sabato 15 novembre 2014

LIBERamente Librum – esperimento di blog didattico

Si può fare scuola in modo interattivo, annullando le distanze, ma non la profondità dei contenuti, rendendo gli alunni protagonisti della didattica?
Questa è la sfida che io e una collega ci siamo lanciate e da cui è nato un nuovo blog:


LIBERamente Librum è un blog gestito da due prof di lettere, ma che ha come autori anche gli studenti, perché, secondo noi, a dodici o a tredici anni si può e si deve iniziare ad esprimere le proprie idee. Ci si può consigliare libri e film e ci si possono raccontare le proprie esperienze. Inoltre troppo spesso gli alunni alle prese con un compito di scrittura mi hanno chiesto: "ma per chi sto scrivendo?", ben sapendo che solo il professore avrebbe letto il loro lavoro. In questo modo hanno la possibilità di scrivere davvero per tutti e quindi di confrontarsi con il mondo della comunicazione globale.

LIBERamente Librum è anche un progetto di gemellaggio. Le due classi autrici non sono vicine, stanno i due zone opposte del Piemonte. Non solo, una classe (la mia) viene da una scuola pubblica, l'altra da un istituto paritario. Sono due mondi che spesso non si parlano e si guardano con diffidenza. Sarà interessante vedere a cosa porterà il confronto, se ci sono contenuti o valori che vengono veicolati diversamente e cosa ne pensano i ragazzi di questo.
Già adesso i miei alunni invidiano la struttura dei loro compagni gemellati, con super aula computer e piscina. Gli altri ci invidiano la location (che adesso ci ha regalato anche la piscina).

Inevitabilmente l'attualità è già entrata nel blog, dato che la prima foto postata è stata questa:

Foto scattata da Laura

I leoni del pontile, infatti, negli ultimi giorni si sono trovati a mollo (e chissà cosa ci aspetta lunedì)!
L'invito, quindi, è quello di fare una visita al nuovo blog e di non trattarlo con condiscendenza (del tipo "tanto sono ragazzi"), ma di leggerlo se vi piace e se i contenuti sono interessanti.


Tornando invece a questioni più personali, vi segnalo sul blog Libri con Sherlock Holmes, la bella recensione che Luca Martinelli ha fatto al mio romanzo Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanico. Pare che il mio Holmes abbia superato l'esame degli esperti!

giovedì 13 novembre 2014

Se la barca va (sul tetto della scuola)


Nell'occhio del ciclone, tra una perturbazione e l'altra, l'esondazione rivela scorci di grande bellezza, pagati, purtroppo, a un prezzo troppo alto.
Ma cosa ci faccio io di mattina, in mezzo all'alluvione, a scattare foto?
Semplice, andavo al lavoro.

Ecco la Scuola col Pontile oggi.


Ve lo state chiedendo, vero?
Le lezioni si sono svolte regolarmente, anche se all'intervallo abbiamo dovuto andare a ripescare qualcuno che stava giocando nell'acqua...

Se la situazione non dovesse migliorare, chissà se ci forniranno almeno un mezzo adatto...


mercoledì 12 novembre 2014

Acqua sotto e sopra i ponti

Il cielo non vuole che insegni.
Con cielo non intendo alcuna entità superiore.
Da quando ho iniziato a insegnare ha ripreso a nevicare seriamente come non accadeva da trent'anni. Potevo immaginare cosa sarebbe accaduto con il corso abilitante.


Suona la sveglia e la luce non si accendere. Perché il buon giorno si vede dal mattino.
Si litiga col salvavita e si parte.
Dai versanti delle colline scendono torrenti a cascata e la strada sembra pronta per farci rafting. Il lago non lo vedo, è ancora buio ed è meglio così. Poi però lui si offende e arriva direttamente sull'asfalto. Ma la mia auto, a quanto pare, sa nuotare.
Alla scuola col pontile mi attendono tre papere. Poverette, non hanno altro posto dove stare, anche il lago voleva far lezione e ci era entrato in cortile.
Il collega di matematica verifica che il nuovo alunno umido possa far lezione senza metterci troppo in pericolo e si comincia.

