È un periodo così.
Ho bisogno di coccole e non perché domani è San Valentino.
Continuano ad arrivarmi notizie di persone che hanno più o meno sfiorato la mia vita che mi ricordano come siamo precari nella nostra esistenza, senza alcuna certezza attaccati al nostro oggi.
Credevo che la parte più folle del PAS fosse ormai alle spalle.
Credevo.
Giacché siamo nel 2015 e tutti dobbiamo stare al passo con la tecnologia, di sera ci avvisano che entro il 20 febbraio dobbiamo consegnare un foglio firmato dal relatore della nostra tesi di abilitazione. Firmato di persona personalmente, come direbbe il Catarella di Camilleri. Ma il prof non abita esattamente sotto casa mia e, per di più, in Piemonte questi sono i giorni di carnevale, con le relative chiusure di scuole e università. Per un folle momento ho immaginato la mia relatrice in settimana bianca e la mia abilitazione che saltava perché io non riuscivo a inseguirla sulle piste da sci con il modulo da firmare in mano.
Fortuna che la relatrice insegna storia Medioevale e i medioevalisti non si fermano mai. Dovrò solo sobbarcarmi un viaggio a Vercelli esclusivamente per una firma.
Ottenuta questa preziosissima reliquia (e siamo sempre nel 2015) possiamo registrare la nostra tesi su cd. Tale cd va consegnato, sempre di persona personalmente, all'apposito ufficio di Torino (due ore d'auto da casa mia) dalle ore 9.00 alle ore 11.00. Perché l'insegnante abilitando è evidente che di mattina non lavora, non ha null'altro da fare se non una bella gita a Torino.
Eccomi quindi con la mia voglia di coccole.
Voglia di coccole e di storie a lieto fine, perché più mi guardo intorno e meno ne vedo.
Da qui, ricorderete, il mio desiderio di racconti rosa.
Così ne ho comprati alcuni in e-book. Racconti professionali, ben scritti e scorrevoli. Il primo Non dimenticarmi mi è piaciuto, lei vedova, figlia di un pastore, con i piedi ben piantati per terra, è proprio il tipo di donna di cui mi piace leggere.
Gli altri due... Avrei iniziato a prendere a schiaffi le eroine già a pagina tre.
La prima è una ragazzetta che si innamora del classico "bello e dannato" convinta di riuscire a redimerlo. Il racconto, com'è ovvio, termina con lui che si scopre davvero innamorato. Tuttavia è fin troppo facile immaginarlo, dopo il matrimonio, ricadere nelle cattive abitudini e magari pure tornare a casa ubriaco e manesco.
Il mio riassunto: "sciocchina si condanna a una vita di tradimenti e violenze domestiche". Ehm... Non credo fosse questo l'intento dell'autrice...
La seconda è insopportabile. In 20 pagine di racconto avrà bisogno di essere salvata un 7/8 volte. E quel sant'uomo del suo lui che ogni volta la va a recuperare in mezzo ai soldati nemici, in mezzo ai lupi, in mezzo al fiume... Sempre in guai in cui si è cacciata da sola (del tipo: papà ha detto di non uscire che ci sono dei soldati nemici in zona, ma io ho voglia di fare il bagno e scappo per sguazzare al fiume...).
Il mio riassunto: "lei si caccia nei guai. Lui la salva. Se l'avesse affogata avrebbe fatto meglio."
Questo, chiaramente, è solo un giudizio basato sul mio gusto. I racconti erano professionali e ben scritti. È solo che le donne di cui mi piace scrivere e leggere sono di tutt'altra pasta. E continuo a pensare che abbiano diritto anche loro a delle storie d'amore a lieto fine.
Ho bisogno di coccole, quindi, ma coccole intelligenti.
Una bella coccola è stata l'uscita in digitale del mio romanzo, che ha addolcito la notizia della morte definitiva di un altro progetto a cui ero stata dietro davvero tanto.
Un'altra coccola è stato questo bellissimo post sul romanzo storico di Grazia e Cristina che mi ha aiutato a decidere quale regalo volevo davvero per San Valentino: mi sono iscritta a un seminario sul romanzo storico che si terrà domani pomeriggio.
Dopo mesi di sabati pomeriggi passati a scrivere roba di storia per dovere è stranissimo regalarsi... Un sabato pomeriggio da passare a scrivere roba di storia per piacere!
Ma ognuno ha le sue coccole, immagino.
E questa sera il Nik ha promesso di tornare a casa con la torta!




