogni giorno, giocate insieme e promettile che potrà sempre contare su di te!

    RispondiElimina
  6. Oh, fantastica! Non riesco a dire altro.

    RispondiElimina
  7. Bellissima lettera alla bambina di trent’anni fa, da ragazzini tra apparecchio ai denti, occhiali e insicurezze si soffre tantissimo è vero ma rivedersi a distanza di anni fa tanta tenerezza.
    Buon compleanno!

    RispondiElimina
  8. A volte è bello guardare indietro. La tua lettera è bellissima. Auguri, in ritardo! :)

    RispondiElimina