È bello confrontarsi tra blog, ci si scambia spunti spesso inaspettati, portando la mente a camminare su sentieri che, spontaneamente, non avrebbe certo intrapreso in quel momento. Chiara Solerio è ospite di Salvatore Anfuso con un bel post sull'archetipo del femminile e del maschile applicato alla scrittura.
Come ho avuto modo di scrivere nei commenti, è una terminologia che non mi soddisfa appieno, perché viene troppo spontaneo associare il femminile come "naturalmente della donna" e il maschile "naturalmente dell'uomo", cosa che non rispecchia il mio pensiero.
Tuttavia che la nostra personalità possa essere descritta secondo coppie di opposti credo che sia comunemente accettato, quindi io mi ritrovo di più nella teoria dei tipi umani.
Premetto che mastico poco di psicologia, ma in effetti, quando mi è stato spiegato il concetto base, l'ho trovato sensato e, quanto meno, adatto a descrivere me. Inoltre mi è sembrata una buona base per riflettere sulle mie attitudini lavorative e, quindi, anche sull'aspetto scrittura. Ho scoperto tutto ciò attraverso un bel corso di aggiornamento sull'autoconsapevolezza, in cui un esperto ci ha portato a conoscerci un po' meglio. Gli scopi erano due, dato che si parlava di insegnamento: imparare a modulare i nostri stili di insegnamento in base alle nostre attitudini e imparare a capire che tipologie diverse di persone (e quindi di alunni) si rapportano e imparano in modo diverso.
Quindi, secondo tale teoria, in ogni persona esistono quattro coppie di preferenze alternative. Per ogni coppia avremo un aspetto dominante e uno "in ombra", inoltre uno di questi aspetti sarà quello più forte in assoluto all'interno della personalità.
Ecco quello che io ho imparato su queste coppie e come un po' di consapevolezza mi abbia aiutato a capire di più la mia scrittura (potremmo parlare di qualsiasi cosa, ma qui la applichiamo alla scrittura).
INTROVERT/EXTROVERT
L'introverso tende a cercare la propria energia dentro di sé, ha bisogno di calma per rilassarsi.
L'estroverso invece cerca energia all'esterno, si ricarica facendo, mantenendosi in movimento.
Curiosamente questo non ha molto a che fare con la timidezza o il senso comune che diamo alla parola "estroverso". Io sono una timidona, che non ama le grosse compagnie eppure, quando con un esperto ho fatto il test, sono risultata un'estroversa. Parlando con l'esperto sono arrivata a capire cosa si intende: io non riposo la testa stando ferma, ma facendo qualcosa, andando a correre, passeggiando, cucinando. Trovo la mia energia facendo. Mio marito, al contrario è un introverso. Quando arriva a casa ha bisogno di una mezz'ora di stacco e di silenzio in cui magari non fa nulla. Io ho subito voglia di confrontarmi, lui no, torna socievole solo dopo questa pausa che gli è necessaria per risintonizzare le sue energie interiori.
Applicato alla scrittura: se sono in blocco devo fare altro. Potendo, andare a correre. Comunque, occupare la mente con un'attività, perché questo è il modo che ho per rientrare in contatto con la mia energie.
SENSOR/INTUITOR
Il tipo sensoriale è interessato a ciò che vede, tocca e sente. Coglie i particolari, ha senso pratico ed è portato all'analisi.
Il tipo intuitivo coglie il generale, cerca sensi globali e sviluppa collegamenti tra ambiti anche molto diversi. Ama progettare, rivolto al futuro, ma può non notare i particolari.
È risultato che non solo in questa coppia per me è dominante il lato intuitivo, ma che questo è il tratto principale della mia personalità. È vero. Ho grande curiosità intellettuale, mi appassiono alle grandi questioni, ma posso non notare i particolari. Lascio le luci accese, non noto le cose fuori posto, i cambi di pettinatura e d'abito delle persone. Sono pessima nelle questioni di estetica spiccia (accostare i colori, arredare una stanza), mentre se devo analizzare un'opera d'arte nella sua globalità o operare un confronto vado spedita. Posso cogliere al volo cose considerate complicate, ma non sapere cos'ho nel piatto davanti a me...
Applicato alla scrittura: ho bisogno di avere un quadro generale di una storia, prima di iniziare a lavorarla, definire i particolari, d'altro canto, è un processo lungo e faticoso, anche se divertente.
THINKER/FEELER
IL tipo thinker (riflessivo) è razionale, distaccato e analitico. Applica alle circostanze i principi generali. Può essere freddo nel suo modo di dividere il mondo in vero e falso.
Il tipo feeler (emotivo) è partecipe e coinvolto. Tende all'empatia e a mettere prima la singolarità dei principi. Può avere dei problemi con le critiche ed essere permaloso.