Io finisco alla seconda ora.
Mi rimane tutt'ora il dubbio che alunni e colleghi siano ancora lì adesso...
Io non ho tempo, devo andare sull'altro lago, al liceo, a presentare il romanzo.
Intanto il primo, per gli amici Cusius, è salito ancora. Mi butto in un guado da film di avventura, mentre, appena dopo di me, chiudono la strada.
Schivo delle frane, ma questo lo scoprirò molte ore dopo.

L'altro lago non è ancora entrato a far lezione e mi cede il passo. 
Avevo pensato a lungo a come presentarmi a tre classi di adolescenti, la platea più difficile che si possa avere. Tutta bagnata non era una delle opzioni prese in considerazioni.
È andata bene lo stesso.

Poi veloce verso il PAS. Praticamente solo il tempo di arrivare e prendere posto e ci avvisano che sta esondando il fiume e stanno chiudendo i ponti.
E quindi di nuovo via, in mezzo a un paesaggio acquatico in stile Re della terra selvaggia.

A casa, infine, si fa l'appello degli amici. Tutti, pare salvi. Qualcuno è isolato dalle frane, ma tutti sembrano essere al sicuro.

Il problema è che domani si deve ripartire.
Ad ora mi danno la scuola aperta e operativa.
Chissà se domani le papere le troverò sulla cattedra?

lunedì 10 novembre 2014

Il patto col lettore e i rischi dell'imprecisione – Scrittevolezze


Tanto è un romanzo!
Tanto è un'opera di fantasia: è tutto inventato.

Io sono ferocemente contraria a questa visione della scrittura.
Tento di spiegarmi, addolcendo un po' la vis polemica che l'argomento già di per sé mi suscita e che è stata esacerbata da un pomeriggio particolarmente irritante.

Il patto col lettore
Quando si scrive si costruisce un patto con i lettore, si presenta loro un mondo altro dai tratti definiti, all'interno dei quali alcuni elementi non sono reali, ma frutto della nostra fantasia. Tali elementi sono, a seconda della storia pochissimo o moltissimi, non importa, in ogni caso il lettore, accettando di leggerci,  crederà, fintanto che il patto sussiste, che tutto sia reale. È la famosa sospensione dell'incredulità
Che i nostri elementi d'invenzione siano molti o pochissimi, essi saranno comunque circoscritti e definiti. Come diceva U. Eco ne Le postille al Nome della Rosa dovremo comunque definire le regole che governano i nostro mondo letterario e rispettarle e stabilire quali e quante coincidono con quello reale.
Nel nostro mondo inventato gli asini volano? Bene. Ma tutti gli asini? Secondo quali regole? Solo gli asini e non i cavalli? E i muli?
E, ancora, più importante, asini, cavalli e muli saranno o non saranno quelli del nostro mondo reale? Se la risposta è sì, non importa se l'asino vola o non vola, in ogni caso dovrà ragliare. Se nitrisce è un errore.
Insomma, posso stipulare un patto con il lettore per cui gli asini in quel mondo sono come quelli del mondo reale, ma volano. Se però nel ben mezzo della narrazione il mio asino volante si mette a nitrire violo il patto che io stesso ho stipulato. Come scrittore sbaglio e il lettore, se se ne accorge, si arrabbia. Peggio ancora, smette di credere a tutto ciò che gli ho raccontato.

La precisione nella narrativa fantastica
La storia dell'asino che vola e si mette a nitrire è esemplificativo di molta fantasy amatoriale.
È errore comune (mio come di qualsiasi altro) degli autori alle prime armi pensare che, siccome siamo in un mondo fantasy, allora tutto sia lecito e tutto si possa inventare.
Tutto si può inventare, beninteso, ma secondo delle regole chiare che funzionino sempre all'interno della storia. Non devono per forza essere esplicitata. Il lettore si accorgerà da solo che qualcosa funziona funziona sempre in uno stesso modo che è diverso da quello del mondo reale (es: la magia in un mondo fantasy).
Ciò che, però, viene presentato come uguale al mondo che conosciamo deve essere uguale, pena la rottura della sospensione dell'incredulità.
Gli asini, fino a che non ci viene detto il contrario (presentandoci come normale un asino che parla, ad esempio), ragliano. I combattimenti con le spade si svolgono in un determinato modo e gli archi hanno un loro funzionamento. Le armature pesano. 
Non so quanti fantasy amatoriali ho idealmente gettato dalla finestra perché i combattimenti erano inverosimili, fanciulle esili in due giorni imparavano a usare spadoni a due mani e saltellavano allegre nelle loro armature complete di piastre.

