sabato 12 ottobre 2019

Per sempre l'esilio – il mio racconto in Mondi Incantati 2019



Ogni anno l'associazione Rill bandisce due concorsi per racconti fantastici. 
Il primo è Trofeo Rill, concorso aperto a tutti e che mi sento di consigliare senza se e senza ma, perché si distingue per professionalità, trasparenza, cura e vocazione alla diffusione delle opere premiate (basti sapere che il racconto vincitore viene tradotto e diffuso all'estero).
Il secondo è SFIDA, concorso riservato a chi sia finito almeno una volta in finale al trofeo e che si distingue dal primo anche per essere un concorso "a tema". Una sfida, insomma.

Al Trofeo RiLL non posso più partecipare, perché dopo un po' che "infesti" le prime posizioni, l'associazione può sceglierti per proporre un'antologia personale (che sarà editata, edita e diffusa con la stessa cura e dedizione che vengono riservati ai racconti vincitori). Io ho avuto questo enorme privilegio con la mia antologia, La Spada, il Cuore e lo Zaffiro.

Mi rimane quindi l'opportunità e il piacere di partecipare a SFIDA. Abitualmente quattro racconti vengono considerati "vincitori parimerito" e inseriti nell'antologia annuale. Vi è tuttavia un premio esterno, curato dall'organizzazione di Lucca Comics&Games che viene attribuito al migliore dei quattro racconti (adesso mi bullo un po' e dico che l'ho vinto due volte).
In ogni caso, partecipare a SFIDA, beh, è una sfida.
Mica è scontato entrare nei 4 racconti, eh. Negli ultimi due anni, nonostante due racconti che a me non dispiacevano, non ce l'ho fatta. Invece in quest'edizione l'ho spuntata!

Per sempre l'esilio – il mio racconto per SFIDA 2019
La sfida di quest'anno era "La storia Infinita" da intendersi sia in omaggio al romanzo di Ende, sia nel senso più lato del termine.

Il bello di SFIDA, per me, è che, avendo un tema dato, delle battute tutt'altro che infinite (circa 21000) e dei generi obbligatori (deve essere fantastico, fantascientifico, fantasy o horror) mi costringe  a sperimentare, sempre.

Quest'estate, per la prima volta, mi sono buttata sulla fantascienze. Sulla fantascienza dura e pura... Ehm... Sulla fantascienza letteraria. Esiste la fantascienza letteraria? Facciamo finta di sì. Se ci fosse, il mio racconto ne farebbe parte, perché si alternano due voci narranti (due?), una nel futuro e una nel medioevo. Ma forse raccontano la stessa storia. O forse la prosecuzione di una storia. O forse una storia che tutti pensiamo di conoscere, ma forse...

Per sempre l'esilio è stato un racconto particolarmente faticoso da scrivere. Faticoso perché oggettivamente la voce narrante non brilla per simpatia ed è giusto così. Perché è basato su una storia che tutti pensiamo di sapere e che invece mi ha fatto impazzire con la documentazione. Ho dovuto fare più di un ripasso di storia e sopratutto filosofia medioevale. La mia voce narrante ragiona per categorie medioevali colte e riuscire a non perdere le divagazioni sul nominalismo in una prosa vagamente scorrevole è stata, appunto una sfida.
Inoltre avevo, appunto, una voce narrante un pochino respingente (ma un pochino, eh...) eppure al di là di alcune riflessioni abbastanza ovvie da fantascienza classica sul chi siamo e chi è umano, mi permetteva anche di ragionare sul riflesso di un autore nelle sue opere. Quello insomma che riteniamo di conoscere di un autore basandoci su quello che abbiamo letto di lui. Il che spesso è poco e fuorviate. E, infine, su quanto le nostre letture ci plasmino, quanta identità traiamo da quello che leggiamo.

Infine, era davvero tanto tempo che un mio lavoro nuovo non veniva scelto per la pubblicazione. Il racconto uscito per Giallo Mondadori è stato scritto alcuni anni fa, ormai. Mi ha fatto enorme piacere che sia stato scelto a distanza di così tanto tempo. Davvero un piacere enorme. Però, siccome sono facile all'autosvalutazione, era un po' subentrata una fase "non sono più capace". Ora, questo non è un racconto facile, da nessun punto di vista. In fase di editing (ribadisco, Rill miglior editing di sempre) abbiamo cercato di renderlo più scorrevole salvaguardando il pessimo carattere in un pessimo momento della voce narrante, ma rimane un racconto anche volutamente ostico. Che una cosa così sperimentale (almeno per me) sia stata scelta per la pubblicazione è stato davvero il regalo giusto al momento giusto. Intanto che sono ancora capace di scrivere racconti. E che sperimentare ogni tanto paga.

Ovviamente starà poi ai lettori giudicare se questo racconto sia interessante o indigesto.
Intanto devo ringraziare davvero l'associazione RiLL per avermi spinta a mettere un piede nella fantascienza e per aver scommesso sulla mia interpretazione di fantascienza.
Anche perché, volendo, con un'altra voce narrante (prometto e giuro) qui ci sarebbe un'idea narrativa che potrebbe valere la pena di sviluppare in forma di romanzo.

Un grazie speciale ad Alberto Panicucci per la pazienza nell'editing. 
Qui la notizia ufficiale.

12 commenti:

  1. Complimenti. So quanto tu sia affezionata al Rill e a ciò che gli gira intorno

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    1. Non è solo una questione di affetto. È proprio che lavorano bene.

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  2. Conosco bene la sensazione del "non sono più capace"... Complimenti per il bel risultato e per le idee che gli vanno dietro.

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  3. Sperimentare può essere una bella Sfida ;) congratulazioni!

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  4. da co-curatore di SFIDA dico: un'Antonella diversa dal solito! un piacere che tu abbia scelto quetso proprio per SFIDA.

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    1. È molto bello che ogni anno SFIDA mi sproni a mettermi in gioco e a provare qualcosa si nuovo, sapendo che dall'altra parte c'è tanta professionalità

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  5. Fantastico, i miei complimenti vivissimi! :))) La commistione di cui parli tra fantascienza e medioevo mi ha ricordato i romanzi di Evangelisti sull'inquisitore Eymerich: non una figura, ehm, molto amabile. Molto interessante la descrizione della tua lotta con la filosofia medievale. Davvero brava.

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    1. Non è Eymerich, ma la commistione è quella. Il mio protagonista non è un inquisitore, ma intimidisce parecchio anche lui...

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