Questa coppia riguarda sopratutto il come ci poniamo nel giudicare gli altri.
Dal test, risulto piuttosto equilibrata in quest'ambito, in me predomina il feeler, ma di poco. Quindi nel giudicare le persone cerco sempre di considerare sia gli aspetti generali, il giusto e lo sbagliato in termini assoluti, sia gli aspetti personali che hanno portato quell'individuo a comportarsi in un dato modo. Nei miei momenti migliori questo mi porta ad essere comprensiva ed equilibrata, nei peggiori ad essere mortalmente indecisa. Mio marito, al contrario ha il thinker come tratto dominante della personalità. Io lo definisco "l'ultimo dei paladini" Per lui giusto e sbagliato sono imperativi assoluti, non tollera la minima ipocrisia e, come ha ammesso lui stesso, non ha mai preparato neppure un bigliettino per una verifica o un esame! (Lui definisce me "la vigliaccona" perché tendo a vedere le ragioni di tutti).
Applicato alla scrittura: la leggera prevalenza alla parte emotiva fa sì che il focus delle mie storie siano sempre i personaggi. Tuttavia dato che il lato thinker è comunque presente l'introspezione non mi basta e metto quasi sempre nelle storie un forte interrogativo morale.
JUDGER/PERCIEVER
Il Judger è un pianificatore, ha bisogno di strutturare l'ambiente in cui vive. Questo gli rende facile prendere decisioni. Non ama gli imprevisti né le cose lasciate a metà.
Il perciever è un improvvisatore. È flessibile, spontaneo, ama esplorare, tuttavia può essere dispersivo.
Il mio testo commenta che persone che hanno questi tratti opposti e come prioritari nella personalità spesso entrano in contrasto. I judger giudicano i perciever poco affidabili e indecisi, i perciever giudicano i judger chiusi e rigidi.
Io risulto judger, ma come per la coppia thinker/feeler i due tratti sono quasi in equilibrio. Da buona Intuitor pura sono disordinata perché non vedo il disordine, ma ho un pensiero piuttosto organizzato. Se devo fare una cosa la faccio in tempi certi e pre definiti, sono tenace e brava ad organizzarmi, pur mantenendo una certa flessibilità di fondo. Mi irrita però enormemente il ritardo altrui e l'impegno non rispettato (alunni, siete avvisati), le persone possono far affidamento su di me, quindi voglio poter fare affidamento sugli altri!
Applicato alla scrittura: il giallo è un genere molto strutturato, perché la struttura mi dà sicurezza e mi permette di esplorare in limiti ben definiti. La poesia, al contrario, è qualcosa di inconcepibile per la mia mente (a livello di creatività).
RICAPITOLANDO.
Il mio tratto di personalità principale è quello Intuitor, sono inoltre estroversa, emotiva e pianificatrice, anche se questi ultimi due aspetti non sono estremizzati.
Amo guardare la globalità delle cose, colgo relazioni inaspettate, ma sono del tutto cieca ai particolari, mi ricarico facendo, rimando in movimento, do importanza alla singolarità, alle condizioni personali del singolo e mi piace organizzare e pianificare il lavoro.
Ne consegue abbastanza facilmente che mi piace scrivere racconti e romanzi che abbiano dei vincoli, quindi il genere giallo mi è congeniale (e il genere in generale), tuttavia i personaggi e le loro emozioni saranno sempre la cosa più importante. Prima di iniziare a lavorare ho bisogno di avere un'idea globale del lavoro, percepirne il "gusto" principale e se mi blocco è meglio che faccia altro, incaponirsi sul problema non serve.
Al di là di questo, la cosa principale che ho portato a casa è che ognuno ha il proprio modo di vedere il mondo e di relazionarsi e che è giusto quanto il mio. Da brava judger mi irrito quando gli amici ritardano o quando un collega su cui facevo affidamento non ha portato il lavoro al momento giusto, ma ho capito che le priorità che noi diamo alle cose sono diverse. A me crea ansia l'idea di arrivare in ritardo a un perciever quella di avere un orario da rispettare. Allo stesso modo ognuno ha il suo modo di approcciare un lavoro e quindi anche la scrittura. Fare una scaletta può essere utile a me che sono judger, non a un perciever. Avere già il quadro generale è utile a me che sono intuitor non a chi è sopratutto un feeler e sente la necessità di "vedere che fanno i personaggi".
E ancora si possono pensare personaggi diversi da noi giocando con queste quattro coppie di opposti.
Voi cosa ne pensate?
Che tipi siete?
Questo influenza la vostra scrittura?
Per saperne di più:
Che tipo sei? –Andrea Farioli. Disponibile in PDF qui