La precisione nella narrativa non fantastica
A maggior ragione la precisione non può essere un optional in tutte le narrazioni di ambientazione non fantastica.
Anche qui si devono e si possono definire i confini.
Si può fare un romanzo in cui l'avversario odioso è il cardinale Richelieu e la massima preoccupazione dei moschettieri è la salvaguardia dell'onore di una regina un po' farfallona. C'è da credere, fonti alla mano, che il cardinale Richelieu avesse altro da pensare se non a mettere i bastoni tra le ruote ai moschettieri del re e che questi, in fin dei conti, non fossero gli eroi che ci sono stati raccontati.
Tuttavia i moschetti sono moschetti, i fioretti sono fioretti e per andare da Parigi a Londra bisogna necessariamente fare un determinato percorso senza poter prendere l'autostrada.
Se un moschettiere a un certo punto tira fuori un revolver la mia sospensione dell'incredulità va a farsi friggere.
Non cambiano le cose se ambiento una storia ai nostri giorni. Se ho un personaggio che deve spostarsi in auto da Milano a Roma e ci mette due ore guidando con prudenza, la sospensione dell'incredulità va comunque a farsi friggere.

Ovvio, starà pensando ora il mio narratario, nessuno fa errori così banali. 
Il diavolo, però, sta nei dettagli e di dettagli in un romanzo ce ne sono a migliaia. E sì, tutto ciò che non sta all'interno dei confini che noi abbiamo tracciato, i confini del "non reale condiviso" su cui il lettore sospende la propria incredulità, deve essere accurato.

Ma chi vuoi che se ne accorga!
Quando noi affidiamo una storia ai lettori, che sia tramite pubblicazione tradizionale, autopubblicazione o semplicemente postandola in rete, la storia acquisisce vita propria. Non sappiamo a chi andrà in mano, per cosa sarà utilizzata o con che occhi sarà letta.

Lo raccontavo l'altra sera alle presentazioni, io rispetto sempre il detto della "sfiga che ci vede benissimo". Se scrivo un racconto storico posso stare certa che finirà in mano a uno storico e che magari sarà costui a giudicarmelo. Se ambiento una storia in un luogo, non importa quanto improbabile, state pur certi che il primo lettore ci sarà vissuto per anni.
Quando inviai il racconto Come foglie d'autunno a un concorso di Giallo Mondadori non avevo idea di stare di fatto inviando un racconto ambientato nell'Antica Roma a uno dei massimi esperti dell'argomento che si trovava a presiedere la giuria.

Una questione di etica
Alla fine è questo.
Stabilire un patto con il lettore, definire i confini della nostra immaginazione e attenercisi è una questione di etica.
Nella scrittura possiamo fare tutto, possiamo far volare gli asini e pure farli parlare.
Se decidiamo, però, che "asino" corrisponde a "equino tale e quale a quello che nel mondo reale viene definito asino" allora deve ragliare.
Se nitrisce stiamo ingannando un lettore. Che magari è un bambino che il giorno dopo andrà a scuola, dirà che l'asino nitrisce e verrà preso in giro dai compagni (per colpa nostra?)

sabato 8 novembre 2014

Presentando con Sherlock Holmes


Reduce da due serate consecutive di presentazione di Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanico sono ancora un po' frastornata, con quell'eccitazione incredula che rimane addosso quando si riesce a fare qualcosa che si è sempre sognato di fare.

La prima ansia dello scrittore che si appresta ad andare a una presentazione è la sala vuota. Perché siamo a novembre, è sera, siamo tutti stanchi e la fatica di uscire di casa è palpabili e quindi chi mai avrà il coraggio di uscire per venire a sentir parlare dei mio libro?
E invece le sale non era vuote. Anzi.
E quindi un GRAZIE enorme e di cuore agli organizzatori, la Biblioteca di Briga Novarese e la Biblioteca di Invorio. Le biblioteche sono gli ultimi baluardi della cultura, fortini assediati che a forza di passione e di volontariato vanno ripetendo questa verità che nel mondo di oggi sembra obsoleta: fermasi a leggere un libro non è una perdita di tempo.
E un altrettanto enorme GRAZIE alle persone che sono venute. Grazie ai conoscenti e agli amici, ai miei alunni (cosa può sperare di meglio una prof!), ma un grazie infinito alle persone che proprio non conoscevo e che sono arrivate già con il libro letto in mano.
È il momento in cui l'autore capisce che il suo libro non è più suo, è diventato adulto, ha incontrato un lettore, che coglierà sfumature e significati che magari non erano neppure nella mente di chi l'ha scritto. Perché un libro parla a ciascun lettore con una voce differente.

Parlare di questo libro, poi, è stata una gioia. È stata una gioia farlo lì, proprio nella biblioteca di Briga e  in quella di Invorio.
Perché un libro, di solito, non si sa dove nasca. Sono idee che si raggrumano e un giorno vengono a bussare alla mente dell'autore con una forma che non si sa bene quando abbiano assunto. Ma questo romanzo è diverso da tutti gli altri.
È nato in una sera d'inverno, quando io da utente sono andata nella biblioteca di Briga Novarese ad assistere a un incontro. E in quell'incontro è stata mostrata una fotografia d'epoca.
Questa:

E io ho capito che di questa foto, dell'uomo meccanico che vi era ritratto volevo raccontare la storia. Anzi, che l'uomo meccanico doveva essere personaggio e protagonista della storia. Non un uomo meccanico a caso. Questo uomo meccanico, unico e speciale, come spero sia intuibile anche ai profani al solo guardare la fotografia.
E dato che io non sapevo nulla di uomini meccanici della seconda metà dell'ottocento potevo farmi aiutare da una sola persona. Potevo affidarmi solo a Sherlock Holmes.

Quindi aprire il tour di presentazioni a Briga Novarese non è stato un caso, né una questione di comodità (io abito a Briga Novarese), è stato un atto necessario.

Altrettanto necessaria la seconda tappa a Invorio.
Perché l'uomo meccanico ha un papà, ovviamente, che troppi pochi conoscono e che si chiama Innocenzo Manzetti. E la biblioteca di Invorio è a pochi passi da piazza Innocenzo Manzetti. E no, l'Italia, purtroppo, non è piena di piazze e strade dedicate al papà del "mio" automa (in caso contrario non avrei dovuto scomodare Sherlock Holmes per indagare su di lui). Il comune di Invorio è una delle pochissime istituzioni ad aver creduto nel genio di Manzetti e di aver dato un finanziamento per le sue invenzioni, tra cui, immagino, anche l'uomo meccanico.

Le presentazioni dovevano avere questi luoghi come prime tappe. Non era una possibilità, ma una necessità. Come altrettanto necessaria è la tappa del
29 novembre ore 18.00
Aosta - Hotel des Etats

Ogni storia, ogni romanzo, ha una sua particolare geografia ed è un piacere e un onore poterla ripercorrere ora, con il libro stretto in mano.

Grazie quindi davvero e di cuore a tutte le persone presenti, agli organizzatori, alla libreria E.P. Books di Borgomanero, al curatore della collana Baker Street Colletion e a Sergio Cova, il bravo autore che mi ha affiancato ieri sera.

Se siete curiosi, il prossimo appuntamento è 
21 novembre ore 21.00
Biblioteca Gravellona Toce

Il libro è reperibile in tutte le librerie d'Italia e in tutti gli store on-line.
La versione e-book sarà disponibile a partire dai primi di dicembre.
Qui, il bell'articolo sulle presentazioni uscito sul sito della SherlockMagazine

mercoledì 5 novembre 2014

Racconto breve.


In una vita precedente credevo in molte cose.

Mi hanno aperto la bocca e misurato i denti. Daranno un voto ai miei canini e ai miei incisivi.
Mi hanno misurato dal collo all’anca e hanno segnato il valore su un taccuino. 
Daranno un voto ai miei occhi e alle mie orecchie.

In una vita precedente ero io che prendevo le misure, cercando la regola aurea di una perfezione umana. Il canone da seguire, la formula matematica da applicare per un risultato di superiorità.

Mettono le mani tra le mie gambe, senza malevolenza, solo per afferrarmi. Non c’è bisogno di constatare una castrazione che è già dichiarata sui documenti.

Era facile, un tempo, affidarsi a una medesima procedura. Misurare, registrare, giudicare. Chi salvare. Chi bruciare. Bambini biondi e forti da separare ai loro genitori slavi, figli perfetti della genetica del caso a cui raddrizzar la sorte. E la prole sbagliata di genitori giusti da gettar via, come si fa a scuola, con i fogli su cui sono cadute gocce d’inchiostro.
È tutto più facile, quando si ha una regola da seguire.

Con sbrigativa gentilezza mi infilano nella gabbia, qui dove tutti si fermano a guardarmi, visitatori e giudici, ciascuno con la propria opinione in mano. Ognuno addita sorridendo quello che preferisce.

Credevo, nella mia vita precedente, alla purezza della razza. 
Per un bene superiore si può uccidere senza rimorso.
Questa è una festa priva di crudeltà.
Nella mia gabbia c'è cibo e acqua.

Sono morto guardando un tramonto sudamericano. Senza un pensiero di rimpianto, se non per una sconfitta che ancora ritenevo ingiusta.

Si avvicina un uomo che appende alla gabbia una coccarda. 
“Persiano. Adulto. Neutro. Campione di categoria.”
Sbatto la coda con un mugolio che viene scambiato per compiacimento.

Credevo a molte cose, nella mia vita precedente.
Credevo alla purezza della razza.
Ma non nel karma o nella reincarnazione.
Il nazista nel persiano
1800 battute

Era una vita che non scrivevo un racconto breve, sotto le 2000 battute, e mi rendo conto che sono parecchio arrugginita. Dato che il tempo è poco, però, ne ho approfittato per riprendere la mano.


domenica 2 novembre 2014

Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanico in tour: si parte



Giovedì parte ufficialmente il tour di presentazione di Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanico. Non mancate!


Giovedì 6 novembre – ore 21.00
Biblioteca di Briga Novarese
Presentazione del romanzo Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanico
Libreria partner E.P.Books Borgomanero

Venerdì 7 novembre – ore 21.00
Biblioteca di Invorio
Presentazione del romanzo Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanico
all'interno del "Mese del Giallo"
Sergio Cova presenterà il romanzo Una via d'uscita
Libreria partner E.P. Books Borgomanero

Venerdì 21 novembre – ore 21.00
Biblioteca di Gravellona Toce
Presentazione del romanzo Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanico
L'autrice Rossana Girotto presenterà le proprie opere
Presentazione a cura della libreria Evolvo Libri

Sabato 29 novembre – ore 18.00
Aosta – Hotel des Etats (P. Chanoux 8)
Presentazione del romanzo Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanico
Presentazione inserita all'interno delle manifestazioni per il 150° dell'invenzione del prototipo telefonico e della macchina a vapore di Innocenzo Manzetti
Con la collaborazione della libreria À la page


PS ESTEMPORANEO: sono tornata ora da Lucca Comics. A causa della folla non sono riuscita ad accedere al padiglione Games (ed editori). Non ho potuto passare neppure dallo stand di Delos e non ho potuto salutare tutte le persone che speravo di incontrare. Mi è davvero spiaciuto, ma chi era a Lucca ieri credo si renda conto delle motivazioni.